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Testimonianze: La Mia Obesità è La Mia Malattia

L’American Medical Association la scorsa settimana ha dichiarato l’obesità una malattia. Questo è un passo, sostengono i medici, che aiuterà la scienza a trattare in modo migliore una patologia che colpisce 78 milioni di adulti e 12 milioni di bambini. Una di queste persone, che ha scelto di restare anonima, ha deciso di condividere la sua storia e il suo punto di vista sulla notizia.

Ho cominciato a combattere il grasso quando ho compiuto 30 anni. Prima di allora, il mio peso da adulta era stato costante sui 57 chili ed era un peso sano per una donna alta 167 centimetri. Ma quando ho compiuto 30 anni, tutto è cambiato: ho cominciato aumentare di peso in modo rapido, oggi ho ormai 55 anni e peso 100 chili. Questo mi pone ben al di sopra della soglia di obesità.

P U B B L I C I T A'

Ho occasionalmente vinto battaglie, ma mai la guerra. Nel 1999, sono calata da 94 chili a 64 in soli sei mesi. Come risultato, sono finita in ospedale con una colecisti acuta che mi ha distrutta in quattro giorni. L’American Medical Association (AMA) ha recentemente deliberato di riconoscere l’obesità come una malattia e questo è di particolare interesse per me, dato che mi batto per l’obesità da circa 15 anni. Una delle speranze della American Medical Association in questa storica decisione è che i medici ora comincino a prendere l’obesità più seriamente, consigliando i propri pazienti, piuttosto che dir loro semplicemente che hanno bisogno di perdere peso. Sono cautamente ottimista sul fatto che questa possa essere una svolta: quando ho iniziato ad aumentare di peso, 25 anni fa, tre diversi medici mi hanno detto che tutto quello che potevo fare era mangiare meno e fare più esercizio fisico.

Essere obesa mi ha tolto fiducia e la felicità. Ora soffro di ansia e depressione ed evito di incontrare nuove persone o di trovarmi con i vecchi amici. È la sfida numero uno nella mia vita, ma non riesco a vincerla. La mia situazione non è unica: l’obesità porta spesso ad altri problemi di salute, sia fisici che emotivi e per queste ragioni, oltre alle conseguenze dell’obesità stessa, riconoscerla come una malattia sembra una cosa giusta. Non sono d’accordo con il Consiglio della Scienza e Salute pubblica, comunque. La loro valutazione è che riconoscere l’obesità come una malattia servirebbe a “ridurre il distintivo di obesità che nasce dalla percezione diffusa che è semplicemente il risultato del mangiar troppo o dello scarso esercizio fisico“: questo stereotipo e la discriminazione risultante sono troppo poco profondamente radicati. Più probabilmente, dipende dal fatto che i costi di assicurazione medica possono aumentare perché ora devono sostenere anche i trattamenti per aiutare le persone grasse perdere peso.

Ma una cosa è certa: se le compagnie di assicurazione cominceranno a coprire i farmaci e i costi di trattamento, le aziende farmaceutiche saranno senza dubbio disponibili ad aumentare la loro attività di ricerca e sviluppo per le modalità di trattamento per gli obesi. E dove ci sono soldi, c’è speranza.

25 giugno 2013

Autore | Daniela Bortolotti

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Chi sono? Viola Dante

Sono una farmacista. Ho studiato presso l'Università degli Studi di Palermo. Poi è arrivata la laurea: 110/110 e Lode. Il percorso di studi è andato benissimo ed ho preso tutto quello che potevo dai professori, ma oggigiorno sarebbe riduttivo descrivermi come una professionista del farmaco e della salute. Potrei piuttosto definirmi una farmacista blogger. Amo quello che faccio. Ed ancor di più amo offrire delle soluzioni che migliorino la salute degli italiani ormai vittima di bieche mistificazioni anche in questo campo. Spero di riuscire a trasmettervi la mia smisurata passione per la galenica e per la preparazione di rimedi naturali.