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Le Pentole In Plastica e Antiaderenti Provocano Gravi Malattie

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Marirosa Barbieri – Cuciniamo le uova sul tegamino antiaderente, rimestiamo il nostro brodo in una pentola antiaderente, riscaldiamo la pasta al forno in un pentolino in plastica.
Gesti ordinari di vita ordinaria. Pochi conoscono i rischi gravissimi che derivano dall’utilizzo costante e reiterato delle stoviglie in plastica da cucina.

Uno studio condotto tempo fa da un gruppo di ricercatori della University of Exeter e pubblicato sulla rivista Environmental Health Perspectives ha evidenziato il nesso tra l’uso di pentole antiaderenti in cucina e lo sviluppo di malattie alla tiroide.
Stessa cosa dicasi per le pentole in plastica che aumentano le possibilità di sviluppare gravi patologie al sistema endocrino.

PENTOLE IN PLASTICA

La maggior parte degli utensili che utilizziamo abitualmente in casa (padelle e stoviglie) contengono sostanze chimiche che si chiamano “interferenti endocrini” e che provocano alterazioni e danni al sistema ormonale.
Le sostanze sprigionate dalla plastica nuocciono alla salute. Ne è un esempio il BPA (Bisfenolo A), una sostanza chimica utilizzata per il rivestimento delle lattine, delle bottiglie, di utensili vari e di contenitori per conservare gli alimenti.

Questa sostanza si sprigiona quando laviamo ripetutamente le stoviglie in plastica e quando esponiamo i nostri utensili ad un calore eccessivo.

PADELLE ANTIADERENTI

Le padelle antiaderenti, invece, contengono l’PFOA (acido perfluorottanico) un elemento chimico dannoso per la tiroide.
Questo elemento è addirittura collegato, in qualche modo a fenomeni di sottopeso dei bambini alla nascita e ad un aumento di peso durante l’adolescenza. Secondo i ricercatori l’acido perfluorottanico diventa instabile alle temperature elevate e si assimila tramite la respirazione comportando seri danni alla tiroide, soprattutto nelle donne.

COMPORTAMENTI DA SEGUIRE

E’ bene, quindi, seguire alcuni comportamenti per ridurre l’esposizione a simili sostanze.
Ad esempio, è necessario evitare la combinazione di plastica e calore.
E’ importante, cioè, evitare di mettere i contenitori di plastica nel forno a microonde per riscaldare i pasti. Il processo di riscaldamento permette infatti alle sostanze chimiche dannose di penetrare nel cibo e di conseguenza di essere ingerite dall’uomo. Altra regola da seguire consiste nel cuocere gli alimenti in pentole che non siano plastificate.
Bisogna altresì evitare di utilizzare le bottiglie di plastica che sono rimaste esposte al sole per tanto tempo e ricambiare continuamente le stoviglie utilizzate.
Infine, nel caso di utilizzo continuo di piatti di plastica e stoviglie varie, è fondamentale sincerarsi che essi siano integri (che non presentino graffi o lesioni) prima di lavarli o di utilizzarli.

Autore | Marirosa Barbieri

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Chi sono? Viola Dante

Sono una farmacista. Ho studiato presso l'Università degli Studi di Palermo dal 2003 al 2008. Poi è arrivata la laurea: 110/110 e Lode. Il percorso di studi è andato benissimo ed ho preso tutto quello che potevo dai professori, ma oggigiorno sarebbe riduttivo descrivermi come una professionista del farmaco e della salute. Potrei piuttosto definirmi una farmacista blogger. Amo quello che faccio. Ed ancor di più amo offrire delle soluzioni che migliorino la salute degli italiani ormai vittima di bieche mistificazioni anche in questo campo. Spero di riuscire a trasmettervi la mia smisurata passione per la galenica e per la preparazione di rimedi naturali. E-mail: viola.dante@email.it

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Un commento

  1. aleo claudio

    E’ proprio un avvelenamento subdolo , a piccole dosi , che avanza accompagnato da sintomi aspecifici. E’ necessario che noi Medici cambiamo tipo d’approccio al paziente ” Introdurre un modello di cura che non veda più il paziente come un insieme scollegato di organi disfunzionanti ma che risalga la cascata di eventi patologigi per scoprire le radici della malattia e non più solo i suoi sintomi

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