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Coenzima Q-10 ed Integrazione Alimentare

Cos’è il coenzima Q-10?

Il coenzima Q-10 è una sostanza simile a una vitamina che si trova in tutto il corpo, specialmente nel cuore, nel fegato, nei reni e nel pancreas. Negli alimenti si trova in piccole quantità in carne e pesce, ma si può anche creare in laboratorio. Si usa come un farmaco.

Molte persone utilizzano il coenzima Q-10 per il trattamento di malattie cardiache o dei vasi sanguigni, come insufficienza cardiaca congestizia, dolore al petto (angina pectoris), ipertensione e alcuni problemi cardiaci associati al consumo di farmaci per il trattamento di tumori. Il coenzima Q-10 si usa inoltre per il diabete, malattie parodontali (sia per via orale che per applicazione diretta sulle gengive), per il tumore al seno, il morbo di Huntington, il morbo di Parkinson, la distrofia muscolare, per aumentare la resistenza all’esercizio, per la sindrome della stanchezza cronica e per il morbo di Lyme.

Alcune persone pensano che il coenzima Q-10 può essere utilizzato per curare la caduta dei capelli relazionata all’uso di warfarin (Coumadin), un farmaco somministrato per rallentare la coagulazione del sangue. Altre persone ritengono invece che tale coenzima potrebbe aiutare a aumentare l’energia. Ciò è dovuto al ruolo che il coenzima Q-10 ha nella produzione di ATP, una molecola nelle cellule del corpo che funziona come una batteria ricaricabile nel trasferimento di energia. Il coenzima Q-10 è stato provato per il trattamento di disturbi ereditari o acquisiti che limitano la produzione di energia nelle cellule del corpo (disturbo o malattia mitocondriale) e per migliorare il rendimento dell’esercizio.

Il coenzima Q-10 è stato utilizzato per rinforzare il sistema immunitario delle persone affette da HIV/AIDS, per l’infertilità maschile, emicrania e per combattere dolori muscolari causati a volte dalle statine, un gruppo di farmaci usati per abbassare i livelli di colesterolo nel sangue. In più, tale sostanza è stata provata anche per verificare se prolunga la vita. L’idea nacque a partire dal fatto che i livelli più alti di coenzima Q-10 si osservano nei primi 20 anni di vita. A 80 anni i livelli di coenzima Q-10 possono essere inferiori a quelli che una persona aveva al momento della nascita. Di conseguenza, si pensò che, se negli ultimi anni di vita si restaurassero i livelli di coenzima Q-10, si potrebbe prolungare la vita delle persone. L’idea funziona con i batteri, ma non con i topi da laboratorio. Sono necessari ulteriori studi per capire se ciò funziona con le persone.

Non solo il tempo esaurisce il coenzima Q-10 immagazzinato nel corpo. Anche il fumo lo fa.

Il coenzima Q-10 fu identificato per la prima volta nel 1957. “Q-10” si riferisce alla composizione chimica della sostanza. Tale sostanza si ottiene dalla fermentazione di barbabietole e zucchero di canna con varietà speciali di lievito. Ora viene usata in Giappone da milioni di persone per le malattie cardiache, specialmente per l’insufficienza cardiaca congestizia. Viene inoltre molto utilizzata in Europa e Russia. La maggior parte del coenzima Q-10 che si usa negli Stati Uniti e in Canada proviene dal Giappone.

Come funziona il coenzima Q-10?

Coenzima Q-10 efficacia Il coenzima Q-10 è una sostanza, simile a una vitamina, importante per le reazioni chimiche nel corpo e per il normale funzionamento di molti organi. Aiuta a procurare energia alle cellule e sembra avere proprietà antiossidanti. Potrebbero avere livelli più bassi di coenzima Q-10 le persone che soffrono di determinate malattie, come l’insufficienza cardiaca congestizia, ipertensione, malattie parodontali (o periodontali), morbo di Parkinson, alcune malattie muscolari e AIDS.

Quanto è efficace il coenzima Q-10?

Molto probabilmente efficace per:

– la carenza di coenzima Q-10. Si tratta di una malattia poco comune. I sintomi sono debolezza, stanchezza e convulsioni;

– disturbi ereditari o acquisiti che limitano la produzione di energia nelle cellule del corpo (disturbo o malattia mitocondriale). Un miglioramento dei sintomi si verifica lentamente. Alcune persone hanno bisogno di prendere il coenzima Q-10 per sei mesi per ottenere il massimo beneficio.

Probabilmente efficace per:

– l’insufficienza cardiaca congestizia (ICC). Non ci sono prove che dimostrano che prendere solamente il coenzima Q-10 sia utile in caso di insufficienza cardiaca. Ci sono però prove (anche se contrastanti) che indicano che il coenzima Q-10 è utile, se combinato con altri farmaci o trattamenti per l’insufficienza cardiaca;

– diminuire il rischio di ulteriori problemi al cuore in soggetti che recentemente hanno subito un attacco cardiaco (infarto del miocardio). Quando si comincia a dare coenzima Q-10 ai pazienti entro le prime 72 ore da un infarto del miocardio e si prosegue per un anno, sembra che diminuisca in modo significativo il rischio di soffrire di altri problemi cardiaci, incluso un infarto non fatale;

– il morbo di Huntington (una malattia neurologica poco comune). Ubiquinol, la forma modificata del coenzima Q-10, ha ricevuto la denominazione di “farmaco orfano” dalla Food and Drug Administration (FDA). Ciò ha permesso ai produttori di Ubiquinol di ottenere incentivi finanziari per studiare la sua efficacia nel trattamento del morbo di Huntington, un disturbo così poco diffuso che colpisce a meno di 200.000 persone. Senza questi incentivi, le compagnie farmaceutiche probabilmente non investirebbero nella produzione di un farmaco per questa malattia. Nonostante tutto, prendere il coenzima Q-10 per via orale in dosi da 600 mg o meno al giorno sembra non essere efficace per ritardare il progresso del morbo di Huntington;

– prevenire le complicazioni dei vasi sanguigni prodotte da un intervento chirurgico di bypass al cuore. Ci sono alcune prove che dimostrano che assumere coenzima Q-10 per via orale durante una settimana prima dell’intervento chirurgico potrebbe aiutare a ridurre il danno ai vasi sanguigni. C’è da specificare però che non tutte le ricerche sono d’accordo;

– l’ipertensione. Utilizzare coenzima Q-10 (da solo o in combinazione con altri farmaci per trattare la pressione alta) sembrare efficace per abbassare ancora di più la pressione arteriosa;

– la prevenzione dell’emicrania. Assumere coenzima Q-10 per via orale sembra prevenire i forti mal di testa procurati dall’emicrania. Gli studi dimostrano che, nei soggetti adulti, la frequenza dei dolori si potrebbe ridurre di un 30 %, mentre i giorni trascorsi con nausea (legata all’emicrania) si potrebbero ridurre di 45%. Il coenzima Q-10 sembra ridurre anche la frequenza dell’emicrania nei bambini con livelli bassi di tale coenzima. Potrebbero trascorrere fino a tre mesi prima di ottenere un beneficio significativo. Purtroppo, il coenzima Q-10 non sembra essere efficace per il trattamento di emicrania, una volta che questa si manifesta;

– Il morbo di Parkinson. Alcune ricerche dimostrano che l’assunzione di integratori di coenzima Q-10 potrebbe ritardare un peggioramento in persone con il morbo di Parkinson a una fase iniziale. L’integratore di coenzima Q-10 non sembra però utile per migliorare i sintomi della malattia già diagnosticata;

– migliorare il sistema immunitario delle persone con HIV;

– la distrofia muscolare, una malattia ereditaria che provoca la perdita muscolare. Assumere coenzima Q-10 per via orale sembra migliorare il rendimento fisico in alcuni pazienti con distrofia muscolare.

Probabilmente inefficace per:

– il colesterolo alto. Sembra che l’assunzione di coenzima Q-10 non aiuti ad abbassare i livelli di colesterolo o trigliceridi.

Molto probabilmente inefficace per:

– migliorare il rendimento atletico;

– le malattie dentale (periodontali), quando si applica direttamente su denti e gengive. Tuttavia, esistono prove preliminari che indicano che il coenzima Q-10 assunto per via orale potrebbe aiutare nel trattamento delle malattie periodontali. Sono però necessari studi più approfonditi.

Insufficienti prove per:

– la sindrome del vomito ciclico. Ricerche preliminari suggeriscono che l’assunzione di coenzima Q-10 potrebbe funzionare allo stesso modo dei farmaci che si vengono con prescrizione medica per la sindrome del vomito ciclico.

– Il diabete. Esistono prove contrastanti circa l’efficacia del coenzima Q-10 per il trattamento del diabete. Alcune ricerche dimostrano che tale coenzima potrebbe abbassare i livelli di zuccheri nel sangue, mentre altre non rivelano alcun beneficio.

– Il cancro al seno. Secondo prove preliminari, l’assunzione per via orale di coenzima Q-10 potrebbe risultare utile per il cancro avanzato al seno in combinazione con la chirurgia, dei trattamenti convenzionali e l’uso di altri antiossidanti e acidi grassi omega – 3 e omega – 6.

– L’infertilità maschile. Alcune prove indicano che il trattamento con coenzima Q-10 potrebbe migliorare la motilità, ossia la capacità di movimento e aumentare il numero di spermatozoi negli uomini con alcuni tipi di infertilità.

– Il dolore al petto (angina pectoris). Alcune ricerche preliminari suggeriscono che prendere coenzima Q-10 per via orale potrebbe migliorare la tolleranza all’esercizio fisico per i pazienti con angina.

– La fibromialgia. Alcune ricerche preliminari suggeriscono che l’assunzione di coenzima Q-10 insieme al gingko potrebbe aumentare la percezione e la sensazione di benessere generale e ridurre il dolore.

– Una malattia del cuore chiamata “cardiomiopatia ipertrofica”. Prendere coenzima Q-10 per via orale sembra diminuire lo spessore delle pareti del cuore e diminuire i sintomi di mancanza del respiro e stanchezza.

– Una malattia muscolare chiamata “miopatia indotta da statine”. Le statine, un gruppo di farmaci che si usano per ridurre il colesterolo, possono a volte produrre dolore muscolare. Secondo alcune prove, prendere coenzima Q-10 potrebbe alleviare questo dolore. Tuttavia, non tutte le prove sono risultate positive.

– La prevenzione della preeclampsia. La preeclampsia è una complicazione medica che alcune donne sviluppano durante la gravidanza. Alcune ricerche dimostrano che il rischio di sviluppare questo tipo di malattia diminuisce, se le donne a rischio cominciano ad assumere coenzima Q-10 a partire la ventesima (20ª) settimana di gravidanza fino al parto.

– La caduta dei capelli relazionata all’uso di warfarin, un farmaco anticoagulante.

– La stanchezza.

– Il morbo di Lyme.

– Altre patologie.

Sono necessarie altre prove per confermare l’efficacia del coenzima Q-10 per questi usi.

Effetti collaterali e sicurezza del coenzima Q-10

Molto probabilmente il coenzima Q-10 è sicuro per la maggior parte degli adulti, se assunto per via orale o se applicato direttamente sulle gengive. Nonostante ciò, potrebbe produrre effetti collaterali lievi, come stomaco in subbuglio, mancanza di appetito, nausea, vomito e diarrea. In alcune persone, il coenzima Q-10 può provocare anche allergia, eruzioni cutanee o un preoccupante abbassamento della pressione sanguigna. Gli effetti collaterali si possono ridurre prendendo la dose totale giornaliera divisa in 2 – 3 porzioni (e non in un’unica dose una volta al giorno).
Coenzima Q-10 struttura
Probabilmente il coenzima Q-10 è sicuro per i bambini, ma non bisogna procedere con la somministrazione senza la supervisione di un medico.

Avvertenze e precauzioni speciali

Gravidanza e allattamento al seno: non si hanno abbastanza informazioni circa l’uso del coenzima Q-10 durante la gravidanza e l’allattamento al seno. Meglio essere cauti e evitarne l’uso.

Pressione sanguigna alta o bassa: il coenzima potrebbe abbassare la pressione e potrebbe aumentare gli effetti dei farmaci che si usano, appunto, per abbassare la pressione. Se hai problemi di questo tipo, parlane con un medico.

Intervento chirurgico: il coenzima Q-10 potrebbe interferire con il controllo della pressione arteriosa durante e dopo l’intervento. Smetti di prenderlo almeno due settimane prima di sottoporti alla chirurgia.

Il coenzima Q-10 può interagire con i farmaci?

Interazione moderata:

– Farmaci per sconfiggere il cancro (chemioterapia)

Il coenzima Q-10 è un antiossidante. Ciò che preoccupa è la possibilità che gli antiossidanti possano ridurre l’efficacia di alcuni farmaci che si usano per il trattamento del cancro. Non esistono dati certi per stabilire se questa interazione si verifica davvero o meno.

– Farmaci per l’ipertensione (o farmaci antipertensivi)

Sembra che il coenzima Q-10 abbassi la pressione sanguigna. La sua assunzione insieme a farmaci per l’ipertensione potrebbe abbassare troppo la pressione.

– Warfarin (Coumadin)

Il warfarin si usa per ritardare la coagulazione del sangue; il coenzima Q-10 potrebbe invece accelerare la coagulazione. Per facilitare tale coagulazione, il coenzima Q-10 potrebbe ridurre l’efficacia del warfarin e aumentare il rischio di coaguli, anche pericolosi. Fai esami del sangue regolarmente. In caso necessario, il medico può cambiare la dose di warfarin da assumere.

Dosaggio

Le dosi riportate sono state studiate con ricerche scientifiche:

– Per una carenza di coenzima Q-10 diagnosticata: 150 mg al giorno.

– Per una malattia mitocondriale (encefalomiopatia mitocondriale): 150 – 160 mg, o 2 mg/kg/al giorno. In alcuni casi, la dose può essere aumentata gradualmente fino a 3000 mg al giorno.

– Per insufficienza cardiaca negli adulti: 100 mg al giorno divisi in 2 – 3 dosi.

– Per ridurre il rischio di problemi cardiaci futuri in pazienti che hanno recentemente sofferto di un infarto del miocardio: 120 mg al giorno divisi in due dosi.

– Per l’ipertensione: 120 – 200 mg al giorno divisi in due dosi.

– Per l’ipertensione sistolica isolata: 60 mg per due volte al giorno.

– Per la prevenzione dell’emicrania: 100 mg per tre volte al giorno. Una dose di 1 – 3 mg/kg può essere usata anche con pazienti pediatrici e adolescenti.

– Per il morbo di Parkinson: 300 mg, 600 mg, 1200 mg e 2400 mg al giorno suddivisi in 3 – 4 dosi.

– Per HIV: 200 mg al giorno.

– Per infertilità maschile: 200 – 300 mg al giorno.

– Per la distrofia muscolare: 100 mg al giorno.

– Per la preeclampsia: 100 mg per due volte al giorno, a partire dalla 20ª settimana di gravidanza fino al parto.

Dividere la dose giornaliera e prendere quantità più piccole per 2 – 3 volte al giorno (invece di un’unica dose grande) può aiutare a ridurre gli effetti secondari.

Autore | Anna Abategiovanni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Chi sono? Viola Dante

Sono una farmacista. Ho studiato presso l'Università degli Studi di Palermo dal 2003 al 2008. Poi è arrivata la laurea: 110/110 e Lode. Il percorso di studi è andato benissimo ed ho preso tutto quello che potevo dai professori, ma oggigiorno sarebbe riduttivo descrivermi come una professionista del farmaco e della salute. Potrei piuttosto definirmi una farmacista blogger. Amo quello che faccio. Ed ancor di più amo offrire delle soluzioni che migliorino la salute degli italiani ormai vittima di bieche mistificazioni anche in questo campo. Spero di riuscire a trasmettervi la mia smisurata passione per la galenica e per la preparazione di rimedi naturali. E-mail: viola.dante@email.it

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2 Commenti

  1. Buongiorno, ho la pressione bassa e le piastrine basse, ma vorrei assumere l’integratore di coenzima q10 per migliorare la qualità della mia pelle matura. Sto già assumendo gli omega 3( cardiolipid) per il colesterolo e integratori di vitamina d3 con calcio e vitamina k2 per l’osteoporosi. Pertanto le chiedo gentilmente se l’integrazione del coenzima q10 posso effettuarla o ci sono controindicazioni. La ringrazio e la saluto cordialmente.

    • Elena Amato

      Buonasera Immacolata e benvenuta sul sito.
      Il coenzima Q10, chiamato anche ubiquinone, NON esercita interazioni farmacologiche con i farmaci che lei mi ha elencato nel suo commento.

      I farmaci con cui il coenzima Q10 interagiscono sono:
      – i farmaci antidiabetici o ipoglicemizzanti, per i quali è stato rilevato un aumento dell’azione ipoglicemizzante;
      – i farmaci beta-bloccanti, in quanto inibiscono gli enzimi la cui funzione dipende dal coenzima Q10;
      – i farmaci derivati del cortisone; la cui associazione con il coenzima Q10 ne causa un aumento della concentrazione plasmatica;
      – il farmaco anticoagulante Warfarin, la cui associazione con il coenzima Q10 causa un aumento degli effetti del Warfarin;
      – il farmaco antitumorale Doxorubicina, la cui associazione con il coenzima Q10 ne causa un aumento della concentrazione plasmatica.

      Spero di esserle stata d’aiuto. Resto a sua disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento.
      Dott.ssa Elena Amato

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