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L’Uso Di Latte In Polvere Può Incentivare L’Allattamento Materno

Uno dei più sorprendenti modi per aumentare il tasso di allattamento al seno tra le neo mamme potrebbe arrivare proprio dall’uso di latte in polvere, secondo una nuova ricerca.

Con un crescente numero di prove a sostegno dei benefici dell’allattamento al seno, sia per la mamma e il bambino, gli esperti di salute pubblica si stanno organizzando per garantire un marchio di qualità “bimbo friendly”, che starebbe ad indicare che la struttura approva le misure che favoriscono l’allattamento al seno, per non separare mamme e bambini dopo la nascita, rivolgendosi al latte in polvere solo se è ritenuto clinicamente necessario.

Un recente studio pubblicato sulla rivista Pediatrics suggerisce che dare ai neonati un po’ di latte in polvere aiuta effettivamente ad aumentare i tassi di allattamento al seno: il latte in polvere può dare alle mamme le certezze di cui hanno bisogno e permettere loro di rilassarsi, perseguendo l’obiettivo di allattare al seno, dicono gli autori dello studio. Non a caso, molti esperti sono da parecchio tempo sinceramente preoccupati per chi, da sempre, sostiene che solo materno il latte sia meglio per i bambini.

Uno studio condotto dall’Università della California ha seguito 40 neonati che hanno perso almeno il 5% del loro peso alla nascita nelle prime 36 ore di vita. Secondo l’American Academy of Pediatrics (AAP) la perdita di peso nei primi giorni di un neonato è normale, in quanto si abitua all’allattamento al seno e che la perdita di peso media è di circa del 7%, ma la Dottoressa Valerie Flaherman, professore di pediatria e di epidemiologia biostatistica presso l’Università della California, ha focalizzato la ricerca su questo gruppo basandosi su altri dati, che suggeriscono che i bambini che hanno perso molto peso hanno più probabilità di perderne altro: in caso di calo del 10%, i pediatri dovrebbero preoccuparsi e verificare che i bambini non siano a rischio di altri problemi di salute.

Durante lo studio, la Dottoressa Flaherman e i suoi colleghi hanno assegnato alla metà dei bambini osservati due cucchiaini di latte in polvere dopo ogni allattamento (somministrati tramite una siringa in modo da rendere l’assunzione simile a quella tramite il capezzolo materno) e alle madri è stato richiesto di sospendere la somministrazione aggiuntiva di latte in polvere una volta che la loro produzione di latte è comparsa, generalmente in un tempo di 2-5 giorni. L’altra metà, invece, era esclusivamente allattata al seno, salvo casi in cui il medico ha ordinato espressamente il latte in polvere.

Quando i bambini avevano una settimana di vita, al 10% delle mamme del gruppo “latte in polvere” lo stava ancora utilizzando come integrazione dell’alimentazione, rispetto al 47% del gruppo originariamente assegnato ad allattare al seno, ma con aggiunta di latte in polvere. E quando i bambini hanno compiuto i tre mesi di età, il 79% del primo gruppo praticava esclusivamente l’allattamento al seno, molto di più del 42% dell’altro gruppo di mamme. Anche se potrebbe sembrare un controsenso, la Dottoressa Flaherman ha maturato il sospetto che l’introduzione di una piccola quantità di latte in polvere nella fase iniziale, poi subito sospesa, abbia aiutato le mamme a sentirsi sicure che i loro bambini non avessero fame e a limitarne la perdita di peso nei loro primi giorni di vita: questo probabilmente ha dato loro la fiducia per andare avanti con l’allattamento al seno. “L’utilizzo di quel po’ di latte in polvere sembra aver avuto un grande effetto” ha dichiarato la ricercatrice. “Abbiamo voluto trovare un intervento a cui sottoporli in età precoce, che potremmo replicare con altri bambini e altre mamme per aiutarli a continuare con l’allattamento al seno: gli effetti sono stati sorprendenti” ha aggiunto.

Negli Stati Uniti, la maggior parte delle mamme iniziano l’allattamento al seno ma solo il 40% lo mantiene fino a sei mesi e solo il 20% fino ad un anno, che sarebbe il minimo raccomandato dall’AAP. Non tutti sono convinti che usare il latte in polvere in questo modo, anche se brevemente, serva ad aumentare tale percentuale. “Questo studio va contro tutto ciò che è stato pubblicato da diversi anni da medici e ricercatori molto attendibili circa i rischi potenziali del latte in polvere,” ha dichiarato la Dottoressa Kathleen Marinelli, professore associato di pediatria presso l’Università del Connecticut Facoltà di Medicina, nonché Presidente del Comitato allattamento al seno negli Stati Uniti. “A dispetto di anni di ricerca, non sarebbe il caso di fare queste dichiarazioni con disinvoltura, affermando semplicemente che questo è il nuovo modo di vedere le cose” ha aggiunto. Tanya Lieberman, una consulente per l’allattamento che scrive sulla ricerca scientifica sostiene invece di essere “un po’ confusa dai risultati”.

E aggiunge: “Sappiamo che ciò che funziona per aumentare l’allattamento sono il principio di esclusività e la durata, sono metodi che conosciamo da almeno 20 anni. L’aggiunta di latte in polvere è sempre stata concessa per necessità mediche”. I risultati, secondo la consulente, potrebbero essere stati influenzati dall’atteggiamento delle donne stesse, che sostenevano di voler esclusivamente allattare al seno, ma che poi sono state aperte anche all’opzione del latte in polvere. “Le madri possono anche avere idee sbagliate sulle necessità dei neonati. I bambini non hanno bisogno di grandi quantità di latte nei primi giorni” ha dichiarato. “Stanno bene fino a quando il latte materno fa la sua comparsa” ha concluso.

La Dottoressa Flaherman, ovviamente, ricorda che i risultati dello studio non sono necessariamente applicabili a tutti i bambini. “Questa non è una cosa che tutti dovrebbero fare” dice. “Si tratta solo un potenziale strumento per le mamme che vogliono considerarne l’utilizzo, se pensano che possa essere utile”. L’obiettivo finale dello studio è quello di trovare un modo per aiutare altre madri ad allattare al seno, e di farlo il più a lungo possibile per aiutare i loro bambini. “È terribile che solo il 20% delle persone raggiunga la durata raccomandata di allattamento al seno”, sostiene la Dottoressa. “I diversi approcci devono lavorare al meglio per ogni persona. Per alcune madri, possono includere anche un po’ di latte in polvere”.

14 maggio 2013, ore 16:32

Autore | Daniela Bortolotti

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Chi sono? Viola Dante

Sono una farmacista. Ho studiato presso l'Università degli Studi di Palermo dal 2003 al 2008. Poi è arrivata la laurea: 110/110 e Lode. Il percorso di studi è andato benissimo ed ho preso tutto quello che potevo dai professori, ma oggigiorno sarebbe riduttivo descrivermi come una professionista del farmaco e della salute. Potrei piuttosto definirmi una farmacista blogger. Amo quello che faccio. Ed ancor di più amo offrire delle soluzioni che migliorino la salute degli italiani ormai vittima di bieche mistificazioni anche in questo campo. Spero di riuscire a trasmettervi la mia smisurata passione per la galenica e per la preparazione di rimedi naturali.

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