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Tachicardia: Lo Sport e La Dieta Giusti Per Chi Ne Soffre

Se soffrite di tachicardia e questo problema vi è stato diagnosticato, non dovete temere per la vostra salute: con una corretta e sana alimentazione, abbinata ad un costante e soft esercizio fisico, riuscirete a trovare il giusto equilibrio e a vivere con serenità.

La tachicardia non è, infatti, una condizione invalidante: essa va semplicemente trattata nel modo giusto perchè si affronti al meglio.

GLI ESERCIZI GIUSTI

Uno degli esercizi più comunemente praticati per i soggetti che soffrono di tachicardia, consiste in venti minuti al giorno di attività fisica.

Questo ci permetterà di bruciare i grassi velocemente e a trarre innumerevoli benefici per la salute.

Se il medico è d’accordo, invece, si potrà sempre optare per una passeggiata di 40 minuti a ritmo sostenuto. Si consiglia di evitare l’esercizio aerobico, scegliendo invece quello più soft di yoga, pilates o nuoto. Ad ogni modo, è sempre bene parlarne prima con il proprio medico i fiducia.

EVITARE I CIBI ECCITANTI

In generale, chi soffre di tachicardia dovrebbe evitare grandi quantità di cibi che provocano eccitazione, tra cui la caffeina.

Cibi e bevande che contengono una grande dose di eccitanti, infatti, possono nuocere alla salute di chi soffre di tachicardia. Si tratta di alimenti come il tè, la cioccolata calda, gli alcolici, il vino rosso.

A volte il semplice eccesso di cibo può scatenare aritmie, oltre a contribuire a problemi di salute

Ci sono tre grandi elementi nutritivi che aiutano a combattere e prevenire le malattie cardiovascolari, come la tachicardia. Tra questi, ci sono gli omega3 presenti particolarmente nel pesce grasso, come sgombro, salmone, aringhe, sardine e tonno. Un cuore sano ha anche bisogno di potassio e magnesio. Questi minerali aiutano a regolare la funzione del cuore e la pressione sanguigna. I cibi ricchi di magnesio e potassio sono facili da trovare, nelle banane, la crusca di frumento, le verdure verdi, gli arachidi ed i fagioli.

STARE SEMPRE IN ALLERTA

Se la frequenza cardiaca rimane elevata per troppo tempo durante l’attività fisica, è il caso di fermarsi. Un buon modo per tenere d’occhio la vostra condizione è quello di indossare un cardiofrequenzimetro di ottima qualità. Ci sono innumerevoli cardiofrequenzimetri disponibili sul mercato.

È possibile scegliere tra quelli che si attaccano alla gabbia toracica con una cinghia, o monitor che assomigliano agli orologi da polso.

E’ bene parlare con il proprio medico per stabilire quale sia il livello di frequenza cardiaca pericolosa per voi, ed impostare quindi il monitor in modo che esso vi avverta prima che raggiungiate la soglia limite.

L’esercizio fisico ed una buona dose di sane abitudini alimentari, quindi, sono ottimi metodi per migliorare la salute del cuore in generale e la forma fisica, soprattutto se si soffre di gravi o piccole cardiopatie.

Autore | Marirosa Barbieri

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Chi sono? Viola Dante

Sono una farmacista. Ho studiato presso l'Università degli Studi di Palermo. Poi è arrivata la laurea: 110/110 e Lode. Il percorso di studi è andato benissimo ed ho preso tutto quello che potevo dai professori, ma oggigiorno sarebbe riduttivo descrivermi come una professionista del farmaco e della salute. Potrei piuttosto definirmi una farmacista blogger. Amo quello che faccio. Ed ancor di più amo offrire delle soluzioni che migliorino la salute degli italiani ormai vittima di bieche mistificazioni anche in questo campo. Spero di riuscire a trasmettervi la mia smisurata passione per la galenica e per la preparazione di rimedi naturali. E-mail: viola.dante@email.it

2 Commenti

  1. Salve Dottoressa, sono un ragazzo di 24 anni, soffro di attacchi d ansia che mi portano tachicardie e sensazione di difficoltà respiratoria, arrivo al dunque: non ho mai avuto uno stile di vita sano, una dieta varia ecc. Bevevo e fumavo, insomma non mi sono mai preoccupato delle mie condizioni anche perché non mi davano problemi, giusto qualche tremore o brivido e riuscivo a somatizzare.
    Poche settimane fa ero sceso di fretta a fare un servizio ed avevo solo un caffè nello stomaco. Durante una camminata di una 60ina di metri (manco fatta di corsa) mi sono sentito svenire ed a tratti mi si offuscava la vista quasi che non vedevo nulla. Comunque ho avuto la prontezza di stendermi a terra e di alzare le gambe, avevo il cuore che batteva sia fortissimo che velocissimo, mi sentivo quasi al collasso e quella sensazione mi è rimasta addosso… Da 2 settimane ho cambiato vita, non bevo e non fumo più, mangio verdure e legumi anche se non li amo, prendo integratori di magnesio e potassio e la mattina e la sera una pillola di valeriana e una camomilla. Cerco di farmi una passeggiata rilassante ogni pomeriggio dopo pranzo, sembrava stessi migliorando, mi sentivo piu in forma e mi ero quasi dimenticato dell ansia.
    Fino a ieri pomeriggio, quando dopo una 20ina di minuti che camminavo ho avvertito tachicardia ,male alla milza e al lato sinistro del collo, poi sono arrivate le palpitazioni e dinuovo quel senso di svenimento.
    Sono tornato al piu presto in casa e mi sono steso sul letto. Il cuore, così come il respiro, ci hanno messo 2 ore e mezza per rallentare di frequenza.
    Sono avvilito piu che spaventato, è vero che per 20 anni ho avuto una vita sregolatissima, è anche vero che ho l ansia da sempre, ma non sono uno sprovveduto non ho mai esagerato nel bere o nel fumare ed anche adesso che faccio la vita del “santo” mi sento male?!
    A casa di solito faccio qualche flessione e qualche addominale e per recuperare doppo una serie ci metto molto.
    Pratico esercizi di respirazione eppure sento solo un tonfo al cuore che riprende subito a battere veloce.
    Al momento ad ogni diagnosi mi dicono: è l ansia.
    Ho effettuato un ecografia tiroidea ed è risultato un leggerissimo ingrossamento del lobo destro ma niente di preoccupante, cuore e polmoni, anche il quel caso è solo tachicardia senza aritmie o difficoltà respiratorie, sto aspettando l esito delle analisi del sangue tf3 tf4, emocromo e gliccata, mi manca solo l ecodoppler per essere totalmente sicuro di stare bene fisicamente.
    Non sono mai stato ipocondriaco non vorrei finire sotto psicofarmaci, quindi le chiedo come devo comportarmi quando mi prende cosi male dopo un minimo sforzo? So che sono input cerebrali ma non riesco più a somatizzare o quanto meno a controllarli come prima. Come ripulisco e rafforzo il mio sistema circolatorio ed il mio cuore? Avrò mai la sicurezza che il fisico non mi abbandoni? Perché sostanzialmente è questo che mi crea stress da 2 settimane a questa parte. Prima era veramente solo ansia, tipo per l esame di stato o per un colloquio di lavoro, niente che mi impediva di vivere tranquillo, ero solo teso e mi stava bene.

    • Buonasera Claudio e benvenuto,

      » io la ringrazio per la stima e soprattutto per avermi contattata solo DOPO che si è fatto visitare da un medico. Non me ne vogliano gli amanti del digital, ma dei caratteri battuti sulla tastiera non potranno mai competere con un medico in carne ed ossa – soprattutto se è un medico di famiglia che tiene traccia della storia clinica del paziente e dei suoi cari.

      Ma torniamo a noi =)

      Le parole di chi l’ha visitata sono al momento congrue al quadro da lei delineato.
      E’ possibile che i suoi sintomi siano scatenati da attacchi di panico e ansia.
      Attenzione ad alcuni dettagli, però: non è detto che il crollo debba avvenire nel medesimo istante in cui si presentasse il trigger stressorio. E’ possibile che lei, caro Claudio, accumuli, accumuli e ancora accumuli stress che il suo corpo somatizza ad un certo punto con sintomi quali tremori, offuscamento della vista, tachicardia, sudorazione fredda, senso di svenimento, vertigini, nausea, formicolio, sensazione di soffocamento, etc.. 

      La notizia buona è che qualcosa può essere fatto.
      Soprattutto per interrompere quella spirale nella quale il soggetto vive nella più completa angoscia che prima o poi si verificherà un altro attacco. Ed anche per evitare che il panico conquisti fette sempre più larghe della sua quotidianità.

      La durata media di una crisi è di 10 – 20 minuti. Ma possono durare anche di più.

      Piccola spiegazione dei suoi sintomi:

      •► La vista annebbiata può essere dovuta a stanchezza, ipoglicemia o ansia. Capita infatti che, a seguito di un rapido attacco di panico, le pupille si dilatino velocemente e l’occhio perda il suo fuoco.

      •► Debolezza. Durante un attacco di panico, inoltre, viene rilasciata adrenalina che in alcuni soggetti “rende le gambe molli“. In questi casi trattasi solo di sensazione e assecondarla, buttandosi sul letto o per terra, potrebbe essere la scelta peggiore. La cosa migliore da fare sarebbe quella di continuare nella propria azione senza farsi buttare letteralmente giù dall’ansia.

      #Farmaci?
      Sì, si possono assumere dei farmaci o seguire particolari approcci di psicoterapia cognitiva che, grazie ad una manipolazione degli schemi di pensiero, tengono sotto scacco paure ed ansie.

      ☻ Nota – gli attacchi di panico potrebbero essere anche associati a problemi che richiederebbero un intervento particolare: depressione, uso di droghe e alcolismo.

      Le linco un bellissimo pdf dell’istitutobeck.

      LINK → 1;

      Spero di averla aiutata e resto a disposizione =)

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