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Tutto Quello Che C’è Da Sapere Sulla Dieta A Zona

Marirosa Barbieri – Pronte? Care amiche, oggi ci addentreremo nel mondo della dieta a zona. Si tratta di un sistema alimentare “coniato” ai principii degli anni ‘90, negli Stati Uniti.
Da allora la dieta a zona è diventata una vera e propria moda diffusa in tutto il mondo. C’è chi nutre diffidenza verso questo sistema alimentare. Ad ingrossare le fila dei dubbiosi ci sono medici, dietologi e qualche personal trainer.
Cercheremo di capire come funziona, quali sono gli obiettivi di questo regime alimentare e le principali critiche mosse su quella che è diventata un vero e proprio trend.
Vi consigliamo, come sempre, di mantenervi prudenti verso questi nuovi sistemi alimentari, di consultare gli esperti o raccogliere tutte le informazioni necessarie prima di sperimentare sconosciuti sistemi fai-da-te.
Con la salute non si scherza!

PERCHE’ LA DIETA A ZONA?

L’obiettivo della dieta a zona è semplicissimo: essa mira a ridurre la quantità di massa grassa del nostro corpo in favore della massa magra. In che modo? Attraverso il controllo dell’insulina che regola le quantità di glucosio nel sangue. L’insulina deve mantenersi “in zona” (da qui il nome della dieta) cioè non deve essere né bassa, né eccessivamente alta.
Secondo la dieta a zona, l’organismo ha bisogno di assumere, nell’arco della giornata, il 40% di proteine, il 30 % di carboidrati ed il 30% di grassi per mantenersi in equilibrio. Come faccio quindi a sapere quanto devo mangiare per mantenere queste quantità?
La dieta a zona suggerisce due sistemi per controllare l’equilibrio: il primo metodo è quello dei blocchetti che consiste nel mangiare blocchi precisi di carboidrati, proteine e grassi.
Per sapere di quanti blocchi ho bisogno, devo fare un semplice calcolo: moltiplicare i chilogrammi di massa magra per un indice di attività fisica che varia a seconda del mio stile di vita (si tratta di indici standard che troverai sui libri dedicati alla dieta a zona).
C’è poi il sistema del palmo della mani che mi permette di calcolare quanto cibo devo consumare. La quantità ideale di cibo che posso mangiare deve essere contenuta nella mano. La frutta e la verdura, invece, devono essere pari al doppio del volume del mio pugno chiuso.

QUALCHE RICETTA

Alcuni cibi adottati nella dieta a zona sono venduti presso punti vendita specializzati o farmacie.
I cibi banditi sono quelli industriali come succhi di frutta, bevande alcoliche, merendine, biscotti arricchiti di grassi e pasta. Vanno altresì eliminati affettati e formaggi grassi.
Una colazione tipica a zona si compone di latte totalmente scremato, biscotti e tè. Per gli amanti del salato, l’ideale può essere pane o fette biscottate con prosciutto o una barretta energetica.
Per lo spuntino, si suggerisce una barretta o un blocchetto di parmigiano reggiano.
Esistono, tuttavia, numerose alternative.

CRITICHE E DUBBI

La dieta a zona ha suscitato anche qualche polemica. C’è chi (medici ed esperti) la considerano per certi versi dannosa poiché iperproteica. Secondo alcuni, infatti, essa non prevede un giusto equilibrio tra tutte le componenti energetiche di cui l’organismo ha bisogno.

Autore | Marirosa Barbieri

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Chi sono? Viola Dante

Sono una farmacista. Ho studiato presso l'Università degli Studi di Palermo. Poi è arrivata la laurea: 110/110 e Lode. Il percorso di studi è andato benissimo ed ho preso tutto quello che potevo dai professori, ma oggigiorno sarebbe riduttivo descrivermi come una professionista del farmaco e della salute. Potrei piuttosto definirmi una farmacista blogger. Amo quello che faccio. Ed ancor di più amo offrire delle soluzioni che migliorino la salute degli italiani ormai vittima di bieche mistificazioni anche in questo campo. Spero di riuscire a trasmettervi la mia smisurata passione per la galenica e per la preparazione di rimedi naturali. E-mail: viola.dante@email.it

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