© Tutti i diritti riservati e della Proprietà di salute-e-benessere.org

Prima pagina ♥ » Salute » 4 Alternative Naturali Ad Ansia, Ipertensione, Ipotiroidismo ed Insonnia

4 Alternative Naturali Ad Ansia, Ipertensione, Ipotiroidismo ed Insonnia

Problemi come ansia, pressione alta, problemi alla tiroide e del sonno, stanno registrando un notevole aumento tra la popolazione, il che ha portato il numero delle prescrizioni farmacologiche a salire alle stelle. In molti casi, la maggior parte delle persone decidono di effettuare cambi radicali nel loro stile di vita, o nel loro regime alimentare, a cui abbinano anche pratiche di rilassamento, esercizi fisici e pratiche di disintossicazione, che speso sono in grado di generare dei veri e propri miglioramenti nella vita dei pazienti affetti dalle succitate condizioni, risparmiando dunque loro la necessità di far riferimento ai medicinali.

In questo articolo, vi indicheremo una serie di integratori naturali che potrete decidere di assumere al posto dei farmaci; essi fanno parte di un piano naturopatico che porterà il tuo corpo ad auto-medicarsi. I farmaci naturali possono anche essere tranquillamente modificati nelle dosi, e diventare, con il tempo, non più necessari.
In ogni caso, è sempre meglio parlarne prima con il proprio dottore; sia che tu decida di smetterla di prendere determinati farmaci, sia che tu voglia invece iniziare una cura con un dottore naturopata o iniziare un piano di guarigione olistico.

Alternativa naturopata all’ansia: Wu Wei Zi (Bacche di Schizandra)

Gli ansiolitici sono tra i farmaci prescritti più noti in circolazione, con oltre 280 milioni di ricette prodotte annualmente, solo negli Stati Uniti, ed è inoltre stato stabilito che è anche uno dei farmaci il cui utilizzi viene spesso abusato. Una ricerca dell’aprile 2011 pubblicata nel Journal of Clinical Psychiatry, ha dimostrato come il 25% delle persone a cui siano stati prescritti degli ansiolitici, non abbiano ricevuto un appropriata diagnosi, precedentemente. Altri studi, dimostrano che le persone alle quali siano stati prescritti degli ansiolitici, sviluppano all’incirca un aumento del 36% del tasso di mortalità. Ciò significa che le persone che fanno uso di questi farmaci, hanno il 40% in più di possibilità di morire rispetto alle persone che non ne fanno uso. Per quanto i farmaci ansiolitici possano essere persino cruciali in situazioni d’emergenza, nella maggior parte dei casi, esistono alternative naturali che possano aiutare le persone comuni ad uscire da situazioni di semplice preoccupazione o attacchi d’ansia blanda come riflesso delle reazioni che essa provoca sul corpo dell’individuo.

Da una prospettiva squisitamente naturopata, l’ansia non è altro che uno stress (o meglio il modo in cui non ci rapportiamo a esso lo è), al pari della mancanza di sonno, dell’eccesso di caffeina e del consumo di zuccheri. Nutrienti di tipo naturopatico e integratori botanici che possano aiutare in questo senso sono i ricettori del GABA, il magnesio, preparati a base di lavanda e il triptofano.

Un’erba calmante di particolare utilizzo è lo Wu Wei Zi. Un tè che è stato utilizzato nella medicina tradizionale cinese per secoli, ed è a base di bacche di Schizandra essiccate. In cinese, “Wu Wei Zi” significa “cinque erbe aromatiche” dal momento che le bacche presentano un gusto dolce, aspro, salato, amaro e acido. Quest’erba sostiene le attività del surrene (organo composto da due ghiandole che secernono i nostri ormoni dello stress) in tal modo da mettere gli esseri umani al riparo da un’eccessiva stimolazione stressoria che porterebbe il surrene a liberare adrenalina e causare senso di ansietà (battito accelerato, sudorazione, etc…).

Le bacche di Schizandra sono una delle 10 erbe e rimedi botanici da considerare come essenziali. Non è infatti solo in grado di tenere sotto controllo l’ansia, ma è anche capace di provocare benefici fondamentali alla stanchezza fisica. Calmandoti, quest’erba è in grado di ingenerare reazioni positive nel tuo sistema immunitario, è in grado di aiutare il fegato, e migliorare la tua concentrazione e lucidità mentale.

P U B B L I C I T A'

Se vuoi ricavarne un tè, acquista le bacche di Schizandra in un negozio specializzato e mettile in infusione. Per farne una porzione, ti basterà portare a ebollizione il contenuto di una sola tazza d’acqua, dopodiché, aggiungi un cucchiaio da tavola di bacche all’infusore, e aggiungici l’acqua calda. Abbassa il fuoco e lascia le bacche in infusione per almeno 15 minuti. Per dare all’infuso più sapore, puoi aggiungere del miele o del limone. Puoi inoltre trovare bustine di tè già preparate per circa €6 a confezione.

Bevi l’infuso così ottenuto, una o due volte al giorno, e ti sentirai subito più calma e concentrata. E dato il suo sapore così delicato, non avrai problemi a consumarlo regolarmente.

Un’alternativa naturale alla pressione alta: cinòrrodo

I farmaci per la pressione alta fanno parte di quel gruppo di medicinali che, come gli ansiolitici, vengono prescritti come le caramelle: troppo facilmente. Ma non sono caramelle, anzi, sono farmaci potenzialmente pericolosi. Più di 144 milioni di ricette vengono infatti compilate, ogni anno, negli Stati Uniti, per la prescrizione di farmaci per il trattamento dell’ipertensione. La pressione alta può avere molteplici cause. I sali minerali sono particolarmente importanti per il rilassamento dei vasi sanguigni; quando questi si trovano in scarse quantità nel tuo flusso sanguigno, la pressione può salire. Un sonno particolarmente disturbato, la mancanza di esercizio fisico e movimento, giocano anch’essi un ruolo fondamentale.

I naturopati amano dire: “meglio meditare che medicare,” perché gli effetti che ha lo stress sul nostro corpo possono essere infatti risolti calmandosi. Quando ci ritroviamo sotto stress, i nostri vasi sanguigni tendono ad irrigidirsi.

Un integratore naturale che può aiutarti invece a mantenere sotto controllo la pressione, è la polvere di cinòrrodo. I farmaci anti-ipertensione, conosciuti comunemente come “water pills,” cioè diuretici, agiscono facendo in modo di farti liberare più liquidi e sale attraverso i tuoi reni, e quindi tramite l’urina. La polvere di cinorrodo può dunque agire da diuretico naturale, il che significa che è in grado di aiutare il tuo organismo a privarsi dei liquidi in eccesso. Il cinorrodo contiene bioflavonoidi, che sono in grado di proteggere i tuoi vasi sanguigni, contiene vitamina C in grande quantità, e aiuta a sostenere i livelli di monossido di azoto. Il monossido di azoto è necessario ai vasi sanguigni per garantirne l’effetto distensivo. Uno studio clinico operato su soggetti obesi, ha dimostrato come il cinorrodo sia stato in grado di ridurre significativamente la pressione alta e di abbassare il colesterolo. È stato inoltre dimostrato che il cinorrodo può anche aiutare a ricavare sollievo dall’osteoartrite.

Un ottimo modo per assumere la polvere di cinorrodo, è attraverso la purea di mela. Aggiungi dai tre quarti a un cucchiaino intero di polvere di cinorrodo a una porzione di dessert a base di mela. È raccomandabile anche mischiare quest’erba con altri preparati di origine botanica, come la Terminalia arjuna, un albero nativo dell’India. L’arjuna può aiutarti a dilatare i vasi sanguigni, e quindi ad abbassare la pressione, il che influisce sul tuo cuore, che non dovrà più lavorare duramente per pompare il sangue nel resto del corpo.

Il cinorrodo può essere mescolato due volte al giorno al cibo che mangi normalmente. Puoi prenderlo insieme alla pillola estratta dalla corteccia di arjuna, nella dose di 100 mg al giorno per due volte al giorno.

L’alternativa naturale ai problemi della tiroide: Fucus Vesiculosus

I problemi della tiroide hanno toccato altezze vertiginose negli ultimi anni. Non se ne conoscono ancora le ragioni, ma molti esperti presumono che le cause siano da ritrovarsi in stress, tossine ambientali, ed un’aumentata infiammazione delle cellule del nostro corpo. Più di 80 milioni di ricette vengono compilate, ogni anno, negli Stati Uniti, per l’acquisto dei farmaci atti a risolvere le patologie della tiroide.

Un’alternativa naturale potrebbe essere il Fucus Vesiculosus, che troverai anche in inglese con il termine più colloquiale di ‘bladderwrack’. Il bladderwrack cresce nella zona Nord dell’Oceano Atlantico e del Pacifico. È ricco di nutrienti e contiene un ottimo ammontare di magnesio, potassio e micronutrienti, elementi che molto spesso non si trovano nei cibi che normalmente consumiamo.

Uno di questi è lo iodio. Lo iodio è un nutriente naturale per la ghiandola della tiroide. Il bladderwrack è stato utilizzato a lungo nella medicina tradizionale naturale, per aiutare a sostenere proprio le attività della tiroide. È dunque utile per coloro che soffrono di ipotiroidismo, una condizione che si annovera nella categoria dei deficit di ormoni tiroidei, e rispondono quindi ad un non sufficiente lavorìo della tiroide. Non ci sono ancora studi scientifici che ne confermino l’efficacia, ma sono molte le persone che provandolo, hanno saputo dargli il titolo di farmaco utile per la cura della tiroide.

Il miglior modo per assumere il bladderwrack, è attraverso la sua forma in capsule; prendine 600 mg due volte al giorno. Fatti prescrivere esami per il controllo routinario del sangue, e cerca nel tuo organismo i sintomi che possano eventualmente definire uno scarso attivismo della tiroide (quali costipazione, senso di freddo, capelli secchi, colesterolo alto, e basso livello di attenzione).

Dal momento che il bladderwrack si trova nei fondali sottomarini, assicurati di controllare le etichette dei prodotti che lo contengono, affinché tu possa ottenerne una versione il quanto più possibile pulita e priva di contaminanti. Persone che invece soffrono di condizioni legate ad una eccessiva stimolazione della ghiandola tiroidea, non dovrebbero fare uso del bladderwrack.

Alternativa naturale alla mancanza di sonno: la glicina

Nel 2008, sono stati più di 56 milioni i farmaci prescritti negli Stati Uniti per combattere patologie derivanti dalla mancanza di sonno, e molti esperti presumono che lo stress dovuto alla crescente crisi economica, non abbia fatto che aumentare le conseguenze e favorito l’espandersi di condizioni come l’insonnia. Per quanto queste pillole ci aiutino ad addormentarci e a rimanere in uno stato di sonno, sono note per non essere in grado di portare il corpo ed il cervello ad uno stadio di profondo sonno, che è proprio la fase che più ci interessa, in quanto è quella in cui il nostro corpo, e la nostra mente, si ricaricano, per prepararci ad un’altra giornata di fatiche. Si sa inoltre per certo, che questo tipo di farmaci sono in grado di generare dipendenza, e dunque effetti simili a quelli dell’astinenza da droghe, il che può rendere difficile per alcuni, privarsene.

Uno studio effettuato su 30.000 persone e pubblicato nel numero di febbraio del 2012 del British Medical Journal, ha scoperto una correlazione tra decessi e pillole per dormire; in particolare, le persone che in un anno avevano assunto meno di 18 pillole (coprendo dunque un arco di tempo di meno di due mesi), avevano provocato una diminuzione del 300% delle loro chance di sopravvivenza. Dosi più elevate sono state collegate ad un allarmante 500%. Gli autori di questo studio hanno dunque rilevato che: i sonniferi “possono essere associati ad almeno 320.000-507.000 decessi in più, registrati negli Stati Uniti.”

È dunque molto meglio trovare un’alternativa naturale, piuttosto che sopportare le conseguenze e gli effetti collaterali dei sonniferi. Innanzitutto, è importante partire da un cambiamento nelle proprie abitudini e stili di vita; volte al miglioramento o alla costruzione di un vero e proprio ‘regime salutare del sonno’. Ciò significa andare a letto presto, abbassare le luci, e spegnere qualsiasi schermo presente a tua disposizione (cellulari, tablet, computer, televisione). A volte, persino alcuni cibi possono aiutarti a (ri)mettere in carreggiata le tue abitudini notturne: come l’avena o la polvere di semi di zucca. Infine, è necessario operare un lavoro di analisi delle proprie emozioni, che spesso si traducono in pensieri e preoccupazioni per la propria mente; occuparsene, significa aver risolto il problema ‘insonnia’ già a metà, e senza l’ausilio di farmaci. Ma se ancora non bastasse, qui ti indichiamo un integratore naturale che può aiutarti.

La glicina è un amminoacido polare dagli effetti calmanti. Si trova principalmente in cibi ricchi di proteine come la carne, il pesce, i latticini, i formaggi e i legumi. Viene raccolto dalla ghiandola pineale, che si trova nel cervello, la stessa che produce l’ormone che regola il sonno, ovvero la melatonina. La glicina aiuta a creare cambiamenti positivi nel cervello, che sono associati al sonno profondo non-REM. Gli studi hanno dunque dimostrato che questa sostanza naturale è in grado di promuovere e portarti verso un livello più profondo di sonno, velocemente, e senza quella sensazione di confusione mentale che è spesso associata con il risveglio conseguente dopo l’uso di farmaci o coadiuvanti del sonno non di origine naturale.

La glicina si trova sia in capsule che in polvere. Puoi prenderne 1500 mg poco prima di andare a dormire.

Conclusione

Se stai già usando una di queste alternative, o stai considerando la possibilità di farlo, ti suggeriamo prima di parlare con un dottore naturopata, al fine di stabilire quali sono i cambiamenti che dovrebbero essere prima operati nel tuo stile di vita e nel regime alimentare, oltre a stabilire quali siano i fattori di stress presenti nella tua vita, oltre che le tossine ambientali a cui sei esposta, e altri fattori che abbiano potuto causare le malattie o condizioni qui citate.

Per quanto i farmaci possano aiutare nei casi di emergenza, spesso non aiutano a risolvere il problema, perché non vanno a curarne la radice. Al contrario, cambiamenti appropriati nel tuo stile di vita uniti ad un supporto farmacologico di tipo naturopata, possono aiutare il tuo organismo a ristabilirsi naturalmente. Nella maggior parte dei casi, le persone iniziano con un metodo naturale, affiancandolo al loro farmaco tradizionale; nel tempo, a mano a mano che il proprio corpo riacquista vigore e forza, vanno ad abbassare le dosi del farmaco. Ma attenzione: prima di compiere anche solo una di queste attività, assicurati di parlarne con il tuo dottore, prima.

Autore | Enrica Bartalotta

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Chi sono? Viola Dante

Sono una farmacista. Ho studiato presso l'Università degli Studi di Palermo. Poi è arrivata la laurea: 110/110 e Lode. Il percorso di studi è andato benissimo ed ho preso tutto quello che potevo dai professori, ma oggigiorno sarebbe riduttivo descrivermi come una professionista del farmaco e della salute. Potrei piuttosto definirmi una farmacista blogger. Amo quello che faccio. Ed ancor di più amo offrire delle soluzioni che migliorino la salute degli italiani ormai vittima di bieche mistificazioni anche in questo campo. Spero di riuscire a trasmettervi la mia smisurata passione per la galenica e per la preparazione di rimedi naturali.