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Cancro Al Seno: 13 Risposte

Il cancro al seno è un argomento enorme e spaventoso, ed è normale avere un sacco di domande in proposito. Queste sono alcune delle domande più frequenti.

1. È vero che una donna su otto si ammala di cancro al seno?
2. È necessario fare un auto-esame mensile?
3. La maggior parte delle donne ammalata di cancro al seno, muore?
4. Quando devo iniziare ad fare le mammografie, e quanto spesso le devo fare?
5. Se nessuno nella mia famiglia ha avuto il cancro al seno, posso ammalarmi?
6. Che cosa significa la densità del seno e cosa ha a che fare con il cancro al seno?
7. Che cosa è il carcinoma duttale in situ (DCIS)?
8. C’è un modo semplice per sapere se sono a rischio?
9. Ci sono alimenti che aumentano o diminuiscono il rischio di cancro al seno?
10. Quali sono i fattori ambientali che possono influenzare il rischio di cancro al seno?
11. Come funziona il peso? Influenza il rischio di cancro al seno?
12. Fare esercizio fisico, davvero può aiutare a ridurre il rischio di cancro al seno?
13. Che cosa ha a che fare lo stress con il cancro al seno?

Le risposte sul cancro al seno

1. È vero che una donna su otto si ammala di cancro al seno?

Non esattamente. La statistica “una su otto” non riflette con precisione il rischio di cancro al seno della donna media. L’età è il fattore di rischio più importante, ciò significa più grande è una donna, maggiore è il rischio di sviluppare la malattia. Le statistiche dimostrano che la possibilità di una diagnosi di cancro al seno suddivisa per età è:

• Da 20 anni a 30 anni 1 su 2.000
• Da 30 anni a 39 anni 1 su 229
• Da 40 anni a 49 anni 1 su 68
• Da 50 anni a 59 anni 1 su 37
• Da 60 anni a 69 anni 1 su 26
• Mai 1 su 8

“Mai” è il rischio di vita e significa che una donna ha una probabilità su otto di ammalarsi di cancro al seno dopo i 70 anni. (Fonte della ricerca Dr.ssa Susan Love – Susan Love Research Foundation)

2. È necessario fare un auto-esame mensile?

L’auto-palpazione è stato ampiamente confermata come tecnica che può aiutare le donne a trovare un cancro al seno precoce, ed è una procedura in grado di salvare vite umane. C’è solo un problema: nessuno studio mai ha rilevato che la auto-palpazione riduca le morti per cancro al seno. È per questo che, dopo molti anni, l’American Cancer Society ad esempio, nel maggio 2003 ha rivisto le sue linee guida di screening e la ritiene opzionale. Molte donne trovano da sé i propri tumori. Ma ben poche durante l’auto-palpazione: tipicamente, la donna se ne accorge quando è nel letto, o può sentire un nodulo mentre si insapona nella doccia, o viene avvisata da qualcuno con il quale ha un rapporto: questo è il motivo per cui è importante conoscere i propri seni, per quello che sembrano, e sapere se buche e avvallamenti sono normali, ma c’è una differenza cruciale tra acquisire familiarità con il seno e l’auto-palpazione, che è come una missione di ricerca e distruzione. Rende spesso le donne tese e nervose. Al contrario, acquisire familiarità con il seno dà un buon senso del corpo, che vi aiuterà a riconoscere quando qualcosa non sembra a posto. Alcune donne piace farla e va bene, ma nessuna deve sentirsi in colpa per non eseguirla, soprattutto se conosce già bene il proprio corpo. (Fonte: Dr.ssa Susan Love – Susan Love Research Foundation)

3. La maggior parte delle donne ammalata di cancro al seno, muore?

Le donne temono il cancro al seno più di qualsiasi altra malattia. E molte persone credono che la maggior parte delle donne muoiano di cancro al seno. Ma non è davvero così: il cancro al seno è la quinta causa di morte delle donne. Al primo posto ci sono le patologie cardiache.

Le cinque principali cause di morte per le donne (statistica anno 2004):

Varie patologie cardiache 27,2 %
Cancro 22 %
Infarto 7,5 %
Insufficienza respiratoria cronica 5,2 %
Morbo di Alzheimer 3,9 %

4. Quando devo iniziare ad fare le mammografie, e quanto spesso le devo fare?

Tutti d’accordo che le donne di 50 anni e oltre dovrebbero fare le mammografie. Ma c’è stata una polemica, per un certo numero di anni, sul fatto che anche le donne di età compresa tra 40 e 49 anni, dovrebbero fare la stessa cosa. Il problema è che le donne tra 40 e 49 hanno tipicamente ancora seni densi e su una mammografia, questo tessuto mammario si presenta come una massa di colore bianco che è dello stesso colore del cancro. Con la menopausa, che di solito inizia intorno ai 50 anni, il tessuto denso viene sostituito dal tessuto adiposo, che appare di colore grigio sulla mammografia. È molto più facile vedere una eventuale presenza di cancro su questo sfondo grigio, che è il motivo per cui la mammografia funziona meglio per le donne di età superiore ai 50 anni.

Fino ad oggi, otto studi randomizzati controllati hanno rilevato che la mammografia per le donne tra i 40 e 49 anni non ha alcun effetto sulla mortalità. Nonostante questo, le strutture sanitarie continuano a raccomandare la mammografia annuale anche per le donne di questa fascia d’età: a prima vista, sembrerebbe essere una raccomandazione che non fa danni, ma c’è un rovescio della medaglia perché molte anomalie osservate sulla mammografia potrebbero non essere cancro (sono chiamati falsi positivi), ma richiedono esami e ansia supplementari, infatti, ben tre donne su 10 che fanno lo screening annuale dai 40 anni potrebbero ricevere una diagnosi di mammografia anormale nel corso del primo decennio, e la maggioranza di queste dovranno sottoporsi a biopsie, solo per scoprire che il test è stato un falso positivo. Anche nelle donne più anziane, la mammografia è ben lungi dall’essere uno strumento di screening perfetto, può aiutare a trovare il cancro precoce, ma trovare un cancro “precoce” non è garanzia di salvarsi vita. Nuovi dati suggeriscono che ci sono diversi tipi di tumori e che la velocità di un cancro nel fare progressi ha più a che fare con il tipo di cancro rispetto a dove si trova. Probabilmente il modo migliore per decidere quando si dovrebbe cominciare a fare le mammografie è quello di discutere i fattori di rischio personali con il proprio medico. (Fonte: Dr.ssa Susan Love – Susan Love Research Foundation)

5. Se nessuno nella mia famiglia ha avuto il cancro al seno, posso ammalarmi?

Sì, è possibile. Quando le donne capiscono che il cancro al seno può essere una malattia genetica, spesso pensano che si tratti di una malattia che deve essere ereditata. Ma non è così: una malattia genetica è causata da una mutazione genetica sia che si tratti di qualcosa di ereditato o che nasca spontaneamente. Solo circa il 30 % delle donne che sviluppano il cancro al seno hanno una storia familiare della malattia. L’altro 70 % ha quello che viene chiamato un “evento sporadico.” Questo significa che non c’è storia familiare della malattia. (Fonte: Dr.ssa Susan Love – Susan Love Research Foundation)

6. Che cosa significa la densità del seno e cosa ha a che fare con il cancro al seno?

La densità del seno ha a che fare con il tessuto e su come questo si presenta su una mammografia. Si può non percepirlo da sole, ma si potrebbe scoprire durante un esame: molti stati hanno adottato l’obbligo di notifica della densità del seno, cioè richiedono ai medici di informare la paziente se ha i seni densi. Perché ci si dovrebbe preoccupar? Ci sono due ragioni principali, spiega la Dr.ssa Debra Ikeda, professore di radiologia presso la Stanford School of Medicine. “C’è un’associazione tra il tessuto mammario denso e un rischio leggermente maggiore di avere il cancro al seno”, spiega l’esperta. Vale la pena notare, tuttavia, che questa associazione è molto inferiore a qualsiasi fattore di rischio genetico. “Il secondo problema è che può confondere”, aggiunge la Ikeda. “Questo è ciò che accade quando il tessuto mammario denso si presenta di colore bianco su una mammografia, rendendo più difficile individuare il cancro, anch’esso di colore bianco”. Tuttavia, vari studi hanno dimostrato che questo è un problema minore nelle mammografie digitali rispetto ad altri tipi di test. Non preoccupatevi se vedete questa specifica sulla vostra prossima mammografia: i ricercatori sembrano piuttosto divisi sulla questione, ma avere il tessuto mammario denso non significa necessariamente che siano necessari esami supplementari, dato che circa la metà delle donne ha i seni con tessuto denso. È semplicemente qualcosa da tenere a mente e di cui discutere con il proprio medico, esattamente come tutti gli altri fattori di rischio.

7. Che cosa è il carcinoma duttale in situ (DCIS)?

Il carcinoma duttale in situ (DCIS) è una forma di cancro al seno preinvasiva, spesso considerato la fase zero, cioè che non si è diffuso al di là del seno. Un recente studio pubblicato sul Journal of American Medical Association ha rivelato che quando il carcinoma duttale in situ viene descritto utilizzando la parola cancro, le donne sono più propense a scegliere trattamenti chirurgici più invasivi. Tuttavia, un altro recente articolo sul Journal of American Medical Association chiede un restringimento della definizione di cancro, perché può influenzare il modo in cui il carcinoma duttale in situ viene diagnosticato e trattato.

8. C’è un modo semplice per sapere se sono a rischio?

Non c’è modo di conoscere il rischio esatto di cancro al seno, anche se ogni giorno, nuovi strumenti sono in grado di dare una valutazione sempre più accurata. Uno di questi potrebbe presto valutare il vostro rischio sulla base di stile di vita e sui fattori genetici. Purtroppo, un recente studio pubblicato sulla rivista Patient Education and Counseling ha scoperto che quasi 1 donna su 5 che richiede una valutazione del rischio, poi non crede ai risultati. Se si utilizza uno strumento online o si richiede l’aiuto di un consulente in genetica, è fondamentale essere il più informate possibile circa il rischio.

9. Ci sono alimenti che aumentano o diminuiscono il rischio di cancro al seno?

Sì! I cibi e le bevande che possono abbassare il rischio includono: arance rosse, broccoli, cavolini di Bruxelles, cavolfiori, fagioli, lenticchie, pesce ricco di omega-3, tofu e latte di soia. I cibi e le bevande che possono aumentare il rischio sono: prodotti lattiero-caseari ad alto contenuto di grassi, zuccheri, alcol e carne rossa.

10. Quali sono i fattori ambientali che possono influenzare il rischio di cancro al seno?

Alcune tossine a cui si è esposti tutti i giorni e che si respirano, ingeriscono e che ci si appiccicano addosso, sono collegate al cancro al seno. Forse i più preoccupanti appartengono ad un gruppo di sostanze chimiche di sintesi chiamati “interferenti endocrini”, che possono accumularsi nel grasso delle cellule e soprattutto in quelle del tessuto mammario, dove rendono vulnerabili gli ormoni del corpo, tra cui gli estrogeni. Ogni donna ha bisogno di estrogeni, ma i livelli circolanti cronicamente elevati possono stimolare la crescita del cancro.

11. Come funziona il peso? Influenza il rischio di cancro al seno?

E’ l’unica cosa su cui la maggior parte dei medici concorda: se si può fare solo una cosa per ridurre il rischio di ammalarsi, dovrebbe essere il mantenimento di un peso sano. “Accumulare troppi chili può aumentare le vostre probabilità di cancro al seno dal 30 al 60 %”, spiega la Dr.ssa Carolyn Adige, della Prevent Cancer Foundation. Particolarmente preoccupante è spesso il grasso addominale, che da solo può aumentare il rischio del 43 %.

“Le cellule di grasso non stanno ferme: possono produrre estrogeni in più”, spiega la Drssa Karen M. Basen-Engquist, della University of Texas MD Anderson Cancer Center. “Quindi le cellule di grasso in più, producono anche più estrogeni ed è probabile che scorrano attraverso il vostro corpo”. “Più estrogeni circolanti avete, più alto sarà il rischio di cancro al seno”, conferma il Dr. Graham Colditz, dell’Istituto per la sanità pubblica presso l’Università di Washington a St. Louis. “Essere in sovrappeso o obesi significa predisporre un ambiente ideale per la progressione del cancro”, prosegue il Dr. Lee W. Jones, del Cancer Institute. “Significa dosi massicce di insulina, un eccesso di glucosio e di infiammazione, i quali possono accelerare la crescita delle cellule tumorali, in presenza di tumore maligno”.

Ma qual è il peso sano? Per ora, la migliore indicazione potrebbe essere un indice di “normale” di massa corporea (BMI).

12. Fare esercizio fisico, davvero può aiutare a ridurre il rischio di cancro al seno?

Sì! “L’attività fisica, come ben più di 60 studi hanno dimostrato, è in grado di ridurre il rischio di cancro al seno”, spiega la Dr.ssa Leslie Bernstein, direttrice della divisione di eziologia al City of Hope National Medical Center / Beckman Research Institute. “In effetti, fare esercizio tre o più ore alla settimana potrebbe ridurre il rischio dal 20 al 30 %”.

13. Che cosa ha a che fare lo stress con il cancro al seno?

Essere permanentemente stressati può orientare verso comportamenti d’amplificazione di rischio come fumare, bere o mangiare troppo. La ricerca suggerisce anche che lo stress a lungo termine potrebbe aprire una porta ancora più grande per il cancro al seno, aumentando il flusso di sangue ai tumori, innescando gli ormoni che ne favoriscono la crescita e predisporre il vostro corpo in uno stato di costante infiammazione. Avete bisogno di un altro motivo per rilassarvi? Lo stress cronico può aumentare la crescita e la diffusione di una delle forme più letali di cancro al seno, il cosiddetto “triplo negativo” per il quale non esiste ancora alcun tipo di trattamento efficace.

Articolo originale (liberamente tradotto): womenshealthmag.com/breast-cancer-faqs

Autore | Daniela Bortolotti

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Chi sono? Viola Dante

Sono una farmacista. Ho studiato presso l'Università degli Studi di Palermo dal 2003 al 2008. Poi è arrivata la laurea: 110/110 e Lode. Il percorso di studi è andato benissimo ed ho preso tutto quello che potevo dai professori, ma oggigiorno sarebbe riduttivo descrivermi come una professionista del farmaco e della salute. Potrei piuttosto definirmi una farmacista blogger. Amo quello che faccio. Ed ancor di più amo offrire delle soluzioni che migliorino la salute degli italiani ormai vittima di bieche mistificazioni anche in questo campo. Spero di riuscire a trasmettervi la mia smisurata passione per la galenica e per la preparazione di rimedi naturali.

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