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Chirurgia Bariatrica: Un Film Racconta Le Esperienze Dei Pazienti XL

Zsalynn Whitworth è una bellezza naturale, con gli occhi marroni profondi e un sorriso accattivante, ma pesa quasi 250 chili, ed è arrivata ad un punto di disperazione tale che, per guadagnare i soldi per la chirurgia di perdita di peso, ha posato per i siti web di feticisti delle donne obese. “Mi faceva sentire come un fenomeno da baraccone“, ha dichiarato in un lungometraggio sulle donne che lottano per perdere peso, “ma se è questo che i ragazzi vogliono vedere, vai con il circo!“.

Judy Sinclair ha perso 90 chili dopo un’operazione di bypass gastrico, ha cambiato la sua acconciatura, indossa eleganti occhiali nuovi e ora pratica una sana alimentazione e fa molto yoga. “Se potessi essere del mio proprio peso ma essere in salute, non starei facendo questo“, aggiunge la quarantasettenne. “Sto facendo questo io non voglio essere una donna di 62 anni, che giace in un letto di ospedale“.

Dopo aver perso 50 chili inizialmente, la modella ha fatto un salto fino a raggiungere il peso di 144 chili ma notava che la gente si risentiva per il suo cambiamento di personalità, inevitabile, perché lei ora era una donna magra. Le ragazze del suo gruppo – tutte obese – sono amiche dal 1990, fino dalla prima riunione ad Austin, Texas, dell’Associazione Nazionale per l’accettazione di sé stessi e le sue amiche hanno provato ogni dieta esistente e una serie di pillole, ma niente ha funzionato. Zsalynn ha avuto modo di valutare la chirurgia e, così come alcuni riescono, altri falliscono e le loro relazioni – così come con gli amici, con mariti e fidanzati – cambiano profondamente. La regista, Alexandra Lescaze, segue ora il gruppo in un nuovo lungometraggio, “Tutto su di me: una storia di amore, perdita e di ultime spiagge“, che parla di queste ragazze mentre lottano per mantenere la dignità e le amicizie in un mondo che svaluta e umilia coloro che sono grassi. Il documentario ha ricevuto i finanziamenti da parte della Chicken & Egg Pictures, un fondo che sostiene le donne nel cinema, e avrà la sua anteprima mondiale in questo fine settimana, il 15 e 16 giugno, presso il Los Angeles Film Festival. Sarà inoltre in onda nei primi mesi del 2014 sulla rete televisiva americana.

Le persone grasse sono viste ma non ascoltate,” ha dichiarato la regista Lescaze. “Si guardano, ma non si vede oltre il grasso. Le reazioni che stiamo ottenendo con il film sono del tipo “Wow, queste donne sono intelligenti, divertenti e coraggiose e hanno una vita interiore profonda!”. La Lescaze ha dichiarato che si è interessata al tema quando ha incontrato una donna che aveva subito un intervento chirurgico di perdita di peso. “Ho realizzato che queste persone potenzialmente hanno la possibilità di vivere una seconda esistenza, in un corpo completamente diverso“.

Circa 220.000 americani all’anno hanno subito un intervento chirurgico per perdere peso, secondo la Società Americana di Chirurgia bariatrica e metabolica, un numero che è salito moltissimo, rispetto alle circa 16.000 procedure nei primi anni ‘90. I pazienti famosi includono Al Roker, metereologo televisivo, il cantante Carnie Wilson e, più recentemente, il governatore del New Jersey e potenziale candidato alle presidenziali, Chris Christie. Quest’ultimo, ha rivelato durante la campagna di aver subito un intervento chirurgico bariatrico.

Ma non per tutti è così: per Dawn Brooks, una cinquantenne vittima di peso cosiddetto yo-yo (cioè dimagrire per poi ingrassare nuovamente, per poi dimagrire e ingrassare nuovamente, ecc..) sostiene che la chirurgia bariatrica non sia un toccasana. “Alla mia età, è troppo impegnativo” ha dichiarato nel film. “C’è una differenza tra il pensiero magro e il pensiero grasso, anche nelle cose più banali come indossare i calzini, entrare in un bagno molto piccolo, controllare in giro per vedere se si è la persona più grassa nella stanza“, ha aggiunto durante le riprese di “All of Me“, e aveva giurato che sarebbe mai ricorsa alla chirurgia.

Circondate dalle tentazioni del fast food, dagli stand del gelato di Austin e così via, le donne sono ognuna il supporto dell’altra. “Stiamo insieme come ragazze grasse e come donne grasse e diventeremo più magre insieme”. Dawn Brooks ha ora il suo bendaggio gastrico a base di soluzione salina che va regolato ogni pochi mesi. La giusta quantità di costrizione la aiuta con il controllo della fame e quando mangia troppo in fretta, vomita. Ma questo non le impedisce di mangiare il gelato! “Non essere in grado di mangiare e di farmi sentire meglio è la cosa più difficile,” dice e ricorda con affetto gli anni 70, quando era un modello da calendario di 175 chili. “A molti piacevo, ero quello che stavano cercando”, dice. “Ora vorrei solo indossare un costume da bagno e mangiare un cono gelato“.

Il regista usa le foto flashback per raccontare la battaglia delle donne. Judy Sinclair racconta che quando aveva 16 anni, i suoi coetanei “muggivano” ogni volta che passava ma, quando ha avuto 40 anni, si è unita al gruppo e… “Non avevo idea di essere oggetto-feticcio per tanti uomini,” dice nel film. “Una persona voleva che mi sedessi su di lui!“. Quando ha incontrato suo marito, Marty Wolverton, un ufficiale, non ha avuto problemi: “è stato il primo uomo a non chiedere la mia taglia di reggiseno o che posizione mi piaceva” ci ha raccontato. Anche se Judy dice di non aver mai accettato la sua dimensione, si preoccupava di non essere in salute: durante il viaggio di nozze a Disney World, ha dovuto affittare una carrozzella perché le sue articolazioni erano così dolorose a causa del peso che non riusciva a camminare. Il marito si era preoccupato che la sua personalità cambiasse con la chirurgia gastrica. “Ho sentito il tasso di divorzio per le persone che si sottopongono a chirurgia è piuttosto elevato” ha confidato durante le riprese. Ma Judy ha rassicurato subito il marito: “A qualcuno senza una buona stima di sé potrebbe capitare, ma non a me“. La coppia ha richiesto un prestito di 19 mila dollari per pagare per l’intervento chirurgico, che sarà eseguito per via laparoscopica al fine di ridurre lo stomaco alle dimensioni di un tuorlo d’uovo. I pazienti di solito perdono da 1 a 5 chili a settimana e possono perdere fino al 70% del loro peso nel primo anno, secondo il film. “Non sarò mai una taglia 38, ma spero che dopo l’intervento potrò indossare una 50“, scherza la Whitworth, che è così da quando aveva poco più di 30 anni e affronta la vita seduta su una motocarrozzella. Ha avuto un intervento chirurgico venti anni fa, che è stato un fallimento: riesce ancora a mangiare cinque pizze o una confezione di burro di arachidi e biscotti. “I gruppi che ti aiutano ad accettarti come sei dicono che è ok anche essere grasso”, dice, “ma a nessuno piace essere grasso. A nessuno piace essere diverso“.

La Whitworth ci ha raccontato che ha incontrato suo marito su Internet mentre cercava abiti per ragazze grasse ma ora, vuole che la loro figlia di 8 anni possa crescere con un atteggiamento sano verso il cibo, anche se lei la mette in guardia e le dice: “Fai come dico, non come faccio“. La sua compagnia di assicurazione non pagherà per l’intervento chirurgico perché il grasso non è visto come una minaccia per la vita e i medici trattano queste donne con disinvoltura. “La cura per ogni cosa è una dieta“, sostengono. Per questo alcuni si vergognano di chiedere il trattamento medico. Una donna, costretta a casa dal suo peso, è stata trovata sulla propria sedia, morta tra i suoi gatti.

Le ragazze diventeranno presto tutte più magre e più attive, il gruppo cambierà. “La comunanza che avevamo ormai è andata“, aggiunge Dawn. “Il cibo era il nostro collante… siamo ancora amiche, ma non è più come prima“. Tutte le donne hanno in programma di partecipare alla première del film a Los Angeles. Ma mentre la Sinclair e la Brooks possono volare, la Whitworth sarà ancora costretta a guidare 200 miglia da San Antonio a causa del suo peso “Altrimenti dovrei acquistare due biglietti aerei, che sarebbe un incubo”.

Oggi, a 125 chili circa, Zsalynn Whitworth è ancora modella per i siti degli amanti delle “morbide”, risparmia i soldi e spera che qualcuno intervenga per aiutarla, o confida di trovare un lavoro con copertura assicurativa completa. “La nostra storia ha bisogno di essere raccontata“, ha dichiarato, “perché non si può giudicare un libro dalla sua copertina“.

La regista ha confermato che è proprio il punto del film. “Spero che la gente si renda conto che essere grassi non è una colpa sociale e vivere in questo modo, in molti casi, è solo un’attesa verso la possibilità di dimagrire e riacquistare la propria vita” ha aggiunto. “Il film rompe gli stereotipi della cultura che vuole inquadrare le persone grasse come pigre, sporche e stupide“.

17 giugno 2013

Autore | Daniela Bortolotti

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Chi sono? Viola Dante

Sono una farmacista. Ho studiato presso l'Università degli Studi di Palermo dal 2003 al 2008. Poi è arrivata la laurea: 110/110 e Lode. Il percorso di studi è andato benissimo ed ho preso tutto quello che potevo dai professori, ma oggigiorno sarebbe riduttivo descrivermi come una professionista del farmaco e della salute. Potrei piuttosto definirmi una farmacista blogger. Amo quello che faccio. Ed ancor di più amo offrire delle soluzioni che migliorino la salute degli italiani ormai vittima di bieche mistificazioni anche in questo campo. Spero di riuscire a trasmettervi la mia smisurata passione per la galenica e per la preparazione di rimedi naturali. E-mail: viola.dante@email.it

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