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Attenzione Agli Infortuni Invernali

Ogni anno, il rigido inverno porta con sé potenziali gravi rischi per la salute e le lesioni associate. È importante esserne consapevoli e prendere precauzioni prima del tempo: questo vi permetterà di trascorrere la stagione godendovi la vita all’aria aperta, invece di guardarla dal letto mentre guarite.

1. Lesioni da scivolate

Scivolare sul ghiaccio succede comunemente nelle stagioni invernali. Fratture del polso e fratture dell’anca, nonché ferite alla testa sono in cima alla lista degli incidenti ed è davvero meglio rimanere a casa fino a quando strade e marciapiedi vengono ripuliti. Tuttavia, se c’è bisogno di avventurarsi fuori e camminare su neve e ghiaccio, meglio seguire questi suggerimenti per la sicurezza:

1. Prendete il tempo necessario ma muovetevi con passi più lenti e più brevi.
2. Assicuratevi di indossare calzature isolate e caldo con un buon rivestimento in gomma.
3. Prestate particolare attenzione, a piedi, sul lato della strada durante e dopo una nevicata: la combinazione di marciapiedi coperti di neve e la scarsa visibilità vi fanno essere estremamente vulnerabili e più facilmente in pericolo con l’arrivo di un veicolo.

2. Spalare la neve

Spalare la neve pone un altro serio rischio in questa stagione invernale: lesioni dei tessuti molli di legamenti e muscoli, soprattutto nella parte bassa della schiena, sono comuni in quanto dovuti al sollevamento di carichi pesanti, flessione e torsione. Le ossa rotte, più comunemente delle mani e delle braccia, sono altri problemi ricorrenti; i bambini possono farsi male con incidenti causati dagli adulti mentre sono intenti a spalare. Se avete problemi cardiaci, camminare a piedi nella neve pesante o nella fanghiglia quando fa freddo può già mettere a dura prova il vostro cuore, per non parlare di quello che può succedere se iniziate a spalare la neve! Persone con più di 55 anni di età hanno 4 volte più probabilità rispetto a quelle più giovani di avere un problema cardiaco, in seguito a questa attività; gli studi hanno rilevato che solo il 7% delle lesioni erano legate cuore per chi non aveva patologie, ma per quelli che le avevano, tutte le morti accadute in questi casi erano dovute ad attacchi di cuore.

Metodi per ridurre le possibilità di farsi male mentre si spala la neve:

1. Fare pause frequenti.
2. Indossare calzature antiscivolo e vestirsi di conseguenza.
3. Provare a spingere la neve invece di sollevarla ed evitare torsioni per gettarla.
4. È importante ascoltare il proprio corpo e smettere immediatamente se si ha difficoltà a respirare, se si comincia a sudare copiosamente, o si prova dolore al petto.

Per coloro che pensano che un dispositivo automatico per spalare la neve non presenta rischi, sappiate che può invece portare gravi lesioni alle mani e amputazioni delle dita.

1. Non inserite la mano per sbloccare la neve!
2. Anche dopo che lo si spegne, c’è un periodo in cui le lame stanno ancora girando. Le lame affilate sono pericolose anche quando la macchina non è in moto.

3. Incidenti alla guida

La guida è un’altra attività potenzialmente pericolosa in inverno. Vari studi hanno rilevato che i sinistri auto salgono del 12% nei mesi di gennaio e febbraio. Va da sé che, se non c’è bisogno di uscire, è meglio cercare di rimanere a casa durante i giorni più freddi: la trazione insufficiente a causa delle condizioni scivolose e la visibilità ridotta da neve e da condizioni di luce piatta contribuiscono a numerosi incidenti automobilistici. Un altro grande elemento è la guida troppo veloce per le condizioni meteorologiche, così come la mancanza di spazio di frenata tra le auto. Anche tutti i veicoli a trazione integrale non sono sicuri al 100% in condizioni tali.

Metodi per ridurre le possibilità di farsi male mentre si è alla guida:

1. Andare molto piano e prendere sufficiente tempo per arrivare a destinazione.
2. Evitare di cambiare corsia in modo rapido, tagliando la strada agli altri: anche loro hanno bisogno di più tempo e della distanza adeguata frenare e fermarsi.
3. Verificate se l’auto è in buone condizioni, se i freni funzionano correttamente, la batteria è ok e se sono presenti gli adeguati livelli di liquido.
4. Cercate di non andare al di sotto di mezzo serbatoio perché potreste rimanere in coda durante una tempesta, o trovarvi in ​​difficoltà e con la necessità di mantenere il caldo in macchina.
5. Se vi succede di rimanere bloccati e spegnete il motore, assicuratevi che il tubo di scappamento non sia bloccato dalla neve perché il monossido di carbonio può arrivare nell’abitacolo.
6. È importante avere un kit di emergenza in auto, qualora si dovesse rimanere bloccati. Dovrebbe includere una pala e raschietto per parabrezza, coperte calde con un ulteriore set di cappello, guanti e tuta sportiva, cavi ausiliari, sabbia, fune da traino e torcia elettrica, una radio a pile, un po’ di cibo ad alto contenuto proteico, acqua e un kit di base di primo soccorso.

4. Ipotermia

L’ipotermia è un altro rischio che può accadere quando si rimane troppo a lungo o bloccati in auto sul lato della strada. Ecco perché il vostro kit di emergenza è così importante. Se possibile, si consiglia di non lasciare il veicolo per cercare aiuto, soprattutto nelle zone isolate. Restate in macchina anche senza il motore acceso a riparo dalle intemperie. Si può legare un pezzo di stoffa colorata alla macchina per segnalare il bisogno di aiuto.

La definizione di ipotermia fa riferimento ad una temperatura corporea inferiore a 35° C. Le persone a maggior rischio di ipotermia sono gli anziani che hanno problemi a regolare la temperatura corporea, chiunque assuma farmaci, specie beta-bloccanti, sedativi e farmaci antipsicotici, chi ha bevuto troppo alcool, i neonati e i bambini molto piccoli che perdono il calore del corpo più velocemente degli adulti e non posso comunicare. Le persone con patologie mediche che impediscono al corpo di regolare il calore, sono affette da morbo di Parkinson, diabete, ictus e ipotiroidismo. Bagnarsi fa perdere il calore del corpo più velocemente attraverso l’evaporazione e la conduzione. I sintomi di ipotermia a volte corrispondono alla perdita di coordinazione, difficoltà di parola, eventuale perdita di coscienza con arresto cardiaco.

Primo soccorso per l’ipotermia:

1. Spostare la vittima in una zona calda e rimuovere gli abiti bagnati.
2. Se sveglio e cosciente, somministrare bevande calde e non alcoliche.
3. Iniziare la respirazione se non stanno respirando.
4. Non applicare calore diretto alle estremità, perché provoca un ulteriore calo della temperatura interna.

Metodi per ridurre le possibilità di ipotermia:

1. Coprire – sé stessi e tutte le zone esposte, tra cui mani, viso e collo.
2. Evitare le attività che fanno sudare perché il corpo umido perde più calore.
3. Indossare strati di abiti che incamerano aria e isolano. Lo strato esterno deve essere a trama stretta e idrorepellente
4. Rimanere il più asciutto possibile. Assicurarsi che la neve non possa entrare nell’abbigliamento, onde evitare di inumidirsi e bagnarsi.

5. Congelamento

Il congelamento può verificarsi in una zona esposta del corpo in appena 5 minuti, quando la temperatura è compresa tra -17 ° e -28 ° C. Questo accade quando il tessuto si blocca letteralmente formando cristalli di ghiaccio all’interno del tessuto intorno alle cellule. Inizialmente si blocca lo strato superiore, la pelle diventa grigio-biancastra; se trattato precocemente, è previsto un buon recupero.

Tuttavia, se si continua ad essere esposti alle intemperie e il tessuto si blocca, si possono provocare danni permanenti a muscoli, nervi e vasi sanguigni. Si definisce “di terzo grado” o congelamento profondo e si comporta e viene trattato come le ustioni. La pelle è macchiata, di colore bluastro-nero con vesciche. Spesso la parte va in gangrena e la zona è da amputare, anche eventualmente in quella circostante, se si sviluppa una infezione.

Trattamento di primo soccorso:

1. Spostare la vittima dal luogo freddo.
2. Togliere gli abiti bagnati, soprattutto nella zona congelata.
3. Elevare la zona per ridurre il gonfiore.
4. Non strofinare o massaggiare: danneggia ulteriormente il tessuto. Non strofinare con ghiaccio o neve.
5. Non riscaldare un’area congelata: se dovesse capitare il ri-congelamento, è meglio lasciare la parte congelata, perché si arreca più danno al tessuto se si scioglie e poi si congela di nuovo.

6. Avvelenamento e incendi da stufe e monossido di carbonio

Durante i periodi invernali, gli infortuni comprendono anche avvelenamenti da monossido di carbonio e incendi: comunemente capitano a causa di stufe inadeguate o candele accese che si rovesciano di notte. Utilizzare un generatore a benzina, durante un’interruzione di corrente causata da una tempesta, troppo vicino alle bocchette di aereazione della vostra casa può causare un ingresso di monossido di carbonio. Idem dicasi quando si lascia l’auto accesa, mentre si è bloccati nella neve in attesa di aiuto: è un altro pericolo di monossido di carbonio, che può fuoriuscire nell’abitacolo se il tubo di scappamento è ostruito.

Inizialmente, i sintomi da avvelenamento da monossido di carbonio non sono specifici, assomigliano a quelli influenzali: mal di testa, vertigini e confusione, mancanza di respiro. Se questi segni non sono riconosciuti, i livelli più elevati si traducono in perdita di coscienza e morte. Le donne in gravidanza, i neonati e i bambini piccoli, così come gli anziani e chi soffre di patologie croniche sono più a rischio di avvelenamento.

Metodi per proteggersi da avvelenamento da monossido:

1. Non utilizzare stufe a combustione in ambienti chiusi e non ventilati.
2. Assicurarsi che la casa abbia un rilevatore di monossido di carbonio con batterie nuove.
3. Se un rilevatore scatta, non consideratelo sempre un falso allarme. Per sicurezza aprite tutte le finestre per aerare, poi chiamate un tecnico per controllare il sistema di riscaldamento.
4. Non ignorare chiunque abbia questi sintomi; consultate immediatamente un medico o il Pronto Soccorso.
5. Primo soccorso per le vittime: rimuoverle dalla zona contaminata verso aria fresca o somministrare ossigeno, se disponibile.
6. Iniziare la respirazione, se necessario, e chiamare un’ambulanza.

Autore | Daniela Bortolotti

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Chi sono? Viola Dante

Sono una farmacista. Ho studiato presso l'Università degli Studi di Palermo. Poi è arrivata la laurea: 110/110 e Lode. Il percorso di studi è andato benissimo ed ho preso tutto quello che potevo dai professori, ma oggigiorno sarebbe riduttivo descrivermi come una professionista del farmaco e della salute. Potrei piuttosto definirmi una farmacista blogger. Amo quello che faccio. Ed ancor di più amo offrire delle soluzioni che migliorino la salute degli italiani ormai vittima di bieche mistificazioni anche in questo campo. Spero di riuscire a trasmettervi la mia smisurata passione per la galenica e per la preparazione di rimedi naturali. E-mail: viola.dante@email.it

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