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Graviola: Chimica, Benefici e Controindicazioni

La graviola è il frutto della Annona muricata (guanàbano), pianta appartenente alla famiglia delle Annonaceae, latifoglie, fiorita e sempreverde. Essa è nativa di paesi come il Messico, Cuba, l’America centrale, i Caraibi, il Brasile, la Colombia, il Perù, l’Ecuador e il Venezuela.
Tuttavia la graviola è coltivata anche in alcune parti dell’Africa e del continente Asiatico (in particolare quello che si affaccia sull’oceano Pacifico).

Dall’elenco di zone che abbiamo fatto è facile desumere che nel tempo si sia adattata ad aree con inverni relativamente caldi e dalla forte umidità.
Sarebbe in effetti impossibile, se non in serre, produrre la graviola a temperature inferiori ai 5°C, perchè le foglie si danneggerebbero facilmente (per poi cadere) ed i frutti risulterebbero secchi e poveri di nutrienti. Sotto i 3°C l’intera pianta morirebbe.

Il sapore della graviola viene spesso descritto come un misto di fragola e ananas con aspre note aromatiche di agrumi che contrastano il cremoso sapore di fondo che richiama ai sensi frutti come il cocco o la banana.

Ad oggi (08/05/2014) la graviola è vastamente promossa come trattamento naturale ed alternativo al cancro, ma non ci sono evidenze scientifiche a supporto di tale affermazione (né di efficacia né di sicurezza).

Altri nomi comuni della graviola sono: Guanàbana; Corossole; Coração de Boi (Mozambico); evo (Ewe, Volta, Ghana); ekitafeeli (Uganda); stafeli (Swahili); aluguntugui (Ga, Greater Accra Region, Ghana); guanábana (Spagna); graviola (Brasile); anona (Portogallo); graviolo (Esperanto); corossol (Francia); kowosòl (Haiti); කටු අනෝදා (Sri Lanka); sorsaka (Papiamento); adunu (Sudan); Brazilian pawpaw (papaya brasiliana); guyabano; guanavana; toge-banreisi; durian benggala; durian belanda; nangka blanda; ทุเรียนเทศ [turi:jen te:k] (Thailandia); sirsak (Indonesia); zuurzak (Olanda); tomoko (Africa orientale); nangka londa; mullatha – mela appuntita – (India, principalmente nel Kerala); shul-ram-fal o lakshmana phal (India); harar (Etiopia); amba shoukh – thorny mango o thorny fruit.

Coltivare la graviola

Il guanàbano solo all’equatore può raggiungere i 1500 metri di quota, mentre alle latitudini tropicali può crescere non oltre i 500 m.
In Italia è possibile coltivare la graviola in regioni dove gli inverni non siano rigidi.
A Reggio Calabria, ad esempio, la pianta ha guadagnato una denominazione di origine locale: Annona di Reggio. Ma in altre parti di Italia occorrerebbe allestire una serra per ricreare quel clima tropicale che alla Annona muricata piace tanto.

Il primo passo è sicuramente quello di acquistare direttamente una piantina di graviola in un vivaio. La piantina sarà alta all’incirca 20/30 cm, ma se non doveste trovarla potete mettere in atto il piano di riserva: provare a coltivarla direttamente dal seme, dopo aver acquistato una graviola fresca o aver preso dei semi (li trovate anche su internet).

IMPORTANTE – La graviola va seminata solo quando le temperature superano i 15°C di media giornaliera (da noi in primavera, quindi). Meglio optare per un vaso, visto che quest’ultimo è più facile da riparare dal freddo e dal vento nel caso in cui il tempo variasse bruscamente.

Fate un buco profondo circa 3 centimetri e poi mettete due semi in ogni vaso il cui diametro può non superare i 15 centimetri.

Ovviamente la graviola andrà trapiantata in vasi più grandi o nel terreno, quando avrà raggiunto i 20/30 centimetri.

[Nota] Evitate terriccio argilloso e optate per uno ben drenato.

I primi germogli dovrebbero comparire dopo circa 20 giorni dalla semina.
Ricordate che più ricreate un microclima caldo ed umido e maggiori risultati otterrete.
Un buon espediente potrebbe essere quello di avvolgere il vaso con un sacchetto di plastica.

Non risparmiate sull’acqua ed innaffiate di frequente (l’acqua non dovrà stagnare!) in modo che il terreno risulti sempre umido. Non c’è un’orario da preferire, tuttavia si raccomanda di dare l’acqua alla graviola di sera (specie durante le giornate di sole molto calde).

Quando le temperature si innalzeranno a livello dei 25°C (in estate, quindi) la pianta dovrebbe crescere e crescere in bellezza. In men che non si dica raggiungerà i 30 centimetri ed allora sarà tempo di piantarla per terra o trasferirla su un bel vaso grande (da esporre adeguatamente al sole. Alleggerite il terriccio con della sabbia).
Vi sorprenderete di quanto folta e vigorosa sarà la chioma del guanàbano e non vi resterà che aspettare i frutti.

In Italia aspettatevi una fioritura a maggio e la maturazione del frutto tra agosto e settembre.
Proprio a fine settembre inizi ottobre comincia il raccolto che si protrae fino a metà dicembre. Le graviole migliori si raccolgono solitamente in autunno, quando iniziano a diffondere nell’aria un odore fruttato e dolce. Esteriormente acquistano un colorito a metà tra il verde ed il giallo.
Il frutto continua a maturare anche dopo raccolto, quindi fatevi due calcoli e conservateli in un luogo riparato per un paio di giorni. Dopo il loro sapore sarà al top.

P U B B L I C I T A'

Chi preferisse la coltivazione della graviola in vaso deve avere chiaro in mente che saranno necessarie opere di potatura visto che in maturità l’albero arriva ad un’altezza di 8-12 metri e si presenta poco ramificato (vedi immagine). Graviola albero Altra caratteristica della pianta sono i fiori oblunghi, a tre sepali e tre petali di colore verde e giallo. Il frutto ha solitamente una larghezza variabile dai 20 ai 30 centimetri; la buccia sottile di colore verde scuro sulla cui superficie si innestano degli aculei morbidi. Il tutto per un peso che può arrivare anche a 2,5 kg (alcuni frutti riescono a raggiungere i 6,5 kg, ma difficilmente si vedranno dimensioni del genere in coltivazioni italiane).
All’interno la graviola è bianca, morbida e succosa (il sapore lo abbiamo descritto ad inizio articolo).

Come mangiare la graviola

La graviola va mangiata tagliandola a metà e catturandola con un cucchiaino.
Naturalmente si possono preparare frullati, succhi di frutta, sorbetti, gelati e conserve per preservarla il più a lungo possibile: essa infatti deperisce molto rapidamente visto l’alto contenuto di acqua al suo interno.

[Nota] I semi neri vengono spesso allontanati dalla polpa e non mangiati.

Proprietà della graviola

La graviola contiene una gran quantità di acqua, una buona percentuale di zuccheri, una parca (ma discreta) quantità di proteine ed è ricca di vitamine (in particolare la vitamina C, vitamina B1 e B2).
Ma vediamoli in dettaglio in questa tabella:

NutrientiUnitàValori per 100 grammi
Acquag81.16
Energiakcal66
Proteineg1.00
Grassi totalig0.30
Carboidratig16.84
Fibreg3.3
Zuccheri totalig13.54
Calciomg14
Ferromg0.60
Magnesiomg21
Fosforomg27
Potassiomg278
Sodiomg14
Zincomg0.10
Vitamina Cmg20.6
Tiaminamg0.070
Riboflavinamg0.050
Niacinamg0.900
Vitamina B6mg0.059
DFEµg14
Vitamina B12µg0.00
Vitamina A, RAEµg0
Vitamina A, IUIU2
Vitamina Emg0.08
Vitamina D (D2 + D3)/td>µg0.0
Vitamina DIU0
Vitamina Kµg0.4
Acidi grassi, totali saturig0.051
Acidi grassi, totali monoinsaturig0.090
Acidi grassi, totali polinsaturig0.069
Colesterolomg0
Caffeinamg0
[Riferimenti]

1. ^ Nutrient values and weights are for edible portion | http://ndb.nal.usda.gov/ndb/foods/show/2459?qlookup=09315&max=25&man=&lfacet=&new=1

Attualmente sono in atto parecchi studi sulle possibili applicazioni terapeutiche dei principi estratti dalla graviola, poichè hanno dimostrato di possedere un potenziale come anti-leishmaniosi; citotossico; analgesico; antinfiammatorio; antidiabetico e anticancro (in vitro e vivo).

[Nota] Non sono stati fatti, al momento (11/05/2014) degli studi su larga scala sugli esseri viventi!

Proprietà neurotossiche della graviola

Tempo fa il Memorial Sloan-Kettering Cancer Center recitava: (traduco) “alcaloidi estratti dalla graviola possono causare disfunzioni e degenerazioni neuronali che porterebbero a sintomi correlabili al morbo di Parkinson“. proprietà neurotossiche della graviola
Il principale indiziato è l’annonacina, C35H64O7, sostanza organica naturale facente parte della classe delle acetogenine. I semi della graviola in particolare contengono una quantità di annonacina 100 volte superiore a quella presente nelle foglie del guanàbano ed il consumo di un frutto o di un succo di frutta (ottenuto senza aver prima rimosso i semi) al giorno, per un anno intero, fornirebbe la quantità tossica tale da indurre danni celebrali in un ratto da laboratorio (vedi riferimenti più sotto).

Inoltre, secondo uno studio del 2007 condotto su un campione di 160 pazienti della Guadalupe, emerge una correlazione tra chi consuma spesso graviola e l’insorgenza di forme particolari di parkinsonismo.

In tutti i casi nel 2010 la Agence française de sécurité sanitaire des aliments (agenzia per la sicurezza alimentare francese) concluse che “non è possibile confermare che i casi confermati di insorgenza di forme particolari di parkinsonismo siano collegati all’assunzione di Annona muricata” e auspicava  futuri studi atti a chiarire i potenziali rischi sulla salute umana causati dalla graviola.

[Riferimenti]

1. ^ Champy, Pierre; Alice Melot, Vincent Guérineau Eng, Christophe Gleye, Djibril Fall, Gunter U. Höglinger, Merle Ruberg, Annie Lannuzel, Olivier Laprévote, Alain Laurens, Reynald Hocquemiller, Quantification of acetogenins in Annona muricata linked to atypical parkinsonism in guadeloupe in Movement Disorders (Movement Disorder Society), vol. 20, nº 12, 2005, pp. 1629-1633. DOI:10.1002/mds.20632.

2. ^ (EN) Annie Lannuzel, G. U. Hoglinger, S. Verhaeghe, L. Gire, S. Belson, M. Escobar-Khondiker, P. Poullain, W. H. Oertel, E. C. Hirsch, B. Dubois & M. Ruberg, Atypical parkinsonism in Guadeloupe: a common risk factor for two closely related phenotypes? in Brain : a journal of neurology, vol. 130, Pt 3, March 2007, pp. 816–827. DOI:10.1093/brain/awl347, PMID 17303592.

Proprietà anticancro della graviola

Sul Memorial Sloan-Kettering Cancer Center si legge il nome della graviola come possibile cura alternativa per il cancro. Inoltre tante pagine su Internet propongono (e vendono) la graviola in capsule proprio come rimedio naturale contro il cancro.

Purtroppo per noi, e soprattutto per coloro che cascano in questa opera di mera mercificazione del dolore e della speranza di guarigione, non ci sono evidenze scientifiche (se non pochi studi condotti in laboratorio in vitro) che giustifichino l’assunzione di graviola come trattamento alternativo al cancro o come supporto nutrizionale ad altre terapie.

Possiamo citare ad esempio la causa tenutasi nel 2008 contro la vendita nel Regno Unito di Triamazon, un prodotto a base di graviola, spacciato come rimedio al cancro.

Anche la Federal Trade Commission negli USA ha stabilito che non ci siano al momento delle credibili evidenze scientifiche che possano dimostrare gli effetti benefici della graviola, o di particolari estratti di graviola, nel contrastare le neoplasie. In quelle circostanze si cercava di tutelare i consumatori dalla Bioque Technologies che vendeva prodotti a base di graviola come deterrenti e cure naturali contro il melanoma.

Quindi:

Si può curare il cancro con la graviola?

NO.

Purtroppo molto spesso i dati di alcuni esperimenti preliminari vengono travisati e sfruttati a proprio uso e consumo da gente spietata, veri e propri squali del commercio.

Non esiste nessun estratto della graviola capace di curare il cancro al pari delle cure promosse dalla medicina convenzionale.

Tutto quello che si sa è che alcune sostanze rinvenute nella graviola, le acetogenine annonacee, si sono mostrate citotossiche (e quindi capaci di uccidere) nei confronti di alcuni gruppi di cellule tumorali e di ridurne il potenziale metastatico. Ma si tratta di studi molto molto molto preliminari che, tra le altre cose, hanno anche evidenziato possibili danni al sistema nervoso.

In particolare si è osservato che estratti di graviola riescono ad uccidere in vitro (E VA SOTTOLINEATO: IN VITRO!) le cellule tumorali del pancreas, del fegato e della mammella.

Aspettiamo con impazienza i risultati di ulteriori studi su organismi complessi come il nostro (dove le variabili che entrano in gioco sono tantissime) e magari degli approfonditi studi tossicologici e clinici.

[Riferimenti]

1. ^ “Graviola”. Memorial Sloan-Kettering Cancer Center. Retrieved November 2013.

2. ^ “Man convicted over cancer ‘cure'”. BBC News. 10 September 2008.

3. ^ “FTC Sweep Stops Peddlers of Bogus Cancer Cures”. FTC. 18 September 2008 | www.ftc.gov/news-events/press-releases/2008/09/ftc-sweep-stops-peddlers-bogus-cancer-cures

4. ^ Ralph W. Moss, A Friendly Skeptic Looks at Graviola, cancerdecisions.com, 31-08-2003.

5. ^ Maria P. Torres et al. derived drug that inhibits tumorigenicity and metastasis of pancreatic cancer cells in vitro and in vivo through altering cell metabolism, Cancer letters, vol. 323, nº 1, October 2012, pp. 29–40. DOI:10.1016/j.canlet.2012.03.031, PMID 22475682.

6. ^ Yumin Dai et al., Selective growth inhibition of human breast cancer cells by graviola fruit extract in vitro and in vivo involving downregulation of EGFR expression in Nutrition and cancer, vol. 63, nº 5, 2011, pp. 795–801. DOI:10.1080/01635581.2011.563027, PMID 21767082.

7. ^ Can graviola (soursop) cure cancer? | www.cancerresearchuk.org/cancer-help/about-cancer/cancer-questions/can-graviola-cure-cancer

8. ^ Memorial Sloan Kettering | http://www.mskcc.org/cancer-care/integrative-medicine/disclaimer?msk_disclaimer_herb=1&destination=%2Fcancer-care%2Fherb%2Fgraviola

Paragrafo medico sulla graviola

Nelle regioni in cui cresce spontanea frutti, corteccia, foglie e radici del guanàbano vengono usati per preparare rimedi tradizionali contro infezioni virali e parassitarie, reumatismi, artrite e depressione.
graviola benefici e controindicazioni
[Nota] Alcune ricerche hanno confermato che particolari estratti di graviola potrebbero avere qualche effetto positivo nella cura delle malattie summenzionate, ma la conta dei probabili effetti collaterali è vasta.

In ogni caso nonostante le preoccupazioni per la sicurezza la graviola viene usata per trattare infezioni batteriche e parassitarie; herpes; tosse; cancro; per indurre il vomito così da svuotare le viscere; per curare l’artrite (in questo caso viene applicata direttamente sulla pelle).
Alcune persone la usano per combattere lo stress e rilassarsi.

Riepilogo usi ed efficacia della graviola

Purtroppo sono solo tutte evidenze INSUFFICIENTI, perchè si possa considerare la graviola come una medicina piuttosto che un frutto.

1. Cancro » Ci sono delle evidenze preliminari sul fatto che le sostanze chimiche presenti all’interno della graviola ostacolerebbero le cellule tumorali intente a rimuovere e sterilizzare i farmaci, rendendo le cure più efficaci. Inoltre alcune cellule tumorali sembrano soffrire particolarmente i principi attivi presenti nel frutto (ne abbiamo parlato approfonditamente prima).

2. Infezioni batteriche.

3. Infezioni parassitarie.

4. Tosse.

5. Infiammazione naso e gola.

6. Herpes.

7. Leishmaniosi

8. Provocare vomito.

9. Favorire il rilassamento.

Meccanismo d’azione proposto per la graviola

Come funzionerebbe la graviola? Quali sono i meccanismi d’azione proposti?
Quali le sostanze riconosciute come probabili principi attivi?

Iniziamo elencando i costituenti:

Acetogenine (Acetogenins)
Chinoline e isochinoline (Quinolines and isoquinolines)
Annopentocine (Annopentocins)
Annomuricine (Annomuricins)
Coreximine e reticuline (Coreximine e reticuline)

» Le Acetogenine annonacee, sostanze fitochimiche isolate dalle foglie, dalla corteccia e dai ramoscelli di graviola, sono i maggiori indiziati d’essere dei veri e propri principi attivi.

» L’estratto etanolico di Annona muricata, invece, sembra avere attività nell‘inibire il virus Herpes simplex (Padma P, Pramod NP, Thyagarajan SP, Khosa RL. Effect of the extract of Annona muricata and Petunia nyctaginiflora on Herpes simplex virus. J Ethnopharmacol. 1998;61:81-3.); nel contrastare le specie Leishmania braziliensis e L. panamensis promastigoti; nel contrastare la linea cellulare del cancro U 937 (Jaramillo MC, Arango GJ, Gonzalez MC, Robledo SM, Velez ID. Cytotoxicity and antileishmanial activity of Annona muricata pericarp. Fitoterapia 2000;71:183-6.); nel contrastare le linee cellulari di epatoma (Chen JC, Tsai CC, Chen LD, Chen HH, Wang WC. Therapeutic effect of gypenoside on chronic liver injury and fibrosis induced by CCl4 in rats. Am.J Chin Med. 2000;28:175-85.) in vitro.

» Estratti di graviola si sono dimostrati letali nei confronti della Biomphalaria glabrata, mollusco d’acqua dolce che veicola il verme parassita Schistosoma mansoni, patogeno responsabile della malattia nota come schistosomiasi (dos Santos AF,.Sant’Ana AE. Molluscicidal properties of some species of Annona. Phytomedicine. 2001;8:115-20.).

[Nota dolente] Purtroppo gli alcaloidi della graviola si sono dimostrati dannosi per la sopravvivenza delle cellule nervose dopaminergiche in vitro, conducendo a possibile disfunzione neuronale, degenerazione e morte. La morte cellulare indotta dalla graviola è inibita dall’integrazione di glucosio: ciò suggerisce che la morte delle cellule neuronali avviene per deperimento energetico. (Lannuzel A, Michel PP, Caparros-Lefebvre D, Abaul J, Hocquemiller R, Ruberg M.Toxicity of Annonaceae for dopaminergic neurons: potential role in atypical parkinsonism in Guadeloupe. Mov Disord. 2002;17:84-90.).

» La graviola sembrerebbe capace di stimolare i recettori della serotonina (Roman G. Tropical myeloneuropathies revisited. Curr Opin Neurol 1998;11:539-44.).

» Estratti dalla graviola si sono dimostrati efficaci nel contrastare la crescita dell’adenocarcinoma mammario resistente alla adriamicina (MCF-7/Adr), arrestando le vie attraverso le quali le cellule maligne si riforniscono di ATP ed inibendo le azioni delle glicoproteine membrana plasmatiche (Oberlies NH, Chang CJ, McLaughlin JL. Structure-activity relationships of diverse Annonaceous acetogenins against multidrug resistant human mammary adenocarcinoma (MCF-7/Adr) cells. J Med Chem. 1997;40:2102-6.).
Inoltre viene inibita l’espressione di: HIF-1α; NF-kB; trasportatori del glucosio e gli enzimi glicolitici – con conseguente diminuzione dell’assorbimento del glucosio e della produzione di ATP a partire dalle cellule cancerose del pancreas (Torres MP, Rachagani S, Purohit V, et al. Graviola: A novel promising natural-derived drug that inhibits tumorigenicity and metastasis of pancreatic cancer cells in vitro and in vivo through altering cell metabolism. Cancer Lett. 2012 323(1):29-40.); espressione EGFR ridotta (Dai Y, Hogan S, Schmelz EM, Ju YH, Canning C, Zhou K. Selective growth inhibition of human breast cancer cells by graviola fruit extract in vitro and in vivo involving downregulation of EGFR expression. Nutr Cancer 2011;63(5):795-801.).

Effetti collaterali e controindicazioni della graviola

L’uso della graviola come medicina alternativa e naturale è INSICURO.
Sarebbe un grave errore considerarla al momento qualcosa di diverso da un frutto!

Un effetto collaterale molto grave è la citotossicità mostrata nei confronti del tessuto nervoso presente nel cervello ed in altre parti del corpo. Conseguenza di questa azione è la manifestazione di disordini motori del tutto analoghi al morbo di Parkinson.

[Nota] Soggetti già malati di Parkinson potrebbero andare in contro ad un peggioramento sensibile dei sintomi.

L’uso della graviola è sconsigliato soprattutto alle donne in stato interessante o che stiano allattando: NON SICURA!

La graviola interagisce con alcuni farmaci?

Ad ora, 11/05/2014, non possediamo informazioni adeguate per poterci pronunciare.

Dosaggi graviola

Quanta graviola assumere o consumare?

Il consumo di graviola dipende da diversi fattori come l’età, lo stato di salute, il peso e tante altre condizioni.
Purtroppo, e non smetteremo mai di ripeterci, non abbiamo certezze scientifiche su quanto prodotto assumere o mangiare.
Il fatto che un prodotto sia naturale, non vuol dire che sia allo stesso tempo sicuro.

Basandoci sul suo uso storico, in un infuso di 150 millilitri di acqua bollente vanno versati circa 2 grammi di foglie di graviola secche e gambo per un 5/10 minuti. Questo infuso viene preso tre volte al giorno tra i pasti.

In alternativa vengono presi 2-4 millilitri di tintura 1:2 (sempre tre volte al giorno).

Per guarire le ferite più velocemente viene usata storicamente la polpa del frutto applicata direttamente sulla ferita per tre giorni così da disinfettarla ed allontanare eventuali parassiti.

Autore | Viola Dante

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Chi sono? Viola Dante

Sono una farmacista. Ho studiato presso l'Università degli Studi di Palermo. Poi è arrivata la laurea: 110/110 e Lode. Il percorso di studi è andato benissimo ed ho preso tutto quello che potevo dai professori, ma oggigiorno sarebbe riduttivo descrivermi come una professionista del farmaco e della salute. Potrei piuttosto definirmi una farmacista blogger. Amo quello che faccio. Ed ancor di più amo offrire delle soluzioni che migliorino la salute degli italiani ormai vittima di bieche mistificazioni anche in questo campo. Spero di riuscire a trasmettervi la mia smisurata passione per la galenica e per la preparazione di rimedi naturali. E-mail: viola.dante@email.it

2 Commenti

  1. mi e stata data una bustina di graviola tang da 25 grammi ,non so come faccio a farla e quanto devo diluire e bere. grazie per qualsiasi informazione

  2. Salve,

    l’anno scorso ho acquistato 2 piante di graviola di 2 anni circa ma, purtroppo, sono “morte”.

    Leggo che è possibile coltivarle anche in vaso, ma, le domande sono:

    – fino a ‘tot’ anni di vita oppure ‘per sempre’ ?

    – anche coltivate in vaso danno il frutto ?

    Per un riscontro, sarei estremamente grato e felice.

    Buon lavoro

    Pino

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