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Cancro: “Anche L’Uomo Di Neanderthal Era Malato Di Tumore”

La più antica forma di tumore umano mai trovato in 100.000 anni è stato scoperto nella costola di un uomo di Neanderthal. L’osso, ritrovato più di 100 anni fa in Croazia, risulta essere scavato da un tumore ancora esistente fra gli esseri umani oggi, noto come displasia fibrosa. Questi tumori non sono cancerogeni (cioè non si diffondono ad altri tessuti), ma vanno a sostituire la struttura interna di un osso con una massa morbida e fibrosa.

Si sa in tutto il mondo che si tratta di una forma del tutto benigna, ma comunque estremamente dolorosa,” ha dichiarato David Frayer, antropologo presso l’Università del Kansas, che ha riportato la scoperta insieme ai suoi colleghi sulla rivista PLoS ONE. “La dimensione e la sporgenza hanno probabilmente causato al soggetto un grande dolore” ha aggiunto.

Il frammento di costola dell’uomo di Neanderthal misura poco meno di tre centimetri di lunghezza ed è stato portato alla luce tra il 1899 e il 1905 in una grotta nota col nome di “Krapina”, in Croazia. Questo sito ha conservato più di 900 ossa di Neanderthal risalenti 120.000 a 130.000 anni fa e molte delle ossa sembrano mostrare segni di traumi e un bel paio di contrassegni di tagli post mortem, forse ad indicare il cannibalismo o una sorta di rituale di sepoltura.
Gli uomini di Neanderthal (Homo neanderthalensis) erano una specie umana strettamente legata agli esseri umani moderni (Homo sapiens), si estinsero circa 30.000 anni fa e, anche senza apparentemente essersi mai incrociati con l’ Homo sapiens, molti esseri umani moderni portano il DNA di Neanderthal, suggerendo le due specie potrebbero aver concepito assieme.

Nel 1980, i ricercatori dell’Università della Pennsylvania hanno passato ai raggi X l’intera collezione di ossa trovate a Krapina e hanno pubblicato un libro nel 1999, mostrando ogni radiografia. La maggior parte di quei raggi X erano di alta qualità, ha dichiarato la Dottoressa Janet Monge, la responsabile di antropologia fisica dell’ Università, che ha partecipato sia a quel progetto che allo studio attuale. Ma non ci fu una sola eccezione: un piccolo frammento di costola comparso “bruciato” nell’immagine a raggi X, anziché una sovraesposizione come si pensava, si rivelò essere dovuto alla perdita di osso interno, nel campione.

Ora i ricercatori sono ritornati ad analizzare la nervatura, sottoponendola a raggi X di maggiore qualità e a una scansione TAC (tomografia computerizzata) che è simile, ma ha una risoluzione superiore rispetto a quella che i medici utilizzano per rilevare i traumi ossei nei pazienti. Le nuove immagini rivelano un guscio vuoto, al posto della cavità dove dovrebbe essere un “osso spugnoso”; questo osso è chiamato così perché è pieno di buchi attraverso cui passano i vasi sanguigni. “Lo vediamo anche nei pazienti di oggi“, ha dichiarato la Dottoressa Monge a LiveScience. “E si tratta esattamente dello stesso tipo di processo e nello stesso posto“.

La displasia fibrosa è causata da una mutazione genetica spontanea nelle cellule che producono osso, secondo la clinica Mayo. In alcuni casi, i tumori sono piccoli e asintomatici ma, in altri casi, causano dolore e debolezza. Poiché i ricercatori hanno solo isolato una costola da questo particolare soggetto Neanderthal, non si può dire se anche le sue altre ossa sono state colpite. In precedenza, i tumori più antichi conosciuti provenivano dalle mummie egiziane e risalivano “solo” a 4.000 anni fa circa. Alcuni reperti contenenti cellule tumorali sono invece stati trovato nel bacino di un antico cadavere romano di 1.600 anni fa, che rende il tumore dell’uomo di Neanderthal, di circa 120.000 anni, il più antico tumore di sempre.

È stato come trovare un ago in un pagliaio: la gente di quel tempo non viveva a lungo come noi e, in più, non c’era molta popolazione, a parte loro e gli egiziani, a differenza di oggi,” ha aggiunto la Dottoressa. “Quindi, trovare evidenza di tumori e prove di tumori, è stato un colpo di fortuna.

Antropologi e archeologi da sempre vanno discutendo di come gli uomini di Neanderthal fossero simili agli Homo sapiens che vivevano nella loro epoca, a volte gli uni accanto agli altri e la nuova analisi sulla costola rivela che, almeno in una cosa, gli esseri umani moderni ed i Neanderthal avevano molto in comune. “Hanno vissuto la loro vita fondamentalmente nello stesso modo e sostanzialmente con gli stessi problemi che abbiamo anche noi“, ha infine aggiunto la Dottoressa Monge.

08 giugno 2013

Autore | Daniela Bortolotti

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Chi sono? Viola Dante

Sono una farmacista. Ho studiato presso l'Università degli Studi di Palermo. Poi è arrivata la laurea: 110/110 e Lode. Il percorso di studi è andato benissimo ed ho preso tutto quello che potevo dai professori, ma oggigiorno sarebbe riduttivo descrivermi come una professionista del farmaco e della salute. Potrei piuttosto definirmi una farmacista blogger. Amo quello che faccio. Ed ancor di più amo offrire delle soluzioni che migliorino la salute degli italiani ormai vittima di bieche mistificazioni anche in questo campo. Spero di riuscire a trasmettervi la mia smisurata passione per la galenica e per la preparazione di rimedi naturali. E-mail: viola.dante@email.it

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