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Cancro Al Seno e Discriminazione Nelle Cure

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Il cancro al seno colpisce donne di ogni provenienza, ma i pazienti di minoranza ricevono ancora cure meno efficaci: la Dottoressa Rache M. Simmons, primario di chirurgia al seno all’Ospedale di New York Presbyterian rompe il silenzio e affronta lo spinoso tema del divario di trattamento.

È ragionevole chiedersi perché la Breast Cancer Patient Education Act, un disegno di legge attualmente all’esame del Congresso, si rivolga specificamente ad aiutare “i membri delle minoranze etniche e razziali.” Dopotutto, il tumore al seno colpisce donne di tutte le razze, età e nazionalità. E le donne bianche sono in realtà quelle con più probabilità di sviluppare la malattia. La risposta è abbastanza inquietante. In troppi casi, le pazienti di cancro al seno di minoranza ricevono cure meno efficaci e affrontare questa disparità significa garantire che tutte le donne siano bene informate sulla malattia e sulle opzioni per il suo trattamento.

Due fatti in particolare, evidenziano le sfide affrontate dalle pazienti di cancro al seno di minoranza etnica: in primo luogo, anche se le donne di origine africana hanno il 10% in meno di probabilità di sviluppare il cancro al seno rispetto alle donne caucasiche, hanno però più probabilità di morire per la malattia. Allo stesso tempo, un numero sproporzionato di pazienti africane, ispaniche e asiatiche non riescono ad accedere alle possibilità di chirurgia ricostruttiva del seno dopo la mastectomia. I problemi che affliggono i malati di cancro al seno di minoranza hanno a che fare con l’educazione. L’allarmante tasso di decessi per cancro al seno nella comunità nera americana, per esempio, è in gran parte un fallimento della diagnosi precoce: troppo spesso, in queste pazienti, i tumori non vengono scoperti finché non hanno raggiunto uno stadio avanzato. Educare le donne circa l’importanza di regolari mammografie potrebbe, di per sé, aumentare i tassi di sopravvivenza del cancro al seno in modo esponenziale. Ma l’individuazione della malattia è solo una parte del problema: una volta diagnosticata, le pazienti sono spesso disinformate circa il trattamento e le opzioni di ricostruzione, in particolare quando è richiesta una mastectomia. Uno studio del 2009 nel Journal of Clinical Oncology ha indicato che il numero di donne di minoranza etnica che si sottopongono a chirurgia ricostruttiva dopo una mastectomia è incredibilmente basso e non per scelta. Le donne appartenenti a minoranze non sono le uniche che possono beneficiare di ulteriori informazioni: è comune per le pazienti di cancro al seno di tutte le provenienze prendere le decisioni di trattamento senza piena conoscenza delle varie opzioni chirurgiche. Anche coloro che vengono sottoposte a chirurgia ricostruttiva sono spesso dimesse dagli ospedali con deturpanti cicatrici che avrebbero potuto essere evitate con una procedura più sofisticata.

L’idea che molti pazienti vengono inutilmente mutilate è profondamente doloroso per me, non solo come un chirurgo del cancro al seno, ma come una donna. Ed è per questo che ho dedicato la mia carriera ad aiutare le donne ad evitare la scelta straziante tra perdere la loro vita e perdere i loro seni” ha dichiarato la Dottoressa.

Fortunatamente, gli ultimi anni hanno visto progressi significativi nelle procedure chirurgiche che eliminano efficacemente il cancro, preservando l’aspetto del seno. Nel caso della mastectomia NSM (dall’inglese “nipple sparing mastectomy”), la procedura a cui Angelina Jolie si è recentemente sottoposta, il capezzolo e la pelle rimangono intatte, mentre il tessuto mammario sottostante viene rimosso. Insieme ad impianti o ricostruzione, può lasciare il seno quasi esattamente come prima della chirurgia. Eppure, le rimozioni totali restano la forma più comune di mastectomia. Ampliare l’accesso alle procedure NSM e tecniche correlate potrebbe risparmiare innumerevoli donne dalla straordinaria angoscia di perdere il proprio seno. Anche qui, l’educazione del malato è fondamentale. Prima di decidere su un ciclo di trattamento, le pazienti di cancro al seno dovrebbero imparare quanto più possibile circa le opzioni chirurgiche a loro disposizione. Siti web come breastcancersurgeryoptions.com e breastcancer.org possono essere preziose fonti di informazioni accessibili. Anche i medici devono rimanere informati: che ci crediate o no, molti chirurghi continuano a sconsigliare la NSM sulla base del fatto che la procedura è meno efficace e più difficile di un semplice mastectomia. In realtà, i nuovi dispositivi come i divaricatori del seno illuminati stanno rendendo queste pratiche chirurgiche molto più facile da eseguire. Allo stesso tempo, la ricerca continua a dimostrare che, nelle pazienti giuste, questa chirurgia conservativa non aumenta il rischio di recidiva del tumore.

Le disparità esistenti tra le varie pazienti di cancro al seno sono la dura prova e consapevolezza del valore della formazione del paziente: senza un impegno più rigoroso per informare tutte le donne circa la malattia e le opzioni di trattamento chirurgico, molte malate di cancro al seno continueranno a soffrire di deformità evitabili e di traumi psicologici ed emotivi.

18 giugno 2013

Autore | Daniela Bortolotti

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Chi sono? Viola Dante

Sono una farmacista. Ho studiato presso l'Università degli Studi di Palermo dal 2003 al 2008. Poi è arrivata la laurea: 110/110 e Lode. Il percorso di studi è andato benissimo ed ho preso tutto quello che potevo dai professori, ma oggigiorno sarebbe riduttivo descrivermi come una professionista del farmaco e della salute. Potrei piuttosto definirmi una farmacista blogger. Amo quello che faccio. Ed ancor di più amo offrire delle soluzioni che migliorino la salute degli italiani ormai vittima di bieche mistificazioni anche in questo campo. Spero di riuscire a trasmettervi la mia smisurata passione per la galenica e per la preparazione di rimedi naturali. E-mail: viola.dante@email.it

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