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Cosa Mangiare Se Si Soffre Di Colite Ulcerosa o Morbo di Crohn

Seguire una corretta dieta è essenziale per affrontare i sintomi delle malattie infiammatorie intestinali, ma per chi ne soffre, le regole standard per una sana alimentazione possono sembrare in contrasto con quello che realmente non provoca disagio, in quanto di solito non si suggerisce di limitare le spezie e di non esagerare con frutta e verdura fresca. Tuttavia, la ricerca indica che questo può aiutare a ridurre il dolore associato a questi tipi di patologia.

Caratterizzata da infiammazione persistente del tratto intestinale, la patologia infiammatoria intestinale può essere debilitante. I sintomi, tra cui dolore addominale, diarrea, perdita di appetito e stanchezza, possono persistere per settimane o anni, così come scomparire per lunghi periodi di tempo. Le due condizioni diverse che rientrano nella categoria, sono il Morbo di Crohn e la colite ulcerosa, influenzano l’intestino in diversi modi.

Con il Morbo di Crohn, l’infiammazione in tutti gli strati della parete intestinale impedisce al piccolo intestino di ricevere sostanze nutritive correttamente e disturba il delicato equilibrio di acqua necessaria per smaltire gli alimenti lungo l’intestino. Questo può portare a diarrea inarrestabile, oltre a perdita di appetito, carenze di vitamine e minerali.
Con la colite ulcerosa, il rivestimento interno del crasso si infiamma, impedendo il normale assorbimento di acqua dal colon negli ultimi 150 cm di intestino, causando diarrea e disagio estremo.

Più della metà delle persone che sviluppano la patologia infiammatoria intestinale possono essere sottoposte ad un intervento chirurgico per rimuovere una parte del loro intestino o per correggere le anomalie intestinali, il che può lasciare l’intestino meno forte e più sensibile alle oscillazioni causate dagli alimenti e da sostanze irritanti.

Il cibo non è in grado di prevenire o curare la patologia infiammatoria intestinale, ma la giusta dieta può diminuire i sintomi. La strategia è concentrarsi su alimenti che riducono l’infiammazione, per ristabilire i batteri sani nell’intestino e per trattare al meglio il vostro tratto intestinale. Tenere un diario alimentare aiuta a determinare quali alimenti possono innescare gli attacchi e quali invece sembrano aiutare. Con l’aiuto del vostro medico sarete in grado di determinare se soffrite di sensibilità ad alimenti specifici e anche se sia necessario assumere integratori per ricostituire alcuni dei nutrienti persi durante gli attacchi.

Fate piccoli pasti frequenti: sei piccoli pasti al giorno sono più digeribili rispetto ai tradizionali tre e rendono più facile fare arrivare abbastanza calorie all’organismo per mantenere il peso. Le persone che soffrono di patologia infiammatoria intestinale spesso perdono peso in modo significativo, con difficoltà ad ottenere sufficienti sostanze nutritive. Ciò è particolarmente vero per le persone che hanno aree ristrette dell’intestino.

Scegliete cibi come cereali integrali, legumi e frutta secca solo quando il vostro intestino ve lo permette.

Cibi alleati

1 – Patate, riso bianco, pasta raffinata e altri cibi a basso contenuto di fibre

I tratti digestivi delle persone che soffrono di patologia infiammatoria intestinale sono spesso infiammati e sensibili alle irritazioni. I cibi leggeri tendono ad essere più facili da gestire per l’intestino ma, poiché questi alimenti spesso mancano di nutrienti essenziali di cui avete bisogno per la salute, è meglio consultare il proprio medico o un dietista e assumere un integratore multivitaminico.

2 – Piantaggine

Questa pianta officinale, comune nel Sud America, può avere un effetto calmante sul rivestimento dell’intestino. Uno studio condotto da Inghilterra ha infatti dimostrato che la fibra solubile contenuta nella piantaggine crea un ambiente che resiste ai batteri infiammatori. Se ulteriori studi daranno ulteriori conferme, la piantaggine può trovare un impiego regolare nel menu di chi soffre di patologia infiammatoria intestinale.

Il nostro consiglio: nessuno sa se la piantaggine può essere il rimedio definitivo per un intestino sano, ma è una buona idea aggiungerla alla vostra dieta, meglio al pasto serale, perché può aiutare a lenire alcune irritazioni che sorgono con la patologia.

3 – Olio d’oliva

L’olio di oliva è ricco di antiossidanti chiamati flavonoidi, che proteggono le cellule del corpo dall’usura quotidiana. I flavonoidi possono aiutare a ridurre l’infiammazione neutralizzando i radicali liberi che contribuiscono alla sua formazione. Uno studio recente ha dimostrato che una combinazione di olio di oliva e di pesce riduce l’infiammazione in ben due punti (test eseguiti in laboratorio su cavie animali con patologia infiammatoria intestinale). Cercate di acquistare l’olio extra vergine di oliva, che ha il maggior numero di flavonoidi. Per la massima qualità, cercate quelli che vengono prodotti a km 0 (questo significa che non dovete scegliere la marca più costosa). Evitate olio ‘extra light’, che è di solito stato ulteriormente raffinato o filtrato per ridurre il suo gusto, perché significa che molti flavonoidi sono stati rimossi.

Il nostro consiglio: provate a utilizzare l’olio extra vergine di oliva in sostituzione a tutti gli altri oli.

4 – Yogurt con fermenti attivi e altri prodotti lattiero-caseari fermentati

Anche se la causa della patologia infiammatoria intestinale rimane un mistero, gli scienziati stanno ora cercando di capire se una crescita eccessiva di batteri nell’intestino può contribuire alla malattia. I probiotici sono batteri benefici presenti nei prodotti lattiero-caseari fermentati come lo yogurt, latticello e kefir. Aggiungerli alla vostra dieta vi aiuta a mantenere i batteri intestinali non sani sotto controllo.

Il nostro consiglio: le persone che soffrono di patologia infiammatoria intestinale rispondono in modo diverso a diverse diete, quindi non c’è raccomandazione generale. Si potrebbe iniziare con ½ tazza di yogurt o latte fermentato con fermenti lattici vivi ogni giorno (cercate sull’etichetta Lactobacillus acidophilus, Streptococcus thermophilus e bifidus, tra le altre culture attive) e aumentare gradualmente la quantità di cibo, fino a 1+½ tazza a giorno. Tenere un diario alimentare e dei sintomi durante questo periodo di prova dovrebbe aiutare a stabilire la vostra quantità ottimale.

5 – Salmone, sgombro, noci e altre fonti di acidi grassi omega-3

Con l’infiammazione alla radice dei problemi causati dalla patologia infiammatoria intestinale, ha senso cercare alimenti ricchi di acidi grassi omega-3, che combattono l’infiammazione. Salmone e altri pesci ricchi di grassi sono le migliori fonti. In uno studio recente, alcuni pazienti con il Morbo di Crohn che hanno mangiato 100 grammi o più di pesce al giorno per due anni, hanno abbassato le loro probabilità di recidiva dal 58% al 20%. Semi di lino, olio di lino e noci contengono acidi grassi essenziali, ma non vengono convertiti in modo efficace dal corpo per ottenere i tipi di omega-3 che combattono l’infiammazione (ovvero, le specie presenti nel pesce), tuttavia le persone che hanno difficoltà a mangiare il pesce, troveranno questi alimenti sicuramente d’aiuto.

Il nostro consiglio: aggiungere alla vostra dieta tre porzioni di pesce a settimana.

6 – Acqua ed altri fluidi

Il rischio di disidratazione è sempre presente nella patologia infiammatoria intestinale a causa della diarrea cronica. Anche alcuni problemi renali possono verificarsi quando la quantità di liquidi che entrano nel corpo non tiene il passo con la quantità che ne fuoriesce. Anche quando non si hanno i sintomi di disidratazione, è una buona idea dare importanza all’assunzione di acqua.

Il nostro consiglio: bevete almeno otto bicchieri da 250 ml di acqua o altri liquidi ogni giorno. Alcuni succhi acidi, come ananas o pomodoro, possono irritare l’apparato digerente, quindi evitateli, così come dovreste evitare le bevande gassate, che possono contribuire al gonfiore. I polifenoli del tè verde possono contribuire a ridurre la diarrea.

Autore | Daniela Bortolotti

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Chi sono? Viola Dante

Sono una farmacista. Ho studiato presso l'Università degli Studi di Palermo dal 2003 al 2008. Poi è arrivata la laurea: 110/110 e Lode. Il percorso di studi è andato benissimo ed ho preso tutto quello che potevo dai professori, ma oggigiorno sarebbe riduttivo descrivermi come una professionista del farmaco e della salute. Potrei piuttosto definirmi una farmacista blogger. Amo quello che faccio. Ed ancor di più amo offrire delle soluzioni che migliorino la salute degli italiani ormai vittima di bieche mistificazioni anche in questo campo. Spero di riuscire a trasmettervi la mia smisurata passione per la galenica e per la preparazione di rimedi naturali.

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