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La Dieta Della Mamma e L’Effetto Obesità Sul Bebè

Mangia per due!“. E’ l’imperativo categorico rivolto, solitamente, alle mamme in gravidanza, alle prese con l’ indescrivibile tentazione di fare strappi alla regola e gustare una pallina in più di gelato.
E’ insolito, invece, sentire l’incoraggiante: “mangia sano!
Una ricerca, pubblicata questa settimana sulla rivista Cell e condotta su cavie di laboratorio, offre indizi allettanti su come, seguire una dieta povera in gravidanza, possa essere fondamentale per il futuro pargolo e per il rischio di una sua futura obesità; è come se, infatti, la parte del cervello che regola la sensazione della fame, nel nascituro, venisse riprogrammata in base all’alimentazione della mamma.

Queste influenze, specifica lo studio, sembrano avvenire nel terzo trimestre di gravidanza.
La tendenza o legittimazione a strafare (in questo caso è più corretto dire, stramangiare)durante la gravidanza dovrebbe, al contrario, esser sostituita dall’abitudine a mangiare sano. Una buona percentuale di studi, infatti, afferma che la gravidanza dovrebbe fornire un’ottima motivazione per consumare cibi sani e non esporre, quindi, il nascituro al rischio di sviluppare, in futuro, problemi come l’obesità.

L’ALIMENTAZIONE DELLA MAMMA E GLI EFFETTI SUL BEBE’

L’esperimento ha previsto la somministrazione di un’alimentazione ricca di grassi, prima e durante la gravidanza e l’allattamento, ad un gruppo di ratti.
Per maggior precisione, però, dobbiamo sottolineare che i soggetti analizzati, sono topi e non esseri umani.
I ricercatori della Yale School of Medicine e dell’Istituto Max Planck per la Ricerca Neurologica in Germania, hanno usato le cavie per scoprire in che modo la dieta materna influenza lo sviluppo del cervello nella prole.

Il risultato ha portato alla luce questa realtà: “i cuccioli nati da madri obese mostravano profili metabolici diversi, rispetto a quelli nati da madri che seguivano una dieta normale“, ha spiegato il coautore dello studio, Tamas Horvath, professore di Neurobiologia ed Ostetricia presso la Yale.

P U B B L I C I T A'

In particolare, ha sottolineato l’esperto, “i cuccioli di ratto generati da madri che hanno seguito un’alimentazione grassa mentre erano nell’ utero, mostravano un’alterazione delle connessioni dei neuroni cerebrali che regolano il glucosio, il controllo del senso di fame e della sazietà, così come della ripartizione del grasso sul corpo“.

Si tratta di un risultato non del tutto inaspettato, dal momento che numerosi studi condotti sugli animali e sull’uomo avevano già, precedentemente dimostrato, che le madri obese generano, tendenzialmente, creature obese.

L’elemento di novità, sottolinea Horvath, è che questi cambiamenti neuronali si sono manifestati anche nella prole dei topi che non erano inizialmente obesi ma hanno seguito una dieta ricca di grassi solo nella fase dell’allattamento. Il periodo di sviluppo del cervello nei topi corrisponde al terzo trimestre di gravidanza negli esseri umani.

GLI EFFETTI SULL’UOMO

Tutto questo ci fa capire che anche le madri con un peso normale hanno bisogno di prestare attenzione alla loro dieta, se vogliono evitare di esporre i piccoli ai rischi dell’obesità.

Ma suggerisce anche che i ricercatori non dovrebbero considerare la fase finale della gravidanza come un periodo in cui è troppo tardi per intervenire nella dieta di una mamma e per interrompere il ciclo dell’obesità.

Questo studio costituisce un altro pezzo importante del puzzle che ci dice che le influenze nelle prime fasi di vita possono avere conseguenze di lunga durata sulla prole“, dice il Dott. David Ludwig, ricercatore di Harvard che studia l’obesità nei bambini e direttore della New Balance Foundation Obesity Prevention Center all’Ospedale Pediatrico di Boston.

Il dottor Ludwig, tuttavia, avverte che bisogna stare attenti nell’applicare questi risultati agli esseri umani. “Dopo tutto“, osserva, “gli esseri umani ed i roditori avevano una storia evolutiva diversa 60 milioni anni fa. Per prima cosa, infatti, una dieta ricca di grassi per i roditori non è la stessa che seguono gli esseri umani, quindi non possiamo applicare i risultati direttamente alle mamme umane. Detto questo, il principio generale in base al quale l’alimentazione nel grembo materno e durante primi anni di vita è fondamentale per i rischi di salute a lungo termine, come l’obesità, rimane più che valido.Questo significa che la tendenza o familiarità verso l’obesità, non è semplicemente una questione genetica o ambientale“.

Lo scorso ottobre , Ludwig ed i suoi colleghi hanno pubblicato uno studio condotto su più di 40.000 madri e sui loro 90.000 bambini. Per esaminare il ruolo dei geni e dell’ambiente, i ricercatori hanno esaminato i fratelli nati dalla stessa madre, confrontando il peso della madre nelle varie gravidanze e come quella influenza il peso dei suoi figli più tardi. L’aumento di peso materno, ha osservato l’esperto, è un buon indicatore della qualità della dieta durante la gravidanza.

Il team di ricercatori, ha scoperto che i bambini nati da mamme che hanno messo su troppo peso (circa 18 kg) durante la gravidanza, avevano un rischio maggiore di diventare obesi nel corso di 10 anni.

Il messaggio, quindi, per le mamme in attesa, è che, a prescindere dai geni, è importante prestare attenzione a ciò che si mangia durante le 40 settimane di gravidanza.

I geni non sono modificabili“, sentenzia l’esperto, “mentre la dieta e l’aumento di peso e l’alimentazione in gravidanza, sì“.

Autore | Marirosa Barbieri

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Chi sono? Viola Dante

Sono una farmacista. Ho studiato presso l'Università degli Studi di Palermo. Poi è arrivata la laurea: 110/110 e Lode. Il percorso di studi è andato benissimo ed ho preso tutto quello che potevo dai professori, ma oggigiorno sarebbe riduttivo descrivermi come una professionista del farmaco e della salute. Potrei piuttosto definirmi una farmacista blogger. Amo quello che faccio. Ed ancor di più amo offrire delle soluzioni che migliorino la salute degli italiani ormai vittima di bieche mistificazioni anche in questo campo. Spero di riuscire a trasmettervi la mia smisurata passione per la galenica e per la preparazione di rimedi naturali.