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La Febbre Negli Adulti: Guida Completa

La febbre (chiamata anche piressia) è un aumento anomalo della temperatura corporea. Si tratta di un sintomo causato da svariate malattie. La febbre può colpire chiunque a qualsiasi età, in questo articolo tratteremo nello specifico la febbre negli adulti.

Tutti nella loro vita avranno sperimentato i brividi e la stanchezza causati dalla febbre. La febbre di solito si verifica come reazione ad una infezione da virus come influenza o infiammazione a tessuti molli o altre malattie. Ovviamente, la febbre può essere scatenata da molte altre condizioni, tra cui assunzione di farmaci, droghe, esposizione eccessiva al sole, avvelenamento, cancro, lesioni o disturbi cerebrali o malattie del sistema endocrino (ormonali o ghiandolari).

La febbre solitamente è accompagnata da altri sintomi,più specifici, che possono aiutare a identificare il malessere che ha causato la febbre. In questo modo il medico può scegliere il trattamento più indicato.

La temperatura corporea normale varia da persona a persona, a seconda del momento della giornata, e anche dalle condizioni meteorologiche.
Per la maggior parte degli individui, una temperatura di 37° è considerata standard.
La temperatura del corpo viene regolata da una zona del cervello chiamata ipotalamo. L’ipotalamo funziona come un termostato. Esso mantiene la temperatura vicino allo standard con meccanismi di riscaldamento come i brividi e l’aumento dell’attività metabolica, e di raffreddamento come la sudorazione e la vasodilatazione.
La febbre viene scatenata quando il sistema immunitario del corpo risponde con dei pirogeni (sostanze che producono febbre).
I pirogeni solitamente sono elementi esterni al corpo, e, a loro volta, stimolano la produzione di pirogeni all’interno del corpo.
I pirogeni stimolano l’ipotalamo ad aumentare il livello di temperatura. Come risposta, il nostro corpo inizia a tremare, i nostri vasi sanguigni si restringono, ci infiliamo sotto le coperte per raggiungere la nuova temperatura che è più alta di quella normale.
I pirogeni possono essere prodotti anche dal corpo, di solito in risposta ad una infiammazione, in questo caso si parla di citochine (dette anche pirogeni endogeni).
I pirogeni (sostanze che producono febbre) provenienti dall’ambiente esterno al corpo sono:

– Virus
– Batteri
– Funghi
– Farmaci
– Tossine

La misurazione della temperatura viene effettuata attraverso specifici dispositivi inseriti nel retto, nella bocca, sotto l’ascella , sulla pelle o nell’orecchio.
Alcuni strumenti (laringoscopi, broncoscopi, sonde rettali) possono avere delle sonde in grado di rilevare costantemente la temperatura.
Il metodo più comune per misurare la temperatura corporea era (ed è ancora in alcuni Paesi) , il termometro a mercurio. Ma a causa della possibilità di rottura del vetro e della possibile contaminazione da mercurio, molti Paesi sviluppati utilizzano termometri digitali con sonde di rilevazione monouso, per rilevare la temperatura da qualsiasi zona del corpo citata in precedenza.
Vengono anche usate strisce termosensibili monouso per misurare la temperatura della pelle.
Negli adulti la temperatura viene misurata comunemente a livello orale, ma la temperatura rettale risulta molto più precisa perché qualsiasi fattore ambientale che aumenta o diminuisce la temperatura ha poco impatto nella zona rettale.
Le temperature rettali, a confronto con quelle orali prese allo stesso momento, sono più alte in media di circa 0.6°C o più.
Di conseguenza, una misurazione accurata della temperatura corporea (temperatura rettale) di 38°C o superiore, è considerata “febbre”.

Ultimamente esistono in commercio dispositivi ad infrarossi sensibili alla temperatura, che misurano la febbre semplicemente se strofinati sulla pelle. Essi sono reperibili nella maggior parte delle farmacie.

Le febbri di basso grado variano tra i 37.7° e i 38.3°. 38.8 è un grado intermedio per un adulto, ma è una temperatura che richiede intervento medico per i neonati (0 – 6 mesi).
Le febbri elevate vanno da 39.4° a 40° ; le febbri molto alte e pericolose vanno da 40° a 41.6° (iperpiressia). I valori precedenti possono variare in base all’età e alle condizioni del paziente, ma offrono uno standard in termini di “bassa”, “alta” e “pericolosa”, che viene usato normalmente in ambito medico.

Esistono altri termini per descrivere il tipo di febbre:

Si chiama febbre prolungata o persistente la febbre che si protrae per più di 10-14 giorni, solitamente si tratta di febbri di basso grado.
La febbre costante viene anche chiamata febbre continua: di solito è una febbricola che non varia molto nell’arco della giornata (meno di mezzo grado in 24 ore).
Cronica: febbre che dura da 3 -4 giorni; alcuni medici definiscono “croniche” le febbri intermittenti che ricorrono nel corso di mesi o anni.
Intermittente: temperatura che varia da normale a febbre nel giro di poche ore, oppure febbre che si verifica un giorno e poi ricompare dopo due o tre giorni.
Remittente: febbre che va e viene ad intervalli regolari.
Iperpiressia: febbre superiore a 41.5° , è considerata un’emergenza medica.
Inoltre, esistono più di 40 malattie che includono la febbre come parte della malattia stessa (es. febbre reumatica, scarlattina, malattia da graffio di gatto, febbre dengue etc..)
Ognuna di queste malattie ha tra i suoi sintomi la febbre; ma molte altre condizioni possono avere come sintomo la febbre.

P U B B L I C I T A'

Le citochine o pirogeni endogeni (generati dal corpo) possono causare molte delle condizioni suddette.
Il rilascio delle citochine è provocato da infezioni e malattie a risposta immunitaria.
Si possono avere entrambe le infezioni (pirogeni endogeni ed esogeni), che generano febbre allo stesso momento, a seconda del decorso della malattia.
Le principali citochine coinvolte nella febbre sono le interleuchine 1 e 6 e i fattori di necrosi tumorale (TNF)-alfa.

Febbre negli adulti: cause

Febbre virale

Le malattie provocate da virus sono le cause di febbre più ricorrenti negli adulti.
I sintomi comprendono naso che cola, mal di gola, tosse, raucedine e dolori muscolari.
I virus possono anche causare nausea, diarrea e disturbi gastrici.
Per la maggior parte dei casi, queste malattie migliorano semplicemente col passare del tempo. Gli antibiotici non sono efficaci nel trattare una malattia virale.
I sintomi si possono combattere usando farmaci da banco decongestionanti e antipiretici.
In caso di diarrea o vomito, è consigliabile bere molti liquidi.
Bevande come Gatorade o altri integratori possono aiutare a recuperare i minerali persi.
Se i fluidi non vengono trattenuti, è necessario ricorrere al medico.
Le infezioni virali possono durare da una a due settimane.

Il virus dell’influenza è una delle principali cause di morte negli anziani.
I sintomi comprendono mal di testa e dolori articolari e muscolari e, come gli altri sintomi di infezione virale, la febbre. Sono disponibili vaccini per l’influenza stagionale e H1N1.
Farmaci antivirali possono essere somministrati subito dopo la comparsa dei sintomi.
Questo tipo di infezione si verifica solitamente in inverno.

Febbre batterica

Le malattie batteriche che causano febbre possono attaccare praticamente qualsiasi organo del corpo. Queste malattie si combattono con gli antibiotici.

• Infezioni del sistema nervoso centrale (cervello e spina dorsale) possono causare febbre, mal di testa, rigidità e confusione. Il malato si sente debole e irritato, la luce può dar fastidio agli occhi. Questi sintomi possono indicare meningite o infezione al cervello, ed è necessario un immediato intervento medico.
• Le infezioni delle basse vie respiratorie, come polmonite e bronchite, possono causare febbre. Tra i sintomi vi sono tosse, difficoltà respiratorie, produzione di muco e talvolta dolore toracico.
• Le infezioni alle vie aeree superiori coinvolgono la gola, il naso, e i seni paranasali. Il naso che cola, tosse, mal di testa e mal di gola con febbre possono essere sintomi di infezione batterica, ma di solito si tratta di virus.
• Le infezioni del tratto uro-genitale possono dare al paziente sensazioni di bruciore durante la minzione, stimolo frequente a urinare, presenza di sangue nelle urine, e dolore alla schiena con febbre. Ciò può indicare infezione ai reni, vescica o tratto urinario. Questi sintomi possono essere contrastati con gli antibiotici.
• Se è coinvolto anche il sistema riproduttivo, si possono notare perdite dagli organi genitali, e dolore pelvico insieme a febbre. Il dolore pelvico e la febbre nelle donne può essere indice di malattia infiammatoria pelvica (PID), che può causare gravi danni al sistema riproduttivo. In questo caso, la paziente e il partner sessuale devono consultare un medico.
• Le infezioni del sistema gastrointestinale (apparato digerente) causano diarrea, vomito, mal di stomaco, e talvolta sangue nelle feci. Il sangue nelle feci può indicare un’infezione batterica o un’altra malattia grave. Il dolore addominale può essere indice di infezione all’appendice, cistifellea o fegato, ed in tali casi è necessario l’immediato intervento medico.
• Anche il sistema circolatorio (tra cui cuore e polmoni) può essere attaccato da batteri. Potrebbe non essere presente nessun altro sintomo specifico oltre alla febbre. Il malato potrebbe avvertire stanchezza, confusione, brividi e dolori muscolari. Con il termine sepsi si indica la presenza di batteri nel flusso sanguigno. Un’infezione della valvola cardiaca e successiva infiammazione (endocardite) può capitare a persone sottoposte ad interventi chirurgici al cuore o tossicodipendenti.

Questa condizione richiede ricovero immediato e trattamento con antibiotici.

• La pelle, il nostro organo più esteso, può venire attaccata dai batteri. Nella zona interessata si può verificare arrossamento, gonfiore, pus o dolore. Un’infezione può venire scatenata da un trauma alla pelle o anche un poro ostruito che si trasforma in ascesso. L’infezione può diffondersi ai tessuti molli sottopelle (cellulite). A volte è necessario un drenaggio e l’uso di antibiotici. La pelle può anche reagire ad alcune tossine provocando un rush cutaneo. Ad esempio, la scarlattina provoca un rush rosso e brillante, con desquamazioni e screpolature.

Micosi

Le infezioni da funghi possono interessare qualsiasi organo del corpo umano. Il medico spesso riesce ad identificare questo tipo di infezioni con un semplice esame fisico. A volte sono necessari ulteriori test e in rari casi, biopsie per diagnosticare l’infezione. Solitamente in questi casi si somministrano farmaci antifungini.

Febbre da esposizione ad animali

Coloro che lavorano a stretto contatto con animali possono essere esposti a batteri che causano febbre. Oltre alla febbre, si possono avere brividi, dolori muscolari, articolari e mal di testa. Questi batteri sono presenti nel bestiame, nel latte non pastorizzato e negli escrementi degli animali.

Febbre del viaggiatore

Chi viaggia, specie al di fuori degli Stati Uniti, può sviluppare febbre in conseguenza all’esposizione a nuovi cibi, tossine o insetti.
Gli unici vaccini obbligatori per i viaggiatori negli Stati Uniti e in altri Paesi sono attualmente quelli per la febbre gialla e la meningite. Questi requisiti dipendono dai Paesi in cui si viaggia. I vaccini per i bambini, come quelli per il morbillo, la rosolia, il tetano, la difterite e la poliomielite, dovrebbero essere fatti prima del viaggio.
I vaccini per l’epatite A, la meningite e il tifo dovrebbero essere somministrati prima di viaggiare in Paesi con alto rischio di tali malattie.
Il U.S. Centers for Disease Control and Prevention (Centro di Prevenzione e Controllo Malattie) può consigliare i cittadini sugli attuali vaccini disponibili e necessari nei vari Paesi.
Quando si viaggia, il consumo di acqua contaminata, verdura cruda o cibi poco cotti può causare una leggera febbre e la cosiddetta diarrea del viaggiatore. Il Bismuth subsalicylate (Pepto-Bismol), loperamide (Imodium), e alcuni antibiotici possono ridurre i sintomi, ma in alcuni casi possono prolungare la malattia.
I sintomi e la nausea, il gonfiore addominale e i crampi dovrebbero scomparire nel giro di sei giorni. In caso di febbre superiore a 38.3° o sangue nelle feci, consultare immediatamente il medico.
In molti Paesi le infezioni si diffondono spesso attraverso il morso di insetti. La malaria è una grave infezione provocata dalla puntura di zanzara. La persona infettata ha febbre che va e viene ogni pochi giorni. Un esame del sangue può confermare la diagnosi. In particolari aree infette, si possono assumere farmaci specifici contro la malaria.
La malattia di Lyme è provocata dal morso di zecca. È molto comune nelle aree degli Stati Uniti in cui è presente la zecca dei cervi. Ogni infezione causata da morso di insetti deve essere valutata dal medico.

Altre cause di febbre negli adulti

Febbre causata da farmaci

Una febbre che inizia dopo l’assunzione di un farmaco, senza altre fonti, potrebbe essere causata dal farmaco stesso.
La febbre può iniziare in qualsiasi momento dopo l’assunzione del farmaco e finisce al momento dell’interruzione .
Alcuni farmaci associati alla febbre sono antibiotici beta-lattamici, procainamide (Procanbid), isoniazide, alfa-metildopa, chinidina (Quinaglute Dura-Spartiti), e difenilidantoina.

Una febbre immediata può essere causata da un’allergia a un componente o un conservante contenuto nel farmaco.

Febbre da coagulo di sangue

Un coagulo di sangue può verificarsi nella gamba e causare dolore al polpaccio. Una porzione di questo coagulo può spezzarsi e viaggiare verso i polmoni (embolia polmonare). Questo provoca dolori al petto e difficoltà respiratoria. In entrambi i casi, può sopraggiungere febbre a causa dell’infiammazione dei vasi sanguigni. Con tali sintomi è necessario recarsi immediatamente all’ospedale.

Febbre causata da tumore

Il cancro può causare spesso febbre. A volte i tumori causano pirogeni, sostanze chimiche che producono febbre. Alcuni tumori si infettano. I tumori al cervello possono scombinare la funzione termoregolatrice dell’ipotalamo. Anche i farmaci per trattare il cancro possono causare febbre. Inoltre, le persone affette da cancro hanno un sistema immunitario indebolito, e questo li rende più soggetti ad infezioni.

Febbre ambientale

In alcuni casi, il corpo può surriscaldarsi e raggiungere una temperatura molto elevata. Questa condizione è chiamata ipertermia. Ciò succede ad esempio quando ci si sottopone ad un grosso sforzo fisico o in caso di clima caldo e umido.
Le persone con ipertermia rischiano debolezza, confusione e anche coma. Si può raggiungere una temperatura molto elevata e non si riesce a sudare. L’ipertermia va trattata immediatamente a livello medico, il paziente va subito raffreddato.

Speciali condizioni cliniche

Alcune persone hanno malattie che compromettono il sistema immunitario impedendogli di lavorare correttamente. Questo rende più facile il sopraggiungere di infezioni. A seconda della malattia, può essere difficile stabilire la causa della febbre.
La febbre in un soggetto con poche difese immunitarie può comportare un grosso rischio. Le malattie auto-immuni (es. lupus eritematoso sistemico, artrite reumatoide, poliartrite nodosa) possono provocare febbre. A causa dell’infiammazione, molte malattie autoimmuni sono collegate alla febbre.
Alcune cause di un sistema immunitario debole:

– Cancro
– Trattamenti chemioterapici
– Farmaci immunosoppressivi
– Terapia steroidea
– HIV
– Età superiore ai 65 anni
– Mancanza della milza
– Sarcoidosi (infiammazione che porta alla formazione di granulomi)
– Lupus
– Diabete
– Malnutrizione
– Alcool o droghe

Qualunque soggetto in queste condizioni, e con febbre, dovrebbe recarsi immediatamente in ospedale per un’adeguata terapia. L’intervento rapido può essere determinante.

Un’altra condizione medica è la febbre di cui non si conosce la causa.
Essa viene definita FUO (febbre di origine sconosciuta). Si definisce FUO la febbre superiore a 38.3° , che dura più di tre settimane e la cui diagnosi non è stata accertata, nonostante ripetute e costanti indagini mediche.
Di solito, le cause delle FUO sono infezioni, tumori, infezioni parassitarie, malattie vascolari, ascessi negli organi.
Purtroppo, alcuni casi di FUO restano irrisolti, anche dopo numerosi test ed esami medici.

Una speciale condizione medica riguarda l’ipotalamo. I neurotrasmettitori e gli ormoni (come gli ormoni tiroidei) funzionano in stretta correlazione con i meccanismi dell’ipotalamo. Per questo, in caso di disequilibrio, l’ipotalamo può smettere di funzionare correttamente e causare febbre . La tempesta tiroidea (tireotossicosi) è un’emergenza medica e può causare febbre fino a 41°.

Quando consultare il medico in caso di febbre

La febbre può avere molte possibili cause. La maggior parte delle volte, si tratta di un’infezione virale che guarirà da sola. Tuttavia, in alcuni casi è necessario prendere opportuni provvedimenti; chiamate subito il medico in caso di febbre particolarmente alta; di seguito una lista di condizioni e sintomi che richiedono l’intervento medico:

Chiamare il medico:

• Se la febbre è superiore a 39.4°
• Se la febbre dura da più di 7 giorni
• Se i sintomi della febbre peggiorano

Chiamare il medico o recarsi al più vicino pronto soccorso se oltre alla febbre sopraggiungono i seguenti sintomi:

• Confusione o eccessiva sonnolenza
• Torcicollo
• Forte mal di testa
• Mal di gola, soprattutto se vi è difficoltà a deglutire
• Eruzione cutanea
• Dolore toracico
• Difficoltà respiratoria
• Vomito continuo
• Dolore addominale
• Sangue nelle feci
• Dolore durante la minzione
• Gonfiore alle gambe
• Gonfiore o arrossamento della pelle

Chi soffre di condizioni particolarmente gravi come cancro o HIV, potrebbe non mostrare tali sintomi premonitori. Anche una lieve febbre in tali pazienti dovrebbe essere riferita al medico curante per evitare l’aggravarsi di eventuali infezioni.

Quando andare in ospedale

Alcune malattie che si verificano con la febbre possono mettere a rischio la vita. In queste condizioni, è necessario recarsi immediatamente all’ospedale:

• La meningite provoca seri rischi per la vita ed è molto contagiosa se causata da determinati batteri. In caso di febbre, mal di testa e torcicollo è necessario andare subito al pronto soccorso
• In caso di difficoltà respiratorie o dolore al petto combinate a febbre, chiamare subito l’ospedale
• In caso di sangue nelle feci o nelle urine, o muco, recarsi al pronto soccorso
• Un malato con febbre e in stato di agitazione, confusione o delirante, deve essere subito portato in ospedale
• Le persone con sistema immunitario compromesso (es. cancro, HIV) devono subito chiamare il medico in caso di aggravarsi dei sintomi
• L’ipertermia è un’emergenza. Se una persona ha una temperatura superiore ai 40°, è in stato confusionale o non risponde agli stimoli, chiamare subito il pronto soccorso.

Febbre: diagnosi

Il medico farà probabilmente molte domande per scoprire l’origine della febbre:

– Quando è iniziata la febbre
– Quali altri sintomi sono presenti
– Stato del sistema immunitario del soggetto
– Eventuali viaggi recenti
– Esposizione a persone malate a lavoro o in casa
– Farmaci o droghe assunti
– Esposizione ad animali
– Rapporti sessuali
– Interventi chirurgici recenti
– Allergie
– Malattie precedenti

Attraverso un accurato esame fisico si può stabilire la causa della febbre. In caso di incertezza, il medico può prescrivere alcuni esami da eseguire per stabilire la diagnosi.
Alcuni test possono essere:

– esame del sangue per la conta dei globuli bianchi
– tampone orofaringeo
– campione di espettorato
– analisi delle urine
– analisi delle feci
– rachicentesi (puntura lombare)
– Radiografie
-TAC
– test di funzionalità epatica
– test di funzionalità tiroidea

In base ai risultati di questi test, il medico potrà stabilire l’origine della febbre e avviare un trattamento.
Stabilire la causa di una febbre di origine sconosciuta (FUO) è particolarmente difficile , pertanto spesso sono necessari diversi specialisti e altri esami medici (es. endoscopia, ecocardiografia, scansione PET) per stabilire una diagnosi.

Rimedi casalinghi per la febbre negli adulti

La febbre può essere misurata a casa con un semplice termometro.
Ci sono vari modi per abbassare la febbre, solitamente si utilizzano ibuprofene (Advil, Motrin, Nuprin) o acetaminofene – paracetamolo (Tylenol e altri).
Questi farmaci riducono il dolore e riducono la febbre. Dosi alternate di entrambi aiutano anche ad evitare sovradosaggi.
Spesso è necessaria l’azione combinata di acetaminofene e ibuprofene per ridurre la febbre. Si possono anche applicare asciugamani bagnati con acqua fresca appoggiandoli sulla fronte del malato; possono essere utili anche liquidi freddi per via orale per raffreddare la temperatura corporea.

L’aspirina non è la prima scelta per ridurre la febbre, non dovrebbe inoltre essere utilizzata nei bambini.
Assunta in dosi elevate, può essere tossica negli adulti e può causare la sindrome di Reye nei bambini.
Non somministrare aspirina ai minori di 18 anni senza l’approvazione del medico.
L’ibuprofene impedisce all’ipotalamo di aumentare la temperatura corporea. È un medicinale da banco acquistabile in farmacia in compresse da 200mg. Si possono prendere una o due compresse ogni 4 ore per abbassare la temperatura. Cercare di utilizzare la dose più bassa possibile.
Gli effetti collaterali dell’ibuprofene comprendono nausea e vomito, che si possono evitare assumendo il medicinale a stomaco pieno.
Altri effetti collaterali sono diarrea, mal di stomaco, stitichezza. Chi soffre di problemi gastrici, ulcere, e le donne in gravidanza dovrebbero evitare di assumere ibuprofene.
Anche il paracetamolo è utile per abbassare la febbre. È un farmaco da banco disponibile in compresse da 325 o 500 mg. Esiste anche in formulazione liquida.
Una o due compresse ogni 4 ore possono bastare a ridurre i sintomi della febbre.
Per i bambini, la dose va rapportata al peso corporeo.
In ogni caso, non superare il dosaggio di 3 grammi in 24 ore.
Gli effetti collaterali sono rari, ma vi possono essere allergie al farmaco.
Dosi eccessive possono causare insufficienza epatica. Le persone con problemi epatici o bevitori cronici dovrebbero evitare l’assunzione di questo farmaco.
Marchi famosi di paracetamolo sono Aspirina Anacin, Feverall, Genapap, Panadol, Tempra, e Tylenol.
Molti farmaci contengono paracetamolo unito ad altri ingredienti, è pertanto importante controllare che nel complesso non si superi la dose di 3 grammi in 24 ore.
La febbre può causare disidratazione. È opportuno bere molti liquidi. I tentativi di raffreddare la pelle possono peggiorare lo stato del paziente. Possono sopraggiungere brividi, che aumentano la temperatura corporea se questa è causata da un’infezione.
Le terapie successive dipendono dalla causa della febbre. I sintomi di un semplice raffreddore possono essere trattati con farmaci da banco.
Se la febbre è causata da attività fisica eccessiva o da esposizione al calore (es. colpo di calore) , né acetaminofene né ibuprofene sono utili. La persona va raffreddata immediatamente. Chiamare subito il pronto soccorso e rimuovere i vestiti del soggetto, raffreddare il corpo con una spugna umida o un ventilatore in attesa dei soccorsi.

Febbre negli adulti: trattamenti

Il trattamento della febbre dipende dalla sua origine. Nella maggior parte dei casi, eccetto l’ipertermia, paracetamolo o ibuprofene possono essere utili ad abbassare la temperatura. Possono essere somministrati fluidi per via orale, se necessario, per evitare la disidratazione.
Le malattie virali guariscono solitamente senza necessità di intervento medico.
Alcuni farmaci possono comunque essere utili per combattere i sintomi della febbre, lenire il mal di gola, attenuare la nausea e la diarrea in caso di virus intestinali.
Poche malattie virali possono essere curate con farmaci antivirali.
Alcuni esempi sono l’herpes e l’influenza.
Le malattie batteriche richiedono un antibiotico specifico a seconda del ceppo batterico interessato. Il medico stabilità se il soggetto necessita di ricovero in ospedale o se può restare a casa.
La maggior parte delle malattie da funghi possono essere trattate con farmaci antifungini.
Le febbri causate da farmaci cessano appena viene interrotta l’assunzione del farmaco stesso.
Un coagulo di sangue richiede il ricovero in ospedale e farmaci anticoagulanti.
Le persone con sistema immunitario debole dovranno essere monitorate accuratamente ed eventualmente ricoverate.
Una esposizione eccessiva al calore verrà trattata come emergenza prioritaria. I vestiti del soggetto verranno rimossi, il corpo verrà raffreddato con vapore freddo o ventola, e i segnali vitali costantemente monitorati.
La tempesta tiroidea verrà trattata con farmaci contene metimazolo (Northyx, Tapazole) e iodio per bloccare il rilascio degli ormoni, e propranololo (Inderal), per bloccare gli ormoni tiroidei.

Febbre negli adulti: controlli successivi

Con un adeguato trattamento, la maggior parte delle febbri scompare in pochi giorni. E’ importante seguire le indicazioni del medico per essere sicuri che si sta agendo correttamente. Ci si può rivolgere al medico qualche giorno dopo la prima visita, per eventuali aggiornamenti.

Se i sintomi peggiorano, se la febbre sussiste per più di tre giorni, nonostante il trattamento, o se la febbre dura più di una settimana senza trattamento, consultare immediatamente il medico.

I controlli sono molto importanti soprattutto nelle persone con la febbre causata da cancro o farmaci, cause infettive, febbri di causa sconosciuta, o problemi ormonali, dal momento che in questi soggetti potrebbero verificarsi recidive. In alcuni casi, può essere necessario il ricovero in ospedale.

Febbre negli adulti: prevenzione

Solitamente la febbre è causata da un’infezione. Ecco i metodi per prevenire la diffusione di infezioni ed evitare la febbre:

• Lavare spesso le mani è il modo migliore per prevenire la diffusione dell’infezione; inoltre evitare di toccare il viso e la bocca.
• Mantenere pulita la casa e il luogo di lavoro.
• Evitare il contatto diretto con persone malate.
• Non condividere posate e stoviglie, asciugamani o vestiti, specialmente se non sono puliti.
• Indossare indumenti protettivi adeguati quando si lavora con gli animali.
• Assicurarsi che le proprie vaccinazioni siano valide e fare vaccinazioni preventive,se necessario, in caso di viaggi in Paesi a rischio.
• Non assumere droghe.
• Durante un’intensa attività fisica, mantenere l’idratazione, indossare indumenti traspiranti, fare pause frequenti, e rinfrescarsi dopo l’allenamento.
• Evitare l’uso di alcol e farmaci che possono alterare il comportamento, e non impedire ad una persona di ripararsi dalla calura.

Febbre negli adulti: prognosi

Nella maggior parte dei casi la febbre guarisce senza intervento medico. Se si riscontra una causa specifica per la febbre, allora il medico può prescrivere il farmaco e un trattamento appropriato. Occasionalmente, saranno necessari un secondo antibiotico, un farmaco antifungino, o altri medicinali. Di solito, con una terapia appropriata ,un’infezione guarirà presto e la temperatura corporea tornerà normale.

In alcuni casi, la febbre può essere pericolosa per la vita. Questo può capitare in soggetti con sistema immunitario debole, alcuni tipi di meningite, e forti dolori addominali. La polmonite con febbre può mettere a rischio la vita di un soggetto anziano. Qualsiasi infezione la cui origine non viene trovata può continuare a peggiorare e diventare molto pericolosa. L’ipertermia grave può causare il coma, danni cerebrali o addirittura la morte. Di solito, se la causa della febbre è diagnosticata rapidamente e trattata adeguatamente, la prognosi è buona, ma peggiora se ci sono ritardi nella diagnosi e nel trattamento e se gli organi vengono danneggiati.

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Chi sono? Viola Dante

Sono una farmacista. Ho studiato presso l’Università degli Studi di Palermo. Poi è arrivata la laurea: 110/110 e Lode. Il percorso di studi è andato benissimo ed ho preso tutto quello che potevo dai professori, ma oggigiorno sarebbe riduttivo descrivermi come una professionista del farmaco e della salute. Potrei piuttosto definirmi una farmacista blogger. Amo quello che faccio. Ed ancor di più amo offrire delle soluzioni che migliorino la salute degli italiani ormai vittima di bieche mistificazioni anche in questo campo.
Spero di riuscire a trasmettervi la mia smisurata passione per la galenica e per la preparazione di rimedi naturali. E-mail: viola.dante@email.it

7 Commenti

  1. Buona sera ,
    Sono un po’ preoccupa… perché. Stamattina stavo bene , poi all’improvviso, nel pomeriggio o dolore al polso , mi sento debole e anche un po’ in stato confusionale tanto che mentre guidavo sono passata tranquillamente con il rosso ( cosa che non è da me ) gli occhi mi bruciano , mi sento assonnata… come si me avessero bastonata ho anche la febbre ma e bassa 37,2.
    Secondo lei dovrei andare in pronto soccorso?

    • Buonasera Letizia e grazie per il tuo commento.

      Io ti consiglio di rivolgerti a un medico o di andare direttamente al pronto soccorso. Purtroppo non vedendo la situazione di persona non posso fare una diagnosi corretta.

      Cordiali saluti
      Dott.ssa Elena Amato

  2. Buongiorno mio papa’ ha 81 anni e da un po’ che fa strasfusioni , soffre di anemia mediterranea tutte le volte che la fa ( una volta ogni 15 gg ) riscontra febbre a 38 e fiacche in bocca molto dolorose in piu’ dissenteria come posso aiutarlo? grazie distinti saluti.
    Leonardo

    • Buonasera Leonardo e benvenuto,

      » purtroppo il disturbo della febbre che accusa suo padre è abbastanza comune in chi è soggetto a trasfusione.

      Molte volte si tratta di reazione febbrile non emolitica e la temperatura si alza di 1 grado, 1 grado e mezzo, rispetto a prima della trasfusione. Altri sintomi possono essere: sensazione di freddo; rigidità; leggeri problemi respiratori; instabilità emodinamica.
      Se, e ripeto se, suo padre ha sempre febbre dopo una trasfusione, potrebbe provare a prendere 1 grammo di paracetamolo (il principio attivo presente nella tachipirina) da somministrare per os (e cioè per bocca). Ma segua comunque le raccomandazioni del medico che meglio di me ha il polso della situazione.

      Però, lo devo aggiungere, non mi piace molto che abbia diarrea e ulcere.
      Ne ha già parlato con i responsabili del centro trasfusionale?
      Le lascio un link: http://www.ospedaleuniverona.it

      E, per favore, indaghi.

  3. A fine anno mia mamma (88 anni) ha iniziato con un influenza che col passare di qualche giorno si è trasformata in polmonite, quindi ricoverata per 15 giorni. Dimessa di martedì il giorno successivo di nuovo altro ricovero in un altro H con una infezione intestinale virale acuta. Ridimessa dopo 1 settimana ca. ha continuato con dolori alla gamba destra, siccome la mamma è stata allettata per diversi giorni si pensava che fosse dovuto al decubito. Facendola visitare poi dal medico di famiglia ha diiagnosticato il “fuoco di sant Antonio”. È quasi un mese che è a casa con cure specifiche, ma in quest’ultima settimana ho notato una certa spossatezza verso il tardo pomeriggio con comparsa di febbre che varia da 37.5 ai 38° con tosse e catarro. La tosse persiste soltanto nella notte, mentre la febbre ovviamente trattata con antipiretici scompare fino al pomeriggio successivo. Sono preoccupata, quali visite od esami mi potete suggerite come mi debbo comportare? Grazie 1000

    • Buonasera Laura e benvenuta,

      » sono addolorata che sua mamma abbia la febbre da 3 mesi, senza che si sia arrivati ad una diagnosi esatta.

      Purtroppo la febbre è un sintomo, non una malattia.
      Ed è un sintomo ad oggi correlabile a circa 200 condizioni.

      Ad onor del vero quasi il 50% delle volte i medici non riescono a trovare una causa. Il 20% delle volte la causa è un’infezione. Altre volte la colpa è di tumori o di malattie infiammatorie di natura non infettiva (penso all’artrite reumatoide).

      Le prime cose che un medico guarda sono solitamente la pelle, gli occhi, le unghie, i linfonodi, l’addome ed il cuore.
      Poi passa agli esami delle urine e del sangue.
      Successivamente ad una tomografia computerizzata (TC) o risonanza magnetica (MRI) o Tomografia a emissione di positroni (PET).

      Se ancora una volta la causa della febbre restasse sconosciuta, si potrebbe ricorrere ai granulociti marcati che potrebbero guidare l’attenzione del medico verso la zona che il corpo sta cercando di curare (restituendo come sintomo la febbre).

      In ultima istanza si potrebbe ricorrere alla biopsia, prelevando campioni di midollo osseo o fegato.

      Questo è il quadro e spero possa esserle stata d’aiuto,
      tuttavia deve tenere presente che un medico considera anche la storia clinica del paziente, le sue abitudini, l’età, etc … e si orienta di conseguenza.

  4. Grazie sempre molto utili ..

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