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Cancrena: Un Raro Effetto Del Trattamento Delle Emorroidi

Un ottantenne inglese è stato colpito da cancrena in seguito al trattamento per le emorroidi.
La cura per il problema ha provocato una complicanza che ha richiesto una serie di interventi chirurgici e l’impiego di potenti antibiotici tesi a salvargli la vita.
L’uomo, 80 anni, era stato sottoposto ad un trattamento di legatura elastica tesa a curare le emorroidi infiammate. Si tratta di una procedura ambulatoriale comune che consiste nel legare una piccola fascia elastica intorno alla base delle emorroidi. Questo sistema tende ad interrompere il flusso di sangue e le emorroidi si restringono e cadono nel giro di pochi giorni.

La legatura è la tecnica più comunemente usata per il trattamento delle emorroidi infiammate perché è un trattamento a basso rischio ed efficace“, ha detto il dottor Daryl Subramaniam, chirurgo in forza presso il Royal Sussex County Hospital, nell’East Sussex e che ha curato l’uomo.
Tuttavia i medici che eseguono la procedura dovrebbero assicurarsi che i pazienti siano informati sul pericolo di eventuali complicazioni.

Il paziente ottantenne ha pensato che fosse normale registrare dolore dopo la procedura e, per questa ragione, ha ritardato nel rivolgersi al medico.

Quattro giorni dopo l’intervento, l’uomo ha percepito sempre più dolore e gonfiore. Due settimane dopo si è recato al pronto soccorso ma aveva già sviluppato un’infezione, degenerata in cancrena.

Se il paziente si fosse rivolto immediatamente al medico, quando il dolore si era appena presentato, probabilmente l’infezione sarebbe stata curabile solo con l’impiego di antibiotici potenti e senza il ricorso alla chirurgia“, ha detto Subramaniam, “invece, quando si è presentato da noi, l’uomo versava già in una condizione che non ci ha lasciato scelta se non quella di procedere con un’operazione chirurgica“.

Dopo vari cicli di interventi, i medici sono riusciti a rimuovere interi strati di tessuto morto e fermare la diffusione dell’infezione.
La condizioni da cui è affetto l’uomo, si chiama cancrena di Fournier ed è un’infezione necrotizzante a rapida diffusione nei genitali o nella regione anale, stimolata da batteri che si trovano in quelle aree.

Trattare questa condizione è molto difficile perché “anche se tutto il tessuto morto visibile viene rimosso durante il primo intervento, altro tessuto morto in più può ripresentarsi non appena l’infezione si diffonde rapidamente con la necessità, quindi, di operazioni sempre più complesse in un breve periodo di tempo. E questo, ovviamente, sottopone il paziente ad un grande stress“, ha detto Subramaniam al LiveScience.

La cancrena di Fournier è una condizione rara che colpisce 1 o 2 persone ogni 100.000 ed è molto più comune negli uomini rispetto alle donne. Se non trattata, questa patologia si rivela fatale. Con il trattamento chirurgico, si stima che fino al 40 % dei pazienti può ancora morire per l’infezione, secondo i ricercatori.

Il paziente è sopravvissuto registrando progressi costanti nelle settimane successive all’intervento. Egli è attualmente in attesa di subire un intervento chirurgico di ricostruzione plastica“, ha detto l’esperto.

Subramaniam ha anche precisato che quest’uomo è stato il primo caso di cancrena di Fournier (sviluppatosi a seguito di una procedura di bendaggio emorroidario) che lui ed il suo staff avessero mai trattato.
Il dolore moderato o il sanguinamento“, conclude il medico, “sono effetti prevedibili e da mettere in conto nel momento in cui si esegue la procedura di trattamento delle emorroidi ma se il dolore continua, è accompagnato da febbre o da ritenzione urinaria, i pazienti dovrebbero consultare immediatamente un medico. Questo atteggiamento è consigliabile soprattutto ai pazienti ad alto rischio di complicanze, come gli anziani, le persone con diabete e malattia renale cronica, insufficienza epatica, Aids, cancro ed obesità“.

Autore | Marirosa Barbieri

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Chi sono? Viola Dante

Sono una farmacista. Ho studiato presso l'Università degli Studi di Palermo. Poi è arrivata la laurea: 110/110 e Lode. Il percorso di studi è andato benissimo ed ho preso tutto quello che potevo dai professori, ma oggigiorno sarebbe riduttivo descrivermi come una professionista del farmaco e della salute. Potrei piuttosto definirmi una farmacista blogger. Amo quello che faccio. Ed ancor di più amo offrire delle soluzioni che migliorino la salute degli italiani ormai vittima di bieche mistificazioni anche in questo campo. Spero di riuscire a trasmettervi la mia smisurata passione per la galenica e per la preparazione di rimedi naturali. E-mail: viola.dante@email.it

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