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Digestione: 9 Problematiche Comuni

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Sono molte le problematiche del tratto digestivo che presentano sintomi simili. In questo articolo ne elencheremo 9 delle più comuni, oltre ad utili indicazioni su come riconoscerle e quando si rende necessario consultare un medico. Ecco come riconoscere loro e quando visitare il vostro medico.

Ci sono molte più persone di quanto si crede che ne soffrono, a vari livelli e per vari motivi. Intanto, la presenza di dolori addominali è un sintomo comune per diverse, problematiche, per cui se si presentano è importante consultare il medico per potere stabilire una diagnosi accurata e le cure del caso.

Un altro fattore di rischio molto comune, specialmente per quanto riguarda le popolazioni occidentali, è l’obesità, condizione che può favorire più problemi digestivi, tra cui emorroidi e diverticolite.

1. Dolore al petto: malattia da reflusso gastroesofageo (GERD)

Quando gli acidi della digestione nello stomaco tendono a tornare nell’esofago, questa condizione è chiamata anche reflusso acido – si può sentire un dolore , un bruciore localizzato nel centro del petto. “Questa problematica”, dichiara il dott. Neville Bamji, docente di medicina clinica presso il Mount Sinai Hospital e gastroenterologo che lavora per la New York Gastroenterology Associates, “ si verifica spesso dopo i pasti o durante la notte”
Mentre episodi sporadici di reflusso, o semplice bruciore, sono comuni per molte persone, se la problematica si presentasse con regolarità almeno due volte a settimana questo potrebbe essere sintomo di GERD, che in effetti è una malattia anche potenzialmente cronica, e che affligge circa il 20 % delle popolazioni occidentali, secondo il National Institute of Diabetes americano (NIDDK). Dunque, se si dovessero verificare bruciori di stomaco persistenti, alito cattivo, erosioni dentali, nausea, dolori al torace o alla parte superiore dell’ addome, oppure ancora difficoltà a deglutire o respirare, è decisamente raccomandato di consultare il medico con urgenza. In effetti la maggior parte delle persone riescono a controllare se non addirittura eliminare i sintomi assumendo farmaci antiacidi che riducono la produzione di acido dello stomaco e le infiammazioni dell’esofago; tuttavia, alcuni casi di GERD possono richiedere cure più potenti se non addirittura interventi chirurgici.

2. Calcoli biliari

I calcoli biliari sono formazioni di materiali induriti che si formano nella cistifellea (che è quel piccolo “sacco” a forma di pera la cui funzione è quella di memorizzare e secernere la bile per la digestione).Secondo gli istituti di ricerche anche questa problematica interessa milioni di persone in tutto il mondo. I calcoli biliari si formano quando i livelli di colesterolo sono troppo alti, oppure quando i “rifiuti” della bile non vengono espulsi correttamente dalla colecisti. Quel che si verifica, in pratica, è che i suddetti calcoli possono bloccare i condotti che vanno dalla cistifellea all’ intestino, causando di conseguenza dei forti dolori all’addome superiore destro. Anche in questo caso esistono varie terapie farmacologiche che possono risolvere i casi più leggeri, invece, nel caso che la problematica sia più pesante il passo successivo è addirittura un intervento chirurgico in cui si rimuove la cistifellea.

3. Celiachia

Le statistiche indicano che questa intolleranza affligge un numero sempre più crescente di persone nel mondo, ma in realtà sembra che siano molte di più le persone che non sanno di esserlo, o che credono di avere problematiche differenti. La celiachia è una potente intolleranza del corpo al glutine, una proteina presente nei graminacei, nella segale e nell’orzo. Quando un intollerante assume del glutine il sistema immunitario reagisce e va “all’attacco” colpendo i villi intestinali (si tratta di sporgenze che sembrano un dito, presenti nell’ intestino tenue la cui funzione è quella di assorbire gli elementi nutrienti dal cibo che si assume). I sintomi della malattia celiaca, nei bambini, si presentano provocando dolore addominale e gonfiore, diarrea, costipazione, vomito e perdita di peso. Invece, negli adulti si può aggiungere anche anemia, senso di affaticamento, perdita di tessuto osseo, depressione e convulsioni. Tuttavia, alcune persone possono essere intolleranti al glutine anche senza presentare alcun sintomo. L’unico rimedio alla celiachia è quello di evitare completamente di assumere glutine. Sono varie le alternative e gli alimenti per chi deve fare a meno dei graminacei, e comprendono riso, quinoa, lenticchie, farina di soia, farina di mais, amaranto e altro ancora.

4. La malattia di Crohn

La malattia di Crohn fa parte di una serie di problematiche legate alla digestione raggruppate definendole come “malattie infiammatorie intestinali” (IBD).La malattia di Crohn, in particolare, colpisce la fine del piccolo intestino chiamato ileo, ma potrebbe interessare anche qualsiasi altro tratto degli organi digestivi. Anche questa patologia colpisce milioni di persone in tutto il mondo. Quando questa problematica si cronicizza diventa una malattia autoimmune (significa che il sistema immunitario attacca per errore le cellule del corpo “credendo” invece che siano corpi estranei da combattere). I sintomi più comuni che la malattia di Crohn provoca sono dolori addominali, diarrea, sanguinamento rettale, perdita di peso, e febbre. “In questo caso, le cure dipendono dall’intensità dei vari sintomi, e vanno dai farmaci per eliminare il dolore, quelli definiti “immunosoppressori”, fino ad arrivare alla chirurgia.

5. Colite ulcerosa

La colite ulcerosa è un’altra malattia infiammatoria intestinale, che interessa moltissime persone. I sintomi sono molto simili a quelli della malattia di Crohn, ma la differenza è che invece questa si accanisce esclusivamente sull’intestino crasso, noto anche come il colon. Se, come nel caso illustrato precedentemente, il sistema immunitario si confonde e attacca le cellule sane, il cibo o altri elementi scambiandoli per “invasori”, può provocare un’infiammazione che di conseguenza sviluppa piaghe o ulcere, lungo il colon Se si dovessero verificare movimenti intestinali frequenti e urgenti accompagnati a dolore, diarrea, sangue nelle feci o crampi addominali, è necessario consultare il medico. Anche in questo caso la terapia farmacologica può sopprimere l’infiammazione, ma diventa importante anche individuare ed eliminare dall’alimentazione i cibi che contribuiscono o favoriscono le infiammazioni. In casi gravi e acuti si rende invece necessario un intervento chirurgico per rimuovere il colon.

6. Sindrome dell’intestino irritabile

Sono molte le persone che hanno l’apparato digerente particolarmente sensibile alle irritazioni. Nel caso ci si fosse accorti di soffrire di mal di stomaco, o anche solo fastidio, almeno tre volte al mese da diversi mesi, ecco questo potrebbe essere sintomo della sindrome dell’intestino irritabile (IBS), un’altra problematica digestiva comune. Pare che siano tra il 10 e il 15% delle popolazioni occidentali, quelli interessati dalla sindrome del colon irritabile, secondo la Fondazione internazionale per i disordini funzionali gastrointestinali. I sintomi della IBS possono variare su un ampio spettro: Si va dalla stitichezza alla diarrea, ma anche alle feci secche e dure alternate a quelle acquose e sciolte. Il gonfiore addominale è un altro sintomo indicatore. Quali siano le cause della sindrome da intestino irritabile ancora non è stato stabilito con precisione, ma i sintomi si combattono in gran parte concentrandosi sulla dieta, cercando ad esempio di evitare cibi come i prodotti lattiero-caseari, alcool, caffeina, dolcificanti artificiali e fagioli, cavoli e tutti gli altri alimenti che producono gas, ma anche seguendo una dieta povera di grassi e ricca di fibre. Esistono batteri “amici”, come per esempio i probiotici si trovano nello yogurt, che aiutano a regolare la flora intestinale e quindi, favorendone il corretto funzionamento, a sentirsi meglio. Anche una condizione di stress può scatenare sintomi di IBS, per cui alcune persone trovano sollievo con i farmaci antidepressivi e similari.

7. Emorroidi

Trovare le feci colorate, se non addirittura del sangue nella tazza del gabinetto quando si evacua l’intestino, potrebbe essere un sintomo di emorroidi, un altro problema davvero molto diffuso in tutto il mondo. In effetti sono altissime le percentuali di popolazione, soprattutto di età superiore ai 45 anni, che soffrono di emorroidi. Si tratta di una infiammazione dei vasi sanguigni presenti nella fine del tratto digestivo. Questo può diventare un semplice fastidio, un contrattempo, ma nei casi più acuti può essere causa di grandi dolori e di difficoltà nella vita quotidiana. Le cause potrebbero venire da una costipazione cronica, frequenti diarree, sforzi durante la defecazione, e mancanza di fibra nell’ alimentazione. Il rimedio, intanto, è quello di migliorare la propria dieta arricchendola di fibre, bere molta acqua , e anche fare esercizio fisico. Esistono naturalmente farmaci e creme che possono dare sollievo al dolore. Nel caso che i trattamenti di automedicazione non bastassero potrebbe diventare necessario consultare il medico, fino ad arrivare addirittura all’intervento chirurgico per rimuovere le emorroidi.

8. Diverticolite

I diverticoli sono dei piccoli “sacchetti” che si possono formare ovunque ci siano punti deboli nel rivestimento dell’apparato digestivo, ma il punto in cui si trovano più comunemente è nel colon. In molti casi si hanno diverticoli ma senza avvertire sintomi particolari, e in questo caso la condizione è chiamata diverticolosi: è abbastanza comune tra gli adulti più anziani e raramente causa problemi. Se invece i diverticoli dovessero sanguinare e/o infiammarsi, la problematica è chiamata diverticolite: I sintomi comprendono sanguinamento rettale, febbre e dolori addominali. L’obesità è un forte fattore di rischio per arrivare provocarla. Se si presentano sintomi in forma lieve, la problematica viene trattata con antibiotici e una dieta liquida, e nella maggior parte dei casi il colon può guarire. Alla lunga, anche una dieta povera di fibre potrebbe contribuire a provocare la diverticolite, e in questi casi la prima cosa da fare, naturalmente è quella di arricchire appunto di fibre l’alimentazione: cereali integrali, legumi e verdura per esempio. Se si dovesse soffrire di gravi attacchi, che si ripetono frequentemente, potrebbe essere necessario addirittura un intervento chirurgico per rimuovere la parte malata del colon.

9. Fessure anali o ragadi

Le ragadi anali sono di piccole dimensioni, e si possono formare nel rivestimento alla fine del tratto digestivo chiamato ano. I sintomi che provocano sono simili a quelli delle emorroidi, come il sanguinamento e il dolore durante e dopo i movimenti intestinali. Il problema può essere fastidioso sia per feci dure e secche che per quelle più molli o liquide. Una dieta ricca di fibra, che contribuisce a mantenere la giusta dimensione e consistenza delle feci, è spesso il miglior trattamento per questa comune patologia digestiva. Per alleviare i dolori esistono farmaci che fanno rilassare i muscoli dello sfintere anale, tuttavia una condizione di ragadi croniche potrebbe richiedere un intervento chirurgico del muscolo dello sfintere anale.

Autore | Daniela Bortolotti

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Chi sono? Viola Dante

Sono una farmacista. Ho studiato presso l'Università degli Studi di Palermo dal 2003 al 2008. Poi è arrivata la laurea: 110/110 e Lode. Il percorso di studi è andato benissimo ed ho preso tutto quello che potevo dai professori, ma oggigiorno sarebbe riduttivo descrivermi come una professionista del farmaco e della salute. Potrei piuttosto definirmi una farmacista blogger. Amo quello che faccio. Ed ancor di più amo offrire delle soluzioni che migliorino la salute degli italiani ormai vittima di bieche mistificazioni anche in questo campo. Spero di riuscire a trasmettervi la mia smisurata passione per la galenica e per la preparazione di rimedi naturali. E-mail: viola.dante@email.it

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