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Difetti Cardiaci Alla Nascita: Gli Antidepressivi Potrebbero Essere Una Causa

Il rischio rappresentato da alcuni antidepressivi fra i più popolari nei primi mesi di gravidanza non è da sottovalutare, ha avvertito un esperto. Il Professor Stephen Pilling ha infatti dichiarato di aver rilevato delle evidenze che suggeriscono che i farmaci antidepressivi possono raddoppiare il rischio di nascite con difetti cardiaci. I farmaci antidepressivi vengono usati da una donna su sei in età fertile. I produttori, ovviamente, negano ogni legame con le malformazioni fetali.

Il Professor Stephen Pilling ha parlato di otto mamme che hanno avuto bambini con gravi difetti cardiaci dopo l’assunzione di un antidepressivo comunemente usato (inibitore selettivo della ricaptazione della serotonina), durante la gravidanza. Attualmente, le linee guida di prescrizione mettono in guardia in particolare contro la paroxetina, all’inizio della gravidanza, ma il ricercatore dell’Istituto Nazionale per la Salute e la Cura (NICE), suggerisce che il consiglio d’uso sta per essere aggiornato. “I dati disponibili indicano che vi è un rischio associato agli antidepressivi: facciamo un bel po’ di fatica a scoraggiare le donne dal fumare o dal bere anche piccole quantità di alcol in gravidanza, eppure non possiamo ancora dire la stessa dei farmaci antidepressivi, che portano rischi simili, se non maggiori” ha dichiarato.

Quando Anna Wilson, una donna di Ayrshire, ha eseguito la consueta ecografia alla ventesima settimana, i medici hanno capito che suo figlio aveva avuto un serio problema di cuore e avrebbe avuto bisogno di cardiochirurgia immediata alla nascita. Il piccolo David Wilson avrà bisogno di un ulteriore intervento chirurgico prima dell’età scolare. Ora, a soli otto mesi, David è già stato collegato alle macchine per le prime cinque settimane della sua vita; avrà bisogno di più interventi chirurgici a cuore aperto prima che inizi la scuola e medici sostengono che comunque non potrà vivere oltre i 40 anni. “Ha un sacco di sofferenza davanti a lui“, ha detto la madre. “Sappiamo che è una certezza e questo è terribile“. Quattro anni prima di rimanere incinta, alla signora Wilson è stato prescritto il Citalopram dal suo medico di famiglia, perché soffriva di ansia. Il suo medico le ha detto che andava bene continuare a utilizzare il farmaco anche se stava cercando di avere un bambino, ma dopo la nascita di David si sarà chiesto che cosa potrebbe aver causato la sua patologia cardiaca? “Abbiamo fatto incontrare i genitori con un cardiologo presso uno degli appuntamenti per l’ecografia ed egli ha spiegato che, per quanto ne sapeva, non c’erano fattori ambientali coinvolti e non poteva essere evitato“, ha aggiunto la madre.

Il Prof Pilling è certo che la guida all’uso di alcuni farmaci antidepressivi sarà ora riscritta e prenderà in considerazione la prova che gli antidepressivi SSRI (inibitore selettivo della ricaptazione della serotonina), come gruppo, sono legati ai difetti cardiaci. Il rischio di ogni bambino di nascere con un difetto cardiaco è di circa di 2 su 100, ma l’evidenza suggerisce che se la madre li ha assunti in gravidanza il rischio aumenta a circa 4 su 100. Il Professor Stephen Pilling ha commentato: “Non credo che questo valga la pena di assumersi il rischio“. Tra l’altro, il ricercatore sostiene fermamente che le donne non soffrono di depressione più grave se sono in gravidanza e, per questo motivo, con il farmaco stanno assumendo anche un rischio inutile. “Per le donne che soffrono di depressione da lieve a moderatamente depresso, tali rischi, nella maggior parte dei casi, sono davvero inutili“, ha aggiunto. “Non solo quando una donna è incinta c’è questo rischio: penso debba essere pensato anche per una donna che potrebbe rimanere incinta. Ed ecco che si parla della grande maggioranza di età compresa tra 15 e 45 anni“.

La Signora Wilson non potrà mai sapere con certezza che cosa ha causato il difetto cardiaco di David, ma ha dichiarato che se avesse saputo che c’era anche un piccolo rischio associato al farmaco, avrebbe smesso di prenderlo. “Se la patologia di David fosse stata evitabile e non è stato impedito, è davvero, davvero terribile. Se qualcuno mi avesse dato la possibilità di scelta, in gravidanza, e non avesse minimizzato il pericolo, avrei smesso di prendere quelle medicine in un lampo”.

La Lundbeck, azienda produttrice del Citalopram, in una recente revisione della documentazione scientifica ha concluso che il farmaco “non sembra essere associato ad un maggiore rischio di malformazioni fetali e la decisione di non prescrivere antidepressivi a una donna depressa può generare maggiori rischi rispetto all’esposizione al farmaco del suo feto“.

24 giugno 2013

Autore | Daniela Bortolotti

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Chi sono? Viola Dante

Sono una farmacista. Ho studiato presso l'Università degli Studi di Palermo dal 2003 al 2008. Poi è arrivata la laurea: 110/110 e Lode. Il percorso di studi è andato benissimo ed ho preso tutto quello che potevo dai professori, ma oggigiorno sarebbe riduttivo descrivermi come una professionista del farmaco e della salute. Potrei piuttosto definirmi una farmacista blogger. Amo quello che faccio. Ed ancor di più amo offrire delle soluzioni che migliorino la salute degli italiani ormai vittima di bieche mistificazioni anche in questo campo. Spero di riuscire a trasmettervi la mia smisurata passione per la galenica e per la preparazione di rimedi naturali.

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