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Gastroplastica: Vantaggi e Complicazioni

La gastroplastica è un intervento chirurgico che serve per perdere peso e per gestire l’obesità morbida. Si tratta di una procedura restrittiva, in quanto limita e riduce la quantità di cibo assunto. Si differenzia quindi da procedure alternative come il bypass gastrico che invece riduce l’assorbimento di calorie attraverso il tratto digerente. Il suo principale vantaggio è che non influisce sul normale processo digestivo; in tal modo si limitano le carenze nutrizionali spesso associate alla vecchia procedura.

La gastroplastica è conosciuta anche come “cucitura dello stomaco”, in quanto comporta la cucitura in senso verticale della parte superiore dello stomaco per creare un piccolo sacchetto di circa 20 – 30 mL. Tale sacchetto viene poi collegato al resto dello stomaco attraverso una piccola apertura (stoma) di circa 10 – 12 mm di larghezza. Spesso nella parte inferiore del sacchetto viene posizionata una fascia o una rete per impedire fuoriuscite causate dall’allargamento. Il sacchetto limita la quantità di cibo che può essere consumata in una sola volta a causa del lento passaggio del cibo nella parte restante dello stomaco. Ciò aiuta a mantenere una sensazione di sazietà.

La gastroplastica fu inizialmente introdotta nel 1971 a seguito della comparsa di graffette chirurgiche e presumibilmente serviva per fornire un’alternativa più semplice e sicura alla chirurgia del bypass gastrico. Infatti quest’ultima era associata a molte complicazioni, come la carenza di micronutrienti e ulcere peptiche. A partire dalla sua introduzione la gastroplastica ha avuto diverse revisioni. I primi metodi richiedevano una cucitura orizzontale dello stomaco che lo divideva in una piccola sezione superiore e una parte inferiore più grande collegate con un canale. Tale metodo però non riuscì a provvedere alla perdita di peso a causa dell’inevitabile ampliamento dello stoma. Nel 1981 fu introdotta la gastroplastica verticale. Di nuovo i metodi iniziali provocarono l’allargamento stomale e presto furono modificati con l’aggiunta di una fascia o un anello di silicone intorno allo stoma per impedire fuoriuscite e allargamento. Tale modifica fu conosciuta come gastroplastica con bendaggio verticale (VBG) ed è quella che ancora oggi viene usata.

La VBG è un intervento chirurgico che può essere eseguito in modo tradizionale o con laparoscopia. La prima gastroplastica con bendaggio verticale con laparoscopia fu eseguita nel 1993. Oggi viene comunemente eseguita a causa della riduzione delle complicazioni associate alle ferite, come infezione e ernia incisionale (o laparocele).

La gastroplastica è diventata meno diffusa con l’introduzione della tecnica di bendaggio gastrico regolabile. Questa tecnica è infatti più semplice e evita l’incisione dello stomaco e l’uso di punti metallici. In tutto il mondo la VGB comprende circa il 5% delle operazioni per la perdita di peso ed è il terzo intervento per l’obesità più comune. In Australia però viene eseguita con meno frequenza a causa del suo elevato tasso di rioperazione di circa il 20%. In Australia la procedura più comune è il bendaggio gastrico regolabile con laparoscopia (LABG) e viene effettuata almeno nel 90% dei casi.

Perché viene eseguito l’intervento chirurgico?

La chirurgia bariatrica viene eseguita per aiutare le persone obese a perdere peso, poiché spesso il loro peso influisce in modo significativo sulla loro salute fisica e sul loro stato di benessere mentale. Di solito queste persone soffrono anche di altre patologie, come malattie cardiache, diabete, depressione, apnee del sonno e osteoartrite.

L’idoneità di un paziente per la gastroplastica è essenzialmente la stessa per tutti gli interventi di perdita di peso. Alcune linee guida sono stabilite dai National Institutes of Health (NIH) e dal National Health and Medical Research Council (NHMRC) e indicano i criteri di selezione che devono essere prese in considerazione da un medico prima di raccomandare o meno a un paziente di sottoporsi all’intervento di chirurgia bariatrica. Ecco alcuni criteri:

• In base al sesso e all’altezza, il peso deve superare di 45 chili il peso corporeo ideale;

• indice di massa corporea (BMI) maggiore di 40 o maggiore di 35 in caso di malattie associate all’obesità, come diabete o malattie cardiache;

• aver precedentemente tentato di perdere peso utilizzando altre tecniche non chirurgiche;

• età compresa tra i 18 e i 65 anni;

• avere problemi di salute legati all’obesità;

• aver mantenuto lo stesso peso eccessivo per 3 – 5 anni;

• non aver problemi di dipendenza da alcool o droghe;

• non soffrire di gravi malattie psichiatriche;

• essere in grado di sopportare un intervento chirurgico;

• essere a conoscenza dei rischi e del recupero a lungo termine associato all’operazione;

• motivazione del paziente e volontà di impegnarsi a lungo termine per controlli periodici;

• non essere incinta e non programmare una gravidanza entro i primi due anni dall’intervento chirurgico.

Ci sono però delle eccezioni ed alcuni giovani pazienti di 12 anni si sono sottoposti all’operazione. A volte viene accettato un BMI più basso di 30 – 35. In questi casi il paziente soffre anche di ipertensione, diabete mellito, osteoartrite grave o apnee notturne.

Quali sono i pro della gastroplastica?

Generalmente la gastroplastica è una procedura veloce e sicura rispetto a molte altre operazioni per la perdita di peso e attualmente, con la disponibilità del metodo laparoscopico, si riducono anche i rischi di alcune complicazioni. Tale intervento chirurgico ha inoltre un tasso di mortalità molto basso rispetto agli altri. La procedura è reversibile, dato che il tratto digerente viene lasciato intatto e c’è meno rischio di infezioni.

Siccome la gastroplastica non comporta alterazioni dell’anatomia del tratto gastrointestinale, non ci sono effetti come quelli che si verificano in interventi di malassorbimento. Le carenze nutrizionali, come l’anemia, non sono frequenti. In più mantenendo una normale anatomia si consente anche il passaggio di un endoscopio, se in seguito è necessario.

Come con la maggior parte degli interventi bariatrici, la perdita di peso che ne deriva può aiutare a ridurre gli effetti dell’obesità morbida, come malattie cardiovascolari, ipertensione e diabete. Uno studio ha scoperto che la perdita di peso riduce anche l’incidenza del cancro.

Quali sono i contro della gastroplastica?

La gastroplastica con bendaggio verticale (VBG) sta perdendo punti a favore rispetto ad altre forme di chirurgia bariatrica, soprattutto perché è quella con cui si riesce meno a mantenere la perdita di peso a lungo termine. Inoltre è il metodo che produce meno perdita di peso inizialmente. I pazienti che si sottopongono alla VBG possono perdere circa il 40 – 50% del loro peso in eccesso nel corso dei primi due anni. Tale percentuale scende al 20% dopo tre anni. Diversi studi hanno notato che dai 12 ai 36 mesi, i pazienti sottoposti alla gastroplastica perdono circa 10 kg in meno rispetto a quelli che si sono sottoposti al bypass gastrico Roux-en-Y (RYGB) con una media di perdita di peso di 32 kg rispetto ai 42 kg del bypass gastrico. I principali fattori che contribuiscono a tale ritardo nella perdita di peso sono l’espansione del sacchetto e lo spostamento della fascia che impedisce le fuoriuscite.

Dopo l’intervento i pazienti sono chiamati ad aderire a una dieta molto rigorosa e devono seguire i consigli circa il modo di mangiare cibi per evitare problemi. Con la gastroplastica il rigetto avviene nel 4% dei pazienti, a causa di intolleranze alimentari. Se il cibo non viene masticato in modo adeguato o viene consumato troppo in fretta, si può andare incontro a vomito e grave malessere.

Possono verificarsi comportamenti alimentari maladattivi che spesso contribuiscono anche all’aumento di peso. Tra questi vi è la “soft calorie syndrome” dove i pazienti tendono a ingerire gelati e bevande analcoliche ipercaloriche che passano facilmente attraverso la stretta apertura del sacchetto. I cibi raffinati tendono ad essere più facili da mangiare, mentre per gli alimenti ricchi di fibre, come frutta e verdura, non è così. Di conseguenza, molti pazienti riacquistano lentamente il peso perso dopo l’intervento chirurgico poiché consumano molti cibi ipercalorici.

La gastroplastica con bendaggio verticale (VBG) non è regolabile come il bendaggio gastrico e può essere invertita o convertita in bypass gastrico.

Complicazioni

Le complicazioni più comuni associate al VBG sono ostruzioni, fuoriuscite dallo stomaco, stenosi (ostruzione) dell’apertura gastrica, dilatazione del sacchetto, ulcere, ernia incisionale (o laparocele), fistole, infezione delle ferite, erosione della benda, rottura dei punti metallici , sanguinamento e, raramente, complicazioni polmonari.

La stenosi si può verificare in seguito a un’infezione causata dal materiale che sostiene lo stoma o a una reazione del tessuto cicatriziale che lo circonda. Si può manifestare come peggioramento della capacità di mangiare cibi solidi e rigurgito. Il bruciore di stomaco è una conseguenza di tutto ciò e per il paziente potrebbe essere necessario ricorrere a una dieta liquida.

Le fuoriuscite dallo stomaco di solito si manifestano come tachicardia con forti dolori addominali e conseguente aumento della temperatura corporea. I pazienti possono avere difficoltà respiratorie e dolore alla spalla sinistra.

Le malattie tromboemboliche non sono comuni ma possono essere mortali. Per evitarle, dopo l’intervento i pazienti dovrebbero essere stimolati ad alzarsi presto per andare a fare una passeggiata. Possono essere adottate altre misure preventive, come la somministrazione di una piccola dose di eparina durante la degenza in ospedale.

La mortalità associata alla gastroplastica con bendaggio verticale è molto bassa (0 – 1,7%) con embolia polmonare (la causa di morte più comune). La mortalità è anche legata all’esperienza del chirurgo.

Generalmente, le procedure laparoscopiche richiedono un tempo di recupero più breve e hanno una ridotta incidenza di infezione delle ferite e ernia incisionale (laparocele) rispetto alla procedura tradizionale. Nonostante ciò, sembra che il tasso di ri-operazione sia più alto con le procedure laparoscopiche.

Complicazioni a lungo termine

Uno studio di controllo durato dieci anni ha scoperto che le più comuni complicazioni a lungo termine sono ostruzione meccanica o funzionale dello stoma, comportamenti alimentari maladattivi, vomito persistente, bruciore di stomaco e dumping. Un altro dato importante è che solo il 26% dei pazienti aveva mantenuto la perdita di peso dopo dieci anni.

Le complicanze tardive che richiedono un re-intervento includono l’insorgenza di reflusso gastroesofageo, fistola nella linea dei punti metallici, intolleranza alimentare, allargamento del sacchetto e laparocele.

Come vengono preparati i pazienti per l’intervento chirurgico?

È difficile valutare un paziente interessato alla chirurgia bariatrica; per questo motivo, spesso si ha una collaborazione tra chirurgo, nutrizionista e psicologo. Vengono presi in considerazione la storia medica del paziente e un esame fisico completo per individuare eventuali fattori di rischio, come ipertensione, diabete di tipo 2 e sindrome di ipoventilazione. Viene coinvolto anche un dietologo per valutare il rapporto che il paziente ha con il cibo e i suoi comportamenti alimentari. I pazienti devono essere bene informati di tutti gli aspetti della procedura, come i rischi, i vantaggi, gli effetti collaterali e la perdita di peso prevista. Una particolare attenzione deve essere posta sull’importanza di una dieta permanente e sui cambiamenti nello stile di vita per garantire il successo a lungo termine dell’intervento e per ridurre le possibilità di un aumento di peso e altre complicazioni. Di fondamentale importanza per la buona riuscita dell’intervento sono anche la motivazione del paziente e la sua volontà di seguire tutti i consigli post-operatori sulla dieta.

I chirurghi fanno la loro parte, ma il resto spetta al paziente. Quest’ultimo deve essere disposto a modificare le sue abitudini alimentari e capire gli effetti del modo di mangiare dopo l’intervento.

Cosa implica l’intervento chirurgico?

La gastroplastica con bendaggio verticale viene eseguita in anestesia generale e dura circa un’ora. La procedura consiste nel fare un foro in entrambi gli strati dello stomaco con una cucitrice circolare per creare un’apertura attraverso la quale può passare la cucitrice. Lo stomaco viene poi diviso usando dei punti metallici per creare un piccolo sacchetto quanto più vicino all’esofago. L’estremità del sacchetto viene ristretta per creare una piccola apertura di circa 10 – 12 mm che porta al resto dello stomaco. Questo sbocco viene rinforzato con un anello di silicone che ne impedisce l’allargamento.

Dopo un intervento di gastroplastica i pazienti si sentiranno sazi dopo aver mangiato solo una piccola quantità di cibo e avvertiranno tale sensazione più a lungo. Ciò porta a una drastica riduzione dell’apporto calorico. La maggior parte della perdita di peso si verifica nei primi 6 – 12 mesi dall’intervento. Il successo della chirurgia dipende anche dall’adesione da parte del paziente a una dieta rigorosa e un programma regolare di esercizio fisico.

Cosa accade dopo l’intervento chirurgico?

Di solito, dopo l’intervento i pazienti vengono dimessi dall’ospedale dopo 3 – 4 giorni. Se è stata eseguita una procedura laparoscopica possono andare a casa anche prima.

Per evitare malessere e complicazioni, i pazienti sono tenuti a seguire una dieta molto rigorosa, soprattutto nelle prime settimane dopo l’intervento. Si raccomanda di ingerire solo cibi liquidi durante le prime 2 settimane e continuare con cibi frullati o in purea per altre tre settimane prima di arrivare a consumare cibi solidi. Ai pazienti viene mostrata una tecnica corretta per mangiare, in modo che non si verifichi un’ostruzione.

Coloro che rispettano gli appuntamenti con il chirurgo e il dietologo per il controllo e il regolare monitoraggio hanno più probabilità di avere risultati soddisfacenti. Un programma alimentare rigoroso e un regime di esercizio fisico sono molto importanti.

Si dovrebbe evitare di mangiare e bere allo stesso tempo, poiché il cibo in questo caso scivolerà nella parte distale dello stomaco e non si avvertirà la sensazione di sazietà.

In ultima analisi, è il comportamento del paziente a garantire il successo a lungo termine dell’intervento chirurgico. Deve essere motivato e disposto a adattarsi a tutti i cambiamenti di dieta e stile di vita che gli vengono consigliati. Importante per il raggiungimento dell’obiettivo sarà un continuo sostegno socio – psicologico.

Autore | Anna Abategiovanni

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Chi sono? Viola Dante

Sono una farmacista. Ho studiato presso l'Università degli Studi di Palermo. Poi è arrivata la laurea: 110/110 e Lode. Il percorso di studi è andato benissimo ed ho preso tutto quello che potevo dai professori, ma oggigiorno sarebbe riduttivo descrivermi come una professionista del farmaco e della salute. Potrei piuttosto definirmi una farmacista blogger. Amo quello che faccio. Ed ancor di più amo offrire delle soluzioni che migliorino la salute degli italiani ormai vittima di bieche mistificazioni anche in questo campo. Spero di riuscire a trasmettervi la mia smisurata passione per la galenica e per la preparazione di rimedi naturali. E-mail: viola.dante@email.it

Un commento

  1. Salve sono stata sottoposta ad intervento di bendaggio gastrico e due mesi dopo tramite gastroscopia si sono accorti che c era una lacerazione dello stomaco .ovviamente e’stata eseguita la gastro dopo che ho avvisato il chirurgo di avere febbre ogni sera e problemi ad ingerire.hanno deciso di rimuovere il bendaggio ma due mesi dopo ho ancora problemi ad ingerire. Il primo giugno sono ritornata in ospedale perché insospettita da questo problema ho deciso di fare una gastroscopia e da li è emerso che c’è una graffetta metallica .quindi sono ritornata nell ospedale dove mi hanno fatto l intervento e mi hanno sottoposta a TAC e gastroscopia confermando quello che avevano visto nell ospedale del mio paese. La domanda è :è possibile lasciare una graffetta nello stomaco quando l intervento non prevede nemmeno punti di sutura ?attendo una risposta ..cordiali saluti

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