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Vertigini: Guida Completa

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La definizione “vertigini” è la parola che solitamente viene usata per tutta una serie di sintomi, come per esempio gli svenimenti, i “capogiri”, la sensazione di debolezza o instabilità dell’equilibrio. La sgradevole sensazione di essere, o che l’ambiente attorno sia in movimento anche da fermi, si può definire come vertigini. Le statistiche dicono che il problema delle vertigini è una delle cause più frequenti per cui gli adulti si fanno visitare dai medici, quasi a livello dei dolori toracici e dei problemi derivati dall’affaticamento. Tuttavia, anche nel caso che il problema si verifichi frequentemente o addirittura costantemente, è raro che le vertigini o i capogiri siano sintomo o segnale indicatore di una problematica medica grave. Tuttavia, si tratta di qualcosa di più di un semplice fastidio, perché con la testa “in movimento” diventa davvero difficile svolgere anche le più semplici attività quotidiane. I rimedi per le vertigini sono vari e dipendono dalle cause e dai vari sintomi, e per fortuna solitamente sono efficaci.

Sintomi

Le vertigini possono essere più specificatamente descritte da questi sintomi:

– La falsa sensazione di essere in movimento o rotazione, anche rimanendo immobili
– La sensazione di stare per svenire
– La perdita dell’equilibrio o instabilità
– Altri stati come di “galleggiamento” o “pesantezza” di testa

Sono più di una le motivazioni che possono portare a provocare questa problematica e ad unirne la maggior parte è l’effetto comune di interrompere o confondere i segnali che uno o più dei vari sistemi sensoriali trasmettono normalmente al cervello:

– Gli occhi, che aiutano a stabilire la posizione del corpo nell’ambiente e a guidarne i movimenti
– I nervi sensoriali, che comunicano al cervello i vari movimenti e le posture del corpo
– L’orecchio interno, coi suoi sensori che consentono di captare la gravità e i movimenti in avanti e indietro

Quando occorre consultare il medico

È sempre raccomandato rivolgersi a un medico nel caso si verificassero vertigini inspiegabili, ricorrenti o gravi.

Invece, è fortemente raccomandato di recarsi con urgenza al pronto soccorso nel caso si verificassero forti capogiri o vertigini conseguenti o contingenti a:

– Un trauma cranico
– Un inaspettato insolito mal di testa specialmente se forte
– Una rigidità del collo
– La vista offuscata
– Un’improvvisa perdita dell’udito
– Difficoltà a pronunciare anche una semplice parola
– Irrigidimento o debolezza di un braccio
– Perdita di conoscenza
– Una caduta con conseguente o a causa di difficoltà a camminare
– Improvviso dolore al torace o un rallentamento del ritmo cardiaco

Cause

Le modalità con cui questa problematica si fa sentire, come per esempio il classico giramento di testa, la sensazione di stare per svenire o come se si fosse perso il senso dell’equilibrio, può certamente fornire indizi di alcune possibili cause. Ma anche certe specifiche posture o movimenti possono essere utili indicatori per risalire alla causa delle vertigini. Ulteriori indizi arrivano dalla durata di ogni episodio che si manifesta, ma è molto importante cercare di notare ogni particolare sintomo associato agli episodi, poiché anch’essi possono aiutare a individuarne la cause esatte.

Una delle cause principali solitamente proviene da un mutamento improvviso e/o temporaneo nelle attività delle strutture dell’equilibrio nell’orecchio interno (il cosiddetto sistema vestibolare) o nei collegamenti delle strutture di “bilanciamento” nel cervello. Queste connessioni rilevano i vari movimenti e spostamenti nella posizione della testa. Stare seduti o in movimento sono le condizioni principali per aggravare la situazione. Potrebbe quindi capitare che l’attacco di vertigini sia così forte da causare nausea, vomito e problemi all’equilibrio. Tuttavia nonostante gli attacchi di vertigini siano fastidiosi e anche invalidanti, normalmente non durano a lungo: di solito, al massimo in due settimane, il corpo inizia ad “adattarsi” a ciò che sta provocando le suddette vertigini.

Un’altra manifestazione molto comune è la cosiddetta vertigine parossistica posizionale benigna (VPPB). Questa tipologia di vertigine provoca forti ma brevi episodi a seguito di un cambiamento improvviso nella posizione della testa, per esempio quando ci si volta repentinamente nel letto o ci si alza di scatto la mattina. In effetti, secondo le statistiche, la VPPB è la situazione più comune che scatena la vertigini.

Altro fattore scatenante può essere un’infiammazione nella parte interna dell’orecchio (neurite vestibolare acuta). I sintomi comuni di questo tipo di infiammazione includono proprio un manifestarsi improvviso di vertigini costanti che possono perdurare fino a diversi giorni, assieme a episodi di nausea, vomito e perdite di equilibrio. Questi sintomi potrebbero essere così acuti tanto da essere costretti a rimanere a riposo totale. Quando questi problemi sono associati a una perdita improvvisa dell’udito, questa sintomatologia è invece chiamata labirintite. Anche in questo caso normalmente la neurite vestibolare si esaurisce e termina da sola, tuttavia un trattamento medico precoce associato a una terapia di riabilitazione può essere d’aiuto per accelerare i tempi di recupero.

La malattia di Meniere è una problematica che comporta l’eccessivo accumulo di liquido nell’orecchio interno. E ‘caratterizzata da inaspettati episodi di vertigine che durano anche fino a diverse ore, oltre che da una fluttuante perdita dell’udito, a volte anche un ronzio alle orecchie e a come un senso di “pienezza” nell’orecchio interessato.

L’emicrania vestibolare è qualcosa che va oltre alla cefalea: se alcune persone soffrono di una specie di “aura” visiva a causa dell’emicrania, altre ancora possono patire attacchi di vertigini, sempre a causa dell’emicrania, addirittura anche quando non stanno subendo un mal di testa particolarmente significativo. Queste problematiche potrebbero durare per ore o addirittura giorni interi, oltre che essere facilmente associati a emicrania, fotosensibilità e sensibilità al rumore.

Il neuroma acustico (schwannoma vestibolare) è una massa di tipo benigno che potrebbe svilupparsi sul nervo vestibolare, il quale collega l’orecchio interno con il cervello. I disagi che questa problematica generalmente provoca includono una perdita progressiva dell’udito e un acufene da un lato, accompagnati da vertigini o difficoltà di mantenersi in equilibrio.

Ulteriori cause: di rado le vertigini potrebbero essere indicatrici di un a problematica neurologica molto più grave come potrebbe essere un ictus, una emorragia al cervello o addirittura la sclerosi multipla (SLA). Nel caso, solitamente sono presenti altri sintomi come per esempio la visione doppia, una difficoltà nel parlare, una debolezza o addirittura intorpidimento facciale, difficoltà con la coordinazione degli arti o importanti problemi all’equilibrio.

Cause specifiche della sensazione di svenimento

Un attacco di vertigini può provocare debolezza e stordimento, ma senza perdere conoscenza. Alla sensazione di svenimento si associa nausea, pelle pallida e come “viscida”. Le cause di questa tipologia di vertigini includono:

– Un importante abbassamento della pressione del circolo sanguigno (ipotensione ortostatica).
– L’improvviso drastico calo della pressione cosiddetta sistolica (quando si leggono i valori è quella definita “massima”) può indurre senso di vertigini o di svenimento, e si verifica classicamente alzandosi di scatto dopo essere stati a lungo seduti.
– Un pompaggio insufficiente di sangue dal cuore. Alcune problematiche, come per esempio una qualsiasi delle varie malattie del cuore classificate come cardiomiopatia, un ritmo anormale del cuore o un calo del volume del sangue in circolo, possono causare la suddetta carenza e quindi provocare la sensazione di svenimento.
– Perdita di equilibrio. Definita anche disequilibrio, si manifesta anche come senso di instabilità mentre si cammina. Le motivazioni possono includere:

• Problemi vestibolari (dell’orecchio interno). Alcune anomalie che riguardano l’ orecchio interno potrebbero causare un senso di instabilità mentre ci si muove, soprattutto con poca luce.
• Disturbi sensoriali. A causa di carenze alla vista e/o a danni neurologici alle gambe (neuropatia periferica), problemi comuni soprattutto negli anziani, si può sviluppare una notevole difficoltà a rimanere in equilibrio.
• Problematiche articolari e muscolari. Una debolezza muscolare e l’osteoartrite (della tipologia che viene provocata dall’usura delle articolazioni) possono contribuire a perdite di equilibrio soprattutto per quanto riguarda le articolazioni principali che ne hanno più bisogno.
• Condizioni e problematiche neurologiche. Sono vari i disturbi neurologici che possono portare ad una progressiva perdita dell’equilibrio, come per esempio il morbo di Parkinson e l’atassia cerebellare.
• Farmaci. Potrebbe essere un effetto collaterale di alcuni farmaci, come certe tipologie di sedativi e di tranquillanti, che porterebbe a difficoltà con l’equilibrio.

Cause specifiche di altre condizioni vertiginose, come sensazione di galleggiamento, o pesantezza di testa

Altre sensazioni “vertiginose”, che risultano più complicate da spiegare, possono includere sensazioni come “intervallate”, oppure la sensazione come di giramenti di testa. Il medico potrebbe classificare questo tipo di vertigini come non specifico. Alcune cause includono:

– Certi farmaci. Alcuni farmaci per ridurre la pressione sanguigna potrebbero causare debolezza, soprattutto se la abbassano troppo. Molti altre tipologie di farmaci invece potrebbero provocare episodi di vertigini non specifiche che generalmente passano quando si termina o interrompe il trattamento.
– Patologie dell’orecchio interno. Alcune problematiche all’orecchio interno, come già sopracitato, possono causare attacchi persistenti di questo tipo di vertigini.
– Disturbi d’ansia. Alcune tipologie come per esempio gli attacchi di panico, la agorafobia (paura ad uscire di casa o di trovarsi in grandi spazi aperti), può provocare episodi vertiginosi. A volte l’ansia può anche essere “l’effetto di una causa”, che fa persistere i sintomi anche se la problematica effettiva è stata trattata e risolta.
– Bassi livelli di ferro nel sangue (anemia). Altri stati e sintomi che possono manifestarsi con le vertigini se si hanno problemi di anemia sono affaticamento, debolezza e aspetto pallido.
– Scompensi di livello dello zucchero nel sangue (ipoglicemia). Questa condizione si manifesta solitamente nelle persone affette da diabete che fanno uso di insulina. Le vertigini possono essere accompagnate da eccessiva sudorazione e stati di confusione.
– Le infezioni dell’orecchio. A volte, alcune infezioni dell’orecchio possono causare gli episodi. Questo tipo di problema terminerà una volta che l’infezione sarà risolta.
– Surriscaldamento e disidratazione corporea. Specialmente nelle stagioni più calde, o se non si assumono liquidi a sufficienza, si potrebbe soffrire di vertigini dovute all’alta temperatura (ipertermia) e/o alla disidratazione. La cosa potrebbe acuirsi nel caso si assumessero certi farmaci cardiaci. Riposarsi preferibilmente in un luoghi freschi e bere acqua o una bevanda ricca di sali minerali (Gatorade, Powerade, etc) contribuiscono ottimamente ad alleviare il senso di vertigine.

Vertigini croniche soggettive

Si tratta di una sindrome clinica specifica caratterizzata da persistenti vertigini che non hanno delle chiare cause mediche. Le vertigini croniche soggettive sono spesso associate a una ipersensibilità dei propri movimenti. Questo genere di problematica è aggravata in ambienti visivi particolarmente complessi (come per esempio gli scaffali di un supermercato), il movimento visivo (un filmato in movimento), modelli e lavori visivi di precisione.

I fattori di rischio

Le condizioni che possono contribuire ad accrescere il rischio di vertigini sono:

  • In primis l’età. Le persone che hanno superato i 65 anni hanno più probabilità di avere a che fare con le problematiche che causano le vertigini. Di conseguenza hanno anche più possibilità di dover assumere quei farmaci che possono causare gli episodi.
  • Determinati farmaci. Alcuni medicinali, come quelli per l’ipotensione arteriosa, i farmaci sedativi e i tranquillanti, possono causare le vertigini.
    Uno o più episodi passati. Se si hanno avuti episodi in passato, è probabile che essi si ripresentino.

Complicazioni

Banalmente, le vertigini possono aumentare il rischio di cadute e di farsi male. Avere un attacco mentre si guida un’auto o si lavora usando macchinari pesanti può comportare il rischio di un incidente. Si potrebbero inoltre verificare conseguenze croniche, nel caso che una problematica di salute che può contribuire a causare le vertigini abbia bisogno di essere trattata.

Prepararsi al consulto medico

È probabile che già il medico generico sia in grado di diagnosticare e trattare le cause più comuni degli episodi vertiginosi. Tuttavia, per alcuni casi, potrebbe rendersi necessario rivolgersi ad uno specialista come un otorinolaringoiatra e/o un neurologo.

La visita solitamente non richiede molto tempo, e poiché potrebbe essere necessario spostarsi di molti km per raggiungere un determinato specialista, si consiglia di giungere ben “preparati” all’appuntamento. Ecco alcuni consigli utili per facilitare le diagnosi, e un’anticipazione su cosa aspettarsi dalla visita.

– Quello che si può fare prima della visita

  1. Domandare preventivamente se occorrono eventuali restrizioni. Mentre si fissa l’appuntamento, è importante chiedere se c’è qualcosa che da fare come per esempio ottimizzare la dieta. Se ci fossero in programma esami vestibolari, il medico dovrà fornire una linea guida per quanto riguarda tutti i farmaci da non assumere prima della visita e cosa mangiare o non mangiare fino al giorno dei test.
  2. Siate pronti a descrivere i sintomi e gli effetti collaterali con più precisione possibile, perché le domande saranno simili a queste: “Quando si è in fase acuta di un episodio di vertigini, ci si sente come la stanza fosse in rotazione, o come se ci si girasse su se stessi? Ci si sente come se si potesse svenire da un momento all’altro?” Inutile dire che più si sarà dettagliati nel descrivere i sintomi, più si aiuterà lo specialista ad essere preciso nel formulare la diagnosi.
  3. Segnalare eventuali altre variabili o sintomi che si hanno, senza dimenticare quelli che potrebbero sembrare estranei alle vertigini. Per esempio, se ci si fosse sentiti depressi o ansiosi di recente, anche questa sarebbe una informazione importante per lo specialista.
  4. Annotarsi anche altre informazioni personali, comprese eventuali sollecitazioni importanti o eventuali cambiamenti di vita fatti di recente come un trasloco.
  5. Fare un elenco di tutti i farmaci che si assumono, sia quelli prescritti dal medico che quelli da banco, comprese anche le vitamine e/o gli integratori. Inoltre, annotarsi tutte le domande da chiedere al vostro medico.
    Siccome il tempo a disposizione sarà limitato, meglio prepararsi un elenco di domande che sarà di aiuto per capire al meglio la situazione. Per quanto riguarda le vertigini, le questioni principali da sottoporre allo specialista sono:

– Quali sono le cause più probabili dei miei episodi?
– Potrebbero esserci altre possibili cause?
– Che tipo di esami clinici occorre fare?
– Si tratta di un problema temporaneo o che potrebbe durare a lungo?
– C’è la possibilità che i sintomi scompaiano anche senza cure mediche?
– Quali sono i trattamenti più adatti?
– (Nel caso ci fossero altri problemi fisici contestualmente) Come si possono gestire al meglio tutte le problematiche insieme?
– Occorrerà adottare restrizioni e/o accorgimenti quotidiani? Per esempio, sarà sicuro guidare dei veicoli?
– Occorrerà consultare altri specialisti?
– Esistono alternative generiche (più economiche) ai farmaci prescritti?
– Esiste materiale cartaceo da portarsi a casa per informarsi meglio?
– Ci sono siti web informativi da consultare?

Cosa aspettarsi dalla visita specialistica

Lo specialista certamente farà un’ intervista, ovviamente basata sugli attacchi di vertigini. Essere preparati nelle risposte può essere di aiuto per potere poi approfondire tutti i punti che necessitano. Ecco alcune domande che lo specialista potrebbe chiedere:

– Si tratta di episodi isolati e/o non frequenti oppure è uno stato continuo e persistente?
– Se la problematica si manifesta in episodi, per quanto tempo si protraggono?
– Con quale frequenza si verificano gli attacchi di vertigini?
– Si è riusciti a capire quando e che cosa li fa manifestare?
– Gli attacchi causano sensazioni come se la stanza girasse o producono sensazioni di essere in movimento anche da fermi?
– Quando ci si sente storditi si ha anche l’impressione di stare per svenire?
– Le vertigini influiscono anche sull’equilibrio?
– Oltre ai sintomi si riscontrano anche ronzio alle orecchie, senso di pienezza (acufene) o provocano un peggioramento nell’udito?
– Le vertigini causano anche peggioramento nella vista?
– I sintomi si aggravano muovendo la testa?
– Quali sono i farmaci, le vitamine e/o gli integratori che si stanno assumendo?

Dopo un’intervista simile a questa, tenendo conto anche della storia medica del paziente, oltre che dei farmaci che eventualmente sta assumendo, il medico potrebbe decidere di prescrivere uno o più esami per approfondire la questione, sulla base di segni e sintomi, per arrivare a restringere le possibili cause della problematica e infine a formulare la diagnosi più precisa possibile.

Che cosa si può fare a casa nel quotidiano

Partendo dalle cose più semplici ed intuitive: se si denota, per esempio, la tendenza a sentirsi storditi quando ci si alza da seduti o sdraiati, prendersi il tempo necessario per rallentare e provare a fare cambiamenti nella postura. Una ottima cosa, in generale, rimane sempre quella di bere molto per scongiurare la disidratazione, che potrebbe peggiorare se non addirittura essere una causa degli episodi vertiginosi. Inoltre, se si hanno avuto problemi di vertigini alla guida di un veicolo, è opportuno smettere immediatamente di condurre mezzi di trasporto prima di conoscere la diagnosi: si può semplicemente chiedere ad amici, familiari o colleghi un passaggio per raggiungere e tornare dal posto di lavoro e/o altre attività, oppure ancora organizzarsi con i mezzi pubblici.

Se gli episodi provocassero la sensazione come di poter cadere, meglio adottare tutte le misure possibili per eliminare i rischi: per esempio, mantenere bene illuminata la casa, cercando di eliminare tutti gli ostacoli che potrebbero far inciampare. Evitare grossi tappeti e fili elettrici a pavimento, posizionare se possibile i mobili in modo che non siano di potenziale ostacolo e utilizzare tappeti antiscivolo per la vasca da bagno e/o il piatto doccia.

Esami clinici e diagnosi

Per scoprire con precisione che cosa sta causando gli episodi, alcuni test potrebbero essere basati su determinati movimenti da compiere e/o certe posizioni da assumere, in modo che lo specialista possa osservarne le reazioni del corpo del paziente.

Potrebbero rendersi necessari ulteriori esami ancora più specifici sugli apparati vestibolari, tra cui:

  • Test del movimento oculare. Lo specialista osserva come si muovono gli occhi quando devono seguire un punto in movimento. Esiste anche un altro test, che si chiama esame calorico, in cui si osservano le reazioni degli occhi mentre viene collocata dell’acqua prima calda e poi fredda nel condotto uditivo.
  • Esame della posturografia. Questo test serve allo specialista per capire quali parti del sistema dell’equilibrio possono dare problemi. Per eseguire il test occorre stare scalzi su una piattaforma cercando di mantenere l’equilibrio in varie posizioni e posture.
  • Test della sedia rotante. Per fare questa prova si utilizza una sedia controllata elettronicamente che si muove compiendo a bassissima velocità un cerchio. Successivamente la velocità aumenta gradualmente e la sedia si muove anche avanti e indietro.
  • Per alcuni casi, potrebbe rendersi necessaria una risonanza magnetica, grazie a un’apparecchiatura che utilizza un campo magnetico e onde radio, creando così immagini a sezione trasversale delle parti interessate. Lo specialista grazie a queste immagini molto precise riesce a identificare e avere molte informazioni utili sul problema. La risonanza magnetica potrebbe servire anche per escludere un neurinoma dell’apparato acustico, un tumore benigno del nervo vestibolare (quello che trasporta il suono dall’orecchio interno al cervello), oppure altre problematiche che potrebbero essere causa degli episodi.

Anche se, dopo le visite e gli esami del caso, non si dovessero trovare le cause sicure che provocano il problema e le vertigini persistessero, comunque i farmaci e/o anche altri trattamenti possono rendere sicuramente la problematica più gestibile.

Le cure e le medicine

Nello specifico, il trattamento per la VPPB (vertigine parossistica posizionale benigna) comporta una procedura piuttosto semplice, per cui lo specialista o il fisioterapista manovrano e “aggiustano” la postura della testa. Questa procedura è in genere efficace in breve tempo.

Problemi relativi all’orecchio interno. Ci sono vari esercizi per l’equilibrio la riabilitazione vestibolare che vengono fatti per trattare per esempio la neuronite vestibolare acuta o la labirintite. Queste sono procedure che, una volta imparate in ambulatorio, si possono fare regolarmente a casa.
Per alleviare in breve tempo gli episodi, il medico può prescrivere medicine, come per esempio Meclizine (Antivert), Diazepam (Valium) e Dimenhydrinate (Dramamine), il quale è disponibile anche come farmaco da banco. Inoltre, una breve terapia a base di corticosteroidi potrebbe migliorare la funzione vestibolare.

La malattia di Meniere. Il trattamento per questa specifica problematica funziona riducendo la ritenzione idrica del corpo del paziente grazie a diuretici e cambiamenti nell’alimentazione, per esempio riducendo il consumo di sale nella dieta. Nei casi più estremi vi sono anche terapie farmacologiche tramite iniezioni direttamente sul timpano, o addirittura un intervento chirurgico.

L’emicrania vestibolare. Per trattare gli episodi associati all’emicrania vestibolare, lo specialista si concentrerà per determinare e così poter evitare le cause scatenanti degli attacchi, lavorando sulla dieta, sullo stress, sul sonno e sull’esercizio fisico del paziente. Alcuni medicinali possono aiutare a prevenire gli episodi di emicrania vestibolare o ad attutirli, alleviando anche la nausea e il vomito. Si possono anche imparare alcuni esercizi specifici per aiutare il sistema dell’equilibrio ad essere meno sensibile ai movimenti (riabilitazione vestibolare).

Disturbi relativi all’ansia. Lo specialista potrebbe prescrivere farmaci e/o delle sedute di psicoterapia, per aiutare il paziente a gestire gli attacchi di ansia e di vertigini.

Per la vita di tutti i giorni

Per migliorare la qualità di vita nonostante le vertigini, si consiglia di adottare questi suggerimenti:

La prima cosa da ricordare sempre è che un attacco di vertigini può fare perdere l’equilibrio, provocando cadute con conseguenti traumi, per cui è opportuno evitare movimenti bruschi e repentini, alzandosi e spostandosi lentamente.

Mettere in sicurezza più possibile l’ambiente in cui si vive e/o si lavora, eliminando rischi e ostacoli per il camminamento come tappeti grossi e fili elettrici a vista. Utilizzare i classici tappeti antiscivolo per la vasca da bagno e/o il piatto doccia.
Quando si verifica un episodio, sedersi o sdraiarsi immediatamente.

Evitare di guidare veicoli o di usare attrezzature varie se si verificano frequenti attacchi.

Predisporre al meglio l’illuminazione sulle scale e in casa, soprattutto per quanto riguarda la zona notte.
Se necessario, aiutarsi a camminare con un bastone.

Evitare l’uso di caffeina, alcol e tabacco: questo tipo di sostanze contribuisce ad acuire i sintomi.

Autore | Daniela Bortolotti

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Chi sono? Viola Dante

Sono una farmacista. Ho studiato presso l'Università degli Studi di Palermo dal 2003 al 2008. Poi è arrivata la laurea: 110/110 e Lode. Il percorso di studi è andato benissimo ed ho preso tutto quello che potevo dai professori, ma oggigiorno sarebbe riduttivo descrivermi come una professionista del farmaco e della salute. Potrei piuttosto definirmi una farmacista blogger. Amo quello che faccio. Ed ancor di più amo offrire delle soluzioni che migliorino la salute degli italiani ormai vittima di bieche mistificazioni anche in questo campo. Spero di riuscire a trasmettervi la mia smisurata passione per la galenica e per la preparazione di rimedi naturali. E-mail: viola.dante@email.it

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