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Tic Nervosi: Guida Completa

In una società sempre più frenetica, nevrotica ed ansiogena come la nostra non è difficile soffrire di tic nervosi o incontrare qualcuno che ne sia affetto: mangiarsi le unghie; strizzare gli occhi; giocare con i capelli, etc.
I dati ci dicono che addirittura 1 bambino su 5 manifesta uno o più tic.

Ma cosa è un tic nervoso?
Si tratta di parole o gesti involontari che si susseguono rapidamente e in modo ricorrente, senza che abbiano (all’apparenza) uno scopo preciso.

E’ bene puntualizzare fin da adesso che non si tratti di una malattia, ma più semplicemente di un disagio interiore non sempre facile da decifrare. Il più delle volte colui che soffre di un tic nervoso non è consapevole della causa.

[Riferimento]

^ Esther Cubo, José María Trejo Gabriel y Galán, Vanesa Ausín Villaverde, Sara Sáez Velasco, Vanesa Delgado Benito, Jesús Vicente Macarrón, José Cordero Guevara, Elan D. Louis, Julián Benito-León. Prevalence of Tics in Schoolchildren in Central Spain: A Population-Based Study. Pediatric Neurology, 2011; 45 (2): 100 DOI: 10.1016/j.pediatrneurol.2011.03.003

Alcuni soggetti sembrano essere maggiormente predisposti rispetto ad altri per via di una alterazione del gene SLTRK1 nel cromosoma 13. Tuttavia non è matematico che a predisposizione genetica segua sempre la manifestazione di un tic nervoso.

In altri casi, invece, si fa risalire la causa a disfunzioni del cervello e del sistema nervoso centrale che in qualche modo incidono negativamente su due neurotrasmettitori importantissimi per il nostro benessere: la dopamina e la serotonina.

Dopamina e serotonina sono coinvolte nei meccanismi cerebrali di movimento volontario e nella regolazione dell’umore (non a caso vengono interrogate tutte le volte che si parla di depressione e/o dipendenze).

In ogni caso, al di là della fisiologia umana, tutti gli studi concordano nell’attribuire le cause di un tic nervoso a disagi psicologici ossessivo-compulsivi che cercano di contrastare l’ansia verso una determinata situazione.

Abbiamo parlato abbondantemente dell‘ansia in un precedente articolo e siamo giunti alla conclusione che essa sia una sofferenza, una emozione che ottiene risposte diverse a seconda del soggetto preso in esame.
Quando parliamo di tic nervosi è quasi sicuro di avere davanti una persona cresciuta sotto forti condizionamenti ambientali come potrebbe essere una educazione rigida e particolarmente repressiva. In questo modo l’individuo trattiene tutto quello che prova all’interno di sé in una continua sfida di controllo che lo porterà quasi sicuramente a sviluppare una certa insicurezza: “Ci vai bene solo se ti comporti come vogliamo noi. Non ti accettiamo per quello che sei realmente”.

E’ proprio da questa insicurezza di base e da questo senso di inadeguatezza che il tic nervoso sboccia e si manifesta.

In ogni caso esistono anche particolari medicamenti che possono aumentare il rischio di soffrire di uno o più tic nervosi. Due esempi su tutti sono: il Metilfenidato (commercializzato negli Stati Uniti come Ritalin, Ritalina, Concerta (capsule a rilascio prolungato), Metadate, Methylin e Rubifen, come racemo. Focalin contiene invece solo l’enantiomero destrogiro del metilfenidato. In Italia è venduto, sotto prescrizione medica, con il nome commerciale di Ritalin nella forma commerciale di compresse da 10 mg) e la dexamfetamine, usati per trattare i casi di ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività).

In altri casi un tic potrebbe essere il sintomo di una condizione patologica come:

» paralisi cerebrale – condizione causata da un danno al cervello;
» malattia di Huntington – condizione ereditaria che danneggia alcune delle cellule nervose nel cervello;
» qualsiasi malattia che colpisce le arterie dentro il cervello o che in qualche modo influenza l’approvvigionamento di sangue al cervello;
» ferita alla testa – sebbene si tratti di casi molto rari;

Un tic nervoso può sopravvenire anche a causa di assunzione di droghe: cocaina o anfetamine. Oppure quando si smette improvvisamente di assumerle e si cade nella classica condizione di astinenza.

Categorie Di Tic Nervoso

Un tic nervoso può manifestarsi nelle forme più disparate.
C’è ad esempio chi accarezza continuamente i propri capelli; chi li attorciglia attorno ad un dito e li tira fino a strapparli; c’è chi si morde le dita o si mangia letteralmente le unghie; chi fa l’occhiolino o altri “strani” ammiccamenti e smorfie facciali, etc.

Tic Nervosi nei bambini Una cosa sola accomuna tutti i tic: sono incontrollati e difficilmente è possibile fermarli volontariamente, perchè la velocità con la quale si manifesta il tic nervoso batte di gran lunga il tentativo di bloccarlo.

Detto questo è possibile distingue 4 macro-categorie:

Tic Nervosi Motori Semplici

I tic nervosi motori semplici sono caratterizzati da piccoli gesti involontari: ammiccamenti, alzate di spalle, piccoli movimenti gestuali, etc.

Tic Nervosi Motori Complessi

I tic nervosi motori complessi si manifestano in maniera più articolata e durano più a lungo: pulirsi gli occhiali, aggiustare la cravatta, togliere e mettere un anello, etc.

Tic Nervosi Vocali Semplici

I tic nervosi vocali semplici son la ripetizione di suoni aspecifici come un colpetto di tosse o dei fischi.

Tic Nervosi Vocali Complessi

I tic nervosi vocali complessi riproducono parole o frasi (spesso volgari e scurrili) ripetute più e più volte.

Tipi di Tic Nervosi Più Diffusi

I tic nervosi più diffusi sono: occhiolini ed ammiccamenti; tricotillomania; mordersi le labbra; onicofagia; tic vocali.

Analizziamo uno ad uno questi tic cercando di delineare il come ed il perchè si manifestino.

Iniziamo dagli occhiolini e ammiccamenti.

Occhiolini ed ammiccamenti

Questo è forse uno dei tic nervosi che creano maggior imbarazzo agli interlocutori che non sanno veramente come comportarsi difronte a labbra ad U (come se si stesse per dare un bacino) ed occhi che si aprono e chiudono senza controllo.

Perchè viene questo tic?

Solitamente occhiolini ed ammiccamenti sono tipici di soggetti ai quali è stato imposto in passato un forte controllo di sé.
Ecco allora che il tic nervoso somatizza il senso di ribellione e fuga dalla summenzionata forzatura sociale.
Purtroppo il senso di colpa è molto forte in questi individui ed allora si cade in un circolo vizioso di tic-ribellione-controllo-ribellione-tic-controllo.

Tricotillomania

Soffrono di tricotillomania le persone che hanno puntualmente le mani trai capelli. Spesso quando sono concentrate arrotolano i capelli attorno ad un dito.
Sembra un gesto innocente, invece, poco alla volta, potrebbe trasformarsi in un tic nervoso.

Perchè viene questo tic?

Chi coccola i propri capelli solitamente vorrebbe esprimere un certo bisogno di attenzione ed affetto. La causa scatenante è sempre l’ansia o la paura rivolte, in questo caso, alla sfera sentimentale-affettiva.
Non per nulla è uno dei tic nervosi più frequenti nei bambini (pensateci bene la prossima volta che vedrete una bimba giocare con i propri capelli).

Mordersi le labbra

Il mordersi le labbra diventa un tic nervoso quando il gesto di sgranocchiare (soprattutto) il labbro inferiore è ripetitivo e obbligato.

Perchè viene questo tic?

Il mordersi le labbra lo si interpreta come una repressione dei sentimenti aggressivi. Sentimenti maturati ad esempio durante una infanzia nella quale i propri diritti di affermazione erano negati e puniti.

Onicofagia

onicofagia, tic mangiarsi le unghie L’onicofagia è quel tic nervoso di individui che si mangiano le unghie o le pellicine delle dita anche fino a sanguinare e farsi male.

Perchè viene questo tic?

Chi soffre di onicofagia manifesta una forma di aggressività auto-diretta. In altre parole l’individuo mangia se stesso per distruggere una parte di se stesso.
Di solito questi soggetti mancano di auto-affermazione sociale e sono carenti di autostima. Proprio per il fatto di non riuscire ad imporsi con gli altri (imporsi in maniera assertiva!) dirigono questa assertività-aggressiva verso sé e le loro unghie.

Tic vocali

I tic vocali possono essere semplici, come il tossire di frequente o raschiare la gola o soffiare, oppure complessi, come il comporre parole e frasi ripetitive anche di senso compiuto.

Perchè viene questo tic?

Gli individui che soffrono di tic vocali spesso covano al loro interno sentimenti come paura e rabbia. Un esempio su tutti è quello di un bambino che, a seguito di una aggressione da parte di un cane, cominciò ad abbaiare.

Cure e Trattamenti

Le cure ed i trattamenti più spesso usati (soprattutto qualche decennio fa) erano prettamente di tipo farmacologico.

Oggigiorno, invece, si tende a preferire un approccio psicologico.

In tutti i casi il vostro medico di base dovrebbe suggerirvi lo specialista adatto per trattare e risolvere il problema del tic, tenendo sempre in considerazione che molte volte non è neppure necessario intraprendere delle cure.
Se il tic, ad esempio, è di entità lieve e non interferisce con le attività quotidiane di scuola, lavoro e vita privata, allora il medico stesso potrebbe optare per una NON-terapia.

[Nota] Tuttavia è bene sappiate che il tic potrebbe peggiorare nel corso degli anni. Quindi prendete una decisione assieme al vostro medico di fiducia.

Auto-cure

E’ possibile tentare di curare i tic nervosi fin dalle mura di casa propria attraverso un atteggiamento propositivo e minimizzando le fonti di stress e quelle situazioni che innescano il tic.

Per una buona riuscita della terapia casalinga è necessario ridurre lo stress giornaliero, ridurre gli stadi di sovra-eccitazione e ridurre quella sensazione di stanchezza pre-nanna, troppo spesso nostra coperta della buonanotte.

Mi rendo conto benissimo di avervi chiesto ciò che vi sembra impossibile. Ma per guarire dovete dedicare tempo a voi stessi e a quelle attività che più vi rilassano e rendono felici.

Cosa fare se qualcuno in famiglia sviluppa un tic nervoso?

Ecco delle linee guida generali:

» non chiedete al soggetto di fermare il tic;
» non cercate di bloccare il tic attraverso del movimenti ripetitivi o suoni ripetitivi, perchè finireste per peggiorare la gravità del tic;
» piuttosto cercate di ignorare il tic, perchè focalizzarsi su di esso non farà che aumentare la sensazione di inadeguatezza, l’ansia e quindi il problema;
» rassicurate il soggetto qualora questi sia timido ed emotivamente fragile;
» incoraggiate chi soffrisse di un tic nervoso a vivere la sua vita normalmente e nella maniera più naturale possibile;
» cercate di ridurre i livelli di stress e ansia.

Terapia comportamentale

La terapia comportamentale è spesso il primo trattamento intrapreso per curare i tic nervosi.
Si tratta di un tipo di psicoterapia tesa a modificare certi automatismi comportamentali.
Ovviamente il tipo di terapia comportamentale va scelto in base alle esigenze del soggetto, in base alla natura dei tic e alla loro gravità.

Uno dei principali modelli di terapia comportamentale usato per trattare i tic nervosi è chiamato HRT – habit reversal therapy. Essa tende ad istruire un soggetto su quella che è la sua situazione; aiuta a riconoscere quanto un tic si manifesta e a catalogarne gli stimoli; fornisce una risposta diversa al tic, ma ugualmente efficace nell’allentare la tensione e l’ansia. L’Habit Reversal Training è un allenamento cognitivo comportamentale diviso in 4 fasi: auto-monitoraggio, controllo dello stimolo, implementazione delle risposte competitive, rilassamento e consapevolezza.
Alcuni centri usano questa terapia con discreti risultati.

[Riferimento]

^ Piacentini JC, Chang SW (2006). “Behavioral treatments for tic suppression: habit reversal training”. Advances in neurology 99: 227–33. PMID 16536370.

La terapia comportamentale per trattare i tic nervosi può altresì includere una tecnica chiamata ERP: exposure and response prevention (Esposizione con Prevenzione della Risposta). Essa aiuta l’individuo a sopprimere il crescente bisogno di cadere nel tic fino a quando questa necessità non termini.

Sia l’HRT che l’ERP sono tecniche validissime per curare i tic nervosi, se praticati giornalmente.

Psicoterapia

Con l’approccio di tipo psicologico si tende ad eliminare o controllare con il tempo la causa scatenante il problema.

Una strada psicoterapica che ha ottenuto parecchi successi, dimostrandosi una delle più efficaci è la EMDR (Desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari) che aiuta il soggetto a rivivere quegli eventi traumatici e quei ricordi che ne minano la vivibilità quotidiana somatizzandosi in tic nervosi. Durante la seduta vengono indotti degli specifici movimenti oculari che danno all’individuo la possibilità di digerire il dolore e superare il trauma.

[Riferimento]

^ Shapiro, Francine; Laliotis, Deany (12 October 2010). “EMDR and the adaptive information processing model: Integrative treatment and case conceptualization”. Clinical Social Work Journal 39 (2): 191–200. doi:10.1007/s10615-010-0300-7.

Farmaci e medicamenti

farmaci e medicamenti tic nervosi Le cure farmacologiche tendono a sedare i fenomeni più che ad aiutare a superarli.
Si tratta di una soluzione che personalmente affiancherei alla psicoterapia, senza la quale il paziente verrebbe lasciato in balia di se stesso e della vita che gli cade addosso.

In questo caso sarà sempre il medico specialista a dover decidere quale farmaco adoperare in base a tutta una serie di considerazioni:

» il tipo di sintomi che si rivelano più problematici;
» la gravità di questi sintomi;
» le motivazioni che spingono il soggetto;
» i possibili effetti collaterali della terapia farmacologica.

Vediamo nel dettaglio che genere di medicinali possono essere prescritti per curare i tic.

Neurolettici

I neurolettici sono dei farmaci noti anche con il termine di antipsicotico neurolettico (o antipsicotico): una famiglia di psicofarmaci che agiscono su precisi sistemi di neurotrasmettitori, utilizzati tipicamente per il trattamento psichiatrico delle psicosi, come ad esempio schizofrenia e disturbo bipolare, ed anche in alcune forme depressive.
Se dati in dosaggi inferiori, inoltre, possono essere sfruttati per curare i tic nervosi.
I neurolettici agiscono alterando gli effetti della dopamina sui recettori cerebrali.
La dopamina è una sostanza chimica che si trova di per sé all’interno del nostro organismo e, per quello che ci interessa sapere, aiuta il cervello a controllare e coordinare i movimenti del corpo. Esempi di neurolettici includono l’aloperidolo, il pimozide e il risperidone .

In ogni caso il primo farmaco menzionato è prescritto sempre più raramente a causa dei suoi effetti collaterali. Ecco perchè si tende a preferire farmaci più recenti che presentano controindicazioni meno pesanti.

Proprio in base ad una mera divisione temporale è possibile distinguere tra:

neurolettici tipici » trattasi della prima generazione di neurolettici, 1950
neurolettici atipici » trattasi della nuova generazione, 1990

Una sostanziale differenza tecnica tra i due farmaci è che i neurolettici tipici sono molto più selettivi sui recettori D2 conseguendo maggiori effetti extrapiramidali.
Quelli atipici, invece, sono meno selettivi sui recettori D2 e questo aspetto comporta un minore impatto negativo per quanto riguarda gli effetti extrapiramidali.
Detto in altri termini, maggiore è l’affinità per D2 e più si avrà una rilevanza antipsicotica del neurolettico. Una affinità minore, di contro, dona al farmaco un prevalente effetto sedativo.

Ma quali potrebbero essere gli effetti collaterali dei neurolettici tipici ed atipici?

– aumento di peso;
– bocca asciutta;
– costipazione;
– sonnolenza;
– spasmi muscolari;
– tremori;

Statisticamente i neurolettici migliorano i tic nervosi in 7 soggetti su 10.

Agonisti dei recettori alfa2-adrenergici

I farmaci agonisti dei recettori alfa2-adrenergici, come la clonidina – agonista selettivo utilizzato prevalentemente come antipertensivo, hanno spesso dimostrato di essere efficaci nel reprimere i tic nervosi tanto quanto lo sono nel trattare i sintomi del disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD).

Gli agonisti dei recettori alfa2-adrenergici hanno effetti collaterali relativamente lievi, tra i quali:

– costipazione;
– secchezza delle fauci;
– sensazione di malessere generale;
– sonnolenza;

Statisticamente risolvono il problema dei tic in metà delle persone che li assumono.

Benzodiazepine

Anche le benzodiazepine, come il clonazepam – commercializzato sotto il nome di Rivotril, hanno dimostrato di ridurre la gravità dei tic in alcune persone. Esse sono dei farmaci che modificano il modo in cui certe sostanze chimiche trasmettono messaggi nel cervello.

Ad ogni modo le benzodiazepine non sono farmaci efficaci come i neurolettici nel reprimere i tic nervosi. Inoltre è possibile cadere in assuefazione soprattutto se si assumono per lunghi periodi di tempo.

Tetrabenazina

La Tetrabenazina è un farmaco usato per trattare quelle condizioni patologiche che influenzano il movimento.

Statisticamente questo medicinale ha un alta percentuale di riuscita. Parliamo di 8 pazienti su 10 con ottime prospettive a lungo termine.

Purtroppo può causare effetti collaterali come:

– acatisia (in alcuni casi);
– affaticamento;
– ansia;
– aumento di peso (anche se con un tasso minore rispetto a molti altri farmaci);
– depressione;
– insonnia;
– parkinsonismo;
– sonnolenza;

Tossina botulinica

La tossina botulinica è una proteina neurotossica prodotta dal batterio Clostridium botulinum. Ne esistono sette tipi sierologicamente distinti. Questi tipi vengono descritti dalle lettere dell’alfabeto dalla A alla G; inoltre alla tossina A sono stati attribuiti altri tre sottotipi di tossina.

La tossina botulinica di tipo A è un potente veleno che la medicina ha imparato a sfruttare in piccole dosi.
Nel caso particolare dei tic nervosi è possibile iniettare una modestissima quantità di principio attivo in prossimità del muscolo da rilassare. Tanto per fare un esempio potrebbe rivelarsi estremamente utile ricorrere alla tossina botulinica A per rilassare i “muscoli della voce” e curare i tic vocali.

Spesso chi ricorre a tale medicamento sente ridursi quella sensazione di tensione che molte volte precede il tic.

Purtroppo la tossina botulinica non è una soluzione permanente. L’effetto dura un 3 mesi e potrebbe affievolire la voce quando usata per i tic nervosi vocali.

Stimolazione Cerebrale profonda

Stimolazione Cerebrale profonda tic nervosi La stimolazione cerebrale profonda è una procedura neurochirurgica che prevede l’impianto (in via semi permanente) di alcuni elettrodi nel subtalamo e di un pacemaker sottocutaneo che regoli le scariche elettriche. Si tratta di una tecnica usata per trattare i disturbi ossessivi-compulsivi (e casi severi della sindrome di Tourette), malattie che riguardano il ridotto o anomalo movimento dell’individuo (ad esempio il Parkinson) e cefalea a grappolo.

Purtroppo gli effetti secondari non sono tanto leggeri e si può incappare in allucinazioni ed apatia.

Omeopatia

Per quanto riguarda l’omeopatia utile a trattare e curare i casi di tic nervoso non sono la persona più adatta alla quale rivolgersi.
Troppo spesso per me un medicamento omeopatico è l’equivalente di uno zuccherino per cavalli. Non sono pochi, infatti, i casi in cui l’omeopatia si sia rivelata scevra di principi attivi.
Anzi oso dire che l’utilizzo di prodotti omeopatici è potenzialmente pericoloso per la salute quando incita i malati ad abbandonare o ritardare terapie mediche di comprovata(!) efficacia.

[Riferimenti]

^ Suit Targets Homeopathic Flu Remedy Claims, Casewatch, 18 agosto 2011. URL consultato il 5 maggio 2012.

^ Cure omeopatiche, il bimbo muore, Corriere della Sera, 22 ottobre 2011

^ In cura dall’erborista, muore di tumore. Le accuse del marito: “Plagiata, La Repubblica, 17 gennaio 2012

^ U.K. man dead after choosing homeopathy over heart meds, August 15, 2012

Tic nervosi e complicazioni

Sebbene la maggior parte dei tic nervosi migliori nel tempo, alle volte un tic nervoso non trattato correttamente può complicare la vita di un individuo.

Il mio primo pensiero corre alle relazioni sociali: conoscere nuove persone e farsi nuovi amici può diventare maledettamente difficile quando non trovi qualcuno che conosca la tua condizione e dia il giusto peso al tic nervoso.

Non sempre è facile rivelare a qualcuno i propri punti deboli, ma una precoce presentazione della propria personalità e del problema collegato ai tic tende a smorzare l’ansia e lo stress associati a tale situazione. Purtroppo viviamo in un mondo imperfetto e non basterebbero tutte le dita del pianeta per contare i casi di bullismo sui bambini ed adolescenti che soffrono uno o più tic.

Come se non bastasse l’aspetto emotivo e sociale, i tic nervosi potrebbero ripercuotersi anche in ambito professionale con un calo delle rese sul posto di lavoro o negli studi.
In questi casi parlare con un datore di lavoro o degli insegnanti comprensivi può aiutare tantissimo nel ridurre stress e propensione al tic.

Autore | Viola Dante

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Chi sono? Viola Dante

Sono una farmacista. Ho studiato presso l'Università degli Studi di Palermo. Poi è arrivata la laurea: 110/110 e Lode. Il percorso di studi è andato benissimo ed ho preso tutto quello che potevo dai professori, ma oggigiorno sarebbe riduttivo descrivermi come una professionista del farmaco e della salute. Potrei piuttosto definirmi una farmacista blogger. Amo quello che faccio. Ed ancor di più amo offrire delle soluzioni che migliorino la salute degli italiani ormai vittima di bieche mistificazioni anche in questo campo. Spero di riuscire a trasmettervi la mia smisurata passione per la galenica e per la preparazione di rimedi naturali. E-mail: viola.dante@email.it

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3 Commenti

  1. Io ho un problema credo di avere un tic nervoso. Sento come qualcosa che dal naso scende alla gola ma so che è solamente un’ impressione. Comunque il fatto è che quando sento questa cosa faccio degli strani versi con il naso. Sopratutto di sera da quando ho questo tic ho sempre paura di mangiare perche piu delle volte ho rischiato di affogarmi con il cibo. In più a mio padre da molto fastidio questa cosa. Io non c’è la faccio piu. Che cosa dovrei fare?

    • Elena Amato

      Buonasera Maria, e benvenuta.

      Come descritto nell’articolo, prima di tutto dovresti provare ad effettuare delle auto-cure e delle terapie comportamentali che potranno aiutarti a controllare il tic da sola.
      In alternativa, puoi ricorrere all’aiuto di uno psicologo che può aiutarti a indagare sulle cause scatenanti il tic e a trovare un modo efficace per bloccare l’impulso che scatena il tic.

      Fammi sapere come procede.

      Cordiali saluti
      Dott.ssa Elena Amato

  2. UN BUON ARTICOLO VOLEVO SAPERE SE HA ROMA CE UN CENTRO PER TERAPIA COMPORTAMENTALE HRT HABIT REVERSAL THERAPY VORREI SAPERE SE L AGO PUNTURA FA BENE. UNA MAMMA PREOCCUPATA

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