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Amnesia: Quando La Perdita Di Memoria Deve Preoccupare?

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L’amnesia, o più semplicemente perdita di memoria, è un problema che, a dispetto della nostra immaginazione, può manifestarsi negli anziani come nei giovani. Il più delle volte il paziente teme possa trattarsi di Alzheimer anche se in cuor suo vorrebbe etichettare i vuoti di memoria come dei normali problemi legati all’età. Per la precisione l’amnesia è quella difficoltà nel ricordare cose, persone, animali e tutto quello che la parola “ricordo” può contenere.

La perdita di memoria può essere parziale o totale, improvvisa o progressiva, permanente o temporanea, e può riguardare sia le esperienze più recenti quanto i ricordi passati. Più avanti darò una più precisa etichetta a tutte le forme di amnesia conosciute. Per ora mi preme descrivervi quello che troverete in questa pagina: cercherò di affrontare minuziosamente i temi legati alla mancanza di memoria (dalle cause più comuni ai rimedi farmacologici per intervenire tempestivamente), tuttavia voglio ricordarvi di aver messo a vostra disposizione il modulo dei commenti: usatelo per porre delle domande o interagire con gli altri lettori. Buona lettura =)

Che cosa è la memoria?

La memoria è una delle più preziose funzioni mentali di cui disponiamo. Essa è la capacità del cervello umano di raccogliere, catalogare e richiamare (attraverso i ricordi) determinate informazioni.

La capacità di memorizzare dipende dall’interazione tra la corteccia cerebrale e altre regioni dell’encefalo. Questa trasmissione di segnali si concretizza a partire dall’acquisizione di nuove informazioni. Queste informazioni vengono quindi elaborate, connesse con altri ricordi, immagazzinate e quindi recuperate al momento più opportuno.

Senza memoria sarebbe il nulla: le nostre azioni, i nostri rapporti sociali e persino le decisioni che prendiamo a seguito di un forte ragionamento o dell’intuizione sono possibili solo grazie alla memoria. La sua natura è di importanza primaria. La memoria è la base di tutto quello che ci identifica.

Su di essa sono state scritte bellissime parole.
Cicerone, ad esempio, l’ha definita come il tesoro e custode di tutte le cose.

E’ un argomento veramente affascinante, ma parlarne più approfonditamente esula dallo scopo di questa pagina. Inoltre esiste già un bel articolo sulla definizione di memoria: lo trovate su wikipedia.

Definizione di amnesia e perdita di memoria

L’amnesia (dal greco, “dimenticanza”, da ἀ- (a-), che significa “senza”, e μνήσις (mnesis), che significa “memoria”), nota anche come sindrome amnesica, è un deficit della memoria causato da danni al cervello, malattia o trauma psicologico.
In alcuni casi essa può anche essere temporanea, come quando si verifica a causa dell’uso di sedativi o farmaci ipnotici.

In breve l’amnesia è una perdita di memoria e questa perdita può essere totale o parziale, in base alla gravità del danno.

Ci sono due tipi principali di amnesia: l’amnesia retrograda e l’amnesia anterograda. L’amnesia retrograda è l’incapacità di recuperare le informazioni memorizzate prima di una data particolare, ad esempio la data di un incidente o un’operazione.

L’amnesia anterograda è l’incapacità di trasferire nuove informazioni dalla memoria a breve termine a quella a lungo termine. Le persone con questo tipo di amnesia non riescono a ricordare le cose per lunghi periodi di tempo. Questi due tipi di amnesia non si escludono a vicenda. Entrambi possono verificarsi nello stesso paziente contemporaneamente.

Alcuni casi studiati dimostrano anche che l’amnesia è tipicamente associata a danni al lobo temporale mediale. Inoltre, specifiche aree dell’ippocampo (la regione CA1) sono coinvolte con la funzione della memoria. La ricerca ha anche dimostrato che quando le aree del diencefalo sono danneggiate può verificarsi amnesia.
Recenti studi hanno altresì dimostrato una correlazione tra carenza di proteina RbAp48 e perdita di memoria. In particolare gli scienziati sono stati in grado di capire che i topi con la memoria danneggiata avevano un livello più basso di proteine RbAp48 rispetto ai topi sani.

Nelle persone che soffrono di amnesia, è ancora presente la capacità di ricordare informazioni immediate, ed esse possono ancora essere in grado di creare nuovi ricordi. Tuttavia, spesso si nota una grave diminuzione della capacità di apprendere nuovi concetti e recuperare vecchie informazioni. I pazienti possono apprendere nuove conoscenze procedurali. Inoltre, il priming (un effetto psicologico per il quale l’esposizione ad uno stimolo influenza la risposta a stimoli successivi) può aiutare i pazienti amnesici nell’apprendimento di nuove conoscenze implicite (ad es. vestirsi o lavarsi). I pazienti con amnesia possono anche mantenere una notevole abilità intellettuale, linguistica e sociale, nonostante i profondi danni nella capacità di ricordare informazioni specifiche.

[Ricapitolando] E’ possibile definire l’amnesia come una qualsiasi alterazione di quei processi legati alla formazione, elaborazione o richiamo della memoria. Detta in altri termini, soffrire di amnesia vuol dire non ricordare.

Amnesia è una parola di origine greca ἀμνήσις.
ἀ si pronuncia “a” e sta per “senza”.
μνήσις si pronuncia “mnesis” e sta per “memoria”.
Tutto assieme: “senza memoria”.

Quanti tipi di amnesia esistono?

dove si trova la memoria

In base al tipo di problema che ha portato alla perdita di memoria è possibile classificare l’amnesia in:

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Amnesia anterograda

Amnesia anterograda

Paragrafo sulla amnesia anterograda

L’amnesia anterograda si riferisce all’incapacità di creare nuove memorie a causa di danni cerebrali, mentre i ricordi a lungo termine prima dell’evento rimangono intatti. Il danno cerebrale può essere causato dagli effetti di un alcolismo a lungo termine, grave malnutrizione, ictus, trauma cranico, encefalite, chirurgia, sindrome di Wernicke-Korsakoff, eventi cerebrovascolari, anossia o altri traumi.

Le due regioni cerebrali coinvolte in questo condizione sono il lobo mediale temporale e il diencefalo mediale. L’amnesia anterograda non può essere trattata con metodi farmacologici a causa della perdita di neuroni. Tuttavia, il trattamento consiste nell’educare i pazienti a stabilire la loro routine quotidiana e dopo diversi passaggi essi cominciano ad attivare la loro memoria procedurale. Allo stesso modo, il sostegno sociale ed emotivo è fondamentale per migliorare la qualità della vita di chi soffre di amnesia anterograda.

Amnesia retrograda

Amnesia retrograda

Paragrafo sulla amnesia retrograda

L‘amnesia retrograda si riferisce alla incapacità di ricordare i ricordi prima della comparsa dell’amnesia. Si può essere in grado di memorizzare nuovi ricordi dopo l’incidente. L’amnesia retrograda è di solito causata da trauma cranico o danni cerebrali ad altre parti del cervello oltre l’ippocampo. L’ippocampo è responsabile della creazione di nuovi ricordi. Di solito viene colpita la memoria episodica piuttosto che la memoria semantica. Il danno è di solito causato da trauma cranico, lesione cerebrovascolare, ictus, tumore, ipossia, encefalite, o alcolismo cronico.

Le persone che soffrono di amnesia retrograda sono più inclini a ricordare conoscenze generali piuttosto che specifiche.

Vi è maggiore difficoltà a recuperare ricordi recenti, ma i ricordi più vecchi saranno più facili da ricordare grazie al rafforzamento nel corso del tempo. L’amnesia retrograda è di solito temporanea e può essere trattata esponendo il soggetto ai ricordi prima della perdita di memoria.

Un altro tipo di consolidamento (processo attraverso il quale i ricordi diventano stabili nel cervello) avviene in periodi di tempo molto lunghi di giorni, settimane, mesi e anni e probabilmente comporta il trasferimento di informazioni dall’ippocampo a più siti di stoccaggio permanente nella corteccia cerebrale. Il funzionamento di questo processo di consolidamento a lungo termine può essere notato nei pazienti con amnesia retrograda con danni all’ippocampo, che ricordano normalmente eventi della loro infanzia, ma hanno difficoltà a ricordare le esperienze che si sono verificate pochi anni prima dell’amnesia.

Amnesia post-traumatica

Amnesia post-traumatica

Paragrafo sulla amnesia post-traumatica

L’amnesia post-traumatica è generalmente causata da una ferita alla testa (ad esempio: una caduta, un colpo alla testa).

L’amnesia post-traumatica è spesso transitoria, ma può anche essere permanente o anterograda, retrograda, o mista.

L’estensione del periodo di amnesia è correlata alla gravità del danno. Un trauma lieve, come un incidente stradale che provoca un leggero colpo di frusta, potrebbe causare all’occupante di una vettura la perdita della memoria dei momenti poco prima dell’incidente, a causa di una breve interruzione del meccanismo di trasferimento della memoria a breve / lungo termine. Il malato può anche non riuscire a riconoscere le persone.

Amnesia dissociativa

Amnesia dissociativa

Paragrafo sulla amnesia dissociativa

L’amnesia dissociativa deriva da una causa psicologica, in contrapposizione all’amnesia organica che deriva da danni al cervello causati da trauma cranico, trauma fisico o malattia.

L’amnesia dissociativa può includere:

  • memoria repressa: si riferisce alla incapacità di ricordare le informazioni, di solito su eventi stressanti o traumatici, come ad esempio un attacco violento o un disastro. L’evento viene memorizzato nella memoria a lungo termine, ma l’accesso ad esso è compromesso a causa di meccanismi di difesa psicologici. Le persone mantengono la capacità di apprendere nuove informazioni e con il passare del tempo ci può essere un recupero parziale o totale della memoria.
  • fuga dissociativa (fuga psicogena): è causata da un trauma psicologico e di solito è temporanea, irrisolta e quindi può ricomparire. Un individuo affetto da fuga dissociativa è inconsapevole o confuso circa la sua identità e si recherà in viaggi lontani dall’ambiente familiare per scoprire o creare nuove identità.
    Il Manuale Merck la definisce come “uno o più episodi di amnesia in cui il paziente non ricorda alcune parti o la totalità del suo passato e perde la sua identità o ne crea una nuova. Gli episodi, chiamati fughe, derivano da traumi o stress. La fuga dissociativa si manifesta spesso con un improvviso ed inaspettato viaggio lontano da casa.”
    Anche se popolare nella letteratura e nei film, è un’evenienza estremamente rara.
  • amnesia post-ipnotica: si verifica quando gli eventi verificatisi durante l’ipnosi sono dimenticati, o dove non si riesce a ricordare gli eventi del passato. Il fallimento nel ricordare quegli eventi è indotto da suggerimenti formulati durante l’ipnosi.

Amnesia lacunare

Amnesia lacunare

L’amnesia lacunare è la perdita di memoria circa uno specifico evento.

Amnesia infantile

Amnesia infantile

Paragrafo sulla amnesia infantile

L’amnesia infantile è l’incapacità comune nel ricordare gli eventi della propria infanzia. Sigmund Freud notoriamente attribuiva ciò alla repressione sessuale, mentre i moderni approcci scientifici generalmente lo attribuiscono agli aspetti di sviluppo del cervello, tra cui lo sviluppo del linguaggio, che potrebbe essere il motivo per cui la gente non ricorda facilmente gli eventi prima che imparasse a parlare. I ricercatori hanno scoperto che i ricordi impliciti non possono essere richiamati alla mente o descritti. Ricordare come si suona il pianoforte è un esempio comune di memoria implicita, come camminare, parlare e altre attività quotidiane simili che sarebbe difficile mettere a fuoco se dovessero essere riscoperte ogni volta che ci si sveglia al mattino. Le memorie esplicite, d’altro canto, possono essere richiamate e descritte a parole. Ricordare la prima volta che si è incontrato un insegnante è un esempio di memoria esplicita.

Amnesia globale transitoria

Amnesia globale transitoria

Paragrafo sulla amnesia globale transitoria

L’amnesia globale transitoria è un fenomeno medico ben descritto. Questa forma di amnesia è differente in quanto le anomalie nell’ippocampo a volte possono essere visualizzate utilizzando una speciale forma di risonanza magnetica del cervello nota come Imaging con tensore di diffusione. I sintomi di solito durano meno di un giorno e spesso non esiste un chiaro fattore scatenante o altri deficit neurologici. La causa di questa sindrome non è chiara. Le ipotesi comprendono una transitoria riduzione del flusso sanguigno, eventuali convulsioni o una emicrania atipica. I pazienti sperimentano una amnesia degli eventi passati per pochi minuti, anche se il richiamo immediato del ricordo di solito resta intatto.

Amnesia della fonte

Amnesia della fonte

Paragrafo sulla amnesia della fonte

L’amnesia della fonte è l’incapacità di ricordare dove, quando o come sono state acquisite talune informazioni, pur mantenendo la conoscenza di fatto. L’amnesia della fonte è parte del naturale dimenticare ma può anche essere un disturbo della memoria causato da diversi fattori.
Le persone che soffrono di amnesia della fonte possono anche confondersi sul contenuto del ricordo. Gli individui che soffrono di questa sindrome non si fidano della loro memoria e possono essere motivati a fare affidamento su fonti esterne.

Sindrome di Korsakoff

Sindrome di Korsakoff

Paragrafo sulla sindrome di Korsakoff

La sindrome di Korsakoff può derivare da alcolismo a lungo termine o malnutrizione. E ‘causata da un danno cerebrale a causa di una carenza di vitamina B1 ed è progressiva, se l’assunzione di alcol e le abitudini nutrizionali non vengono modificate.

La sindrome di Korsakoff è nota anche per essere collegata a falsi ricordi. Va notato che la memoria a breve termine della persona può sembrare normale, ma la persona può avere difficoltà a ricordare un evento passato.

[Leggi di +] Sindrome di Wernicke-Korsakoff su Wikipedia.

Amnesia indotta da farmaci

Amnesia indotta da farmaci

Paragrafo sulla amnesia indotta da farmaci

L’amnesia indotta da farmaci è intenzionalmente causata dall’iniezione di un farmaco che provoca amnesia per aiutare un paziente a dimenticare determinate procedure di chirurgia, in particolare quelle non eseguite in anestesia totale, o che possono essere particolarmente traumatiche. Solitamente viene somministrata una benzodiazepina quale midazolam (ricorda che puoi consultare il foglietto illustrativo del farmaco) o flunitrazepam (consulta il foglietto illustrativo del medicinale), anche se altri farmaci fortemente amnesici come propofol (esempio di foglietto illustrativo) o scopolamina possono essere utilizzati per questo scopo. I ricordi poco prima dell’intervento sono definitivamente persi o sostanzialmente ridotti, ma una volta che il farmaco svanisce, la memoria non è più influenzata.

Amnesia causata da specifiche situazioni

Amnesia causata da specifiche situazioni

Paragrafo sulla amnesia causata da specifiche situazioni

L’amnesia causata da specifiche situazioni può verificarsi in una varietà di circostanze (per esempio, dopo un reato o abuso sessuale nell’infanzia) con conseguente disturbo post-traumatico da stress. Si tratta di un restringimento della coscienza in cui l’attenzione è focalizzata sui dettagli percettivi e gli eventi traumatici vengono trattati in modo diverso dai ricordi comuni.

Amnesia epilettica transitoria

Amnesia epilettica transitoria

Paragrafo sulla amnesia epilettica transitoria

L’amnesia epilettica transitoria è una forma rara e non riconosciuta di epilessia del lobo temporale, che in genere è un episodio isolato di perdita di memoria. E ‘stato riconosciuto come una sindrome in reazione al trattamento con farmaci antiepilettici.

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Amnesia: cause che portano alla perdita di memoria

amnesia perdita memoria

Descrivendo i tipi di amnesia ad oggi classificati è possibile notare come le cause di una eventuale perdita di memoria possono essere svariate: essa può essere causata da un danno cerebrale (traumi e lesioni di natura vascolare o ischemica, bilaterali o multifocali) che potrebbe aver compromesso la memoria recente e la capacità di creare nuovi ricordi; o da una malattia con conseguenti processi degenerativi (pensiamo ai tumori, alle crisi epilettiche o emicraniche, ai disturbi metabolici, all’Alzheimer, agli scompensi nutrizionali – es. carenza di tiamina – ed anche alle intossicazioni – alcol o inalazione cronica di solventi); o da un trauma psicologico. L’amnesia può inoltre essere indotta dall’uso di farmaci ipnotico-sedativi.

Risistemando tutte le informazioni che abbiamo, possiamo dire che esistono tre categorie di cause generiche per cui una persona potrebbe soffrire di amnesia.

Le tre categorie sono traumi cranici (ad esempio: lesioni alla testa), eventi traumatici (ad esempio: assistere a qualcosa di devastante per la mente), o deficienze fisiche (ad esempio: atrofia dell’ippocampo).

La maggior parte dei casi di amnesia e problemi di memoria deriva dalle prime due categorie in quanto sono più comuni e la terza potrebbe essere considerata una sotto-categoria della prima.

» Il trauma cranico riguarda qualsiasi tipo di lesione o azione attiva verso il cervello che potrebbe causare amnesia. L’amnesia retrograda e anterograda sono più spesso rilevate dopo simili eventi, un esempio perfetto è la terapia di elettroshock.
» Gli eventi traumatici sono più soggettivi. Ciò che è traumatico dipende da ciò che la persona considera traumatico. A parte questo, un evento traumatico è un evento in cui si verifica qualcosa di così doloroso che la mente sceglie di dimenticare piuttosto che affrontare lo stress di riviverne il ricordo. Un esempio comune in casi di eventi traumatici è l‘amnesia dissociativa, che si verifica quando la persona dimentica un evento che lo ha profondamente turbato. Un esempio potrebbe essere una persona che dimentica un incidente d’auto mortale che ha coinvolto i suoi cari.
»  I difetti fisici sono diversi dal trauma cranico, perché tendono ad essere problemi fisici passivi. La chirurgia che rimuove parte del cervello è attiva e quindi trauma cranico; mentre l’intervento che provoca atrofia anche delle aree circostanti, è passivo. Henry Molaison è un esempio di deficit fisico, perché le parti del cervello hanno cominciato ad atrofizzarsi dopo l’operazione.

Tra le cause specifiche di amnesia vi sono:

  • La terapia elettroconvulsiva in cui le crisi sono indotte elettricamente in pazienti per scopi terapeutici e possono avere effetti acuti tra cui amnesia retrograda e anterograda.
  • L’alcol può causare vuoti di memoria e avere effetti deleteri sulla formazione della memoria.
    [Leggi anche] Alcool: Abuso e Dipendenza In Persone Adulte.

E’ possibile recuperare la memoria?

A seconda della natura del problema, il recupero della memoria può essere totale, parziale o nullo.

Acquisizione di nuovi ricordi

I pazienti con amnesia possono imparare nuove informazioni, in particolare le conoscenze non dichiarative. Tuttavia, alcuni pazienti con grave amnesia anterograda non ricordano gli episodi durante i quali hanno imparato o osservato le informazioni poi assimilate.

Conoscenze dichiarative

Alcuni pazienti con amnesia anterograda possono ancora acquisire alcune informazioni semantiche, anche se potrebbe essere più difficile acquisire una conoscenza più generale. Il paziente H.M. avrebbe potuto accuratamente tracciare una planimetria della casa in cui viveva dopo l’intervento chirurgico, anche se non viveva più lì da anni. Il motivo per cui i pazienti non riescono a formare nuovi ricordi è probabilmente perché la regione CA1 dell’ippocampo è stata lesionata, e, quindi, l’ippocampo non può creare collegamenti con la corteccia. Dopo un episodio ischemico a seguito di un intervento chirurgico, una risonanza magnetica del paziente R.B. ha mostrato che il suo ippocampo era intatto, ad eccezione di una lesione specifica limitata alle cellule piramidali CA1.

Conoscenze non dichiarative

Alcuni pazienti con amnesia retrograda e anterograda sono capaci di ricordare informazioni non-dichiarative, tra cui l’apprendimento implicito e l’apprendimento procedurale. Pertanto, l’apprendimento procedurale può procedere indipendentemente dal sistema cerebrale necessario per la memoria dichiarativa. Secondo gli studi con risonanza magnetica funzionale, l’acquisizione di memorie procedurali attiva i gangli della base, la corteccia premotoria e l’area motoria supplementare, regioni che non sono normalmente associate con la formazione di memorie dichiarative.
Questo tipo di dissociazione tra memoria dichiarativa e procedurale si può trovare anche in pazienti con amnesia diencefalica come la sindrome di Korsakoff.

Perdita di memoria e paura di soffrire d’Alzheimer

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Oggigiorno una delle malattie più temute è l’Alzheimer.

Non sono poche le persone che iniziano con piccoli difetti della memoria e poi vedono peggiorare di giorno in giorno la propria condizione.
Magari si inizia col dimenticare i dettagli e si pensa a semplici problemi di memoria, di quelli normali quando si invecchia. Poi si diventa sempre più disorganizzati. Infine ci si scontra contro la malattia di Alzheimer.

Problemi di memoria lievi

Invecchiando, tutto il nostro corpo perde colpi. Il cervello non fa eccezioni. Ecco che allora la memoria può giocare brutti scherzi: si perdono con maggiore frequenza le cose; occorre più tempo per imparare nuove nozioni; non si risolvono più come da giovani i test di apprendimento e sulla memoria.

Ad ogni modo ciò non deve destare preoccupazione perché si tratta di problemi di memoria lievi che definirei quasi “normali”, perchè si è scoperto che, fornendo un tempo maggiore per risolvere i test sulla memoria, anche gli anziani possono ottenere dei risultati paragonabili a quelli dei giovani.

[Leggi anche] Deterioramento cognitivo lieve, conosciuto anche con la sigla MCI.

Quando bisogna aver paura dell’Alzheimer? Ci sono particolari problemi di memoria che sono campanelli d’allarme?

La malattia di Alzheimer è una forma di demenza che colpisce in prevalenza le donne 65enni.

Le cause sono ancora sconosciute.
Tuttavia bisogna prestare maggiore attenzione in caso di:

  • età avanzata;
  • ereditarietà (hai storie di Alzheimer in famiglia?);
  • traumi cranici;
  • stile di vita infelice per la salute dei vasi sanguigni – il malfunzionamento dei piccoli vasi sanguigni del cervello è peggiorato da fattori come il fumo, l’obesità, il diabete, la pressione e il colesterolo alti (Circolazione: 20 Modi Per Aumentarla);
  • sindrome di Down.

Come si riconosce l’Alzheimer?

Riconoscere l’Alzheimer tempestivamente non è proprio semplice per un famigliare: molti dei sintomi della malattia sono simili o uguali a quelli di altre forme di demenza e la velocità con la quale progrediscono varia da soggetto a soggetto.

Ad ogni modo proverò a stilare una lista dei sintomi più comuni:

Alzheimer lieveAlzheimer moderatoAlzheimer severo
I sintomi più comuni in caso di Alzheimer lieve sono dovuti ad un deterioramento delle aree del cervello deputate alla memoria e linguaggio:

  • perdita di memoria che sembra normale e legata all’età;
  • sbalzi d’umore;
  • capacità dialettiche ridotte;
I sintomi più comuni in caso di Alzheimer moderato sono:

  • perdita della memoria a breve termine;
  • ridotta capacità d’orientamento nello spazio;
  • peggioramento della vista;
  • allucinazioni;
  • comparsa comportamenti ossessivi compulsivi;
  • problemi nel sonno;
  • incontinenza;
I sintomi più comuni in caso di Alzheimer severo sono (praticamente tutti i precedenti ma ad uno stadio più avanzato e grave):

  • perdita di appetito e conseguente dimagrimento;
  • difficoltà nei movimenti (anche deglutire diventa un problema);
  • sistema immunitario molto meno efficace nel prevenire e contrastare le infezioni;
» Chi soffrisse già di Alzheimer moderato ha bisogno di assistenza costante! Il malato infatti (oltre a non ricordare nomi, date, avvenimenti e scadenze importanti; oltre a fare più volte la stessa domanda; oltre a raccontare in continuazione la stessa storia) rischierebbe di perdersi anche in luoghi che dovrebbero essergli famigliari, di non riuscire a seguire delle semplici istruzioni, di sentirsi estraniato dal mondo – non riconoscendo moglie o marito o figli o altri famigliari – e rischierebbe anche di non curare affatto la propria alimentazione, l’igiene personale e la sua sicurezza.

Come viene diagnosticata l’Alzheimer?

Poichè non esistono marcatori specifici, l’Alzheimer viene diagnosticata escludendo altre possibili condizioni.

Come prima cosa il medico visita il soggetto alla ricerca di indizi che possano far pensare ad una demenza ed esamina la sua storia medica con tanto di farmaci presi con ricetta e senza, con domande specifiche sulla dieta e (nel caso lo si ritenga necessario) interpellando parenti o amici o badanti o infermieri.

Il passo successivo è quello di sottoporre il paziente a dei test per valutare la progressione della eventuale demenza: Mini-Mental State Examination (MMSE) – si pongono all’individuo delle domande come “Che giorno è oggi?” o “In che città ci troviamo?” e lo si invita ad attuare semplici comportamenti.

Esistono esami di laboratorio?

Sì, ma questi esami (ad esempio quello del sangue o delle urine) servono più ad escludere delle malattie che potrebbero causare demenza.

Non ci sono altri esami da poter fare?

Sì. Il cervello può essere monitorato in tutti i suoi cambiamenti attraverso risonanza magnetica (MRI) e Tac (tomografia computerizzata).

Come si cura l’Alzheimer?

Non esiste nessuna cura per l’Alzheimer.
I farmaci ad oggi in commercio riescono soltanto a trattare i sintomi e (quando ci riescono) a rallentare la progressione della malattia, concedendo al malato da qualche mese ad alcuni anni in più: inibitori dell’acetilcolinesterasi; memantina; antidepressivi; ansiolitici; ipnotici e antipsicotici.

Eccone alcuni:

Avvertenze!
Segue un comunicato da parte della Food and Drug Administration che evidenzia tassi di mortalità superiori nei pazienti trattati col farmaco Galantamina.

Quale dottore cura l’Alzheimer?

Il dottore che cura l’Alzheimer è solitamente il neurologo: medico specializzato nella terapia dei disturbi del cervello e del sistema nervoso centrale.
Altri dottori che possono essere consultati sono: il neuropsicologo, il geriatra e lo psichiatra.

[Disturbi psichici] Psichiatra, psicologo o neurologo?A chi rivolgersi e quando.

Perdita di memoria e demenza vascolare

Il cervello può deteriorarsi anche a causa della demenza vascolare, chiamata anche demenza multinfartuale o deterioramento cognitivo vascolare. Essa è una demenza correlata a problemi di distribuzione del sangue al cervello causati solitamente da una serie di piccoli ictus ed è la seconda causa di demenza dopo l’Alzheimer.

Ciò che accade a seguito di un piccolo ictus (ma potrebbe verificarsene anche uno importante per estensione) è che parte del tessuto che compone il cervello muore e si creano tutta una serie di cicatrici incurabili.

La demenza vascolare può manifestarsi in diversi modi a seconda dell’aria del cervello colpita: perdita di memoria, peggioramento dell’eloquio o della capacità di ragionamento o della coordinazione.

Spesso il soggetto manifesta anche sbalzi di umore e cambiamenti di personalità.

I fattori di rischio sono gli stessi di un ictus: età, ipertensione, tabagismo (fumo), ipercolesterolemia, diabete mellito, malattie cardiovascolari e cerebrovascolari, predisposizione genetica e precedenti ictus.

Al momento le uniche cure a disposizione della medicina riguardano la prevenzione.
Per prevenire ulteriori ictus, e ridurne le probabilità di insorgenza, si può intervenire sia con i farmaci (antiaggreganti e il costante controllo dei principali fattori di rischio vascolare) che con la chirurgia.

[Nota] Maggiori informazioni sulla demenza vascolare su wikipedia.

Trattamenti per curare l’amnesia e migliorare la memoria

farmaci amnesia perdita memoria

Molte forme di amnesia si risolvono da sole senza essere trattate.
Tuttavia, ci sono alcuni modi per affrontare al meglio la perdita di memoria. Uno di questi modi è la terapia cognitiva o occupazionale. Durante la terapia, il paziente svilupperà le capacità di memoria che già possiede e proverà a recuperare un po’ della memoria persa cercando di capire quali tecniche siano più efficaci per recuperare i ricordi.

Questo procedimento può anche includere strategie per organizzare le informazioni in modo da ricordarle più facilmente.

Un altro meccanismo di assistenza approfitta dei vantaggi della tecnologia, come ad esempio un dispositivo digitale personale per tenere traccia delle attività giorno per giorno. I ricordi possono essere impostati per scandire gli appuntamenti, l’orario in cui prendere i farmaci, segnalare compleanni e altri eventi importanti. In tali dispositivi possono essere memorizzate anche molte immagini per aiutare i soggetti colpiti da amnesia a ricordare nomi di amici, familiari e colleghi di lavoro.

Notebook, calendari, promemoria e fotografie di persone e luoghi sono altri aiuti alla memoria che possono risultare utili.

Esistono farmaci per curare l’Amnesia?

Anche se non esistono farmaci per il trattamento dell’amnesia, le condizioni mediche di base possono essere trattate per migliorare la memoria. Tali condizioni includono bassa funzione della tiroide, malattie epatiche o renali, ictus, depressione, disturbo bipolare e coaguli di sangue nel cervello.

La sindrome di Wernicke-Korsakoff, ad esempio, comporta una mancanza di tiamina e tale vitamina può essere integrata consumando alimenti ricchi di tiamina come cereali integrali, legumi (fagioli e lenticchie), noci, carne magra di maiale e lievito.

Il trattamento dell’alcolismo e la prevenzione di alcol e droghe illegali può prevenire ulteriori danni, ma nella maggior parte dei casi la memoria persa non sarà più recuperata.

Anche se spesso si verificano miglioramenti quando i pazienti ricevono alcuni trattamenti, non vi è ancora alcuna cura effettiva per l’amnesia. Il grado di recupero del paziente dipende dal tipo e dalla gravità della lesione.
Tuttavia ci sono dei farmaci e dei rimedi per migliorare le funzionalità del cervello e cercare di combattere i problemi della memoria legati ad esempio a stati fisiologici progressivi.

Farmaci per contrastare il decadimento della memoria

In questo paragrafo elencherò dei farmaci che possono essere prescritti per curare la perdita di memoria.

Avvertenze!
Gli effetti collaterali di questi farmaci (mal di testa, diarrea, nausea e vomito) spesso peggiorano la qualità della vita del paziente.

Aniracetam

Aniracetam

L’aniracetam è un farmaco con attività psicostimolante e nootropa (aumenta le prestazioni cognitive e celebrali) di derivazione pirrolidinonica e appartenente anche alla famiglia degli racetam. E’ stato sintetizzato per contrastare i sintomi della malattia di Alzheimer, dimostrandosi più efficace del piracetam nel curare i disturbi dell’attenzione e della memoria dell’anziano di origine degenerativa (causati dalla progressiva perdita delle cellule nervose) o vascolare (a livello dei vasi sanguigni).

Sono due le società farmaceutiche a venderlo in Italia: La A. Menarini Industrie Farmaceutiche Riunite e la Roche.

I nomi commerciali dei farmaci sono:

Oxiracetam

Oxiracetam

L’oxiracetam è un principio attivo che si è dimostrato capace di migliorare le capacità cognitive, agendo in modo (ad oggi il meccanismo d’azione deve essere ancora compreso a pieno) da aumentare il microcircolo e l’arrivo di ossigeno al cervello.

E’ presente in Italia? No, ma lo era; commercializzato dalla Novartis Consumer Health S.p.a e dalla GlaxoSmithKline.

I farmaci in questione erano:

Piracetam

Piracetam

Il piracetam è il primo farmaco al quale penso quando si tirano in ballo gli “amplificatori cognitivi“. Esso è conosciuto anche popolarmente con il nome della preparazione medicinale Nootropil.
Il piracetam stimola un subtipo di recettore per il glutammato, chiamato recettore ionotropico AMPA, dato che la sua struttura chimica richiama quella di un derivato ciclico del GABA.

Il farmaco è utilizzato in terapia per rallentare il decorso dalla malattia di Alzheimer, ma anche per curare la demenza franca, la dislessia e nella correzione dei disordini dell’attenzione nei bambini affetti da ADHD (Disordine da iperattività e deficit dell’attenzione).

Le case farmaceutiche a produrre il piracetam sono parecchie. Ovviamente il nome del medicinale cambia. Eccone alcuni:

Esistono rimedi naturali o esercizi per migliorare la memoria?

Sì, esistono rimedi naturali ed esercizi per migliorare la memoria che si possono anche fare a casa.
Ne consiglio l’uso fin da giovani e non solo in tarda età, sebbene gli anziani dovrebbero impegnarsi più a fondo in questo caso nel mantenere uno stile di vita il più sano possibile per corpo e mente.

Rimedi naturali contro i problemi di memoria

Segue un elenco di rimedi naturali usati da tempo immemore per curare i problemi di memoria.

Agopuntura

Agopuntura

L’agopuntura è una medicina alternativa che prevedere l’inserimento di particolari aghi in specifici punti del corpo umano al fine di migliorare le condizioni psico/fisiche dell’individuo. Nel curare i problemi legati alla memoria vengono stimolati i punti Liv3 (o Taichong) e LI4 (o Hegu): Acupuncture Stimulation of Taichong(Liv3) and Hegu (LI4) Modulates theDefault Mode Network Activity inAlzheimer’s Disease.

Calamo aromatico

Calamo aromatico

Il calamo aromatico è una pianta erbacea palustre e perenne. Le sue radici sono usate in erboristeria per le sue proprietà eupeptiche-digestive. La troviamo anche in bibite come il chinotto.
Contiene β-asarone, calamolo e canfora di calamo, che si rivelerebbero utili per migliorare la memoria.

Lo si può usare sotto forma di olio essenziale, ma sotto supervisione del medico che ne stabilirà le quantità da usare.

Ginkgo biloba

Ginkgo biloba

 Il ginkgo biloba è una pianta originaria dalla Cina e contiene derivati terpenici, polifenoli e bioflavonoidi (ginketolo, ginkolide, bilabetolo, isiginketolo) in quantità tali da migliorare il microcircolo. Ciò dovrebbe aiutare il cervello nello svolgimento delle sue azioni e di conseguenza anche la memoria e la capacità di concentrazione.

Lo si può assumere in capsule, ma bisogna stare attenti alle controindicazioni.

» Usare con moderazione nel caso si assumessero:  acido acetilsalicilico, ticlopidina, diuretici tiazidici, pentossifillina, trombolitici, caffeina, ergotammina. Inoltre è consigliabile non associarlo a prodotti a base di aglio o derivati dal salice: aumenterebbe il rischio di gastrolesività.
[Leggi anche] Ginkgo ed Integrazione Alimentare.

Mandorle

Mandorle

Le mandorle sono dei semi oleaginosi e come tali possiedono un alto contenuto calorico = circa 500-600 kcal/100 g. Tra le varie sostanze in esse contenute troviamo il magnesio (270mg/100g), il ferro è (3mg), il calcio (220mg). Proprio questi minerali aiutano coloro che presentassero problemi di memoria causati da stress o carenze alimentari.

In un vecchio articolo Lucia ha descritto 5 buone ragioni per mangiarle; leggetelo se avete tempo.

Rosmarino

Rosmarino

Il rosmarino, che noi italiani conosciamo anche come ramerino o ramerrino, è una pianta tipica delle nostre terre mediterranee. Ecco contiene acido rosmarinico (un acido polifenolico), flavonoidi, limonene e pinene che si pensa contribuiscano alle sue proprietà terapeutiche.

Si può usare il suo olio essenziale per migliorare la memoria, profumando la casa o cospargendone un pò in un fazzoletto che andrebbe successivamente annusato.

[Leggi anche] Rosmarino: Perché Fa Bene e Come Si Usa Per I Rimedi Naturali;
[Leggi anche] Alcuni Consigli Per L’Uso Dell’Olio Essenziale Di Rosmarino.

Salvia

Salvia

La salvia appartiene alla stessa famiglia del timo e della menta. Essa contiene colina, saponine e tannini che migliorano la memoria.

[Leggi anche] Oli Essenziali Di Salvia e Salvia Sclarea: Consigli Uso.

Rimedi omeopatici contro i problemi di memoria

Anche i sostenitori dei rimedi omeopatici sostengono di avere delle soluzioni in pillola per rafforzare o cercare di recuperare la memoria. Eccone alcuni:

Viola, cosa ne pensi dell'omeopatia?
Penso che l’omeopatia non sia una risorsa attendibile alla quale guardare. Infatti fino ad oggi gli studi scientifici non sono mai riusciti a dimostrarne l’efficacia.

Anacardium orientale

Anacardium orientale

L’anacardium orientale sarebbe ricavato dalla pianta dell’anacardo ed è descritto come rimedio omeopatico da utilizzare un caso di problemi di memoria associati ad ansia, depressione, stress e demenza senile.

Quanto bisogna assumerne? Da 3 granuli al giorno (in caso di cronicità) a 3 granuli ogni 3 ore (in caso di sintomatologia acuta). Concentrazione? 30CH nel primo caso; 6CH nella seconda eventualità.

Baryta carbonica

Baryta carbonica

La baryta carbonica altro non è che il sale di bario dell’acido carbonico ed è un rimedio suggerito per curare i problemi di memoria negli anziani.

Quanto bisogna assumerne? La posologia va dai 3 – 5 granuli ogni tre ore (nelle situazioni acute) ai 3 – 5 granuli al giorno (nei casi cronici). Concentrazione? 4CH nei primi casi; 9 – 30CH negli altri menzionati.

Eleuterococcus senticosus

Eleuterococcus senticosus

L’eleuterococco è noto anche come ginseng siberiano ed è un arbusto appartenente alla famiglia delle Araliaceae. Ne viene suggerito l’uso in caso di affaticamento fisico o intellettuale.

Quanto bisogna assumerne? 20 – 30 gocce al mattino.

Phosphoricum acidum

Phosphoricum acidum

Il phosphoricum acidum è l’ultimo rimedio omeopatico contro i problemi di memoria di cui parlerò in questo articolo.

Quanto bisogna assumerne? La posologia è di 2/3 granuli al giorno. Concentrazione? 9CH.

» Altri accorgimenti che aiutano la memoria

  • Pianificare su carta e calendari la propria vita;
  • Associare ciò che si vuole ricordare a qualcosa che susciti delle emozioni – es, associare il nome di qualcuno ad una canzone, un libro, un film, un programma televisivo, un colore o un profumo;
  • Fare esercizio fisico e possibilmente impegnare il corpo in attività nuove. L’esercizio infatti è certamente collegato ad una migliore capacità operativa del cervello;
  • Allontanare lo stress;
  • Curare ansia e/o depressione.

Molti di questi temi li avevo trattati precedentemente.

Consigli per i famigliari e le persone che curano un soggetto con problemi di memoria

Un individuo con problemi di memoria importanti non può far a meno dell’aiuto di amici, famigliari o persone terze che lo aiutino a svolgere la sua routine (anche posizionare le cose sempre nello stesso ordine può aiutare, riducendo l’ansia e il senso di confusione nel malato), che lo aiutino a stare in salute e a mantenere i propri legami sociali (ricordandogli anche alle volte chi siano determinate persone).

La demenza senile potrebbe impedirgli di rendersi conto di che ora sia, del luogo in cui vive e di contestualizzare cosa stia accadendo in casa o fuori.

Chi si prende cura di un soggetto affetto da demenza deve apparire rassicurante e di prospettive positive. Bisogna evitare di sottolineare puntualmente tutti gli errori compiuti: le cose andrebbero ricordate di tanto in tanto sia a voce che con l’uso di bigliettini, calendari (nei quali cancellare i giorni passati volta per volta) o tabelloni o chiari segnali sulle porte o post-it (le note auto-adesive che si possono ad esempio attaccare al frigo) o fotografie (con tanto di nomi scritti sotto) o un diario o altri promemoria che vi vengono in mente.

Importante è creare una routine ed evitare di stravolgerla.

Chi non ricorda (anche cose semplici come il posto delle posate o dei bicchieri o delle tazze di caffè, etc…) solitamente può sentirsi irritato, frustrato e a tratti inutile. Mi raccomando, abbiate tatto ed un pò di empatia. Non siete di fronte ad un essere maldestro: è proprio la perdita di memoria coniugata alla eventuale malattia ad esserne la causa.

Un pò di storia sull’amnesia e i progressi compiuti in medicina

Lo psicologo francese Theodule Ribot-Armand è stato tra i primi scienziati a studiare l’amnesia. Ha proposto la Legge di Ribot che afferma che esiste una variabile temporale nell’amnesia retrograda. In primo luogo il paziente perde i ricordi recenti, poi i ricordi personali e infine i ricordi intellettuali. I ricordi più recenti vengono quindi persi per primi.

Alcuni casi oggetto di studio hanno svolto un ruolo importante nell’esplorazione dell’amnesia e delle parti del cervello che vengono colpite da questo disturbo. Alcuni casi particolarmente importanti sono: Henry Molaison, R.B, e G.D.

Henry Molaison

Henry Gustav Molaison

Henry Molaison, indicato in precedenza come H.M., era un paziente che soffriva di epilessia grave causata da un incidente in bicicletta all’età di sette anni. I medici non erano in grado di controllare i suoi attacchi con i farmaci, pertanto il neurochirurgo Scoville provò un nuovo approccio che comprendeva un intervento chirurgico al cervello. Venne rimosso il lobo mediale temporale bilateralmente tramite una lobectomia temporale. La sua epilessia migliorò, ma Molaison perse la capacità di formare nuovi ricordi a lungo termine (amnesia anterograda). Conservò la normale capacità di memoria a breve termine. Se gli veniva dato un elenco di parole, le avrebbe dimenticate in un minuto. In realtà, avrebbe anche dimenticato che gli era stato dato un elenco. Una volta che Molaison smetteva di pensare alle liste, era in grado di ricordare di nuovo eventi della memoria a lungo termine.

Ciò ha dimostrato ai ricercatori che la memoria a breve e a lungo termine sono in realtà due diversi processi.

Anche se dimenticava le liste, era ancora in grado di apprendere le cose attraverso la sua memoria implicita. Gli psicologi gli chiedevano di disegnare qualcosa su un pezzo di carta, ma guardando la carta utilizzando uno specchio. Anche se non riusciva mai a ricordare come svolgere questo compito, migliorava con il tempo dopo averlo fatto più e più volte. Questo dimostrava che stava imparando e ricordava le cose inconsciamente.

I ricercatori hanno fatto uno studio di controllo su Molaison dopo 14 anni. Lo hanno studiato per un periodo di due settimane per scoprire di più sulla sua amnesia. Dopo 14 anni, Molaison ancora non riusciva a ricordare le cose successe dopo il suo intervento chirurgico. Tuttavia, poteva ancora ricordare le cose successe prima dell’operazione. I ricercatori hanno anche scoperto che Molaison poteva rispondere a domande su eventi nazionali o internazionali, ma non riusciva a ricordare i propri ricordi personali.

Dopo la sua morte Molaison ha donato il suo cervello alla scienza, ed i ricercatori sono stati in grado di scoprire le aree del cervello lesionate che hanno causato la sua amnesia. Questo caso ha fornito informazioni importanti sulle aree del cervello colpite nella amnesia anterograda, così come il funzionamento dell’amnesia stessa.

[Leggi anche] Henry Gustav Molaison su wikipedia.

Paziente R.B.

Il paziente R.B. era un uomo normale fino all’età di 52 anni. All’età di 50 anni, gli era stata diagnosticata una angina e si era sottoposto ad un intervento chirurgico per problemi cardiaci in due occasioni.

Dopo un episodio ischemico (riduzione del sangue al cervello) causato da un intervento di bypass cardiaco, R.B. ha mostrato una perdita di memoria anterograda, ma quasi nessuna perdita di memoria retrograda e non presentava alcun sintomo di qualsiasi altro deterioramento cognitivo.

Dopo la sua morte i ricercatori hanno avuto la possibilità di esaminare il suo cervello ed hanno scoperto che le sue lesioni erano limitate alla porzione CA1 dell’ippocampo. Questo caso ha portato ad importanti ricerche che coinvolge il ruolo dell’ippocampo e la funzione della memoria.

Paziente G.D.

Il paziente G.D. era un maschio bianco nato nel 1940 che ha prestato servizio nella Marina militare. Gli fu diagnosticata una insufficienza renale cronica e ricevette un trattamento di emodialisi per il resto della sua vita.

Nel 1983, si recò in ospedale per una paratiroidectomia selettiva. Ebbe anche una lobectomia tiroidea sinistra a causa della grave perdita di sangue nel lobo sinistro.

Iniziò ad avere problemi cardiaci a seguito della chirurgia e divenne molto agitato. Anche cinque giorni dopo essere stato dimesso dall’ospedale non era in grado di ricordare quello che gli era successo.

Oltre ai disturbi della memoria, nessuno dei suoi altri processi cognitivi sembrava essere colpito. Non voleva essere coinvolto in molte ricerche mediche, ma attraverso alcuni test di memoria, i ricercatori furono in grado di accertare che i suoi problemi di memoria continuarono per i successivi 9,5 anni fino alla sua morte.

Dopo la sua morte, il suo cervello è stato donato alla scienza, fotografato, e conservato per studi futuri.

Segue un sommario:

Sommario articolo amnesia

Articolo breve sull’amnesia

Capita spesso nei film che dopo un colpo alla testa una persona si aggiri senza meta, incapace di ricordare chi sia e da dove venga.

Anche se tale improvvisa perdita di memoria è rara, a livelli minori essa è un problema che colpisce molte persone.

Sia che si tratti di una dimenticanza occasionale o una perdita di memoria a breve termine costante, che influenza le normali attività quotidiane, la perdita di memoria può avere varie cause.

Cause della perdita di memoria

Ecco alcune dei fattori più comuni che possono causare la perdita di memoria:

Farmaci. Un certo numero di medicinali con prescrizione e farmaci da banco possono causare perdita di memoria. In particolare: antidepressivi, antistaminici, farmaci ansiolitici, miorilassanti, tranquillanti, sonniferi e farmaci per la terapia del dolore.

Alcol, tabacco, o l’uso di droghe. Un uso eccessivo di alcol è notoriamente una delle cause di perdita di memoria.
Il fumo danneggia la memoria riducendo la quantità di ossigeno che arriva al cervello. Gli studi hanno dimostrato che le persone che fumano trovano più difficile associare i volti ad i nomi rispetto ai non fumatori. Le droghe illegali possono cambiare le sostanze chimiche nel cervello e ciò può rendere difficile ricordare le cose.

La privazione del sonno. Per la memoria è importante una quantità e una qualità di sonno adeguata. Dormire troppo poco o svegliarsi spesso la notte può causare problemi a ricordare.

La depressione e lo stress. Uno stato depressivo può influire sulla capacità di concentrazione e anche causare perdita di memoria. Stress e ansia possono influire anche sulla capacità di prestare attenzione. Quando si è tesi e la mente è sovrastimolata o distratta, si può fare fatica a ricordare.
La perdita di memoria può anche essere causata da stress dovuto a un trauma emotivo.

Carenza nutrizionale. Per un corretto funzionamento del cervello una buona alimentazione – tra cui proteine e grassi di alta qualità – è fondamentale. Carenze di vitamina B1 e B12 in particolare possono influire sulla capacità di ricordare.

Ferita alla testa. Una grave colpo alla testa – ad esempio dovuto a una caduta o incidente automobilistico – può danneggiare il cervello e causare perdita di memoria sia a breve che a lungo termine. La memoria può gradualmente migliorare nel tempo.

Ictus. Un ictus si verifica quando l’afflusso di sangue al cervello viene interrotto a causa del blocco di un vaso sanguigno al cervello o da una emorragia nel cervello. Gli ictus sono spesso causa di perdita di memoria a breve termine. Una persona che ha avuto un ictus può avere vividi ricordi di eventi dell’infanzia ma non essere in grado di ricordare ciò che ha mangiato poche ore prima.

Demenza. Con il termine demenza si indica la progressiva perdita di memoria e altri aspetti del pensiero abbastanza gravi da interferire con il normale svolgimento delle attività quotidiane. Anche se ci sono molte cause di demenza – compresi danni ai vasi sanguigni, droga o alcol, o altre cause di danni al cervello – la più comune e familiare è il morbo di Alzheimer. L’Alzheimer provoca una progressiva perdita di cellule cerebrali e altre irregolarità nella funzionalità del cervello.

Altre cause. Altre possibili cause di perdita di memoria possono essere una ipoattività o iperattività della tiroide e infezioni come l’HIV, la tubercolosi, la sifilide e altre malattie che colpiscono il cervello.

Trovare la causa della perdita di memoria

Se si nota che si hanno sempre più problemi a ricordare le cose e se le dimenticanze interferiscono sul normale svolgimento delle attività quotidiane, consultare un medico per stabilire la causa di tale perdita di memoria e l’adeguato trattamento.

Per valutare la perdita di memoria, il medico esaminerà la cartella clinica del paziente, eseguirà un esame fisico – tra cui un esame neurologico – e farà domande per testare la capacità mentale. A seconda dei risultati, possono essere necessari ulteriori test come esami del sangue e delle urine, test nervosi, e test di imaging del cervello come la tomografia assiale computerizzata (TAC) o la risonanza magnetica (MRI).

Trattamento della perdita di memoria

Il trattamento per la perdita di memoria dipende dalla sua causa. In molti casi, il trattamento può curare completamente il problema. Ad esempio, la perdita di memoria causata da farmaci può essere risolta cambiando terapia. Gli integratori alimentari possono essere utili contro la perdita di memoria causata da una carenza nutrizionale. E in caso di perdita di memoria causata dalla depressione, curando la depressione stessa si possono ottenere dei risultati sulla memoria. In alcuni casi – come ad esempio a seguito di un ictus – una adeguata terapia può aiutare le persone a ricordare come svolgere alcuni compiti come camminare o allacciare le scarpe. In altri casi la memoria potrebbe migliorare nel tempo.

Esistono anche trattamenti specifici per le condizioni relative alla perdita di memoria. Ad esempio esistono farmaci per il trattamento di problemi di memoria legati all’Alzheimer e farmaci che riducono la pressione sanguigna per diminuire il rischio di ulteriori danni cerebrali legati alla pressione alta.

Autore | Viola Dante

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Chi sono? Viola Dante

Sono una farmacista. Ho studiato presso l'Università degli Studi di Palermo dal 2003 al 2008. Poi è arrivata la laurea: 110/110 e Lode. Il percorso di studi è andato benissimo ed ho preso tutto quello che potevo dai professori, ma oggigiorno sarebbe riduttivo descrivermi come una professionista del farmaco e della salute. Potrei piuttosto definirmi una farmacista blogger. Amo quello che faccio. Ed ancor di più amo offrire delle soluzioni che migliorino la salute degli italiani ormai vittima di bieche mistificazioni anche in questo campo. Spero di riuscire a trasmettervi la mia smisurata passione per la galenica e per la preparazione di rimedi naturali. E-mail: viola.dante@email.it

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