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Integratori Alimentari Durante I Trattamenti Per La Cura Del Cancro: Si o No?

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Fa bene assumere integratori alimentari mentre ci si sta sottoponendo alla chemioterapia per la cura del cancro? È una zona inesplorata. Alcuni dottori dicono che i pazienti dovrebbero interrompere l’assunzione, almeno per la durata del trattamento. Ma alcuni esperti di medicina complementare e alternativa approvano l’uso di determinati integratori – come la vitamina D, estratti di funghi, tè verde e curcuma – affermando che potrebbero avere effetti benefici nel combattere il cancro e nel ridurre gli effetti collaterali della chemioterapia.

Gli studi sono ancora in atto, ma alcune cose sono chiare: se usati, gli integratori dovrebbero essere presi in aggiunta – non in sostituzione – dei trattamenti standard. Inoltre, i pazienti dovrebbero informare i medici sugli integratori consumati. Viceversa, i dottori possono costruire un rapporto di fiducia maggiore con il paziente, informandolo apertamente sui possibili integratori da assumere.

Si stima che fino all’87% delle donne in cura per cancro al seno assumano integratori alimentari. In linea di massima, molti malati di cancro utilizzano integratori, che siano raccomandati dal medico o meno.

Molte precauzioni

I pazienti in chemioterapia spesso assumono integratori senza dirlo al loro medico curante, dice il dott. Victor Sierpina,professore di medicina integrativa presso l’Università del Texas Medical Branch a Galveston, Texas.

Spesso, la domanda semplicemente non viene posta.

Poi, quando il paziente espone la cosa, “la maggior parte degli oncologi sono piuttosto rigidi nell’affermare che non andrebbero assunti integratori durante la chemioterapia.” Tuttavia, sottolinea Sierpina, molti pazienti si informano in maniera molto approfondita online e finiscono per saperne di più sugli integratori rispetto ai loro oncologi, che invece non ricevono molte informazioni al riguardo durante la loro formazione.

“Dietro tutta questa cautela ci sono buone ragioni” dice Sierpina.” La paura più grande è che gli integratori interferiscano con la chemioterapia, o diminuiscano l’efficacia dei medicinali, o provochino effetti collaterali.”

Sierpina spiega come nei primi tempi dell’epidemia di AIDS, i malati usavano l’erba di San Giovanni come integratore contro la depressione. Gli effetti furono contrari – l’integratore portava il fegato a diminuire l’efficacia dei farmaci anti-HIV, e al fallimento del trattamento.

“Questa è una delle terribili storie che non si vuol far ripetere con il cancro” dice. A tutt’oggi, l’erba di San Giovanni è sconsigliata per i pazienti sottoposti a chemioterapia.

Integratori comuni

Sierpina ha elencato, in un articolo sulla rivista Current Oncology Reports, lo scorso settembre, una lista di integratori alimentari più utilizzati dai malati di cancro , e i loro pro e contro:

Curcumina: Contenuta nella spezia curcuma, che dà al riso indiano il suo colore e sapore caratteristici, la curcumina ha dimostrato avere effetti inibitori sul cancro. Si raccomanda però precauzione nei pazienti con colecisti, in quanto può stimolare le contrazioni della cistifellea.

Glutammina: Grazie ai suoi benefici effetti sul tratto digerente, la glutammina è indicata per contrastare gli effetti della chemioterapia, come diarrea e dolori alla bocca. Tuttavia, la glutammina potrebbe interferire con i farmaci anticonvulsivi.

Funghi Maitake: Utilizzati nella medicina orientale per trattare diabete e ipertensione, la ricerca indica che gli estratti di tali funghi potrebbero aiutare a combattere il cancro. Essi sono però controindicati per i pazienti trattati con farmaci per abbassare il livello di zuccheri nel sangue, o per chi assume anticoagulanti come il warfarin, in quanto potrebbe causare eccessivo sanguinamento.

Olio di pesce: Grazie alle sue proprietà anti infiammatorie, l’olio di pesce potrebbe rallentare la progressione del cancro. Ma i pazienti in chemioterapia dovrebbero forse evitarne l’utilizzo. Uno studio pubblicato dalla JAMA Oncology indica che l’olio di pesce potrebbe ridurre l’efficacia della chemioterapia, e addirittura aumentare la resistenza delle cellule tumorali.

Probiotici: Durante la chemioterapia, i probiotici aiuterebbero a ridurre gli effetti collaterali del trattamento, come la diarrea.

Cardo mariano: Il principio attivo silimarina, è contenuto nei semi di cardo, e può proteggere il fegato dagli effetti del trattamento per la cura del cancro.

Certi medici sconsigliano l’assunzione di antiossidanti come vitamina A,C,E, durante il trattamento di chemioterapia.

Non è ancora chiaro se assumere tali integratori durante la chemioterapia sia benefico o meno , secondo il National Institutes of Health.

Alcuni controlli campione hanno rilevato che in alcune persone che assumevano integratori antiossidanti durante la chemio, il cancro peggiorava, specie se erano fumatori.

Discussioni aperte

“C’e sostanzialmente una sola ragione per cui la gente dovrebbe scegilere di assumere gli integratori alimentari” dice Suzanne Dixon, dietista ed ex presidente della Oncology Nutrition Dietetic Practice Group of the Academy of Nutrition and Dietetics. ” Ed è perchè pensa che potrebbe far bene. Quindi non si può spezzare quella speranza dicendo loro semplicemente: non prenderla.”

Dixon dice che con una conversazione aperta, e senza pregiudizi, gli operatori sanitari possono aiutare e dare informazioni utili ai pazienti per scegliere cosa fare. Un giudizio obiettivo sui pro e i contro porta i medici ad avere un approccio verso gli integratori più onesto, anziché sprezzante. In questo modo medici e pazienti vengono posti sullo stesso piano.

Dixon consiglia ai pazienti di consultare un dietista orientato ed esperto sul trattamento del cancro, in modo da limitare i rischi dell’assunzione di integratori, e stabilire dosaggi e tempistiche sicuri.

“Alcune sostanze nutritive come zinco, vitamina C, arginina e glutammina possono aiutare il recupero dopo un’operazione chirurgica, ad esempio”, dice.

“Vi sono molti prodotti che offrono diverse combinazioni di queste sostanze, e il medico dietista può aiutare i pazienti a scegliere quello più adatto.

La vitamina D è un caso a parte. “Tutti i pazienti con il cancro dovrebbero testare il loro livello di vitamina D”, dice Dixon, “e se i livelli sono bassi, dovrebbero consultare il loro dietista per ristabilire i valori adeguati durante il trattamento. Gli studi suggeriscono che i pazienti con deficit di vitamina D hanno più problemi in termini di sopravvivenza e sintomi dal cancro. D’altra parte, se un paziente non ne è carente, gli integratori di vitamina D potrebbero non portare benefici- e in certi casi, può aumentare le complicazioni e altri effetti nocivi alla salute.”

Sierpina afferma che la vitamina D può essere assunta durante la chemioterapia in modo sicuro con dosaggi controllati. “Alcuni tipi di cancro possono abbassare molto il livello di vitamina D, e ciò può avere conseguenze sul sistema immunitario e la risposta alla terapia”. Aggiunge inoltre che livelli superiori a 50 nanogrammi per millilitro riducono il rischio di recidiva nei sopravvissuti al cancro al seno.

Il cibo fa bene

Di sicuro non si può sbagliare ad assumere le sostanze nutritive dal cibo naturalmente, mangiando. “La maggior parte di noi esperti in medicina complementare preferiscono che i pazienti assumano le sostanze direttamente dalla fonte alimentare, piuttosto che da una pillola” dice Sierpina.

Ad esempio la soia. La soia è una fonte vegetale di estrogeni chimici. Quando si tratta di cancro causato da scompensi ormonali – come il cancro al seno – l’assunzione di integratori di soia è controversa. “Le persone dicono “Si, puoi mangiare cibo a base di soia, semi di soia o tofu ” dice Sierpina “ma non è necessaria l’assunzione elevata di isoflavoni, il principio attivo della soia che si può acquistare nei negozi di cibo sano.”

Gli studi continuano , dice Sierpina ” Intanto, seguiamo il principio precauzionale del non nuocere innanzitutto. Dobbiamo essere certi che sia sicuro. Se non lo siamo, presumiamo che non sia sicuro.”

Integratori: non sono sostituti

Sierpina ha assistito ad alcuni casi in cui i pazienti hanno abbandonato del tutto la terapia standard – farmaci, radiazioni, chirurgia. Sconsiglia “assolutamente” di rimpiazzare i metodi standard per quelli alternativi. Quando i pazienti interrompono le terapie standard, il cancro tende ad accelerare il suo decorso”, dice.

Con il passaggio da pazienti con cancro a sopravvissuti dal cancro, dice Sierpina, si possono usare integratori alimentari con più libertà per migliorare la qualità della vita.

“Per certi versi, alcune persone che assumono integratori si sentono più autonome”, dice “si sentono coinvolte nel trattamento, sentono di avere più controllo.”

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Chi sono? Viola Dante

Sono una farmacista. Ho studiato presso l'Università degli Studi di Palermo dal 2003 al 2008. Poi è arrivata la laurea: 110/110 e Lode. Il percorso di studi è andato benissimo ed ho preso tutto quello che potevo dai professori, ma oggigiorno sarebbe riduttivo descrivermi come una professionista del farmaco e della salute. Potrei piuttosto definirmi una farmacista blogger. Amo quello che faccio. Ed ancor di più amo offrire delle soluzioni che migliorino la salute degli italiani ormai vittima di bieche mistificazioni anche in questo campo. Spero di riuscire a trasmettervi la mia smisurata passione per la galenica e per la preparazione di rimedi naturali. E-mail: viola.dante@email.it

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