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Le Bibite A Zero Calorie Non Aiutano A Dimagrire

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Uno studio ha rivelato che le bibite a zero calorie possono essere legate a problemi di salute che vanno dall’obesità al diabete, fino alle malattie cardiache.

Le bibite a zero calorie, scopriamo nostro malgrado, non possono essere la soluzione ideale per la perdita di peso che tutti abbiamo pensato e sperato fosse. In effetti, uno studio dell’Università di Purdue ha scoperto che bevande dietetiche possono essere collegate ad un certo numero di problemi di salute, che vanno dall’obesità, al diabete e alle malattie cardiache, proprio come le loro controparti più zuccherate. La Dottoressa Susie Swithers, un professore di scienze psicologiche e neuroscienziata comportamentale, si è occupata di censire un certo numero di studi recenti, analizzandole per capire se bere bibite analcoliche dietetiche nel lungo termine, potesse aumentare la probabilità che una persona arrivi a mangiare troppo, aumentando quindi di peso e sviluppando conseguentemente altri problemi di salute.

Lo studio ha infatti dimostrato che le persone che erano solite assumere bevande edulcorato erano anche più propense ad aumentare di peso rispetto a quelle che bevevano bibite normali. Altri studi ancora, hanno scoperto che coloro che hanno bevuto le bibite a zero calorie hanno avuto il doppio del rischio di sviluppare la sindrome metabolica, che spesso è precursore di malattie cardiovascolari, rispetto a coloro i quali non le hanno bevute. “Il messaggio di cui tenere conto è che le persone devono essere più consapevoli di quanto dolcificante, sia artificiale che normale, stanno effettivamente consumando” ha dichiarato la ricercatrice.

Sorprendentemente, alcuni studi hanno suggerito che le bibite a zero calorie possono essere altrettanto dannose per la nostra salute come quelle non dietetiche. “Se sono gassate, in cosa differiscono esattamente da quelle regolari? Penso che sia una domanda da porsi“, ha detto la Swithers, che è anche membro dell’Ingestive Behavior Research Center. “E bisognerebbe anche domandarsi a cosa servono le bibite, in primo luogo?“. Gli studi hanno incluso le bevande contenenti aspartame, sucralosio e saccarina: circa il 30% degli americani adulti consumano regolarmente questi dolcificanti.

Mentre la ricerca oggi ci indica che le bibite a zero calorie non sono forse un alimento salutare, non dimentichiamo che nel giro di pochi decenni, negli ultimi 25 anni, i consumi di queste bevande sono saliti alle stelle, tra una proliferazione di opzioni (gusti, aromi) e le preoccupazioni per l’obesità. Questo modo di pensare ha spinto molte scuole e ospedali a smettere di distribuire le normali bibite zuccherate nelle loro mense e distributori automatici, nel tentativo di migliorare la salute dei cittadini, ma la ricerca suggerisce che la tattica potrebbe ritorcersi contro queste politiche e che ci potrebbero essere gravi conseguenze per la salute a lungo termine, a causa del consumo regolare di bevande dietetiche. Quando la gente beve bibite dietetiche, accade ciò che è noto come “distorsione cognitiva“, cioè è portata a pensare di aver risparmiato calorie liquide che può quindi investire altrove… e così ordina una porzione di patatine fritte.

In termini scientifici, lo studio della Swithers è una “revisione”, cioè uno studio che si rifà a molti studi differenti per raggiungere una conclusione e, anche se la notizia non ha riscontrato il favore di tutti, specie dell’American Beverage Association, l’associazione di categoria per l’industria delle bevande analcoliche, che sostiene che una serie di studi hanno dimostrato che le bevande dietetiche non portano ad un aumento di peso o di desiderio di cibi dolci, la Dottoressa Swithers, il cui laboratorio di ricerca è finanziato dal National Institutes of Health, prosegue il suo lavoro. Il suo studio è stato infatti pubblicato nel numero di mercoledì scorso della rivista “Trends in Endocrinology & Metabolism“.

Tuttavia, qualcosa potrebbe forse cambiare: alcuni esperimenti di laboratorio fanno notare un legame tra consumo di dolcificanti artificiali e l’eccesso di cibo che porta ad aumento di peso; in qualche modo i dolcificanti artificiali fanno cambiare la capacità del corpo di capire di quante calorie ha bisogno. “Normalmente quando qualcuno consuma qualcosa di dolce, il corpo si aspetta calorie e zucchero a seguire. Ma quando una persona beve le bibite a zero calorie la soddisfazione non arriva mai e così si ottiene uno stato di confusione che può portare a mangiare troppo, almeno nel modello animale, condizione che può portare ad un aumento dei picchi di zucchero nel sangue“, ha concluso la Swithers.

Naturalmente, le bevande dietetiche non sono gli unici alimenti dolcificati artificialmente: anche alcuni yogurt e prodotti da forno li contengono; ma finché non ci saranno abbastanza dati su cui basarci, non si potranno aiutare le persone a comportarsi di conseguenza.

Autore | Daniela Bortolotti

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Chi sono? Viola Dante

Sono una farmacista. Ho studiato presso l'Università degli Studi di Palermo dal 2003 al 2008. Poi è arrivata la laurea: 110/110 e Lode. Il percorso di studi è andato benissimo ed ho preso tutto quello che potevo dai professori, ma oggigiorno sarebbe riduttivo descrivermi come una professionista del farmaco e della salute. Potrei piuttosto definirmi una farmacista blogger. Amo quello che faccio. Ed ancor di più amo offrire delle soluzioni che migliorino la salute degli italiani ormai vittima di bieche mistificazioni anche in questo campo. Spero di riuscire a trasmettervi la mia smisurata passione per la galenica e per la preparazione di rimedi naturali. E-mail: viola.dante@email.it

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