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Tumore Al Seno: Ecco L’Importanza Dei Programmi Di Assistenza

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Il calvario è lungo e penoso e non termina, di certo, con l’ intervento chirurgico.
Lo sanno bene oltreoceano, soprattutto a Miami dove è nato il Breast Cancer Survivorship Clinic della Sylvester Clinic.
Si tratta di una costola del sistema sanitario americano, il cui obiettivo è di aiutare i sopravvissuti al cancro al seno, a riprendere in mano la loro vita adattandosi alla nuova condizione.

Che cosa offre il servizio? Un insieme di regole, guide ed attività per consentire ai pazienti di gestire al meglio la vita di ogni giorno. Il programma mette a disposizione consulenza nutrizionale, riabilitazione fisica e allenamento fitness, consulenze psichiatriche e di medicina integrata tra cui l’agopuntura, lo yoga ed il tai chi.

Ci stiamo muovendo verso un modello collaborativo“, ha detto il dottor Beatriz Currier che dirige la parte psichiatrica della clinica, “stiamo affrontando il problema del cancro attraverso i nostri differenti approcci ed esperienze e la cosa più interessante è che tutto si riconduce ad un unicum“.

Per anni, i pazienti ammalati di cancro al seno hanno ricevuto poche indicazioni su come affrontare i problemi che nascono dopo l’intervento (dalla depressione, all’aumento di peso, ai problemi di sonno, alle disfunzioni sessuali).

Ma tutto questo sta cambiando, dal momento che sempre più pazienti affetti da vari tipi di tumore, sopravvivono.

IL PROGRAMMA

Il Breast Cancer Clinic Survivorship conta circa cinque nuovi pazienti a settimana.

Ora è aperto solo ai pazienti Sylvester ma il dottor Currier dice che un giorno potrebbe accogliere altri pazienti ammalati di cancro al seno che sono stati trattati in altre città e cliniche.

A parlare del programma, ci pensa Judith Cornille, 65 anni, sopravvissuta al cancro. La donna si è iscritta al Sylvester Comprehensive Cancer Center di Miami.
Tutti mi dicevano di andare avanti con la mia vita ma non mi ero ancora ripresa emotivamente“, si confessa la donna “questo programma è come un GPS che, dopo il trattamento, ti segue e ti aiuta a sapere che cosa ti devi aspettare e cosa puoi fare per sentirti meglio“.

Dal momento che molti dei pazienti conducono più a lungo una vita più sana, gli ospedali stanno riorganizzando i propri servizi in modo da offrire un servizio di assistenza post operatoria che raccolga varie discipline.

Il primo appuntamento è stato con il fisiologo“, ha raccontato la paziente che, desiderosa di ritornare alla vita di prima, si era cimentata, da sola, nell’attività fisica registrando pochi e brevi successi.

Ero sul ellittica per cinque minuti e le mie gambe erano diventate come gelatina“, ha detto.

Così la paziente si è iscritta al programma U Survive & Thrive presso la clinica dove il fisiologo Stacy Cutrono le ha adattato una tabella di esercizi di routine e l’ha seguita in 16 sessioni sottoposte alla sua supervisione.

Cornille si è detta “molto incoraggiata” di vedere la sua resistenza e forza migliorare a vista d’occhio.

Si comincia tenendosi per mano finchè non si decolla“, ha detto il dottor Cutrono, “i pazienti prendono quello che io insegno loro e poi spiccano il volo da soli“.

Heidi Rowland, 57 anni e sopravvissuta al cancro al seno si è rivolta sia a Cutrono che al nutrizionista per il follow- up post-intervento. Tra un paio di mesi si recherà da Currier per una valutazione cognitiva.

Queste visite si sommano al percorso di follow-up programmato con l’oncologo.

Vedere diversi medici che non si parlano tra loro e si trovano in luoghi diversi sarebbero molto stressante“, ha detto la paziente, “oltre che scoraggiante, quindi è bello incontrare tutti gli esperti riuniti in un unico luogo e che interagiscono tra loro“.

Altri ospedali locali hanno lanciato piani di assistenza e di sopravvivenza per i loro pazienti malati di cancro al seno.

L’oncologa Grazia Wang che presiede la Commissione sul Cancro (COC ) per il Baptist Health, ha lavorato sul modello di piano di sopravvivenza che l’ospedale mette a disposizione dei sopravvissuti per più di un anno.

La dottoressa ha in animo di aggiungere a questo programma di orientamento, una serie di risorse comunitarie disponibili ed una componente finanziaria “perché“, dice, “il cancro può causare difficoltà finanziarie per tanti dei nostri pazienti“.

Wang vede questi programi come una parte vitale di un ” lavoro di squadra” teso a ridurre la ricorrenza del cancro e ad offrire sostegno ai sopravvissuti che possano così rispettare la cura post trattamento.

In questo modo, li educhi e gli insegni quello che dovrebbero fare“, ha detto.
Presso l’Istituto Memorial Center di Broward, la psichiatra Patrick Reynolds, a capo di un sistema di supporto oncologico multidisciplinare, sta supervisionando l’implementazione dei programmi per i pazienti di cancro al seno.

Come altri centri, anche il Memorial prevede di aggiungere ai programmi altri sopravvissuti al cancro, in futuro.

In passato le persone cadevano attraverso le crepe“, ha detto, “i pezzi erano lì, ma la cura tendeva ad essere frammentata. Quello che stiamo facendo ora è la formalizzazione e ricomposizione del processo, in modo che i sopravvissuti non si perdano nel percorso di follow-up“.

TASSI DI SOPRAVVIVENZA

Ci sono quasi 14 milioni di sopravvissuti al cancro negli Stati Uniti ed il numero è destinato ad aumentare del 31%, fino a raggiungere i 18 milioni entro il 2022, secondo il National Cancer Institute.

La comunità scientifica ha realizzato che le incoraggianti domande di programmi follow-up faciliteranno la vita dei pazienti sopravvissuti.

Ecco perché il National Cancer Institute ha pubblicato un rapporto, nel 2005, in cui raccomanda che tutti i pazienti, dopo aver completato il trattamento, ricevano un piano di assistenza di sopravvivenza (SCP) ed un progetto che li aiuti nella strada del post- trattamento.

Il piano di assistenza include sia un registro delle cure che il paziente ha ricevuto, sia un piano sugli effetti psicosociali del trattamento, sulla prevenzione di nuovi casi di tumore e sul controllo dei tumori, tra le altre cose.

L’American College of Surgeons considera questi piani di sopravvivenza come una parte così importante della cura del post- trattamento che nel 2011 la commissione sul Cancro ha annunciato di voler imporre a tutte le sue strutture accreditate (dove circa il 70 % dei nuovi malati di cancro vengono trattati) di fornire questi piani per tutti i pazienti entro il 2015.

Dal momento che i pazienti malati di cancro al seno costituiscono la più alta percentuale di sopravvissuti (il 22%) avviare i piani di sopravvivenza è stato un passo naturale per gli ospedali locali.

Essi hanno un ampio spettro di situazioni da affrontare ma sono anche più aperti, più motivati ​​a trattare i casi“, ha detto Currier.

Alla clinica Sylvester, la visita iniziale comprende uno screening della durata di due ore teso a determinare i problemi che il paziente si troverà ad affrontare.

Se, per esempio, un malato soffre di stanchezza, allora potrebbe sottoporsi alla visita dello psichiatra, del fisiologo, del nutrizionista e forse anche di uno specialista di medicina integrata, per sedute di agopuntura o yoga.

Autore | Marirosa Barbieri

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Chi sono? Viola Dante

Sono una farmacista. Ho studiato presso l'Università degli Studi di Palermo dal 2003 al 2008. Poi è arrivata la laurea: 110/110 e Lode. Il percorso di studi è andato benissimo ed ho preso tutto quello che potevo dai professori, ma oggigiorno sarebbe riduttivo descrivermi come una professionista del farmaco e della salute. Potrei piuttosto definirmi una farmacista blogger. Amo quello che faccio. Ed ancor di più amo offrire delle soluzioni che migliorino la salute degli italiani ormai vittima di bieche mistificazioni anche in questo campo. Spero di riuscire a trasmettervi la mia smisurata passione per la galenica e per la preparazione di rimedi naturali. E-mail: viola.dante@email.it

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