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Cancro Al Seno: Risonanza Magnetica Come Screening

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Ecco un altro studio da aggiungere al dibattito sullo screening del seno: oltre alla mammografia annuale, anche ultrasuoni e risonanza magnetica potrebbero aumentare significativamente la rilevazione di cancro in donne ad elevato rischio, questo secondo una nuova ricerca svolta da alcuni scienziati dell’Università di Pittsburgh (Scuola di medicina), che hanno esaminato i dati provenienti dall’American College of Radiology Imaging Network e, su oltre 2.600 donne che erano a forte rischio di cancro al seno (o che avevano tessuto mammario denso + un altro fattore di rischio, come ad esempio una storia familiare della malattia), il 53% dei tumori sono stati rilevati mediante mammografia. Gli esami svolti con ultrasuoni però hanno individuato 33 casi aggiuntivi di cancro al seno e la risonanza magnetica ne ha trovati altri nove che non erano stati rilevati da entrambi, sia ultrasuoni che mammografie.

Per le donne con i seni densi, che sono a rischio più elevato, i tumori tendono ad essere scoperti in stato più avanzato“, ha dichiarato la Dottoressa Wendie Berg, ricercatrice principale dello studio e professoressa di radiologia presso l’Università di Pittsburgh. “La combinazione di ultrasuoni e mammografia è molto efficace nel trovare certi tipi di cancro“. La ricerca è stata pubblicata martedì scorso nel Journal of American Medical Association e finanziata dalla Fondazione Avon, assieme al National Cancer Institute.

Mentre le donne con tessuto mammario denso possono essere a maggior rischio di sviluppare il cancro al seno, l’enigma è aggravato dal fatto che le mammografie hanno meno probabilità di rilevare il cancro, per cui i ricercatori sostengono che gli strumenti di screening supplementari possono aiutare. Nello studio, anche se sono stati rilevati più tumori (aggiungendo l’ecografia sono arrivati a 242 pazienti totali sottoposte a biopsie), solo il 7,4% di queste donne era effettivamente malata di cancro. Le linee guida attualmente suggeriscono che le donne di età superiore a 50 anni devono fare una mammografia ogni due anni. Ma queste linee guida si scontrano con le raccomandazioni della American College di Ostetricia e Ginecologia, e l’ American Cancer Society, in quanto entrambe le organizzazioni suggeriscono alle donne di fare regolarmente mammografie annuali dai 40 anni in poi.

La nuova ricerca arriva sulla scia di uno studio norvegese pubblicato nella rivista Archives of Internal Medicine, che ha scoperto che le donne che hanno svolto regolari screening mammografici hanno avuto circa il 15% (fino al 25%) dei tumori al seno diagnosticati, ma ha sollevato una domanda molto importante: i tumori potrebbero svanire senza trattamento? I falsi positivi sono stati a lungo parte del dibattito sullo screening per il tumore al seno, ma la Dottoressa Berg ha dichiarato che spesso si verificano in donne che hanno il carcinoma duttale, un cancro che non si è diffuso oltre i condotti del latte e che di solito è meno grave di altre forme della malattia. “Spesso, il carcinoma duttale non si svilupperà mai nel corso della vita di una donna, ma non si può escludere che per altri tumori invasivi non sia importante scoprirlo, perché potrebbe aumentarne le probabilità di diffusione” ha concluso.

Il problema fondamentale è che non abbiamo alcuna prova che il rilevamento di questi tumori con l’ecografia in realtà serva a salvare la vita alle pazienti“, ha dichiarato il Dottor Daniel B. Kopans, professore di radiologia presso la Harvard Medical School. “Con tutto lo sforzo che è stato fatto per lo screening ecografico negli ultimi dieci anni, è sorprendente vedere che nessuno ha fatto uno studio clinico randomizzato controllato, che è l’unico modo per sapere se la ricerca di questi tipi di cancro in realtà salva la vita“. Gli studi clinici controllati randomizzati (randomized controlled trial, RCT) sono studi sperimentali che permettono di valutare l’efficacia di uno specifico trattamento. L’unico strumento di screening che ha dimostrato di ridurre i tassi di mortalità del cancro al seno è la mammografia. C’è stata una diminuzione del 30% dei decessi dal 1990. Mentre la Dottoressa Berg sostiene che gli ultrasuoni siano più economici e, probabilmente, più facilmente disponibili per le varie fasce di popolazione femminile, il Dottor Kopans ha ribadito che la mammografia ha più possibilità di salvare vite.

Anche l’ecografia ha mostrato grandi potenzialità ma, anche in questo caso, prima che la popolazione possa essere sottoposta a screening ecografico, uno studio clinico randomizzato controllato si dimostra indispensabile per dimostrare il suo vantaggio“, ha aggiunto il Dottor Kopans. Tuttavia, la Dottoressa Berg crede che ci sia un ruolo effettivo per queste proiezioni supplementari, riservato alle donne a maggior rischio di sviluppare il cancro al seno. “Abbiamo scoperto che il 94% dei tumori rilevati con questi strumenti erano di cancro invasivo e il 96% di loro non si era ancora diffuso ai linfonodi”, ha aggiunto la Berg. “Questo è esattamente il tipo di cancro appropriato per questi strumenti di screening“.

10 giugno 2013

Autore | Daniela Bortolotti

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Chi sono? Viola Dante

Sono una farmacista. Ho studiato presso l'Università degli Studi di Palermo dal 2003 al 2008. Poi è arrivata la laurea: 110/110 e Lode. Il percorso di studi è andato benissimo ed ho preso tutto quello che potevo dai professori, ma oggigiorno sarebbe riduttivo descrivermi come una professionista del farmaco e della salute. Potrei piuttosto definirmi una farmacista blogger. Amo quello che faccio. Ed ancor di più amo offrire delle soluzioni che migliorino la salute degli italiani ormai vittima di bieche mistificazioni anche in questo campo. Spero di riuscire a trasmettervi la mia smisurata passione per la galenica e per la preparazione di rimedi naturali. E-mail: viola.dante@email.it

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