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Gravidanza: I Rischi Dell’Esposizione A Sostanze Chimiche Ambientali

Ci sono molte cose che le donne incinte dovrebbero assolutamente evitare: le principali sono le sigarette. Esistono prove schiaccianti del fatto che il fumo è estremamente dannoso per il bambino in via di sviluppo, perché può portare a parto prematuro e basso peso alla nascita, nonché aumentare il rischio di morte in culla. Vi è anche la prova inconfutabile che anche l’alcol, a sua volta, può essere dannoso e il consiglio ufficiale è di evitarlo del tutto, anche se alcune ricerche sostengono che non sia pericoloso, se assunto in piccole quantità. Bisogna aggiungere anche che alcuni formaggi freschi, uova crude, il pesce azzurro, i frutti di mare crudi, il fegato e la caffeina hanno dimostrato di poter essere potenzialmente dannosi.

Come se non bastasse, il Collegio degli Ostetrici e Ginecologi ha pubblicato un documento riguardo il “potenziale non confutato” di rischi da esposizione a sostanze chimiche ambientali durante la gravidanza: si dice che lo scopo sia quello di sensibilizzare l’opinione pubblica e non spaventare le donne, ma l’elenco è così vasto che è difficile ipotizzare come non possa provocare allarme.

L’elenco include un po’ di tutto, dai gel doccia ai cosmetici, alimenti in scatola o avvolti in plastica, auto nuove e mobili nuovi, perfino le padelle antiaderenti.

Come suggerisce il Collegio degli Ostetrici e Ginecologi, le donne in gravidanza dovrebbero ridurre l’esposizione a sostanze chimiche e cioè:

• utilizzare alimenti freschi al posto di quelli trasformati;
• ridurre il consumo di cibi e bevande in lattine e contenitori di plastica;
• ridurre al minimo l’uso di creme idratanti, cosmetici, gel doccia e profumi;
• evitare di acquistare mobili nuovi, tessuti, padelle antiaderenti e auto in gravidanza o allattamento;
• evitare i fumi emanati dalle vernici;
• evitare pesticidi da giardino ed elettrodomestici.

Il Collegio degli Ostetrici e Ginecologi sostiene di voler informare le donne per consentire loro di prendere una decisione ponderata, ma il suo rapporto dichiara anche che è impossibile valutare il rischio di tali esposizioni, cioè il rischio del “cocktail” di sostanze chimiche che tutti noi incontriamo, tutti i giorni. Gli autori dello studio dichiarano inoltre “è improbabile che una qualsiasi di queste esposizioni siano veramente dannose per la maggior parte dei bambini” ma passa poi a raccomandare specificamente alle donne l’adozione di una “sicurezza pre gravidanza” cioè approccio e assunzione del rischio, anche quando può essere minimo o addirittura infondato.

Tra le sostanze chimiche incriminate c’è il bisfenolo A (BPA), presente in bevande e lattine; gli ftalati, che si trovano praticamente in tutto, dalla plastica ai tappeti, ai cosmetici, alle auto.

Questa relazione è veramente inutile e non fornisce consigli alle madri” ha tuonato il Dottor Alastair Hay, Professore di Tossicologia Ambientale all’Università di Leeds “avrei preferito vedere dal RCOG un buon consiglio chiaro, come ad esempio non fumare in gravidanza e limitare l’assunzione di caffeina”. L’autore principale dello studio, la Dottoressa Michelle Bellingham, ha prontamente ribattuto dicendo che il documento è stato rivolto agli operatori sanitari che devono consigliare le donne ai corsi pre parto, e ha aggiunto: “Stiamo cercando di emancipare le donne, non di spaventarle. C’è un vuoto in questo momento, in termini di informazioni sulle sostanze chimiche“.

Il Dottor David Spiegelhalter, docente presso l’Università di Cambridge, ha detto: “Questi consigli precauzionali in stile ‘meglio prevenire che curare’ e le eccessive raccomandazioni non sono necessariamente a impatto zero: possono alimentare ansia e distogliere l’attenzione dai danni noti, come la cattiva alimentazione, fumo e alcol“.

Il principio di precauzione è ben consolidato nella medicina: nel 2011 l’UE ha vietato i BPA nei biberon, anche se la Food Standards Agency ha dichiarato che studi indipendenti hanno dimostrato che, anche se consumato a livelli elevati, il BPA viene assorbito rapidamente, filtrato ed eliminato dagli esseri umani e, pertanto, non rappresenta un problema di salute. Tutti noi incontriamo rischi per la salute su base giornaliera e dobbiamo assumerci la responsabilità personale del nostro benessere. Ci sono importanti messaggi su come rimanere in buona salute durante la gravidanza, ma forse, i rischi dichiarati dal Collegio degli Ostetrici e Ginecologi tendono a minare le sicurezze con questo lungo elenco di prodotti che le donne potrebbero evitare al fine di ridurre le probabilità che, ripetiamo, sono potenziali ma non dimostrate.

06 giugno 2013

Autore | Daniela Bortolotti

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Chi sono? Viola Dante

Sono una farmacista. Ho studiato presso l'Università degli Studi di Palermo dal 2003 al 2008. Poi è arrivata la laurea: 110/110 e Lode. Il percorso di studi è andato benissimo ed ho preso tutto quello che potevo dai professori, ma oggigiorno sarebbe riduttivo descrivermi come una professionista del farmaco e della salute. Potrei piuttosto definirmi una farmacista blogger. Amo quello che faccio. Ed ancor di più amo offrire delle soluzioni che migliorino la salute degli italiani ormai vittima di bieche mistificazioni anche in questo campo. Spero di riuscire a trasmettervi la mia smisurata passione per la galenica e per la preparazione di rimedi naturali.

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