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Cancro Al Seno: Trattamenti Meno Invasivi

La Dottoressa Nima Grissom è un chirurgo del cancro presso la Fondazione Pacific Sutter con sede a San Francisco e Marin ed è medico associato presso il California Pacific Medical Center di San Francisco: questa che trovate di seguito è la sua testimonianza sui trattamenti meno invasivi per il cancro al seno.

All’inizio della mia attività, è diventato chiaro per me che il trattamento del cancro al seno non è stato solo un problema di salute, ma di famiglia e di interruzioni dal lavoro per le donne occupate. Questo mi è stato sottolineato da una paziente che mi ha consegnato il libro che aveva scritto dopo il suo trattamento, intitolato “Cancro al seno? Fammi controllare l’agenda“: il cancro è effettivamente una grande “scocciatura”, anche se non così tanto come tre decenni fa.

Trent’anni fa, il trattamento era lo stesso per la maggior parte dei tumori al seno e comprendeva mastectomia, chemioterapia e radiazioni. Il trattamento poteva andare avanti per sei-nove mesi e gli effetti collaterali erano pazienti che dovevano sospendere le attività normali per tutto il tempo. Da allora, migliore strumentazione come la mammografia digitale, l’ecografia e la risonanza magnetica hanno portato all’identificazione di un maggior numero di piccoli tumori in fase iniziale, che permette di eseguire terapie più mirate e interruzioni più brevi. Oggi, la maggior parte delle donne vengono sottoposte a mastectomia parziale, che comporta la rimozione solo del tumore e un margine di tessuto sano circostante. Di norma, la mastectomia parziale viene seguita da radiazioni sull’intero petto, metodo classico per ridurre la recidiva locale del tumore. Il trattamento viene eseguit in tutta la mammella e nella parete toracica e, talvolta, anche nella zona delle ascelle, spesso con conseguente affaticamento generale, irritazione della pelle e possibilità ridotta di movimento. Occasionalmente, cuore e polmoni possono esserne danneggiati. Il trattamento richiede molto tempo, con visite in ospedale per sei settimane, anche se gli studi attuali mostrano l’esito di un trattamento di tre settimane di radiazione per pazienti con cancro della fase iniziale, che è pari ad un classico percorso di sei settimane.

Radiazioni e trattamenti più mirati sono stati sviluppati negli ultimi 10 anni per ridurre ulteriormente gli effetti collaterali dopo che è stata eliminata la maggior parte delle recidive, quindi dopo la mastectomia parziale, verificatesi nella zona originaria del tumore. Il trattamento della cavità lasciata dalla mastectomia parziale sembrava un’alternativa fattibile per trattare l’intera mammella.

Tecniche sviluppate per la radiazione mirata coinvolgono anche l’impianto chirurgico attorno al sito operatorio, con ricovero in ospedale per cinque giorni: questa è l’evoluzione del posizionamento di cateteri a palloncino ambulatoriali (brachiterapia) nel sito chirurgico, per fornire direttamente e con maggiore precisione la radiazione.

I “palloni” sono posti nella cavità della nodulectomia in ambulatorio, in anestesia locale, per i pazienti idonei. Questo tipo di trattamento con radiazioni è limitato a pazienti oltre i 50 anni con crescita tumorale lenta, ai tumori a basso rischio e con linfonodi negativi. Il paziente viene trattato due volte al giorno per cinque giorni e il palloncino viene rimosso dopo il completamento di tutti i trattamenti.

Poiché la radiazione è limitata alla cavità lasciata dalla mastectomia parziale, i pazienti hanno meno problemi con stanchezza, arrossamento e irritazione della pelle, fibrosi muscolare, ecc… e hanno una possibilità di movimento maggiore, con eventuali problemi al cuore o ai polmoni diminuiti. Lo svantaggio di questo tipo di radiazione è un rischio leggermente più elevato di infezione nel sito chirurgico.

La scoperta più recente è quella della Radioterapia intraoperatoria (IORT) per il trattamento di tumori di piccole dimensioni, a basso rischio. Originariamente sviluppata in Europa per il trattamento di pazienti rurali che non erano in grado di viaggiare e soggiornare per lunghi periodi in un luogo dove la radiazione era disponibile, questo trattamento è ora utilizzato negli Stati Uniti: il radioterapista è presente alla mastectomia parziale per eseguire la terapia IORT direttamente nella cavità subito dopo che il chirurgo ha rimosso il tumore: in questo modo, il paziente riceve un intervento chirurgico e un trattamento in una sola seduta, che permette di tornare alla piena attività rapidamente, dopo una breve interruzione. I risultati dello studio sono soddisfacenti: in pazienti selezionati questo tipo di trattamento può essere una buona opzione. I benefici includono radiazioni più veloci e già disponibili al momento della mastectomia parziale, minore esposizione alle radiazioni del tessuto intorno al tumore e ridotto rischio di recidive rispetto ai pazienti che hanno subito le radiazioni sul petto intero. Lo svantaggio è la possibilità che la ferita sia più lenta a guarire e la necessità di radiazione al seno intero, se si trova il cancro nei linfonodi dopo gli esami.

Ricevere una diagnosi di cancro al seno non è mai facile, ma nuove tecniche più mirate per il trattamento sono in grado di ridurre gli effetti collaterali fisici e il tempo necessario per la cura.

12 giugno 2013

Autore | Daniela Bortolotti

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Chi sono? Viola Dante

Sono una farmacista. Ho studiato presso l'Università degli Studi di Palermo. Poi è arrivata la laurea: 110/110 e Lode. Il percorso di studi è andato benissimo ed ho preso tutto quello che potevo dai professori, ma oggigiorno sarebbe riduttivo descrivermi come una professionista del farmaco e della salute. Potrei piuttosto definirmi una farmacista blogger. Amo quello che faccio. Ed ancor di più amo offrire delle soluzioni che migliorino la salute degli italiani ormai vittima di bieche mistificazioni anche in questo campo. Spero di riuscire a trasmettervi la mia smisurata passione per la galenica e per la preparazione di rimedi naturali. E-mail: viola.dante@email.it

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