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Ipertensione: Cosa La Scatena e Come Curarla

Ipertensione arteriosa. I medici definiscono così, quella condizione caratterizzata da un’elevata pressione sanguigna nelle arterie.

Milioni di persone, nel mondo, soffrono di ipertensione, complici lo stile di vita, lo stress e numerosi fattori ambientali.
Le conseguenze di questa malattia sono molteplici e piuttosto gravi: si va dall’ictus, all’infarto, all’aneurisma, a complicanze renali.
Cerchiamo di capire, quindi, che cosa innesca l’ipertensione e, soprattutto, come affrontarla al meglio.

ECCO CHE COSA SUCCEDE NEL CORPO IPERTESO

E’ così subdola da procurarsi la fama di “killer silenzioso“. Così, numerosi articoli scientifici, definiscono l’ipertensione arteriosa.
Ma che cosa accade al nostro corpo quando diventa preda di questa malattia?
Ce lo spiega il dottor Richard Ward, medico di famiglia presso il distretto del Calgary Foothills.
In presenza di ipertensione, quasi tutto l’organismo va in sofferenza“, dice l’esperto, “il cuore, infatti, è costretto a lavorare di più visto che la pressione aumenta e sollecita fortemente il muscolo cardiaco. Questo grande sforzo può comportare un ispessimento del cuore ed esporci, quindi, al rischio di infarto“.

Ed il cervello? Il dottor Ward non ha dubbi: “anche il cervello è in pericolo quando la pressione del sangue aumenta. In particolare si rischia l’ictus dal momento che i vasi sanguigni possono rompersi e generare coaguli che bloccano il flusso di sangue al cervello. L’ictus causa la morte o danni cerebrali irreversibili“.

P U B B L I C I T A'

I PRIMI SINTOMI

Mal di testa, spossatezza, senso di vertigini, nausea.
Se si registrano questi sintomi, è bene non sottovalutarli ma ricorrere ad un consulto medico e, se del caso, sottoporsi ad uno screening.
Un sistema che ci permette di tenere sotto controllo l’ipertensione arteriosa, consiste nel misurare la pressione almeno ogni tre/sei mesi (soprattutto se si rientra nella categoria ad alto rischio).
Se la pressione si attesta intorno ai 120/180, non c’è nulla di preoccupante. Al contrario, se i valori dovessero oscillare tra i 140 ed i 190, è importante rivolgersi al proprio medico di fiducia.

FATTORI DI RISCHIO

Tra i fattori di rischio dell’ipertensione, rientrano il consumo smodato di alcol, caffeina, fumo e droghe.

Anche malattie come l’ ipertiroidismo, l’ipotiroidismo o la sindrome di Cushing predispongono alla patologia.

CONSEGUENZE

Ischemia, insufficienza renale, riduzione del campo visivo. Sono solo alcune delle conseguenze più diffuse dell’ipertensione arteriosa.
La pressione alta rischia di compromettere le funzioni cognitive del cervello provocando, quindi, problemi di apprendimento e della capacità mnemonica.

A risentire dell’ipertensione, sono anche i reni. I vasi sanguigni che affluiscono a questi organi, rischiano di indebolirsi e diventeranno, quindi, meno efficaci nel filtrare i liquidi del corpo. La presenza eccessiva di liquidi, a sua volta, rischia di aumentare la pressione sanguigna e questo ci espone al rischio di ipertensione.
Tra gli effetti indesiderati della malattia, inoltre, ci sono l’apnea notturna e l’indebolimento osseo.

MENO SALE IN CUCINA, PIU’ FRUTTA E VERDURE

I vegetariani faranno salti di gioia: tra le soluzioni più indicate per risolvere il problema dell’ipertensione arteriosa, c’è il maggiore consumo di frutta e verdura. Un’alimentazione basata su noci, pollo e pesce risulta particolarmente indicata.
Ridurre l’apporto di sale nella propria dieta, praticare attività sportiva giornaliera, perdere peso, inoltre, sono regole di buona condotta da seguire per vivere meglio e non incorrere in malattie.

E’ normale“, precisa il dottor Ward, “che sbalzi e fluttuazioni di pressione si manifestino durante la giornata. Questo dipende dallo stress, dai dispiaceri che ogni persona subisce nella sua quotidianità. In questi casi, non bisogna allarmarsi ma semplicemente darsi una regolata“.

Il ricorso a farmaci contro l’ipertensione dovrebbe costituire, come sempre, l’extrema ratio (cioè la soluzione ultima ed inevitabile alla cura del problema).
Tra i rimedi farmacologici più utilizzati, ci sono gli alfa bloccanti (prazosina e doxazosina) ed i beta bloccanti.

STUDI CLINICI

Studi clinici hanno dimostrato che esiste un nesso tra le malattie vascolari (come l’ipertensione) e lo sviluppo della demenza o del morbo di alzheimer.
Lo dicono Davies NM, Kehoe PG, Ben-Shlomo Y e Martin RM dell’Associations of anti-hypertensive treatments with Alzheimer’s disease, vascular dementia, and other dementias. In particolare, è stato scoperto che alcuni farmaci utilizzati per il trattamento dell’ipertensione risultano particolarmente efficaci nel curare l’alzheimer o la demenza vascolare.

Gli autori dello studio hanno condotto un’analisi su un campione di pazienti di sessant’anni. I risultati hanno dimostrato che i soggetti sottoposti a trattamenti per l’ipertensione arteriosa hanno sviluppato circa la metà delle probabilità di soffrire di alzheimer.

CURIOSANDO NELL’IPERTENSIONE

Lo sapevate che le persone ipertese rischiano di avere disfunzioni sessuali?
Questo accade perchè l’afflusso di sangue agli organi genitali risulta compromesso.

Sapevate, inoltre, che esiste l’ipertensione da gestazione che si manifesta nella donna, durante la gravidanza?
Sembra che di questo problema soffrano circa l’8/12% delle gestanti.

Autore | Marirosa Barbieri

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Chi sono? Viola Dante

Sono una farmacista. Ho studiato presso l'Università degli Studi di Palermo. Poi è arrivata la laurea: 110/110 e Lode. Il percorso di studi è andato benissimo ed ho preso tutto quello che potevo dai professori, ma oggigiorno sarebbe riduttivo descrivermi come una professionista del farmaco e della salute. Potrei piuttosto definirmi una farmacista blogger. Amo quello che faccio. Ed ancor di più amo offrire delle soluzioni che migliorino la salute degli italiani ormai vittima di bieche mistificazioni anche in questo campo. Spero di riuscire a trasmettervi la mia smisurata passione per la galenica e per la preparazione di rimedi naturali.

Un commento

  1. La mia pressione la min 110./ 160 max da 10 anni…