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Ictus: In Israele 1 Su 5 è Destinato A Soffrirne

Quindicimila. Il numero di uomini e donne che in un anno, in Israele, sono soggetti ad ictus.
E’ quanto emerge dall’Acute Stroke Survey divulgato dalla Neurological Association in collaborazione con la Israel Medical Association. I dati sono stati raccolti analizzando 2.000 casi clinici in 27 ospedali del Paese.

Le conclusioni cui gli studiosi sono giunti, tratteggiano un quadro poco confortante: una donna su cinque ed un uomo su sei avrà un ictus almeno una volta nella sua vita.
Nel mondo, ogni due secondi qualcuno viene colpito da un ictus ed ogni sei, c’è una persona che muore per questo motivo.

Secondo lo studio, vi è una differenza significativa tra ebrei ed arabi nel rischio di avere la patologia. Il tasso è diminuito un po’ negli ultimi dieci anni ma la crescita e l’invecchiamento della popolazione ha fatto sì che il numero di questi episodi rimanesse costante.

L’età media delle persone colpite si aggira intorno ai 73anni (nel caso delle donne) e 69 (per gli uomini) ma il problema può coinvolgere anche persone molto più giovani (tra i 20 ed i 30 anni).
In genere, il 6% di coloro che soffrono di un ictus hanno meno di 50 anni ed il 20 % è al di sotto dei 60 anni.

DENTRO LO STUDIO

L’indagine condotta ha esaminato diversi fattori e situazioni che gravitano attorno all’ictus.
Ci si è chiesti, ad esempio, come e quanto tempo le vittime impiegano per raggiungere l’ospedale; quale siano la loro storia clinica, i fattori di rischio, il trattamento seguito, gli effetti della malattia (eventuale disabilità a distanza di tempo dal problema).

I dati emersi dicono che: solo il 44 % dei pazienti affetti da ictus erano donne il cui grado di disabilità post-ictus si è rivelato maggiore in media rispetto a quello degli uomini; le donne hanno registrato una maggiore esposizione all’ ictus piuttosto che all’infarto.
L’ictus più comune riscontrato nei pazienti era di natura ischemica e non emorragica.

Gli effetti più diffusi sono stato: l’ improvvisa debolezza, la paralisi di un lato (questo si è verificato nel 70 % dei casi) e difficoltà a parlare.

Per quanto concerne i fattori di rischio più comuni, essi comprendono l’ipertensione, il fumo, l’obesità, il colesterolo alto, il consumo eccessivo di alcol ed il mancato controllo del diabete.

In numerosi ospedali israeliani, inoltre, manca una vera e propria Unità di Infarto tesa a diagnosticare e curare le vittime nel modo più veloce e più professionale possibile.
La permanenza media dei pazienti in ospedale oscilla dagli otto agli undici giorni.
Un altro aspetto di non poco conto riguarda la modalità di soccorso. Circa il 20 % o il 40% delle vittime di ictus preferiscono recarsi da sole in ospedale o accompagnate da un parente o un amico, piuttosto che chiamare un’ambulanza che potrebbe prestare un immediato ed efficace soccorso riducendo, così, eventuali conseguenze e complicanze.

Ritardi. La maggior parte delle vittime di ictus arriva in ospedale in ritardo (circa 4,5 ore dopo aver registrato i primi sintomi) e viene sottoposta a trattamenti, come l’iniezione di una sostanza chimica che tende a sciogliere i coaguli e la cateterizzazione dei vasi sanguigni nel cervello.

Infine, circa il 6% delle persone affette da ictus ischemico muore dopo l’intervento, rispetto al 20% dei decessi per emorragia cerebrale.

Autore | Marirosa Barbieri

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Chi sono? Viola Dante

Sono una farmacista. Ho studiato presso l'Università degli Studi di Palermo dal 2003 al 2008. Poi è arrivata la laurea: 110/110 e Lode. Il percorso di studi è andato benissimo ed ho preso tutto quello che potevo dai professori, ma oggigiorno sarebbe riduttivo descrivermi come una professionista del farmaco e della salute. Potrei piuttosto definirmi una farmacista blogger. Amo quello che faccio. Ed ancor di più amo offrire delle soluzioni che migliorino la salute degli italiani ormai vittima di bieche mistificazioni anche in questo campo. Spero di riuscire a trasmettervi la mia smisurata passione per la galenica e per la preparazione di rimedi naturali.

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