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L’Obesità è Una Malattia, Lo Dichiara l’American Medical Association

L’American Medical Association ha votato martedì e ha dichiarato ufficialmente che l’obesità una malattia, una decisione che definisce effettivamente 78 milioni di americani adulti e 12 milioni di bambini affetti da una patologia medica che richiede un trattamento. La principale organizzazione dei medici della nazione votato dopo aver discusso se l’azione sia in grado di fare di più per aiutare i pazienti a ottenere un trattamento utile o avrebbe stigmatizzato ulteriormente una condizione con molte cause e poche semplici soluzioni. Alla fine, i membri della AMA hanno respinto ogni richiesta di prudenza dei propri esperti e hanno esteso il nuovo status alla patologia che colpisce più di un terzo degli adulti e il 17% dei bambini negli Stati Uniti.

Riconoscere l’obesità come una malattia contribuirà a cambiare il modo in cui la comunità medica affronta la questione complessa che colpisce circa 1 cittadino su 3“, ha dichiarato il Dott. Patrice Harris, un membro del consiglio AMA. Il voto di martedì è determinato ad intensificare la pressione sulle compagnie di assicurazione sanitaria per rimborsare l’attività relativa ai rischi per la salute dei pazienti il cui indice di massa corporea è superiore a 30. La sanità dovrebbe inoltre incoraggiare i medici a prescrivere a questi pazienti a programmi di perdita di peso e monitorare i loro progressi, che spesso sono incostanti.

Il programma “Medi-Care”, finanziato dal governo federale, che stima circa 13 milioni di americani obesi fra gli over 65 anni o disabili, copre già i costi della “terapia intensiva comportamentale” per i pazienti obesi, così come la chirurgia bariatrica quelli con patologie di salute, ma la copertura per i trattamenti di obesità non è mai stata uniforme tra gli assicuratori privati. Gli assicuratori che sono membri della California Association, relativamente ai Piani di Salute, copre molti servizi per il trattamento di condizioni mediche associate all’obesità, tra cui la chirurgia bariatrica e diabete, ha dichiarato il suo Presidente e Amministratore Delegato Patrick Johnston.

P U B B L I C I T A'

La decisione dell’ AMA fa essenzialmente della diagnosi e del trattamento dell’obesità un obbligo professionale di un medico. In questo modo si dovrebbero incoraggiare i medici di base a superare il loro disagio sul sollevare preoccupazioni di peso nei pazienti. Gli studi hanno rilevato che più della metà dei pazienti obesi non sono mai stato informati da un medico sul bisogno di perdere peso e questo è il risultato della loro “riluttanza ad offendere”. I documenti della AMA, già nel passato, hanno denominato l’obesità come una “condizione cronica urgente“, una “grande preoccupazione per la salute” e un “disturbo complesso.” Il voto ora alza l’obesità allo stato di condizione di salute, malattia o marker per rischio elevato di malattie come il colesterolo alto e le patologie cardiache.

Per come stanno le cose ora, i medici di base tendono a guardare l’obesità come un problema di comportamento“, ha dichiarato il dottor Rexford Ahima della University of Pennsylvania. “Questo costringerà i medici di base ad affrontarla, anche se non abbiamo una cura“.

La nuova denominazione è la conseguenza di un aumento esponenziale degli ultimi 30 anni nel peso dei cittadini e la crescente preoccupazione dell’opinione pubblica sulla marea di costosi problemi di salute che ne conseguono: il trattamento di malattie correlate all’obesità come quelle cardiovascolari, il diabete di tipo 2 e alcuni tipi di cancro fa salire la spesa medica della nazione a più di 150 miliardi di dollari l’anno, secondo i Centers for Disease Control and Prevention. Il previsto aumento del tasso di obesità potrebbe fare aumentare questa cifra ulteriori 550 miliardi di dollari nei prossimi 20 anni, lo ha calcolato un recente studio della Duke University. Riguardo la ridefinizione di obesità, il Consiglio della AMA sulla rivista “Scienza e Salute Pubblica” ha dichiarato che un più diffuso riconoscimento dell’obesità come malattia potrebbe portare a maggiori investimenti da parte del governo e del settore privato a sviluppare e rimborsare trattamenti per l’obesità“.

La Food and Drug Administration , che ha approvato solo due nuovi farmaci per la perdita di peso con prescrizione, dal 1999, probabilmente dovrà affrontare una maggiore pressione per l’approvazione di nuovi farmaci contro l’obesità, stimolando lo sviluppo di medicinali nuovi e da diffondere maggiormente da parte dei medici. “La maggiore urgenza che un’etichetta di malattia conferisce potrebbe anche aumentare il sostegno ai programmi di prevenzione dell’obesità, come le iniziative di educazione fisica e le riforme per il pranzo della scuola”, ha aggiunto il portavoce del Consiglio. Inoltre, si ipotizza che i datori di lavoro possano d’ora in poi essere tenuti a coprire i trattamenti di obesità per i loro dipendenti e non possano più discriminarli sulla base del peso corporeo. Il consiglio, però, ha anche detto che fare dell’obesità una malattia potrebbe approfondire lo stigma di essere in sovrappeso e la “sventura” di alcuni pazienti, anche se sono in buona salute o hanno perso peso sufficiente per migliorare la propria salute. Si potrebbe anche spostare l’attenzione della nazione troppo verso farmaci costosi e trattamenti chirurgici, lontano da misure volte a promuovere un’alimentazione sana e un esercizio fisico regolare.

Il Dr. Daniel H. Bessesen, un endocrinologo esperto di obesità presso l’Università del Colorado (Anschutz Medical Campus), ha apostrofato la modifica della AMA come “una lama a doppio taglio“. Anche se il cambiamento semantico può fare riflettere sulla crescente consapevolezza che l’obesità non è colpa di nessuno, è preoccupato che il termine malattia si stigmatizzante, e le persone obese non hanno bisogno di essere ulteriormente marchiate dalla società.

19 giugno 2013

Autore | Daniela Bortolotti

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Chi sono? Viola Dante

Sono una farmacista. Ho studiato presso l’Università degli Studi di Palermo. Poi è arrivata la laurea: 110/110 e Lode. Il percorso di studi è andato benissimo ed ho preso tutto quello che potevo dai professori, ma oggigiorno sarebbe riduttivo descrivermi come una professionista del farmaco e della salute. Potrei piuttosto definirmi una farmacista blogger. Amo quello che faccio. Ed ancor di più amo offrire delle soluzioni che migliorino la salute degli italiani ormai vittima di bieche mistificazioni anche in questo campo.
Spero di riuscire a trasmettervi la mia smisurata passione per la galenica e per la preparazione di rimedi naturali. E-mail: viola.dante@email.it

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