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Bacche Di Goji: Guida Completa + Commenti

Viola Dante, Palermo – Goji Berries è il termine più diffuso al mondo per identificare un tipo di bacche considerate la nuova sorgente della giovinezza.
A loro sono stati imputati un numero ragguardevole di effetti salutari benefici.

Ma come in ogni altra cosa al mondo: il troppo storpia! Ed allora sarebbe bene sottolineare eventuali effetti secondari, le famose controindicazioni, per coloro che potrebbero abusarne in maniera scriteriata.

Che cosa sono le Bacche di Goji?

La bacca di goji è anche chiamata wolfberry, che in italiano potremmo tradurre “bacca del cacciatore”.

E’ un frutto di colore arancio misto a rosso e la sua provenienza è orientale. Si tratta, infatti, di una pianta nativa della Cina, dove gli abitanti consumano questa bacca da generazioni nella convinzione che preservi la salute e garantisca una vita lunga.

A parte questa generalizzazione, se ne suggeriva il consumo soprattutto a quei soggetti che sembravano soffrire di diabete, pressione alta, febbre, diminuzione della vista correlata all’età, etc.

Le bacche del Goji sono i frutti di due specie particolari di piante decidue che appartengono alla famiglia delle Solanacee: Lycium barbarum e Lycium chinense.

E’ piuttosto comune trovarle in regioni dal clima temperato e nelle regioni subtropicali. Oltre alla Cina, Himalaya, Tibet e Mongolia possono vantarne una coltura diffusa.

Se consumate con moderazione non apportano nessun effetto secondario serio, almeno stando alle ricerche sin qui condotte.

Ma le cose cambiano qualora se ne facesse un uso eccessivo.

Le bacche di goji vengono tradizionalmente consumate crude. Ma ho letto anche di preparati cotti o essiccati al sole (proprio come i fichi o l’uva passa). Il più delle volte vengono aggiunti a tisane o succhi o vini.

Tempo addietro la nostra cara Daniela ci aveva suggerito come introdurre le bacche di goji all’interno della nostra dieta.

LINK: Cinque Modi Per Aggiungere Le Bacche Di Goji Alla Vostra Dieta

Composizione chimica delle bacche di goji


Gli studi condotti sulle bacche di goji hanno permesso di isolare carotenoidi come il betacarotene, la luteina, il licopene, la zeaxantina, la zeaxantina dipalmitato, polisaccaridi (presenti specialmente nella polpa di cui compongono da soli circa il 30%), le vitamine (C ed E), acidi grassi, betaina (permette la ritenzione idrica nelle cellule, proteggendole dagli effetti della disidratazione, leggasi >> migliore tonicità ed elasticità della pelle) e peptidoglicani.

Le bacche contengono quantità ottimali di calcio, potassio, ferro, zinco e selenio e di riboflavina. Possiedono inoltre un 14% di proteine, un 8% di fibre ed un 20% (totale) di carboidrati.

La composizione aromatica, invece, è fortemente influenzata da sostanze volatili quali: steroidi, glicolipidi (è inclusa la presenza dei cerebrosidi), glicosidi, glucopyranosides e alcaloidi (tanto per fare due nomi diciamo spermina alcaloide e alcaloidi poliossidrilati). Ma sono presenti altri composti come i flavonoidi fenolici, le ammidi, i composti peptidi ciclici ed i sesquiterpeni (classe di terpeni costituiti da tre unità isopreniche).

Nella foglia sono inoltre presenti rutina, acido clorogenico (chimicamente è l’estere dell’acido caffeico con l’acido-chinico) e lyciumosides.

Nella corteccia della radice, invece, sono state identificate diverse ammidi fenoliche.

Rame, ferro, fosforo e manganese aiutano a regolare il metabolismo energetico.
Potassio e magnesio, presenti in considerevoli concentrazioni, aiutano ad aumentare la resistenza muscolare.
Zinco e cromo attivano il metabolismo dei macronutrienti offrendo un valido aiuto nelle diete.

Ma scendiamo un po più nel dettaglio.

Ecco i micronutrienti e le sostanze fitochimiche presenti nelle bacche di goji:

• 11 sali minerali essenziali e 22 minerali traccia;
• 18 amminoacidi;
• 6 vitamine essenziali;
• 8 polisaccaridi e 6 monosaccaridi;
• 5 acidi grassi insaturi (tra cui gli acidi grassi essenziali: acido linoleico e acido alfa – linolenico) [sono importanti per la salute del sistema cardiocircolatorio];
beta-sitosterolo e altri fitosteroli (usati spesso nei medicinali in grado di ridurre i livelli di colesterolo);
• 5 carotenoidi, tra i quali spiccano il beta-carotene e la zeaxantina, la luteina, il licopene e la criptoxantina (xantofilla e cioè una molecola avente la struttura chimica fondamentale del carotene, ma contenente al suo interno anche degli atomi di ossigeno);
• numerosi pigmenti fenolici (fenoli) associati a proprietà antiossidanti;

100 grammi di bacche di goji essiccate apportano:

[Nota]. La sigla RDI sta per “Assunzione Dietetica di Riferimento” o “Dose Giornaliera Raccomandata”.

Calcio 112 mg (8-10% RDI);
Potassio 1134 mg (24% RDI);
Ferro 9 mg (100% RDI);
Zinco 2 mg (18% RDI);
Selenio 50 microgrammi (91% RDI);
Riboflavina (vitamina B2) 1,3 mg (100% RDI);
Vitamina C (a seconda delle coltivazioni) da 29 a 148 mg (che corrispondono rispettivamente ad un 32 o 163% RDI);

Le bacche di goji contengono anche molte sostanze fitochimiche per le quali non esistono dei valori di riferimento stabiliti (RDI):

Beta-Carotene 7 mg (sempre riferendoci a 100 grammi di bacche essiccate);
Zeaxantina (i valori cambiano notevolmente a seconda delle coltivazioni) da 2,4 mg a 82.4 mg a 200 mg. Questi valori così alti fanno del goji la pianta commestibile che contiene al suo interno la maggior quantità di zeaxantina. Fino al 77% dei carotenoidi è rappresentato per l’appunto da questa molecola (sostanza colorante che a livello fisiologico protegge le cellule della retina. Chi si avvicina alla terza età dovrebbe far incetta di zeaxantina e luteina proprio per ovviare a problemi di cecità).
Polisaccaridi, sono un costituente importante delle bacche di goji e possono arrivare a rappresentare il 31% in peso della polpa.

Nota sui polisaccaridi. Uno studio pubblicato sul Journal of Ethnopharmacology ha messo in evidenza dei notevoli miglioramenti sulla perossidazione lipidica endogena (processo di ossidazione dei grassi dovuto ai famosi “radicali liberi” contenenti ossigeno molecolare con carenza di un elettrone (“perossili”)), assieme al sistema immunitario dei soggetti analizzati (dei topini anziani dalle condizioni acciaccate) e a quella che era una minore attività antiossidante (valori misurati attraverso il monitoraggio della superossido dismutasi (SOD), della catalasi (CAT), della glutatione perossidasi (GSH-Px) e della capacità antiossidante totale (TAOC) ). Il tutto a seguito di un trattamento a base di polisaccaridi del Lycium barbarum (ossia delle bacche di goji).
L’attività antiossidante di tali polisaccaridi è comparabile con la classica vitamina C, però se al goji viene aggiunta, in trattamenti in vivo, della vitamina c, si da vita ad un sinergismo che aumenta ulteriormente l’attività antiossidante dei polisaccaridi.

In particolare sono 4 i polisaccaridi non presenti in altre specie botaniche finora conosciute: Lycium Barbarum Polysaccharides (LBP1, LBP2, LBP3 e LBP4). Essi lavorano in stretto sinergismo per supportare le attività del sistema immunitario (macrofagi e linfociti, in primis). Non per nulla sono stati chiamati “molecole master“, perchè sembrano proprio guidare i meccanismi biochimici di difesa del nostro organismo: attivano il sistema immunitario e lo aiutano a riconoscere le cellule malate e distinguerle da quelle sane così che si possa agire selettivamente sull’attacco.

Esperimenti in vitro hanno messo in evidenza importanti attività antiossidanti, immunomodulanti, antitumorali, neuroprotettivi, radioprotettivi, antidiabetici, epatoprotettici, antiosteoporotici e anti-stress.

Dal punto di vista delle calorie le bacche di goji non incidono molto sulla dieta: presentano un basso indice glicemico (28) e regalano anche un buon effetto saziante.

Bacche di Goji Effetti Benefici Sulla Salute


Diverse ricerche sono concordi con il fatto che consumare abitualmente le bacche di goji possa portare a dei benefici salutari.

Infatti grazie ai potenti antiossidanti di cui sono composte, e grazie ad altre sostanze che analizzeremo più avanti, le wolfberries (e ad essere onesti anche altri frutti di bosco in generale, seppur in quantità minore) aiutano l’organismo a mantenersi giovane (gli antiossidanti combattono i radicali liberi che potrebbero danneggiare il DNA), a difendersi dalle neoplasie (il sistema immunitario diviene più efficiente nella lotta alla formazione di cellule tumorali) e da altre malattie a carico del sistema cardiocircolatorio (abbassando i livelli di colesterolo cattivo).

Ma scendiamo nei dettagli (anche se ancora molti studi devono essere confermati ed ampliati).

» Le bacche di goji sono ricche di contenuto in Vitamina A

La vitamina A è una importantissima molecola per la lotta all’invecchiamento e non solo. Basti pensare che una carenza di retinolo e ritinoidi (termini alternativi a quello di vitamina a) può determinare una inibizione della crescita, una deformazione delle ossa e delle preoccupanti e serie alterazioni delle strutture epiteliali (a ragione di una fallace differenziazione degli epiteli mucosi e una mancata cheratinizzazione degli epiteli, che porta ad un processo noto come metaplasia squamosa) con danni anche alla vista e degli organi deputati alla riproduzione (tanto da incidere notevolmente sul tasso di mortalità materna in gravidanza).

» Le bacche di goji contengono un componente chiamato zeaxantina

La zeaxantina è una sostanza colorante naturale che da sul giallo-arancio. La possiamo annotare tra i carotenoidi della classe delle xantofille, molecola maggiormente ossidata del carotene.

In natura la zeaxantina assorbe con estrema efficacia le radiazioni solari che potrebbero interferire con il processo di fotosintesi, comportando dei danni alle piante del tutto simili alle bruciatore o all’assenza di acqua.

Nel nostro corpo, invece, la zeaxantina protegge le cellule della retina da quella degradazione e degenerazione maculare tipica negli anziani che non ci vedono più bene.

♣ Bacche in qualità di Antiossidanti: in particolare gli estratti dei polisaccardi delle bacche di goji si sono dimostrati degli ottimi “spazzini” nei confronti di radicali liberi e anioni superossidi, che sono una delle possibili cause di degenerazione delle cellule sane in cellule malate e una delle cause che incidono sull’invecchiamento precoce della pelle e dell’organismo intero (attività enzimatica delle cellule cerebrali, epatiche e cardiache).

Stando agli studi condotti fino ad ora sui ratti, l’attività antiossidante di 500 mg di estratto di polisaccaridi delle bacche di goji è maggiore rispetto alla classica vitamina c (naturalmente parliamo di quantitativi equivalenti e quindi sono stati testati anche 500 mg di vitamina c).

» Le bacche di goji sembrano stimolare il sistema immunitario e mantengono alte le soglie di allarme ottimizzandone l’efficacia.

Inoltre alcuni studi mettono in luce una spiccata dote nel preservare la salute del cervello, tanto da far pensare ad un loro impiego nella prevenzione contro l’Alzheimer.

Ma non solo. Infatti esse migliorano la circolazione sanguigna, proteggono il fegato e coadiuvano efficacemente la fertilità. Inoltre ad un loro consumo regolare viene puntualmente imputata una riduzione del rischio di ammalarsi di cancro e di malattie a carico del sistema cardiaco.

Spesso gli atleti ne fanno uso per migliorare il proprio metabolismo, la qualità del sonno, l’umore in generale e naturalmente le prestazioni fisiche.

♣ Attività Anti Cancro: gli esperimenti condotti sulle bacche di goji in laboratorio sui ratti affetti da neoplasie indotte hanno evidenziato un aumento del peso del timo e della milza contestuale ad un miglioramento dell’attività dei macrofagi. Inoltre sempre degli studi effettuati sui topi, ma questa volta anche su delle cellule umane in vitro, hanno portato alla luce un aumento dell’attività dei linfociti T citotossici e delle citochine TNF (conosciute anche come fattore di necrosi tumorale, coinvolte in numerosi processi cellulari come la apoptosi – morte programmata della cellula – la proliferazione, il differenziamento ed anche la cancerogenesi e la replicazione virale).

Degli estratti acquosi sembrano inibire la proliferazione e l’accrescimento del tumore, inducendo anche una autodistruzione indotta alle cellule epatiche degenerate.

♣ Attività Sul Sistema Nervoso Centrale: stando a tutta un’altra serie di esperimenti, le bacche di goji paiono aumentare l’attività elettrica spontanea nella regione dell’ippocampo con contestuale diminuzione del rischio di ischemie. Inoltre nei ratti la neuro-tossicità del peptide beta amiloide sembra affliggere meno il cervello. Il peptide beta amiloide è il maggior costituente delle placche amiloidi (o senili), coinvolte in quel processo degenerativo che conduce all’Alzheimer.

♣ Altri Effetti Ipotizzati: un estratto preparato con la corteccia della radice sembra possedere azione antifungina da Candida albicans e antimicrobica da Staphylococcus aureus resistente alla meticillina.

Dosaggi: Quante bacche di goji o quanto estratto consumare?


A dire il vero non ci sono dati a sufficienza per poter tracciare con assoluta precisione una curva dose effetto e dose tossicità.

Diciamo comunque che 15 grammi di bacche al giorno dovrebbero garantire in un uomo adulto un aumento di zeaxantina nel sangue e di conseguenza dovrebbero apportare tutti i benefici trattati precedentemente.

Bacche di Goji Controindicazioni ed Effetti Collaterali Gravi


Bacche di Goji Controindicazioni ed Effetti Collaterali Gravi

Anche se abbiamo detto tutto il bene possibile delle bacche di goji, dobbiamo anche rivelare che ci sono tutta una serie di possibili interazioni con eventuali trattamenti farmacologici in un soggetto.

Ad esempio coloro che assumono warfarina (un farmaco anticoagulante cumarinico) dovrebbero evitare il consumo di goji. Le bacche inoltre sembrano interferire con i farmaci regolatori della pressione sanguigna e del diabete.

Soggetti che assumono farmaci regolatori della pressione non dovrebbero consumare a cuor leggero le wolfberries. Esse tendono a far calare la pressione sanguigna potendo causare anche ipotensione a causa di un suo sinergismo con eventuali farmaci ipertensivi. Quindi massima attenzione, se assumi: captopril, enalapril, losartan, valsartan, diltiazem, amlodipina, idroclorotiazide, furosemide ecc.

Soggetti che assumono anticoagulanti per ridurre eventuali ostruzioni nei vasi sanguigni potrebbero andare in contro ad un maggiore rischio di effetti collaterali gravi. Un nome su tutti è quello del Warfarin (Coumadin ®). Le evidenze di interazioni sono state riscontrate in più casi con parziali alterazioni della terapia farmacologica ed una aumentata incidenza di ecchimosi e/o emorragie;

Soggetti che assumono farmaci per il controllo del diabete: l’interazione con le bacche di goji potrebbe provocare fenomeni di ipotensione, sensazioni di vertigini, (e soprattutto) abbassamento eccessivo della glicemia e svenimenti. Ecco alcuni esempi di ipoglicemizzanti: glimepiride, gliburide, insulina, pioglitazone, rosiglitazone, clorpropamide, glipizide, tolbutamide ecc.

Soggetti che assumono farmaci metabolizzati a livello epatico (substrati del citocromo P450 2C9, CYP2C9): possono verificarsi delle interazioni negative che influenzino la velocità di metabolizzazione dei farmaci alterando in tal modo il buon esito di una cura.

Soggetti che assumono bacche in quantità eccessiva possono andare in contro a diarrea e crampi addominali di diversa entità. Infatti le bacche di goji, come tanti frutti secchi, vengono usate da tempo come rimedio naturale contro la costipazione.

☻ Inoltre devono stare attenti i soggetti allergici al polline. Una loro assunzione potrebbe portare a crisi respiratorie, nausea, orticaria e capogiri.

Ma approfondiamo il discorso (anche se ancora molti studi devono essere confermati ed ampliati).

» Le bacche di goji contengono l’alcaloide atropina: un antagonista dell’acetilcolina per i recettori muscarinici

L’atropina provoca nell’uomo effetti parasimpaticolitici senza proprie attività intrinseche.
Una eccessiva assunzione di atropina si manifesta con secchezza della bocca e diminuzione della secrezione salivare; rallentamento dell’attività gastroenterica con stipsi, riduzione della minzione e difficoltà nel dissipare il calore; midriasi e graduale offuscamento della vista; tachicardia.

I sintomi possono essere attenuati dalla somministrazione di fisostigmina, agonista indiretto dell’Ach (acetilcolina).

» Le Goji berries possiedono un alto contenuto in selenio

Il selenio è un elemento la cui presenza è essenziale IN TRACCE all’interno del nostro corpo. Purtroppo, in casi molto rari, alte dosi di selenio possono portare all’insorgenza di defezioni che riducono la fertilità nelle donne, danneggiano la nervatura corporea e possono anche portare a dei problemi gastrointestinali.

Riepilogando sulle controindicazioni

Tanti effetti negativi del consumo di bacche di goji (ed eventuali succhi) sono dovuti alla loro interazione con diversi farmaci. Stiamo parlando di controindicazioni molto serie.

Quindi, a meno che il vostro stato di salute non sia ottimale, se state seguendo delle terapie farmacologiche, vi sconsigliamo di fare di testa vostra e consumare le bacche di goji senza un controllo medico.

Domande più frequenti sulle bacche di goji

Il consumo delle bacche di goji è autorizzato in Italia?

Sì, nel nostro paese il Ministero della Salute indica il Goji (Lycium Barbarum L.) nella lista degli estratti vegetali impiegabili come integratore “antiossidante” (decreto legislativo 21 maggio 2004, n. 169). Inoltre la Commissione Europea per la vigilanza sulla sicurezza alimentare ha definito sicuro il consumo delle bacche del Lycium barbarum, come ingrediente alimentare.

In tutti i casi, poiché spesso i prodotti sono importati dall’Asia è importante affidarsi a rivenditori seri che possano fornire garanzie solide rispetto ai criteri fitosanitari e ai controlli di qualità tesi a valutare la presenza di sofisticazioni, pesticidi e anticrittogamici.

In che forma sono commercializzate le bacche di goji?

[Nota] Sul succo di goji devo spendere qualche parolina, perchè ho condotto delle ricerche su internet a seguito delle tante richieste di suggerimenti su dove comprare le bacche di goji. E devo dire che i succhi preparati a partire dal goji fresco ed appena colto si possono contare sulle dita di una mano. Spesso ci si ritrova di fronte a prodotti etichettati come “succo di bacche di goji”, ma che in realtà sono annacquati con altri prodotti ed estratti di frutti più facilmente reperibili e che quindi, sofisticando il prodotto finale, creano una maggiore plusvalenza e guadagno. Fate sempre attenzione al fatto che l’etichetta sia ben formattata e che esprima una quantità di goji confacente alla dicitura SUCCO DI BACCHE DI GOJI!

Il mercato delle bacche di goji è veramente vario.
Molti di voi credono di poterle comprare solo sotto forma di polpa essiccata, e venduta praticamente allo stesso modo delle bustine dell’uva passa, o di succo. Ma la realtà è più variegata.

Dal suo boom commerciale, era il lontano 2002, ad oggi la creatività dei commercianti e dei merchant multi-livello (che alle volte ti ossessionano veramente nel descrivere le mirabolanti proprietà benefiche di un prodotto) ha preso la forma di:

– bacche essiccate;
– barrette ai cereali con pezzetti di bacche;
– succhi di frutta;
– succhi concentrati di goji;
– purea;
– polveri (alle quali aggiungere acqua per dar vita estemporaneamente al succo);
– yogurt;
– capsule a base di estratti secchi standardizzati (a mò di integrazione alimentare);
– oli di semi;
oli essenziali;
– additivi alimentari da mescolare a vari prodotti;
– saponi per la pulizia della pelle;

Ci sono bacche di goji migliori delle altre?

Si, esistono diversi tipi di qualità di bacche di goji con concentrazioni maggiori e/o minori dei principi attivi.
La qualità Xing Dal è quella che gode della migliore reputazione per via delle qualità intrinseche e della lavorazione artigianale del prodotto.
Il goji “Xing Dal”, infatti, cresce ad una altitudine di 1500 metri. Il suo terreno non è contaminato (perchè lì l’uomo non ha ancora iniziato il processo di sfruttamento della terra e delle sue risorse per gonfiare le proprie tasche di denari). La bacca viene essiccata al sole e protetta (sempre naturalmente) da eventuali contaminazioni ad opera di insetti e parassiti.
Va da sé che un tale prodotto naturale rappresenti una risorsa di indubbia qualità. Ed infatti il potere antiossidante della bacca di goji (in questi casi) supera quello del cioccolato fondente e del miracoloso lampone nero.
A dirlo sono i numeri.
Utilizzando il tasso Orac (Oxygen radical absorbance capacity) le bacche di goji raggiungono il gradino più alto di questa scala della capacità antiossidante con un punteggio di 25300.
Più indietro troviamo il cioccolato fondente (13120) ed ancora più in basso i lamponi neri a 7700.

Come si mangiano le bacche di goji?

Le bacche di goji si possono mangiare tal quali, proprio come fossero un frutto colto ed essiccato, oppure si possono aggiungere allo yogurt o alla macedonia o ai cereali, alle insalate o le si può scaldare a bagnomaria per renderle più morbide e reidratate (un 15, 20 minuti vanno più che bene), etc.

E’ possibile coltivare le bacche di goji in casa?

Assolutamente sì.
Anzi, lo suggerisco vivamente. Però assicuratevi di possedere un terreno o un luogo adeguatamente lontano da fonti contaminanti (traffico, industrie, pesticidi, etc). Ecco una risorsa da leggere, se vuoi coltivare il goji.

Quali sono gli effetti collaterali più frequenti dopo l’assunzione delle bacche di goji?

Gli effetti collaterali più frequenti sono nausea, vomito e diarrea.
Per questo suggeriamo di non eccedere mai nelle dosi e di procedere per gradi, soprattutto nei casi in cui si assumano dei farmaci.

Mangiare le bacche di goji mi salverà?

No, assolutamente no!
E’ errata la concezione che un singolo alimento o una medicina (per quanto perfetta possa essere – e quindi esente da effetti collaterali) possa funzionare come una sorta di magia.
Non è così che funziona.
Non sarebbe la realtà. Li entriamo nel mondo del marketing o della disinformazione o della truffa sfacciata (Nota bene: non voglio demonizzare il marketing. Non tutto almeno. Non quello etico).
Per ottenere dei benefici salutari attraverso l’assunzione delle bacche di goji, bisogna anche aiutarsi seguendo uno stile di vita più sano. Se ad esempio soffri di diabete, non puoi pensare di mangiare al mattino la tua razione di goji e poi ingozzarti a pranzo di dolci perchè tanto c’è il goji che fa miracoli. No. I miracoli non sono di questo mondo. O per lo meno non sono gli uomini a poterli concretizzare.

Autore | Viola Dante

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Chi sono? Viola Dante

Sono una farmacista. Ho studiato presso l'Università degli Studi di Palermo dal 2003 al 2008. Poi è arrivata la laurea: 110/110 e Lode. Il percorso di studi è andato benissimo ed ho preso tutto quello che potevo dai professori, ma oggigiorno sarebbe riduttivo descrivermi come una professionista del farmaco e della salute. Potrei piuttosto definirmi una farmacista blogger. Amo quello che faccio. Ed ancor di più amo offrire delle soluzioni che migliorino la salute degli italiani ormai vittima di bieche mistificazioni anche in questo campo. Spero di riuscire a trasmettervi la mia smisurata passione per la galenica e per la preparazione di rimedi naturali.

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