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Ansia: Individuato Un Enzima Responsabile

Embrioni di soggetti cavia, portatori dell’enzima CYP2C19 (umano) nel cervello, hanno sviluppato un ippocampo più piccolo e un’ansia simile a quella dei soggetti adulti. I risultati di questo nuovo studio, pubblicato sulla rivista “Molecular Psychiatry”, sono d’accordo in linea di principio con i risultati genetici precedenti sugli esseri umani e possono migliorare la comprensione della scienza dei fattori genetici alla base della depressione e disturbi d’ansia, contribuendo allo sviluppo di nuovi farmaci anti-ansia.

Gli scienziati hanno a lungo cercato le ragioni genetiche sulle grandi differenze di sensibilità che le persone mostrano verso la depressione e i disturbi d’ansia. Ora, i ricercatori del Karolinska Institutet hanno dato uno sguardo più da vicino all’enzima CYP2C19, che svolge un ruolo importante nel metabolismo epatico di sostanze psicoattive come gli antidepressivi SSRI . L’enzima CYP2C19 opera anche nelle sostanze endogene che agiscono sul sistema nervoso centrale ed è interessante notare che vi è una variazione genetica tra gli esseri umani, poiché mutazioni del gene fanno sì che le persone siano senza, oppure con basso, normale o alto livello dell’enzima.

Il presente studio è stato condotto su soggetti cavia da laboratorio transgenici, che contenevano copie del gene CYP2C19 umano inserito nel loro DNA in modo che i ricercatori potessero esaminare se l’espressione influenzasse la funzione cerebrale e il comportamento: si è scoperto che l’enzima è stato trovato nel cervello del feto, che si è poi sviluppato in modo diverso a quello dei soggetti normali. Il comportamento delle cavie è stato poi esaminato usando una batteria di quattro prove comportamentali. “Abbiamo trovato dei cambiamenti comportamentali che indicano l’ansia e lo stress, oltre a una sensibilità più alta“, ha spiegato il leader del gruppo di ricerca, Dott. Magnus Ingelman – Sundberg del Dipartimento di Fisiologia e Farmacologi . “Questi risultati possono dirci di più sui fattori determinanti genetici dell’ansia e i soggetti cavia transgenici possono eventualmente essere utilizzati per sviluppare nuovi farmaci ansiolitici”. L’espressione del CYP2C19 nel feto ha prodotto soggetti adulti che avevano un ippocampo più piccolo e ipersensibile allo stress, un’area del cervello essenziale per l’apprendimento, la memoria, l’adattamento e la sensibilità / risposta emotiva. Un ippocampo disfunzionale nell’uomo è in grado di svolgere un ruolo importante nello sviluppo di entrambi i disturbi di depressione e ansia.

In un precedente studio condotto su gemelli, a cura degli epidemiologi del Karolinska Institutet, il gruppo ha osservato che gli individui privi dell’enzima CYP2C19 mostrano uno stato di base meno depresso, una constatazione che è sostenuta in linea di principio dal presente studio. I ricercatori hanno ora intenzione di studiare quali effetti possano avere le variazioni genetiche del CYP2C19 sullo sviluppo del cervello umano. “Se siamo in grado di vedere cambiamenti simili nell’uomo potremmo essere in grado di migliorare la nostra comprensione di come i cambiamenti nel cervello del feto in via di sviluppo possono aumentare il rischio di depressione e disturbi d’ansia più tardi nella vita“, ha dichiarato la Dott.ssa Anna Persson, che fa parte dello studio come progetto di dottorato.

Autore | Daniela Bortolotti

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Chi sono? Viola Dante

Sono una farmacista. Ho studiato presso l'Università degli Studi di Palermo dal 2003 al 2008. Poi è arrivata la laurea: 110/110 e Lode. Il percorso di studi è andato benissimo ed ho preso tutto quello che potevo dai professori, ma oggigiorno sarebbe riduttivo descrivermi come una professionista del farmaco e della salute. Potrei piuttosto definirmi una farmacista blogger. Amo quello che faccio. Ed ancor di più amo offrire delle soluzioni che migliorino la salute degli italiani ormai vittima di bieche mistificazioni anche in questo campo. Spero di riuscire a trasmettervi la mia smisurata passione per la galenica e per la preparazione di rimedi naturali. E-mail: viola.dante@email.it

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2 Commenti

  1. buongiorno , sono anni che soffro di ansia , paure , non ho voglia di fare nulla , di divertirmi, di vestirmi bene , (anche se il pensiero c’è ma la voglia di farlo no) , sono stata da neurologi , che mi hanno dato medicine e stavo tranquilla ,, poi da psicoterapeuti ma non sono mai andata fino in fondo per i costi ,, ho paura delle malattie , specie quando sento notizie in tv , come a gennaio , ci hanno massacrato con la Meningite , e mi ” fissavo ” per i miei figli , hanno 28 il maschio e due gemelle di 22— cosa poteva succedere se avessero contratto il batterio , ho vissuto un inverno nero ,, ,, e ancora ,ora il morbillo , ,,poi l’endocrinologo per problemi di acne , peli ,, e mo il dentista per mia figlia , ( infezione batterica molare del giudizio ,…. e se prende la meningite? questo faccio ) sto sempre a pensare cose brutte , ho un ansia nello stomaco , non vivo più ,, da sempre gestisco il lorazepam da 1 mg , ,, lo prendo un periodo poi piano piano lo scalo nel giro di un mese ne esco , lo prendo la sera , ed a volte mezzo anche a metà giornata …io ragiono bene , gestisco la casa , sto bene con le persone ,, solo che vivo in questa malinconia , senza entusiasmo per la vita , penso che ormai a 58 anni la mia vita è in dirittura di arrivo e che ogni giorno che passa potrei morire , è possibile che mi manchi qualche enzima al cervello? mi potrebbe indicare qualche integratore o esami da fare per scoprirlo? grazie mille , saluti maria rosaria

    • Buonasera ROSY58 e benvenuta,

      » mi sembra che oltre all’ansia ci sia pure la depressione. Il Tavor, presumo lei assuma questo medicinale, può dare luogo a tolleranza e dipendenza e non mi suonerebbe strano se da qualche tempo a questa parte la sua ansia sia gestita con maggiori difficoltà.
      Di che città è? A mai pensato ai Gruppi di Auto Aiuto?

      #Personalmente potrei dirle che le sue preoccupazioni siano infondate, ma non risolverebbe nulla.
      E’ lei che dovrà poco a poco capire che ci son cose che non si possono controllare e che, tutto sommato, va bene così.

      I media e la televisione in primis un tempo informavano, istruivano. Oggi cercano solo lo scoop gossipparo e coltivano sensazionalismo. Non dia molto credito a quello che sente e, soprattutto, perchè non va alla ricerca di dati e statistiche attendibili per capire se la sua sia una preoccupazione reale o solo remota?

      Per quanto riguarda l’enzima del cervello che potrebbe mancarle, no … non esistono cose simili di cui io sia a conoscenza. E la ricerca mondiale attualmente cerca di decodificare cosa avvenga durante un attacco di panico e cosa lo scateni a livello cerebrale.  Tempo fa lessi del Brain-derived neurotrophic factor che, nell’amigdala, sembrerebbe attivare i neuroni, portando poi all’innesco della paura. Ma questi sono studi e temi che dovrebbero interessare più un ricercatore, che lei =) LINK → 1; LINK → 2.

      Prima di salutarla colgo l’occasione per ricordarle che non è la sola a soffrire d’ansia. In italia circa 8 milioni di soggetti sono nella sua stessa condizione. Inoltre ricordi che tutte noi lottiamo con le paure. E non pensi che gli altri riescano a batterle: semplicemente ci convivono e battagliano quando si fanno più vivide.

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