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Dieta: 6 Consigli Per L’Alimentazione A Km 0 (zero)

Una dieta a km 0 può aiutare a mangiare sano e anche a perdere peso. Ma non è sempre facile reperire tutti i cibi localmente: provate queste sei soluzioni per aggiungerne il più possibile alla vostra alimentazione.

Come mangiare a km 0

Ci sono un sacco di vantaggi a mangiare cibo che è stato coltivato o allevato vicino a casa. Distanze di trasporto più brevi significano emissioni di gas inferiori e, spesso, packaging ridotto. L’acquisto di alimenti prodotti localmente aumenta anche l’economia locale e seguire una dieta locale può favorire un collegamento più forte con la vostra fonte di cibo. Anche se non c’è alcuna prova conclusiva che il cibo coltivato localmente sia più sicuro o più nutriente, ciò che sappiamo è che gli acquirenti godono di benefici per la salute. “I consumatori che scelgono una dieta locale tendono a preparare i pasti da zero e sono meno propensi a utilizzare cibi pronti preconfezionati“, spiega la Dott.ssa Carole Chang, dietista che lavora come nutrizionista a Leeds, presso il Distretto Sanitario Grenville e Lanark in Ontario. “Il cibo fatto in casa tende ad avere un minor contenuto di sodio e grassi e più cereali integrali“.

Nonostante i vantaggi, non è sempre facile mangiare a km 0, ma vediamo come fare per evitare le principali controindicazioni.

Problema: comprare cibo locale può essere costoso.
Soluzione: il cibo locale prodotto su scala più piccola a volte può avere un prezzo superiore a quello delle grandi distribuzioni, ma non è una regola ferrea. Molta frutta e verdura, nutrienti e facili da reperire, come mele, carote e patate, incidono davvero poco sul portafoglio. L’acquisto di cibi locali surgelati o in scatola può anche mantenere il vostro conto più basso, oppure optare per prodotti di stagione, cioè quando un alimento è più disponibile e più economico. Per risparmiare ancora di più, preferite uova e lenticchie a km 0, con cui preparare piatti a base di proteine spendendo meno rispetto ad un acquisto di carne.

Problema: i prodotti di stagione ci sono solo in determinati periodi dell’anno.
Soluzione: conservate i prodotti di stagione nella vostra cucina surgelandoli o preparando delle conserve e potrete godervi le pesche locali anche nel mese di dicembre. Suggerimento: bollite gli alimenti in acqua per un paio di minuti, poi immergeteli in acqua fredda per fermare la cottura e per preservare colore e consistenza; alcuni cibi diventano marroni quando vengono congelati, quindi è meglio immergerli prima in 1/3 di tazza di succo di limone diluito con quattro tazze di acqua. Alcuni esperti del settore suggeriscono di seguire i cicli stagionali, invece di contrastarli: si può imparare ad aspettare le prime fragole di inizio estate e a godersi le rape prima dell’arrivo del gelo.

Problema: lo spazio per le scorte è limitato.
Soluzione: non avete un freezer di dimensioni industriali? Eliminate le parti che non prevedete di mangiare, come gli steli, e tagliate il resto a pezzetti. Prenderanno meno spazio nel freezer. Tenete anche a mente che alcuni tipi di frutta e verdura possono semplicemente essere conservati in un luogo fresco, come un seminterrato. Mele, zucca e zucchine possono durare per un tempo molto lungo.

Problema: non è sempre evidente quali alimenti sono locali.
Soluzione: una recente indagine finanziata dalla Industry Canada ha rivelato che i clienti sono disposti ad acquistare prodotti a km 0, ma hanno difficoltà a capire quali alimenti sugli scaffali di alimentari rientrano in questa categoria. La soluzione è fare la spesa nei mercati degli agricoltori, o di domandare direttamente al negoziante. Inoltre, è possibile iscriversi ad un Gruppo di acquisto nella vostra zona: riceverete un assortimento di prodotti freschi che arrivano direttamente da aziende agricole locali.

Problema: gli alimenti locali non sono sufficienti.
Soluzione: questo sta cambiando. Poiché la consapevolezza dei benefici aumenta, è possibile trovare molte informazioni su dove trovare cibo prodotto localmente e come prepararlo. E quanto più i consumatori sceglieranno prodotti e carni provenienti dalle loro comunità, il prezzo e la disponibilità di questi alimenti miglioreranno. Alcune grandi istituzioni, come scuole e ospedali, scelgono produttori locali. Recentemente, L’Ospedale Scarborough nel sud di Toronto ha annunciato un nuovo menu per i pazienti che include ingredienti coltivati ​​in aziende agricole dell’Ontario. Comprare in massa vi darà molto più potere d’acquisto.

Problema: i cibi migliori non sono mai prodotte nelle vicinanze.
Soluzione: qualsiasi riduzione della distanza di trasporto aiuta. Se non potete vivere senza le ciliegie e non crescono dove vivete, è meglio comprarle a 200 km che farsele spedire dal Cile. “Non devono essere veramente 0 km“, spiega la Dott.ssa Carole Chang. “Diciamo la distanza migliore, che potrebbe essere all’interno della vostra regione, o potrebbe significare il cibo coltivato nella vostra provincia. Anche il cibo coltivato nel vostro Paese è più locale rispetto ai prodotti alimentari importati da altri Paesi“. Che cosa succede se abitate al nord e siete pazzi per le banane? Datevi tregua. “Non è realistico vivere di cibo completamente locale, perché non si può coltivare tutto e dappertutto“, ci rassicura la Dott.ssa Chang. “Non sarebbe giusto aspettarsi che le persone smettano di mangiare certi cibi“.

Autore | Daniela Bortolotti

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Chi sono? Viola Dante

Sono una farmacista. Ho studiato presso l'Università degli Studi di Palermo. Poi è arrivata la laurea: 110/110 e Lode. Il percorso di studi è andato benissimo ed ho preso tutto quello che potevo dai professori, ma oggigiorno sarebbe riduttivo descrivermi come una professionista del farmaco e della salute. Potrei piuttosto definirmi una farmacista blogger. Amo quello che faccio. Ed ancor di più amo offrire delle soluzioni che migliorino la salute degli italiani ormai vittima di bieche mistificazioni anche in questo campo. Spero di riuscire a trasmettervi la mia smisurata passione per la galenica e per la preparazione di rimedi naturali. E-mail: viola.dante@email.it

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