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Chirurgia e Perdita Di Peso: Se La Mamma Si Opera, I Bambini Non Rischiano L’Obesità

Madri obese tendono ad avere figli che diventano obesi, ma ora la ricerca suggerisce – in modo chiaramente provocatorio – che forse la chirurgia per la di perdita di peso può aiutare a rompere quel circolo vizioso in modo inaspettato, alterando il futuro comportamento alimentare dei figli di madri che si sono sottoposte a questo tipo di intervento.

In uno studio, alcuni ricercatori canadesi hanno eseguito dei test su bambini nati da donne obese, e i loro fratelli e sorelle che sono stati concepiti dopo che la madre era ricorsa alla chirurgia dell’obesità. I giovani nati dopo che la mamma ha perso un sacco di peso erano più magri rispetto ai loro fratelli e avevano anche un minor numero di fattori di rischio per diabete o malattie cardiache in fase adulta. Ancora più interessante: i ricercatori hanno scoperto che numerosi geni legati ai problemi di salute e correlati all’obesità hanno lavorato in modo diverso nei fratelli più piccoli, rispetto ai loro fratelli e sorelle più grandi.

Chiaramente la dieta e l’esercizio fisico giocano un ruolo enorme nel modo in cui si manterranno in forma quando cresceranno e questo è solamente un piccolo studio. Ma i risultati suggeriscono che i bambini nati dopo l’intervento potrebbero aver avuto un vantaggio.

L’impatto sui geni, avrà l’effetto per il resto della tua vita,” ha predetto Dr. Marie-Claude Vohl della Laval University di Quebec City in un pezzo pubblicato lunedì scorso sulla rivista Proceedings della National Academy of Sciences.

Perché dovrebbe esserci una differenza? Non è che la mamma ha trasmesso geni diversi, quindi cosa può essere accaduto nel corpo di suo figlio? L’idea: alcuni fattori all’interno del grembo materno sembrano incidere sugli “interruttori” che sviluppano i geni di un feto, cioè quei cambiamenti chimici che compongono i geni accelerando o rallentando oppure accendendosi e si spegnendosi, cosa che può notevolmente influenzare la salute.

Uno studio simile è stato condotto dalla Dottoressa Susan Murphy della Duke University, che in merito ha dichiarato: “è un modo molto intelligente di osservare questo dato“. La Dottoressa non era stata coinvolta nella ricerca canadese, ma ha eseguito degli studi sugli effetti nella salute. “Ha un senso biologico che l’ambiente nutrizionale possa interessare un metabolismo di sviluppo, anche se” avverte la Dottoressa “le abitudini alimentari dopo l’intervento della mamma possono svolgere a loro volta un ruolo importante”.

E l’ennesima prova che l’ambiente – in questo caso il grembo materno – può essere in grado di alterare i geni.

La ricerca ha implicazioni che vanno ben oltre le relativamente poche donne che prendono la decisione drastica di eseguire interventi di chirurgia di bypass gastrico prima di avere un bambino. Sempre più spesso, gli scienziati stanno cercando altri modi per affrontare l’obesità prima o durante la gravidanza, nella speranza di un beneficio duraturo sia per la madre che per il bambino. Una cosa deve essere chiara e cioè che l’obesità è “non sta solo influenzando la vita della madre, ma sta influenzando anche quella del bambino“, ha dichiarato la Dottoressa Murphy.

Più della metà delle donne in gravidanza sono in sovrappeso o obese, secondo l’American College of Obstetricians and Gynecologists, ma non è solo una questione di quanto le mamme pesano quando concepiscono – i medici stanno cercando ormai da anni di contrastare l’idea di mangiare per due – perché guadagnare troppo peso durante la gravidanza aumenta il rischio del bambino di sviluppare a sua volta obesità e diabete. Come mai questo dato allarmante? Le donne che sono di peso normale, all’inizio della gravidanza dovrebbero aumentare da 12 a 16 chili e coloro che già sono obese dovrebbero prendere non più di 5, massimo 10 chili, se questo dato aumenta, il rischio di diventare (e restare) sovrappeso nelle donne in gravidanza, è molto elevato. Sradicare certe convinzioni può però essere difficile e il National Institutes of Health ha appena finanziato un progetto di cinque anni del valore di svariate migliaia di dollari per aiutare le donne in gravidanza in sovrappeso o obese, aiutandole a monitorare il peso dei loro bambini nel primo anno di vita. Questo progetto si chiama “Consorzio LIFE-mamme” e i ricercatori stanno reclutando circa 2.000 mamme in attesa per sette studi che si occuperanno di testare diversi approcci per un aumento di peso sano e una migliore qualità nutrizionale. Si va dal predisporre piani pasto e programmi di esercizio per le donne in gravidanza, al monitoraggio settimanale, alle testimonianze di coetanei di altri genitori correttamente formati per portare consigli di nutrizione nelle case delle future mamme della fascia sociale a basso reddito.

L’opzione migliore sarebbe arrivare a un peso sano prima del concepimento, ha osservato la Dottoressa Mary Evans dell’Istituto Nazionale del Diabete e Malattie Digestive e Renali, che supervisiona il progetto. I risultati della ricerca possono fare luce nuova su alcuni dettagli importanti: considerate che le madri in sovrappeso hanno livelli più elevati di zuccheri e grassi nel sangue, che a loro volta si riversano nel grembo materno. “In questo modo i feti crescono diversamente nel grembo materno, a seconda del peso della mamma e della sua salute” ha dichiarato il Dottor Giovanni Kral del SUNY Downstate Medical Center di New York, co-autore dello studio canadese “e ciò può fare di più che sovrastimolare semplicemente la crescita fetale”.

Gli scienziati sanno che alcune molecole regolano l’attività dei geni e questo è ciò che, alla Laval University, il ricercatore Dr. Frederic Guenard cerca tramite gli esami del sangue. Ha preso campioni di bambini nati da 20 donne prima e dopo l’intervento chirurgico complesso che ha ridotto il loro stomaco deviato la digestione in modo da assorbire meno grassi e calorie e che, in media, hanno perso circa 100 chili. Guenard confrontato le differenze di questi tag chimici in più di 5.600 geni tra i fratelli più piccoli e più grandi. Ha trovato differenze significative dell’attività di alcuni geni, raggruppati in percorsi noti per influenzare il metabolismo di zuccheri nel sangue e il rischio di malattie cardiache.

Solo il tempo ci dirà se questi ragazzi nati dopo l’intervento della mamma davvero otterranno benefici duraturi, qualunque sia la ragione. Nel frattempo, gli esperti esortano le donne che pianificano una gravidanza a parlare con i loro medici circa il loro peso. Oltre ad avere effetti potenziali a lungo termine, i chili di troppo possono portare a una serie di complicazioni immediate, come un aumento del rischio di parti prematuri e di parto cesareo.

29 maggio 2013

Autore | Daniela Bortolotti

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Chi sono? Viola Dante

Sono una farmacista. Ho studiato presso l'Università degli Studi di Palermo dal 2003 al 2008. Poi è arrivata la laurea: 110/110 e Lode. Il percorso di studi è andato benissimo ed ho preso tutto quello che potevo dai professori, ma oggigiorno sarebbe riduttivo descrivermi come una professionista del farmaco e della salute. Potrei piuttosto definirmi una farmacista blogger. Amo quello che faccio. Ed ancor di più amo offrire delle soluzioni che migliorino la salute degli italiani ormai vittima di bieche mistificazioni anche in questo campo. Spero di riuscire a trasmettervi la mia smisurata passione per la galenica e per la preparazione di rimedi naturali. E-mail: viola.dante@email.it

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